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DIPARTIMENTO DI LETTERE LINGUE ARTI. ITALIANISTICA E CULTURE COMPARATE

CORSO DI LAUREA IN FILOLOGIA MODERNA

TESI DI LAUREA

IN

ANALISI DEL FILM

LA NUOVA HOLLYWOOD:

FENOMENOLOGIA DEL CINEMA AMERICANO

CONTEMPORANEO

Relatore

Chiar.mo Prof. Federico ZECCA

Correlatore

Chiar.ma Prof.ssa Angela Bianca SAPONARI Laureando

Roberto VALENTE

ANNO ACCADEMICO 2018-2019

Sommario

Introduzione ................................................................................ p. 2

Capitolo primo Hollywood Renaissance tra avanguardia e

rinnovamento……………………………………………………p.7

europei…………………………………p.8

1.1 La ricezione dei modelli

1.2 Le novità autoriali e i movie brats…………………………p.22

cambiamento……………………………………p.33

1.3 Una società in

Capitolo secondo il contesto industriale……………………p.47

crisi…………………………………p.48

2.1 Lo studio system e la sua

produzione………………………………p.54

2.2 Nuovi approcci alla spettatore…………………………p.62

2.3 Un nuovo rapporto con lo

Capitolo terzo la decostruzione e la modernizzazione

dei generi………………………………………………………p.70

tradizione………………p.71

3.1 Le nuove figure e il rapporto con la

La distorsione dei miti americani……………………………p.91

3.2 generi………………………………p.98

3.3 La contaminazione dei

Conclusioni………………………………………………...p.108

Bibliografia…………………………………………………p.112

2

Introduzione

3

Questo lavoro tenta di esaminare e analizzare quelli che sono stati i cambiamenti in

seno al cinema statunitense in un periodo storico sociale che ne ha visto evolversi

gli stilemi e gli approcci in maniera decisiva. Al pari di tutte le altre arti anche il

cinema, la più giovane tra queste, si è mostrato sensibile alle novità provenienti dai

più fertili ambienti artistici. A partire dagli anni Cinquanta, percorrendo i Sessanta

fino ad arrivare ai Settanta il cinema americano ha avanzato una riflessione sulle

proprie capacità di raccontare un mondo e una realtà che si mostravano

prepotentemente come un punto di svolta nella storia della società occidentale. A

partire dal genere noir hollywoodiano che per primo si è mostrato un ottimo

ricettore e portavoce delle ansie e delle angosce che attanagliavano una società nel

che per anni era stata taciuta, passando poi per l’Europa e

pieno di una crisi storica

le sue novità riguardanti la comunione tra discorso artistico autoriale e cinema, gli

autori americani hanno proposto un cinema più vicino ai mutati gusti e costumi

culturali in piena rivoluzione.

La Nouvelle Vague in Francia, teorizzata da André Bazin e dai critici provenienti

dalla rivista “Chaiers du cinema”, tra cui i futuri maestri Francois Truffaut, Jean

Resnais, passando per l’Italia

Luc Godard, Alain con il cinema di poesia di Fellini

quello dell’incomunicabilità di Antonioni, fino al nord Europa con Ingman

e l’enorme

Bergman e le sue opere che raccontavano difficoltà di stare al mondo. Da

qui percorreremo le tappe della nascita del movimento artistico cinematografico

definito New Hollywood, il quale ha rappresentato un irreversibile cambiamento di

rotta per il cinema statunitense. 4

Vedremo i fili rossi che hanno legato i discorsi cinematografici europei con quelli

statunitensi, mostrando come le novità stilistiche e i rinnovati discorsi introspettivi

che il cinema ha portato su di sé e sui propri mezzi saranno la conseguenza di

quell’approccio che potremmo definire contemporaneo alla settima arte. Questa

analisi è stata svolta esaminando quanto ci fosse di nuovo e di interessante nelle

idee di alcuni giovani registi, a fianco ad altri già esperti ma comunque accomunati

da una decisa volontà di innalzare il cinema a discorso artistico in linea di continuità

con la mutata scena storico sociale.

capitolo analizzeremo l’aspetto industriale, fondamentale per

Nel secondo lo

sviluppo di tale nuovo discorso critico sul cinema. Il grande cambiamento che

interessò l’industria hollywoodiana e il suo sistema verticale di produzione, vide

l’oligopolio degli Studios messo in crisi da un mancato ricambio generazionale e

da un inarrestabile cambiamento sociale. Basti pensare alla rivoluzione nello

sguardo introdotto dalla televisione, acerrima rivale di un cinema che negli anni

Cinquanta stava attraversando una delle sue più grandi crisi riguardanti il numero

di spettatori e la frequentazione dello spazio cinema nel suo insieme.

