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Introduzione: dimensione e definizioni della Nuova Hollywood

Un complesso cinema “d’arte” americano d’innovazione e sperimentazione, o il semplicistico mondo del film di animazione di grande successo? Produzione indipendente realizzata con pochi mezzi, o giganteschi conglomerati multimediali? Visioni radicali, o reazione conservatrice?

L’etichetta “Nuova Hollywood” è stata attribuita a quello che talvolta appare come un ventaglio di tratti contraddittori e disorientanti del cinema hollywoodiano degli ultimi decenni. Che cosa significa esattamente? Possiamo attenerci a una definizione univoca? La risposta è no e la ragione è semplice: l’espressione è stata utilizzata in varie occasioni per descrivere aspetti diversi del cinema hollywoodiano del periodo postbellico.

Definizione di Nuova Hollywood

Primo, la Nuova Hollywood rappresenta uno stile filmico diverso da quello precedente. Secondo, significa un nuovo quadro industriale, e ciascun aspetto potrebbe essere messo in relazione con i cambiamenti avvenuti nel più ampio contesto culturale o storico. Hollywood è dunque una creatura dalle molte sfaccettature, e definire una fase senza tener conto delle sue continuità con il passato o generalizzando in maniera semplificata sarebbe un grave errore. Occorre però stabilire con precisione che cosa è nuovo e cosa non lo è nella Nuova Hollywood, considerando i tre livelli di analisi elencati prima: lo stile filmico, il quadro industriale e il contesto storico-sociale.

La definizione di Nuova Hollywood ebbe dapprima larga diffusione per descrivere un’ondata di film e di registi che attirarono l’attenzione dei critici a partire dalla metà degli anni Sessanta fino alla seconda metà degli anni Settanta, all’interno del fenomeno noto anche come “Hollywood Renaissance”. Alcuni insistono che la definizione di Nuova Hollywood continui ad essere riservata a questo periodo, durato poco più di un decennio. Successivamente l’espressione è però stata usata in altri due modi: a partire dagli anni Ottanta per definire una maniera di fare cinema quasi del tutto opposta a quella della Hollywood Renaissance: la Hollywood dei giganteschi conglomerati mediatici e dei blockbuster ad alto costo. In maniera diversa, il termine può essere utilizzato per abbracciare entrambi i periodi.

Lo stile filmico: postclassico?

Il nuovo cinema hollywoodiano rappresenta un mutamento significativo nello stile filmico? Per alcuni si dovrebbe parlare di un vero e proprio stile postclassico. Che cos’è allora lo stile hollywoodiano classico? I film della Hollywood classica sono in generale girati e costruiti secondo le convenzioni del montaggio continuo con lo scopo di assicurare un flusso scorrevole e ininterrotto della visione grazie a tecniche quali il raccordo della linea dello sguardo e del raccordo sull’azione. L’obiettivo è quello di rendere il montaggio sostanzialmente “invisibile”. Il rilievo maggiore è conferito agli eventi narrativi, con le sequenze organizzate secondo un rigido principio di causa-effetto.

Lo stile postclassico della Nuova Hollywood è stato definito in base a infrazioni di convenzioni ad entrambi i livelli, attraverso la rottura del sistema del montaggio continuo (sulla scia della Nouvelle Vague) e al sacrificio progressivo della componente narrativa a favore di quella spettacolare. In realtà anche le differenti versioni della Nuova Hollywood hanno portato cambiamenti e innovazioni, lo stile classico non è mai stato abbandonato e anzi, le convezioni del montaggio continuo e la struttura narrativa basata sul rapporto di causa-effetto rimangono decisamente in vigore.

Il quadro industriale: poststudio o postfordismo?

Il periodo classico in fatto di stile è generalmente conosciuto anche come l’era dello “studio system” a livello industriale. Quest’espressione pone l’accento sull’importanza della produzione, mettendo però in secondo piano un aspetto essenziale dell’industria dell’epoca, ovvero il controllo della distribuzione e della gestione delle sale cinematografiche: una forma organizzativa nota come integrazione verticale.

Nel periodo postbellico le società a integrazione verticale furono costrette a vendere le loro catene di sale cinematografiche in seguito all’intervento governativo contro i comportamenti non competitivi. I film smisero di essere prodotti in serie, ma cominciarono ad essere venduti come qualcosa di unico, in un sistema che accrebbe il peso delle star più famose e dei registi. Lo spazio per le innovazioni della Hollywood Renaissance si creò in parte grazie all’avvento di un sistema di produzione più frammentato, che per alcuni non fu altro che l’avvento di una nuova forma economica nota come postfordismo.

