Capitolo 1
Nuova Hollywood
La Nuova Hollywood è caratterizzata dall'uscita di tre film:
- Gangster Story: incipit con montaggio discontinuo preso dalla Nouvelle Vague. Faye Dunaway mostra irrequietezza, irritabilità e desiderio sessuale. Idea di Robin Hood: Bonnie e Clyde rapinano le banche che non consentono il riscatto di ipoteche degli agricoltori negli anni della Grande Depressione.
- The Graduate: alienazione giovanile, fuga dal mondo dei genitori, carriera nella plastica (=tutto ciò che è falso).
- Easy Rider: libertà della vita sulla strada, marijuana, LSD, celebrazione della controcultura ridotta a uno spirito sfrenato di libertà.
Bonnie, Clyde, Billy e Wyatt finiscono tutti uccisi, vittime delle forze repressive. Si assiste alla nascita del film d'arte hollywoodiano tra la fine degli anni '60 e l'inizio dei '70. Quasi tutti i film del periodo sono propensi al cinismo.
Anche i film horror mettono in discussione le presunte certezze: "Non aprite quella porta", "La notte dei morti viventi".
Scandalo Watergate → "Tutti gli uomini del presidente".
Spirale di intrighi, inganni ed equivoci: "La conversazione" di Francis Ford Coppola, "Perché un assassino" di Pakula (dove il protagonista muore e viene incolpato dell'omicidio, quando lui non è colpevole).
Molti film sono riflesso dello spirito del tempo, ma non è solo quello. Negli anni Cinquanta: sport e passatempi in famiglia, vita nei sobborghi, baby boom, avvento della televisione → crisi delle entrate al cinema. I cinema più importanti erano i "movie places" delle grandi città. L'esercizio era il settore più proficuo dell'azienda durante l'era degli studios. Sviluppate le vendite delle Majors all'estero. Block booking: permetteva di far circolare anche film di meno successo.
1938: causa vs le Majors → restrizioni: divieto di esercizio e block booking dichiarato illegale. Gli studios furono costretti a reperire altre fonti di finanziamento attraverso accordi con società a più alta capitalizzazione → cambia sistema di produzione: Majors riducono le attività, licenziando impiegati e vendendo risorse → grandi teatri di posa vennero affittati da produzioni indipendenti (David Selznick, dirigente di MGM, Paramount e RKO, che realizzò "Via col vento" nel '39). Produzione indipendente divenne sempre più la norma che l'eccezione → maggiori opportunità per innovazioni.
Caccia alle streghe: Hollywood sotto pressione. Codice Hays: i film, anche se rivolti a un certo pubblico più che a un altro, dovevano essere visionabili da tutti. Scricchiola sotto l'azione di diverse tensioni ("La vergine sotto il tetto" e "L'uomo dal braccio d'oro" di Otto Preminger). Codice termina nel '68 → sistema di classificazione a seconda delle fasce d'età.
Ambiguità e complessità morale dei film: "Taxi Driver" di Scorsese, '76. Effetto di disorientamento, come in Gangster Story (alternanza di stati d'animo tra violenza, dramma, commedia, romance). Abbondanza di citazioni di film della Nouvelle Vague (bicchiere d'acqua effervescente di Taxi Driver richiama "Due o tre cose che so di lei"). Anche il montaggio discontinuo è preso dalla Nouvelle Vague, "Au bout de Souffle" del 1959. Rottura con il montaggio continuo (che dava sicurezza e attenzione alla storia) porta a grande effetto di senso di disagio e incertezza.
Molti capitali furono direzionati anche verso produzioni per un pubblico più vasto: "Tutti insieme appassionatamente", 1965. Aumento della concorrenza spinse in alto i budget di produzione. Altra tecnica: zoom invece di carrellate (zoom all'indietro ne Il Laureato per mostrare la fine della loro storia). Comunque non ci fu mai un totale abbandono dello stile classico.
Tipico eroe hollywoodiano: ribelle che prende posizione contro le istituzioni, ma non vi è esternazione esplicita di commenti politici: si lascia spazio a varietà di interpretazioni per attirare pubblico maggiore. Temi importanti relativi alle classi sociali, la ricchezza, l'ineguaglianza, il razzismo, sono tendenzialmente assenti. Rinascita di Hollywood visto da molti come periodo di transizione.