Là dove il giovane pubblico non voleva più assistere al rassicurante canto elegiaco

del cinema classico del passato, preferendo invece una rilettura critica dei propri

codici. Ecco allora che il cinema indipendente, a basso budget, sfiderà le milionarie

produzioni delle major, accaparrandosi uno strepitoso successo di pubblico e di

critica. Alcune figure, su tutte quelle di Roger Corman, diverranno dei veri e propri

Guru per i giovani cineasti alla ricerca di un mezzo per diffondere i propri

personalissimi lavori e dare voci ai gusti dei nuovi giovani spettatori.

5

Conosceremo i nomi dei nuovi protagonisti, molti dei quali ancora oggi

contemporanei, che hanno dato il loro contributo al cinema divenendone dei simboli

imprescindibili: Martin Scorsese, Steven Spielberg, George Lucas, Coppola,

Altman e tanti altri nomi grossi riguardanti anche il mondo della sceneggiatura

come Paul Schrader e quello della recitazione che propone i giovani Jack

Nicholson, Gene Hackman, Robert De Niro, Al Pacino, Dustin Hoffman, Faye

Dunaway, Dennis Hopper e molti altri. Vedremo come questi nuovi protagonisti

affronteranno in maniera critica la tradizione e il passato, gli insegnamenti dei

grandi registi del calibro di Welles, Hitchcoock, Hawks, Ford, immergendoli in un

mutato clima storico che ne esigeva una nuova modalità di espressione e di

riflessione. Analizzeremo come infine questi elementi si siano riversati più

creazione dell’opera

precisamente nel discorso tecnico riguardante la filmica,

concentrandoci sui generi, elemento fondamentale del cinema classico americano

sia per un discorso commerciale e di vendibilità sia per un discorso tecnico

realizzativo. Vedremo come il discorso critico sul genere sarà inevitabilmente

modificato e come le categorie di genere saranno ridefinite a favore di un cinema

decisamente più eclettico e cosciente della propria potenziale forza realizzativa.

Il concetto di genere andrà in contro ad un forte ridimensionamento, mostrandosi

come fonte inesauribile di elementi creativi a disposizione dei cineasti esponenti

della New Hollywood. Assisteremo alla rivincita del taciuto, all’altro lato

dell’America che viene criticamente mostrato e dibattuto, denunciato in tutte le sue

ipocrisie e ingiustizie in anni in cui tali elementi si susseguivano a partire da un

ambiguo discorso politico fino ad un cinico discorso sociale riguardante la

6 Vietnam e Cambogia. L’America

carneficina svoltasi per quasi due decenni in

smette riflettere tutto il suo fascino, smette di essere una vetrina davanti alla quale

fermarsi per ammirarne i pregi e i sogni. Il cinema americano rinuncia al suo

grandioso mito di fondazione, preferendo divenire il testimone di ciò che si

nascondeva dietro alla sua immagine patinata che il cinema classico aveva in

maniera preponderante contribuito a diffondere. Per far ciò sarà argomento

dibattuto quello riguardante ciò che poter o non poter mostrare, un discorso

fondamentale sarà portato ad esempio a riguardo della violenza e della sua

rappresentazione scenica ed estetica. Essa, grazie alle innovative teorie di autori,

uno su tutti Sam Peckinpah, sarà uno dei principali temi ad essere modificato e

revisionato in favore di una sua maggiore e imprescindibile importanza. Il

personaggio principale andrà in contro alla sua sconfitta esegetica in favore di una

vittoria di credibilità, grazie alla quale il pubblico potrà condividerne le rinnovate

peculiarità rappresentative: alienazione, difficoltà di stare al mondo, lotta contro un

sistema nel quale non potersi rispecchiare e contro le ipocrisie cui il mondo si

caratterizza. Tutto ciò che di sicuro e affabile poteva essere ammirato si trasforma

nel suo contrario, in un trionfo di insicurezza e inquietudine che si riverserà e

rappresenterà in tutte le sue manifestazioni.