Il contesto sociale

È meno facile definire la Nuova Hollywood in modo conciso in termini di contesto storico o sociale. Certe pellicole e tendenze sembrano essere in modo piuttosto diretto il prodotto di un mutato contesto sociale (Gangster Story, Taxi Driver), ma anche a questo livello è facile cadere nella semplificazione dei cambiamenti. Non vi è infatti una progressione storica rettilinea dal punto di vista dei contenuti consentiti entro i confini di Hollywood. Le restrizioni imposte a Hollywood sono state più il frutto di un sistema di autoregolazione plasmato sul Codice Hays, piuttosto che il riflesso fedele degli atteggiamenti sociali del tempo.

La Hollywood Renaissance è stata spesso interpretata come una reazione a una serie di sconvolgimenti sociali avvenuti negli Stati Uniti alla fine degli anni Sessanta e all’inizio degli anni Settanta. È difficile immaginare che alcuni dei suoi film più significativi potessero veder la luce senza quello specifico contesto sociale. Il predominio del formato contemporaneo del blockbuster invece viene spesso collegato a un arretramento reazionario nella cultura americana risalente all’amministrazione Reagan (1981-89). Di nuovo però la natura più conservatrice del blockbuster potrebbe anche essere spiegata da diversi fattori industriali, come ad esempio la volontà di rivolgersi a un pubblico sempre più ampio.

La Nuova Hollywood: prima versione. La Hollywood Renaissance

Siamo nel 1967, e con Gangster Story ha origine la versione della Nuova Hollywood che è stata ribattezzata come Hollywood Renaissance. Il montaggio discontinuo ed altri effetti disorientanti sono presi direttamente a prestito dalla Nuovelle Vague, e la protagonista è presentata come una figura costretta alla monotonia di un ambiente sociale allo stesso modo in cui il film subisce all’inizio le costrizioni delle regole dello stile classico hollywoodiano.

Nello stesso anno uscì Il laureato, un altro film simbolo dell’alienazione e dell’incipiente ribellione giovanile. Soltanto due anni dopo, Easy Rider (1969) si dimostrerà campione d’incassi e porterà al culmine le problematiche della controcultura giovanile, segnando fra l’altro il punto in cui questo nuovo tipo di cinematografia entrò a far parte degli interessi di Hollywood. Da questo momento in avanti si concedettero infatti più facilmente finanziamenti a una nuova generazione di registi e il periodo compreso fra gli ultimi anni Sessanta e la seconda metà degli anni Settanta ha assunto un valore quasi mitico negli annali hollywoodiani.

Fu questa un’era in cui Hollywood realizzò un numero cospicuo di film innovativi, ed è opinione comune che in questi anni si assistette alla rinascita del film “d’arte” hollywoodiano. Ma che cosa accadde esattamente nella Hollywood degli ultimi anni Sessanta e degli anni Settanta e perché ebbe tanta risonanza? A quel tempo uscì un gruppo di film singolari, sebbene sia ancora oggi controverso stabilire in quale misura si discostassero da forme e temi più usuali per Hollywood. Sicuramente questo fenomeno fu in certa misura il prodotto di un particolare contesto sociale e storico.

Dalla controcultura allo scandalo Watergate: il contesto sociale della Hollywood Renaissance

Il movimento dei diritti civili, le rivolte razziali, la controcultura, gli hippy, le droghe, il rock, la guerra in Vietnam, gli assassini di John e Bob Kennedy, di Martin Luther King, lo scandalo del Watergate e l’umiliante ritiro dal Vietnam. Stabilire collegamenti fra i film hollywoodiani e i tempi in cui escono non è un’operazione semplice come potrebbe sembrare, ma a volte non è neppure possibile sbagliarsi: i tempi si impongono con forza alla nostra coscienza, invadendo in modo inconfondibile il terreno dell’intrattenimento popolare. Il periodo a cavallo fra anni Sessanta e Settanta ha proprio queste caratteristiche, e ciò che colpisce di questo periodo è il numero di crisi e sconvolgimenti.

