UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA
DIPARTIMENTO DI MEDICINA E CHIRURGIA
Corso di Laurea in Infermieristica sede di Foligno
Tesi di Laurea
IL RUOLO DELL’INFERMIERE NELLA
PREVENZIONE SANITARIA: OGGI UNA PRIORITÀ
Laureanda Relatrice
Tea Cracco Prof. Federica Sensidoni
Anno Accademico 2023-2024
INDICE:
INTRODUZIONE ……………………………………….…………...….…. 1
1. LA LETTERATURA PREVENTIVA ……………...……..…….……….… 3
1.1 LA SALUTE E I SUOI DETERMINANTI …...……………….......... 3
1.2 LA PREVENZIONE …………….………........................................... 8
1.3 CONFERENZA INTERNAZIONALE DI ALMA ATA …….……... 12
1.4 IL SISTEMA SANITARIO NAZIONALE .……...……………...…. 14
1.5 LA CARTA DI OTTAWA ……….……….………………………..... 17
1.6 RACCOMANDAZIONI DI ADELAIDE ...…………….………..… 20
1.7 HEALTH 21 (OMS) …...…………………….…………………....... 22
1.8 AGENDA 2030 PER LO SVILUPPO SOSTENIBILE …......……... 32
1.9 PROFILO PROFESSIONALE DELL’INFERMIERE ….…..……... 35
1.10 CODICE DEONTOLOGICO INFERMIERISTICO .…………….... 37
2. LE PATOLOGIE CRONICHE ……………………………………….…. 40
2.1 EPIDEMIOLOGIA MONDIALE E NAZIONALE ………….……. 43
2.2 PREVISIONI A BREVE E A LUNGO TERMINE ………………... 47
3. USO IMPROPRIO DEI SERVIZI SANITARI E POSSIBILI
SOLUZIONI ……………………………………..……………………...… 50
3.1 INFERMIERE SCOLASTICO ………………………………..….... 51
3.2 INFERMIERE DI FARMACIA ………………………………......... 54
3.3 INFERMIERE DI FAMIGLIA E DI COMUNITÀ ………….…….. 56
4. QUESTIONARIO DI RICERCA ………………………………………... 60
4.1 OBIETTIVO …………………………………………………….…. 60
4.2 MATERIALI E METODI ……………………………………….…. 60
4.3 RISULTATI …………………………………………………..…….. 62
4.4 DISCUSSIONE …………………………………………………….. 85
5. CONCLUSIONI …………………………………………………………... 91
6. RINGRAZIAMENTI ……………………………………………………... 93
7. BIBLIOGRAFIA ………………………………………………………….. 94
8. ALLEGATO 1 …………………………………………………………….. 98
INTRODUZIONE
Questa tesi di laurea nasce da una domanda che mi feci qualche
tempo fa: quanto sarebbe bello avere a disposizione un
infermiere di famiglia di fiducia da incontrare almeno due volte
all’anno o più, per avere una sanità proattiva o da contattare in
caso di necessità? Quanti accessi inappropriati al pronto
soccorso, ad esempio, si eviterebbero? Quante diagnosi precoci
di malattia ci sarebbero se ci fosse un infermiere che inviti i suoi
assistiti ad effettuare saltuariamente degli esami ematici di
routine, misurarsi la pressione sanguigna, piuttosto che aderire
agli screening sistematici? È vero che si riceve l’invito postale, ma
ancora in troppi decidono di non aderire. Forse semplicemente
perché nessuno ha comunicato direttamente con le persone
interessate o perché queste non hanno la possibilità di porre
domande per capire meglio di cosa si tratta.
Oggi il numero degli individui che sviluppa nel corso della
propria vita una patologia cronica o una disabilità sta crescendo
anno dopo anno. L’età media si è allungata rispetto a qualche
anno fa, ma la qualità della vita spesso è compromessa negli
adulti, negli anziani e nei grandi anziani soprattutto per lo stile
di vita, un fattore che può essere migliorato con il giusto
supporto. La loro gestione sanitaria sta diventando sempre di più
un problema non indifferente, destinato a peggiorare.