7

CAPITOLO PRIMO

Hollywood renaissance, tra avanguardia e

rinnovamento

8

1.1 La ricezione dei modelli europei

che balza subito all’occhio se analizziamo

Ciò le nuove modalità di

all’interno

rappresentazione e di esperienza del cinema moderno, è sicuramente una

rivoluzione all’interno

disincantata pretesa di rappresentare la realtà. Tale della

settima arte è maturata con il progredire e lo sviluppo del cinema come esigenza

artistica, spiegata alla luce di una rivisitata riflessione che il cinema ha portato su

all’interno

di sé. Se in primo luogo le istanze avanguardistiche della cinematografia

“nicchia”,

erano state contenute e relegate ad un contesto di con il passare del tempo

quello a cui assistiamo è una mancata corrispondenza tra voglia di raccontare e

oggetto del racconto. Se la letteratura aveva ormai abbandonato le sue vecchie vesti

e le sue caratteristiche di onniscienza, là dove un narratore Dio aveva il potere

demiurgico di plasmare il racconto e dargli un preciso senso sia nello svolgimento

che nella rappresentazione, con il nuovo approccio avanzato da autori del calibro di

Virginia Woolf, James Joyce, Franz Kafka o Robert Musil ciò che viene mostrata è

una storia nella quale i punti di riferimento vengono meno, nella quale la realtà è

l’immaginazione;

meno che una realtà che può essere difficilmente indagata ma che

apre varie possibilità di lettura. Se il personaggio adornato da attributi referenziali:

e ardore d’animo non viene più recepito è perché esso

coraggio, eroismo ha fallito

nella sua missione. La parola fallimento, legato ad un concetto di forma, può essere

indagando; all’interno del cinema

la chiave di lettura della rivoluzione che stiamo

ovviamente e delle arti in generale. 9

Se un prodotto artistico non può alimentarsi della passione di chi lo concepisce e

della possibilità di apprezzamento e ricezione del pubblico a cui è destinato allora

quel prodotto artistico può diventare obsoleto. Questo non vuole ovviamente dire

che esso sia privo di interesse, anzi, come vedremo più avanti nessuna rivoluzione

può essere compiuta senza tener presente ciò contro cui si sta combattendo. Il

cinema americano presenta delle particolarità abbastanza significative rispetto al

cinema del vecchio continente, attribuibili ovviamente alla diversa storia di un

paese caratterizzato da diverse contraddizioni. Se guardiamo a quello che è stato

definito periodo classico del cinema americano, brillantemente analizzato da Rick

dei cinquanta all’incirca, esso è

1

Altman , che va dagli anni Venti alla fine

un’ottica di chiarezza. Di quale chiarezza

caratterizzato da stilemi rodati e usati in

stiamo parlando? Il cinema Hollywoodiano ha garantito per anni al suo pubblico

un’esperienza cinematografica nella quale la comprensione di ciò che si stava

guardando era garantita, ragion per cui i mezzi di cui il cinema stesso disponeva, e

che più tardi sarebbero stati soggetto a ulteriore analisi specie nelle fertili

cinematografie europee, venivano piegati a questa esigenza. Il codice Hays, ideato

nel 1930 ed in vigore già quattro anni più tardi regolava ciò che nei film fosse

“moralmente accettabile”. Una sorta di censura velata da buoncostume. Ecco la

facciata americana cui si accennava prima, in anni segnati dal governo dei

repubblicani e dalla difesa del concetto di american dream, di terra delle

opportunità, i film hanno rappresentato storie rappresentabili, storie che non dessero

motivo di guardare l’altra faccia della medaglia o riflettere su quello che

1 R. Altman, Film/ Genre, trad it. Film/ Genere, Milano, Vita e Pensiero, 2004.

10

effettivamente a livello sociale o politico stava avvenendo. Al di là di qualche caso

sporadico. Nella maggior parte dei casi le storie narrate seguivano le unità

aristoteliche, non c’era spazio per il concetto di frammentarietà o discontinuità che

avrebbe segnato e inaugurato il cinema moderno.