Ma come si rispecchiavano questi avvenimenti nei film della Hollywood Renaissance? Un elemento fondamentale di questa cinematografia è la centralità del tema dell’alienazione e/o contestazione giovanile. Gangster Story è essenzialmente la storia di due giovani che cercano di sfuggire alla noia di una vita provinciale, e il passatempo che si sono scelti è un mezzo fine a sé stesso. Il laureato si ispira in modo più diretto all’alienazione giovanile e il suo obiettivo è il mondo consumistico dei quartieri residenziali, anche se Benjamin Braddock non è un vero e proprio eroe della controcultura. Easy Rider riprende le fila de Il laureato e intona un canto di libertà alla vita di strada degli anni Settanta: il tema centrale del film è la celebrazione della controcultura con le sue luci (indipendenza e libertà) e le sue ombre (alcol, droga, criminalità).

Il fascino di tutte queste storie consiste in larga misura nell’evocazione del senso di libertà. Tuttavia su di esse si cela un presagio di morte e non è difficile leggere i finali violenti di questi film in rapporto alle instabili dinamiche che si instaurarono alla fine degli anni Sessanta. I finali di Easy Rider e Gangster Story esemplifica un importante aspetto della cinematografia della rinascita di Hollywood: l’identificazione di forze oscure che minacciano le aspirazioni più utopistiche e idealistiche dei movimenti sociali degli anni Sessanta.

Un altro filone filmico dei primi anni Settanta fu caratterizzato da una violenta reazione alla controcultura stessa, specialmente in un ciclo di film di destra incentrati sulla figura del vigilante (Ispettore Callaghan: il caso Scorpio è tuo).

È possibile distinguere nel contesto sociale della Hollywood Renaissance due correnti principali: la prima celebra aspetti della contestazione degli anni Sessanta, la seconda esplora o rivela atteggiamenti più cupi in cui l’alienazione conduce alla paura e alla disillusione. La guerra di per sé è stata raramente affrontata in quegli anni in maniera diretta sugli schermi, ma la sua presenza sullo sfondo è avvertibile in numerosissimi film, mentre allo stesso modo molti film mettevano in discussione le presunte certezze e le convenzioni tradizionali del western e i film dell’orrore venivano collegati anch’essi alle questioni belliche.

Lo scandalo Watergate è in genere considerato l’evento all’origine dello sviluppo del sottogenere specifico degli anni Settanta, il thriller politico basato sul complotto, il cui capostipite fu Tutti gli uomini del presidente (1976), e i cui esempi più interessanti sono quelli in cui non si trova nessuna soluzione (La conversazione, 1974) e in cui, in grande contrasto con le regole di Hollywood si negano eroismo e democrazia. Certo va ricordato che i film hollywoodiani non sono solo un riflesso dello spirito dei tempi, ma rimangono anche un prodotto di un particolare regime industriale.

Crisi e nuove libertà: il contesto industriale della Hollywood Renaissance

Nel 1946 il pubblico del cinema negli Stati Uniti era di circa 90 milioni; entro il 1950 era sceso a 60 milioni e nel 1960 la cifra era di 40 milioni. Un minimo di 17 milioni fu raggiunto negli anni Settanta, dopodiché i numeri tornarono a risalire. In questo contesto, l’ascesa della televisione fu solo uno dei fattori che determinarono un processo di trasformazione sociale che indebolì e mutò l’importanza culturale del cinema all’interno della società. L’accresciuta prosperità del dopoguerra non fu un vantaggio per tutti, soprattutto per il cinema: grazie a salari più alti e meno ore di lavoro, molte persone furono in grado di dedicare il tempo libero ad altre attività. Negli anni Cinquanta inoltre un gran numero di americani si trasferì a vivere nei sobborghi.

La Hollywood degli anni Cinquanta si trovò perciò a fronteggiare forze sociali su vasta scala che rappresentarono un seria minaccia per l’industria. Un grave danno fu prodotto anche da attacchi che provenivano dall’interno del sistema, e il più significativo fu lo scioglimento forzato dello studio system a integrazione verticale. La produzione era centro al centro dell’attenzione e della mitologia hollywoodiana come “fabbrica dei sogni”, ma era il controllo della distribuzione e dell’esercizio delle sale ad essere di importanza cruciale per il funzionamento del sistema. I cinema più importanti erano le sale di prima visione nelle grandi città, i movie palaces, in cui si realizzava circa il 70% del volume totale di incassi al botteghino e che permisero alle major di conseguire molto del loro potere.