1
È dunque evidente che è necessario porre maggiore attenzione
alla prevenzione sanitaria. L’infermiere ha un ruolo cruciale in
questo, soprattutto figure come l’infermiere scolastico, l’infermiere
di farmacia e l’infermiere di famiglia e di comunità, purtroppo ancora
poco o affatto presenti nel nostro paese, potrebbero portare un
significativo beneficio sociosanitario.
In questo elaborato discuterò dei riferimenti in letteratura
sull’importanza della prevenzione sanitaria, per arrivare infine
ai risultati del questionario che ho somministrato.
Il questionario va ad indagare conoscenze sanitarie di base
riguardo a: infermiere di famiglia; stile di vita; tumori e screening
nazionali; benessere fisico e psicologico.
Per la realizzazione del questionario mi sono avvalsa della
piattaforma online Modelli di Google, mentre per la formulazione
delle domande mi sono avvalsa delle domande di ricerca del
progetto nazionale PASSI (Progressi delle Aziende Sanitarie per
la Salute in Italia). Lo scopo del questionario è valutare se la
popolazione tra i 30 e i 65 anni possiede conoscenze sanitarie e
stile di vita soddisfacenti, pur non conoscendo e non avendo a
disposizione la figura dell’infermiere di famiglia. Questo perché
fra pochi anni saranno loro i prossimi anziani ed è importante
attuare la prevenzione sanitaria per abbattere i tassi di disabilità
e mortalità soprattutto in questa fascia d’età.
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LA LETTERATURA PREVENTIVA
1.
È noto a tutti il detto “prevenire è meglio che curare”. Ed è
proprio così che dovrebbe essere. Adoperare un comportamento
“preventivo” in tema sanitario, quando è possibile, è sempre la
scelta migliore che possiamo fare, per noi stessi, per la nostra
famiglia e per la società. Sicuramente ogni persona possiede
libero arbitrio nel decidere come condurre la propria vita, ma
non dobbiamo sottovalutare che le nostre scelte sbagliate in
materia di salute possono avere effetti anche devastanti nei nostri
cari e nella società.
In questo primo capitolo analizzerò prima di tutto che cosa
significa Salute e cosa si intende per prevenzione sanitaria;
verranno poi citate importanti fonti letterarie a riguardo per
valorizzarle. Un viaggio a partire dalle rivoluzionarie
considerazioni di Florence Nightingale (XIX secolo) per arrivare
fino al futuro (Agenda 2030).
1.1 LA SALUTE E I SUOI DETERMINANTI
Secondo quanto affermato dall’Organizzazione Mondiale della
Sanità, nel 1948, la salute è: uno stato di completo benessere fisico,
mentale e sociale e non soltanto assenza di malattia. Affermazione
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rivoluzionaria che mette in luce, finalmente, che non basta essere
1 Epicentro.iss.it - 05/2024 3
privi di malattie per potersi ritenere sani. La salute mentale è
altrettanto importante e anche la salute sociale.
Ecco quindi che corpo, mente e società formano una triade della
salute dove sono messe sullo stesso piano. Dove non c’è salute
anche solo in una delle tre condizioni, necessariamente anche le
altre due ne risentiranno.
Se si ha una malattia fisica, automaticamente anche la salute
mentale sarà compromessa (basti pensare all’ansia per la
malattia, per le terapie, per un eventuale intervento chirurgico,
ecc.). Anche la società ne risentirà, perché ci sarà un individuo in
meno che poteva contribuire al benessere economico sociale
mediante il suo lavoro o usufruendo dei servizi pubblici della
città; la stessa persona potrebbe vivere un momento di
isolamento sociale a causa della sua condizione. Con una
problematica mentale spesso ci possono essere ripercussioni più
o meno gravi anche a livello fisico e generalmente la vita sociale
di questi soggetti è carente o assente. Una persona isolata dalla
società (pensiamo, ad esempio, a un detenuto o a un clochard)
per motivi economici, razziali, religiosi, sessuali o fisici, come
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un’importante disabilità, è facile pensare che possa avere
ripercussioni mentali (per es. depressione) e anche fisiche.