Capitolo 2
Blockbuster
I blockbuster sono film grandiosi con avvenimenti spettacolari ed effetti speciali. Sono anche oggetto del lancio promozionale e sono preceduti da una prevendita di oggetti già familiari a un potenziale pubblico.
Si passa dai film di nicchia (film mirati a fasce di pubblico ristretto a causa della perdita di pubblico nel secondo dopoguerra) a film evento (negli anni '70 le Majors tagliano la loro produzione per concentrarsi su numero ridotto di film molto dispendiosi). I film evento sono avvenimenti spettacolari di larga scala affinché si induca la gente ad andare al cinema. La crisi finanziaria alla fine degli anni Sessanta portò a una riduzione temporanea di questo tipo di film, ma durò poco. "Godzilla" (1998) è il prototipo di film blockbuster. Era stato prodotto per essere un film evento, ma in realtà le vendite non andarono come previsto, anche se non fu un completo insuccesso.
"Lo squalo" (1975) è considerato il padre dei blockbuster: il film beneficiò di una prevendita basata su un libro che fu un best seller. La stessa cosa avvenne per altri film, come "Il padrino" (1972) e "L'esorcista" (1973). Anche i personaggi dei fumetti si sono dimostrati una fonte molto proficua. Il seguito di un film già prevenduto in passato può essere visto come la quintessenza del blockbuster hollywoodiano.
Lo squalo fu il primo film con un budget elevato a ricevere un'intensissima pubblicità televisiva e a uscire in un gran numero di sale (400 era un numero alto allora). Di solito i grandi film apparivano in un numero ristretto di sale a un prezzo alto per poi passare a sale minori a un prezzo più basso, così il pubblico poteva scegliere se pagare di più e vedere il film subito oppure aspettare. Questo sistema non funziona nella nuova Hollywood perché i film sono confezionati in pacchetti venduti singolarmente e sottoposti a grande pressione per coprirne i costi.
Due strategie: distribuzione intensiva e bombardamento pubblicitario (si rinforzavano vicendevolmente, ma erano costose). In genere si aspettano una o due settimane al massimo per vedere l'andamento del film, poi si decide se mandarlo avanti oppure pensare a nuovi investimenti per tentare di salvare la situazione.
Sistema di produzione divenne più frammentato, ma le Majors continuano a detenere il potere anche dopo che dovettero rinunciare all'esercizio e vendere le loro sale. Infatti la distribuzione dei film era ancora nelle loro mani, e, senza teatri, si liberarono anche dei costi fissi di gestione.
La Paramount e la Universal combinarono le loro operazioni all'estero (le reti di distribuzione globale sono costose) → collusione tra le Majors in questo settore rende la concorrenza difficile per tutti. Oggi gli studios hanno sia il ruolo della distribuzione che quello del finanziamento (sono diventati una banca del cinema) → alcuni film sono prodotti internamente a una società sola, altri sono realizzati da società indipendenti/semi-indipendenti che hanno un certo tipo di accordo con gli studios. Talvolta le Majors si distribuiscono i costi, soprattutto quando si tratta di progetti particolarmente dispendiosi, come Titanic. Il coinvolgimento delle Majors varia da film a film.
Godzilla era una produzione intra-aziendale della Sony Pictures → data della sua prima uscita era il weekend del giorno commemorativo dei Caduti, occasione in cui molti andavano al cinema → ma andamento deludente → tuttavia non fu ritirato dal mercato. Si scoprì che i weekend migliori erano quelli di inizio estate → le Majors usano il loro potere per riservare le migliori date ai film di grande produzione.
Caratteristica determinante della Hollywood contemporanea: panorama di grandi corporation mediatiche. Le Majors oggi sono: Warner Bros., Disney, Twentieth Century Fox, Paramount, Universal, Sony Pictures/Columbia e la DreamWorks. "Corporatizzazione" di Hollywood = gli studios si trovano all'interno di grandi corporation organizzate intorno a un numero di industrie mediatiche affini → si consolida la stabilità e si minimizzano i rischi, inoltre gli studios vengono collocati all'interno di più estesi conglomerati mediatici → modo ideale per ottimizzare i profitti.