In questo scenario, per lo più piatto, nel 1941 un giovane regista venticinquenne

diresse un film che ad oggi possiamo definire esempio perfetto di quel incubata

cinema stava sentendo: “Citizen Kane”.

necessità di svolta e svecchiamento che il

Il regista in questione era Orson Welles. Perché questo film è così importante? Oltre

ad una questione tematica legata alla messa in discussione del sogno americano, è

a livello stilistico troviamo le differenze più significative. Anzitutto le unità di

tempo spazio e azione saltano evidentemente. Il montaggio, definito invisibile o

analitico che caratterizzava il cinema classico americano, caro ad autori classici

come Griffith, scompare per lasciare spazio al concetto di frammentarietà. Il

personaggio principale sul quale l’ossatura della storia è costruita, “riconoscibile

stesso”

2

per gli effetti che la narrazione suscita sullo , muore nelle prime sequenze

della pellicola, lasciando spazio al suo fantasma e a un tentativo da parte di una

troupe di giornalisti di ricostruirne la vita in base alle testimonianze di chi lo ha

conosciuto. Il risultato di tale lavoro è una differenza di punti di vista che puntando

tutti a costruire una stessa idea non possono che generare un senso di inesattezza e

che “Citizen Kane”

di impossibilità di oggettivizzazione. Ciò ha insegnato a file di

l’arte

giovani aspiranti registi è stata la consapevolezza maggiore nei mezzi che

2 D.Bordwell, The Classical Hollywood Style, 1917-1960, in D. Bordwell, J. Staiger, K.

Thompson, The Classical Hollywood Cinema. Film Style and Model of Production to 1960, New

York, Columbia University, 1985, p.13. 11

cinematografica possiede e sulla possibilità di costruire una realtà o meta-realtà con

gli stessi. Il montaggio viene scardinato, non è più lineare, varie linee temporali si

L’essenza

sovrappongono nel film ed ognuna di esse porta i suoi enigmi. della realtà

può essere racchiusa in una parola, quella pronunciata da Kane prima di morire e

alla quale si cerca un senso. Come vedremo un senso oggettivo non esiste, nessuno

“Rosebud”

riuscirà a comprendere il perché della parola se non lo spettatore che sta

fruendo dell’esperienza artistica. Stiamo assistendo un’arte

alla rivincita dell’arte,

capace di trovare un senso e mostrarlo con le proprie leggi là dove la lente

investigativa legata alla realtà non riuscirebbe a trovarlo. La pretesa, o meglio il

tentativo, di oggettivazione fallisce e non restituisce alcuna unità di insieme. Il

vagare dei giornalisti attorno alle persone della vita di Kane e dentro i loro ricordi

si rivela essere un labirinto fatto di specchi, dove ogni immagine riflette solo ciò

che della persona può essere mostrato in quel determinato contesto e in quel

determinato e potenzialmente fallace ricordo soggettivo.

12

3

Probabilmente la morte iniziale del protagonista è metafora della morte del cinema

classico. Non a caso, anni dopo, Francois Truffaut, uno dagli autori francesi da cui

partono le spinte di modernizzazione del cinema poi recepite negli USA, dirà:

“Appartengo ad una generazione di cineasti che hanno deciso di fare film avendo

visto Citizen Kane” . L’Europa, come dicevamo, si mostra terreno fertile e punto

4

di incubazione di ciò che stava avvenendo a livello sociale, con la controcultura

giovanile che già dalla fine degli anni 50 stava divincolandosi dalla rigida società

e conservatrice. Il ricambio generazionale non c’è,

moralista la comunicazione, la

forma della comunicazione e ciò che si vuole comunicare cambia. Su questo

torneremo più avanti.

Il cinema fu segnato in questi anni anche da diversi accorgimenti tecnici: si poteva

d’ambiente,

infatti registrare in presa diretta con i rumori le pellicole divennero più

Nell’immagine: O. Welles,

3 1941

Citizen Kane,

4 James Naremore, Orson Welles. Ovvero la Magia di Fare Cinema, Marsilio, 1993.

13

sensibili e si diffuse l’attitudine a girare velocemente e con un budget ridotto. Le

libertà espressive si amplifi

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/06 Cinema, fotografia e televisione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher robvalente di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Analisi del film e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bari o del prof Zecca Federico.
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