La salute è forse il dono più importante che abbiamo, ma non è
una condizione statica. Essa è in costante movimento, è dinamica
e dobbiamo imparare a muoverci con lei o rischiamo di vederla
andare via. Per questo è importante cercare il più possibile di
adoperare uno stile di vita sano, cosicché possiamo godere dei
“guadagni” derivati da esso, soprattutto nell’anzianità.
In altre parole, dobbiamo pre-venire, prima che la malattia possa
venire da noi.
Una figura chiave nella storia dell’assistenza infermieristica che
ha compreso l’importanza della prevenzione e dell’igiene è
sicuramente Florence Nightingale. La prima cosa che ha bisogno
una persona malata è di stare in un ambiente con aria pulita e
illuminata dal sole, lo sappiamo tutti. Ma dobbiamo proprio alla
Nightingale questa osservazione. Le pessime condizioni
igieniche degli ospedali inglesi dell’epoca favorivano
l’insorgenza di infezioni nei soldati feriti nella guerra di Crimea,
portandoli a morte certa. Florence, dalla semplice osservazione,
riuscì a capire come migliorare l’assistenza infermieristica,
possiamo dunque considerarla come una sorta di statista ed
epidemiologa. Dunque, dei semplici elementi modificabili come
aria pulita, luce solare ed igiene, possono portare a dei grandi
benefici: possono prevenire le malattie.
5
Ecco, quindi, che introduco il concetto dei determinanti della
salute.
I Determinanti della salute sono quei fattori interni ed esterni a un
individuo, capaci di modificare lo stato di salute dello stesso.
Esistono dei fattori che non possiamo modificare, come: sesso,
età, fattori genetici.
Altri fattori, invece, possono essere modificati ed è su questi che
dobbiamo porre il massimo impegno personale affinché la salute
non venga meno, come: fattori ambientali, economici, sociali,
politici; stile di vita; condizioni lavorative e abitative; accesso ai
servizi sanitari. Secondo il modello concettuale americano, i
determinanti di salute hanno questa importanza: al primo posto
abbiamo lo stile di vita; al secondo posto i fattori ambientali; al
terzo posto i fattori genetici; all’ultimo posto l’accesso alle cure.
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Per quanto riguarda il modello concettuale europeo, la
situazione è più ampia. Abbiamo una serie di strati concentrici
che corrispondono a diversi livelli di influenza. Al centro vi è la
persona, con i suoi determinanti della salute immodificabili,
attorno a lui tutti quelli modificabili, quelli cioè che sono
suscettibili di essere corretti e trasformati, si muovono dagli strati
interni verso quelli più esterni: gli stili di vita individuali, le reti
sociali e comunitarie, l’ambiente di vita e di lavoro, il contesto
politico, sociale, economico e culturale.
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Quello sul quale dobbiamo porre maggiore attenzione, è
sicuramente lo stile di vita, per prevenire gran parte delle
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condizioni morbose che insorgono quando alla base sussiste uno
stile di vita insoddisfacente per garantire la salute.
1.2 LA PREVENZIONE
La prevenzione potremmo definirla come il mettere in atto azioni
mirate affinché non sopraggiunga un danno specifico per la
nostra salute. Esistono convenzionalmente tre tipi diversi di
prevenzione, ma hanno obiettivi diversi:
→
1) PREVENZIONE PRIMARIA Questa è la tipologia di
prevenzione sulla quale dobbiamo porre la massima
attenzione ed è quella maggiormente significativa per il
mondo sanitario. Si tratta di una prevenzione che mira al
ridurre l’incidenza di una patologia prima ancora che essa
sia sopraggiunta. Si attua su individui, dunque, sani. Può
comprendere lo svolgere un determinato stile di vita (es.