Lo sviluppo di mercati aggiuntivi è diventato un aspetto chiave delle recenti strategie hollywoodiane. Infatti, anche se in sé il film di Godzilla non ricevette l'attenzione prevista, il marchio Godzilla è un franchise e per esso la Sony ha stipulato accordi con la Toho Pictures giapponese (che ne deteneva il Copyright), e ha vasti interessi nelle produzioni televisive dei cartoni animati. Film costosi che all'uscita sembrano deludenti possono fruttare alla fine profitti abbastanza soddisfacenti. I loro marchi possono anche essere utilizzati a fini pubblicitari. Ciascun lato dell'attività commerciale può trarre beneficio dall'altro (vs vecchia struttura a integrazione verticale che consiste nella combinazione di produzione/finanza e distribuzione). Integrazione orizzontale = strategie industriali usate nell'era della corporation.
Film venduti in pacchetti di 10 o 20 per volta, sistema che ricorda il block booking → il valore di un pacchetto si stabilisce sulla base del valore dei film primi in classifica.
Internet: valore come canale di pubblicità per gli studios. Alcuni, come Warner Bros. e DreamWorks, hanno fatto progetti per produrre corti da trasmettere direttamente in rete, che potrebbero essere i battistrada per un nuovo canale di distribuzione → convergenza dei media, nome di strategia che vede attuarsi una progressiva sovrapposizione di confini tra i vari settori mediatici.
Tecnologie digitali si fanno strada → Toy Story 2 è il primo film a essere prodotto e proiettato digitalmente. Studio del 2000 prevedeva un risparmio di oltre il 90% in quanto a costi di produzione e distribuzione. Hollywood si è integrata nell'ambito di un panorama mediatico sotto il controllo di poche ma vaste corporazioni. I film della Hollywood Renaissance erano frutto di contesti sociali e politici che non sarebbero sopravvissuti dopo la seconda metà degli anni Settanta. Per i blockbuster vengono evitati la sperimentazione formale e l'inserimento di contenuti radicali, al fine di attirare più gente alla visione e non offendere nessuno.
Dopo il parziale insuccesso di Godzilla molti film vennero messi in lista d'attesa. Strategia di progettare in anticipo un primo e un secondo seguito viene effettuata con molti film, quali Matrix (1999), X-Men (2000), La mummia (1999), Il signore degli anelli (2001) e i film di Harry Potter → tensione nella produzione hollywoodiana tra investimenti su vasta scala e il desiderio di ridurre i costi, ma allo stesso tempo i pre-contratti dei sequel hanno il vantaggio di ridurre i costi di solito eccessivi che si impiegano per produrre sequel migliori del primo film.
Poche delle speranze investite sui franchise diventano realtà. Le corporation stabiliscono i confini di ciò che si può fare e ciò che non si può fare: nessuno sfugge a questo fattore. Un periodo prolungato di successo concede maggiore libertà. L'ampia strategia degli studios cerca di coprire tutti i fronti per non lasciarsi scappare nessuna opportunità di profitto. Il reparto dei film indipendenti/artistici consente alle majors di scegliersi il meglio, traendo vantaggio dai pochi film della categoria che raggiungono il successo.
Capitolo 3
Il ruolo del regista
Nomi dei registi usati come chiavi di lettura onnicomprensive per saggi sul cinema. La nuova Hollywood del blockbuster sembra lasciare poca libertà al regista. Il ruolo del regista a Hollywood era solo uno dei tanti, in genere subordinato a vincoli produttivi. La teoria dell'auteur venne discussa negli anni Cinquanta nella rivista francese “Cahiers du Cinema”, ripresa poi nella rivista “Movie” in GB, resa popolare anche in America.
Cosa trasforma un cineasta in un autore?
- Temi dominanti che ne percorrono la filmografia (Kubrick: alienazione dell’uomo, futuro progredito, militari, etc.)
- Stile filmico distintivo = la firma (Kubrick: stile freddo e distaccato, mdp segna disumanizzazione protagonisti)
Il regista non può quasi mai reclamare per sé lo status privilegiato di autore del film, a meno che non si tratti di casi eccezionali come quello di Kubrick, o di casi di produzione di film a bassissimo costo. La teoria dell’auteur apprezza la personalità del regista proprio in rapporto agli sbarramenti posti alla sua espressione → fascino del film sta proprio nella capacità di ottenere un buon successo nonostante le pressioni.