Lo studio system era fondamentalmente un oligopolio, che assicurò agli studios un saldo controllo dell’industria cinematografica per trent’anni. Tuttavia la sua esistenza fu sempre sotto l’ombra di una minaccia legale, che culminò nella decisione da parte della Corte Suprema per cui le major furono costrette a vendere le proprie sale, non potendo più garantire così un posto per tutti i film prodotti, fra l’altro proprio in un momento in cui il numero degli spettatori stava calando a picco.

I cambiamenti introdotti nel sistema di produzione furono notevoli e servirono a creare spazio a livello industriale affinché potesse nascere il fenomeno noto come Hollywood Renaissance. Lo spazio dei grandi teatri di posa fu affidati per produzioni indipendenti cui le major parteciparono direttamente in varia misura. La differenza fu sostanzialmente quella per cui la produzione indipendente divenne sempre più la norma piuttosto che l’eccezione.

Il sistema di produzione stesso divenne più frammentato, e altrettanto fu per il concetto che Hollywood aveva del suo pubblico. I film degli studios erano infatti mirati a un vasto pubblico misto, ma in questi anni cominciarono a essere indirizzati in modo più specifico verso target più o meno definiti, sempre in osservanza dei criteri di autocensura previsti da organi appositi come l’MPPDA e il PCA. Questo sistema di autoregolamentazione cominciò però ad essere sottoposto a crescente pressione negli anni Cinquanta, mentre il numero di spettatori diminuiva e si cominciava a guardare con più insistenza al pubblico di “giovani” e al mercato degli “adulti”. I film della Hollywood Renaissance erano rivolti in un certo senso a una combinazione di questi due gruppi: un pubblico relativamente giovane che si pensava fosse sensibile a un ritratto più duro e indagatore della cultura e della società americana. In altre parole, se alcuni film degli anni Sessanta e Settanta trattarono principalmente tematiche della controcultura giovanile, questo non fu semplicemente un riflesso del contesto sociale, ma fu anche una scelta strategica di ricerca di un nuovo pubblico.

Lo scioglimento della struttura a integrazione verticale minacciò il potere del PCA, che si basava sul controllo esercitato dalle società sulla distribuzione e l’esercizio, tanto che uscirono film come La vergine sotto il tetto (1953) o L’uomo dal braccio d’oro (1956) che senza aver passato la censura ottennero un grande successo di pubblico. In seguito a questi eventi il Codice Hays fu rivisto e risistemato, fino ad essere messo al bando nel 1968 e sostituito da un sistema di valutazione che istituzionalizzò la realizzazione di film rivolti a gruppi particolari di spettatori.

La capacità degli studios di adattarsi con successo ai cambiamenti derivò in parte dalla loro abilità di apprendere da concorrenti più marginali e indipendenti, e la perdita di importanza e la successiva scomparsa del Codice Hays furono eventi molto significativi per l’instaurazione della Hollywood Renaissance, visto che ben pochi dei film legati alla sua nascita sarebbero potuti esistere sotto il regime del PCA: il sesso, la violenza e la droga erano temi tenuti fino a quel momento sotto estremo controllo, mentre personaggi ambigui dovevano essere chiaramente rappresentati come tali. I prodotti più interessanti della Hollywood Renaissance scardinano questo requisito, come è possibile ad esempio vedere in Taxi Driver (1976), il cui aspetto più penetrante è il rifiuto a prendere una posizione netta nei confronti del personaggio principale Travis Bickle: allo spettatore non viene più offerto un unico modo di rapportarsi al personaggio né un approccio univoco per formulare il giudizio.

C’è un ulteriore elemento da prendere in considerazione per capire cosa sia successo in quegli anni, ovvero la crisi finanziaria in cui si trovarono gli studios dalla metà alla fine degli anni Sessanta. Hollywood aveva cercato di reagire al calo di pubblico impegnandosi sì nella ricerca di target più specifici, ma anche ricorrendo a ingenti finanziamenti per produzioni dispendiose destinate ad un pubblico che fosse il più vasto possibile. Un film come Tutti insieme appassionatamente (1965) sembrò dar ragione a questa strategia, registrando notevoli incassi, ma gli esperimenti successivi si rivelarono...

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/05 Discipline dello spettacolo

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher viola_fr di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia sociale dello spettacolo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Scarpellini Emanuela.
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