fare regolare attività fisica), oppure il non svolgerlo (es.
decidere di non fumare). Tutto è mirato in questo tipo di
prevenzione nell’eliminare o ridurre drasticamente i fattori
di rischio modificabili per, a sua volta, ridurre la
percentuale di insorgenza di malattia che può essere
appunto prevenuta. Siamo dunque noi, attraverso le nostre
scelte quotidiane, a determinare il grado di benessere
sanitario personale e sociale. In questo tipo di prevenzione
fondamentali sono, ad esempio, le campagne vaccinali
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(vaccinarsi prima di incontrare l’agente patogeno permette
di prevenire il contagio nella maggior parte dei casi),
piuttosto che i progetti educativi nelle scuole su un coretto
stile di vita, ecc. L’obiettivo quindi della prevenzione
primaria è quella di ridurre l’incidenza di malattia (nuovi
casi di una malattia in una popolazione specifica durante
un periodo di tempo definito); →
2) PREVENZIONE SECONDARIA Nella prevenzione
secondaria si cerca di diagnosticare precocemente una
patologia nei suoi stadi iniziali prima che dia segno e
manifestazione di sé, per prevenire una malattia avanzata
e con prognosi infausta. In questo tipo di prevenzione,
dunque, i soggetti non sono più in salute, ma non sanno di
essere portatori di malattia. Fondamentali sono infatti gli
screening sistematici nazionali, perché consentono di
screenare, appunto, la popolazione generale per
individuare nuovi malati e trattarli immediatamente.
Questo permette di ristabilire un’aspettativa di vita
potenzialmente longeva. L’obiettivo quindi della
prevenzione secondaria è la riduzione della prevalenza
della malattia (numero totale dei casi di una malattia in una
popolazione specifica, in un dato momento o in un periodo
di tempo); 9 →
3) PREVENZIONE TERZIARIA La prevenzione terziaria,
invece, si applica agli individui che hanno una patologia
cronica già conclamata o che hanno avuto una patologia in
passato, per la quale non si può intervenire a scopo
prettamente preventivo o curativo, bensì si mettono in atto
comportamenti per evitare ulteriori danni e possibili
complicanze della patologia, presente o passata che sia. Ad
esempio, i pazienti diabetici, con un coretto stile di vita,
controlli e visite specialistiche, una corretta adesione alla
terapia, possono drasticamente ridurre i rischi
cardiovascolari legati dalla loro patologia; un paziente
sopravvissuto a Infarto Acuto del Miocardio o a Ictus, con
buona compliance allo stile di vita sano e alla terapia
farmacologica, possono vivere ancora con una buona
qualità di vita. L’obiettivo quindi della prevenzione
terziaria è quello di impedire o ridurre l’invalidità delle
persone già ammalate di malattie croniche e di favorire il
recupero delle persone portatrici di handicap.
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Negli ultimi anni, si è iniziato a parlare anche di prevenzione
quaternaria, ovvero la prevenzione da interventi sanitari
diagnostici e terapeutici non propriamente necessari; in altre
parole, prevenzione dell’accanimento terapeutico. L’obiettivo di
questo tipo di prevenzione è quello di ridurre l’esecuzione di
eccessive o inappropriate cure mediche, dunque inutili, per
prevenire i potenziali danni inflitti ai pazienti dati da questi
ultimi.
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TIA.jpg – 24/06/2024 11
1.3 CONFERENZA INTERNAZIONALE ALMA ATA
Nel 1978 ad Alma Ata, capitale della repubblica sovietica del
Kazakistan, avvenne una Conferenza Internazionale sulla
Primary Health Care (PHC), ovvero sull’assistenza sanitaria
primaria. La conferenza fu organizzata dall’OMS,
dall’Organizzazione Pan Americana della Salute, dall'UNICEF, e
patrocinata dall’Unione Sovietica di allora. Ben 46 anni fa si è
iniziato a discutere dell’importanza delle cure primarie grazie a
questa rivoluz
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