Nuove generazioni di registi hanno una formazione cinematografica all’università o in accademie. Declino del vecchio studio system negli anni Cinquanta → chiusura di molti cinema di seconda visione perché mancavano film da proiettare per i tagli alla produzione. Alcune sale sopravvissero convertendosi in cinema d’essai.
Critico Andrew Sarris sosteneva che Howard Hawks e registi del suo tempo potevano essere considerati allo stesso livello di Ingmar Bergman e cineasti europei (fece balenare la possibilità di una combinazione tra Hollywood e influenze più sofisticate). Molti prodotti della nuova Hollywood si prestano a un’analisi di tipo autoriale molto più della maggior parte degli altri film hollywoodiani.
La libertà che molti autori riscontrarono negli anni Sessanta non durò, era data dall’incertezza e dal momento di transizione delle istituzioni di produzione. La colpa venne data agli eccessi di alcuni: Coppola e Cimino, accusati di essersi approfittati della loro libertà. Gli studios però concedettero libertà come mossa strategica: attirarono spettatori e sfruttarono idee vincenti, ma quando le cose cominciarono ad andare male i dirigenti si salvarono il posto biasimando i registi.
Il nome del regista è un elemento importante del pacchetto: un regista di fama consolidata può avere molto potere nell’ottenere i finanziamenti per un film. Un grande esempio è Spielberg, che riesce ad ottenere finanziamenti per Schindler’s List e Salvate il soldato Ryan, progetti per nulla somiglianti al blockbuster convenzionale. Woody Allen si è conquistato notevole libertà grazie al fatto che i suoi progetti a basso costo registravano ottimi profitti. Il suo nome tuttavia non sarebbe sufficiente per la produzione di un film blockbuster ad alto budget: si richiederebbero altre garanzie come il nome di una star molto importante. Altman era un investimento affidabile dopo il successo di M.A.S.H. A Coppola vennero aperte molte porte grazie al successo di Padrino e Padrino parte II. Scorsese invece non ha mai ottenuto un successo di dimensioni tali da garantirgli lavori più personali. È riuscito a realizzare però “L’ultima tentazione di Cristo” (’88) accettando di fare film più commerciali come Cape Fear (’91). Gli eventi della vita di Cristo sono presentati in un linguaggio che vuole attirare il pubblico contemporaneo, ma il film ebbe difficoltà a decollare.
I registi a cui fu lasciato spazio e che poi delusero le aspettative lasciarono la scena. Esempio: Dennis Hopper. Dopo Easy Rider fece un contratto con la Universal, ma il suo film Fuga da Hollywood non riscontrò il successo desiderato.
Nella Hollywood Renaissance si crearono imprese di produzione che promettevano di aprire nuovi orizzonti, ma ebbero tutte vita breve:
- BBS: fondata con lo scopo di creare un ambiente in cui i registi potessero esprimersi. Finanziò Easy Rider, e il suo successo garantì all’impresa un accordo con la Columbia per la produzione di 6 lungometraggi senza interferenze. La BBS terminò nel ’74 perché i film non ripeterono il successo di Easy Rider, Cinque pezzi facili e dell’Ultimo spettacolo.
- La Warner Bros. finanziò Coppola e soci (Lucas) per fondare l’American Zoetrope a San Francisco. La Warner si ritirò dall’accordo perché il denaro che avrebbe dovuto finanziare film a basso costo venne usato per comprare attrezzature sofisticate. Vennero presentati i progetti di Apocalypse Now e La conversazione.
- Venne creata la Director’s Company, finanziata con la Paramount Pictures, di Coppola e altri due registi. Produsse tre film prima che si chiudesse l’accordo: La conversazione, Paper Moon e Daisy Miller.
- Dopo l’insuccesso delle prime imprese di produzione, Coppola fonda una sua impresa, la Zoetrope Studios, grazie ai soldi rimanenti del Padrino, indebitandosi. Annunciò che gran parte dei profitti sarebbero stati investiti nello sviluppo di nuove tecnologie elettroniche di distribuzione, scatenando la gelosia delle Majors. La Paramount abbandonò il progetto Un sogno lungo un giorno, per l’investimento dei soldi.
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