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I anno: I semestre, prof. De Berti

Storia e critica del cinema (9 crediti)

LA NEW HOLLYWOOD

Risulta impossibile dare una definizione precisa della “New Hollywood” poiché rappresenta uno stile

filmico diverso da quello classico e si presenta con un nuovo quadro industriale che è influenzato dal

contesto culturale e storico. I critici del cinema non sono d’accordo sulla data di inizio di questo periodo e

avanzano diverse ipotesi: chi parla del periodo che va da metà anni ’60 fino al 1975 (“Hollywood

Renaissance”) o a partire dalla seconda metà degli anni ’70 in riferimento alla Hollywood dei conglomerati

mediatici e dei blockbuster. Altri ancora credono che lo stile classico non sia mai stato abbandonato del

tutto pur in presenza di innovazioni e cambiamenti.

Il contesto storico ovviamente è importante dato che si parla degli anni delle lotte per i diritti civili, della

guerra in Vietnam e dello scandalo Watergate. Nei film di questi anni è centrale il tema dell’alienazione e

della contestazione giovanile, del desiderio di libertà ed evasione dalla società (celebrazione della

controcultura con film come “Easy Rider” del 1969 o Gangster Story come “Bonnie and Clyde” del 1967).

Nella Hollywood classica lo studio system era un oligopolio con il potere in mano solamente alle Majors

che se lo spartivano in maniera verticale. Dopo la sentenza del 1948 della Corte Suprema, si afferma la

produzione indipendente e un sistema industriale più frammentato e l’abolizione del “Codice Hays” diviene

fondamentale per i film della Hollywood Renaissance. La classificazione dei film avviene per fasce di età:

- G (general): film per tutti;

- M (mature): suggerita la visione a un pubblico adulto;

- R (restricted): i minori di 16 anni possono accedere in sala accompagnati da un adulto;

- X (adults only): l’accesso è vietato ai minori di 17 anni.

Tre film sono considerati il manifesto della Hollywood Renaissance:

- “Bonnie and Clyde” (1967) di Arthur Penn;

- “The Graduate” (1967) di Mike Nichols;

- “Easy Rider” (1969) di Dennis Hopper.

Nessun altro film hollywoodiano del periodo è però tanto radicale nello stile ellittico e nella discontinuità

del montaggio come “Godard” o “Resnais”. Le innovazioni della Hollywood Renaissance non ribaltano

completamente lo schema narrativo classico e vengono in buona parte assorbite al loro interno.

Dalla seconda metà degli anni ’70 le Majors hollywoodiane (Paramount, Warner Bros, Disney, Sony, 20°

Century Fox o Universal) diventano parti di corporation mediatiche all’interno di conglomerati economici e

nasce l’epoca dei Blockbuster: film spettacolari ad alto budget. Primo caso è “Lo Squalo” (1975) di Steven

Spielberg o “Star Wars” (1977) di George Lucas. I blockbuster sono pensati per diventare dei veri e propri

franchise, ossia marchi da sfruttare tramite il merchandising e si rivolgono ad un grande pubblico.

La New Hollywood rappresenta anche un momento di profonda trasformazione del cinema americano e

comporta:

- Maggiore libertà dei cineasti rispetto ai produttori con scelte innovative dal punto di vista

tematico e stilistico (vedi “Non si uccidono così i cavalli” (1969);

- Nascita di nuovi filoni come il “road movie” o film su complotti politici influenzati dagli scandali

del tempo. 

“Taxi Driver” (1976) di Martin Scorsese film grande successo di critica e pubblico, ibrido tra elementi del

cinema classico e del cinema moderno e ambiguità voluta che pone lo spettatore davanti al dilemma del

quanto l’azione del protagonista, Trevis Brickle, sia giustificata. Il film presenta una struttura in tre atti:

1. Travis che corteggia Betsy e l’incontro casuale con Iris, prostituta minorenne. Fallisce poi il

corteggiamento con Betsy;

2. Trevis che incontra nuovamente Iris che decide di uccidere Palantine, candidato per il senato;

3. Fallimento dell’attentato a Palantine e strage dei protettori di Iris. Travis diventa eroe per un giorno

per la stampa e al ritorno alla normalità, egli incontra nuovamente Betsy, ma egli la ignora e se ne

va solitario per la strada (come nei tipici film western).

LA GENERAZIONE DEGLI INDIPEDENTI con l’esempio di Quentin Tarantino

La fine della New Hollywood è simbolicamente dettata dal film “Star Wars” (1977) e da alcuni insuccessi

come “I cancelli del cielo” (1980) di Michael Cimino e il fallimento della United Artists. Per questo, le

Majors non intendono più rischiare con film deludenti. Negli anni ’80 le Majors vengono assorbite dalle

grandi Corporations (Sony acquisisce Columbia nel 1989). Di fatto, “Star Wars” e “Lo Squalo” sono

considerati i film capostipiti dell’inizio dell’era dei Blockbuster, i film spettacolari.

La mainstream punta molto sull’attrazione spettacolare e su una semplificazione narrativa al cinema anni

’70. I film sono spettacolari e tratti dai fumetti come Batman o Spider-Man. Si apre una discussione sul

cinema mainstream tra chi vede il Blockbuster legato agli effetti speciali (subalterna alla scene d’azione) e

chi vede un mantenimento degli ideali classici con una dimensione manieristica (esempio: “Titanic” di

James Cameron, 1997), perdita della profondità di campo e long-take per maggiori grandangoli,

teleobiettivi e primi piani.

Prosegue in contemporanea il cinema d’autore “Indiewood” con personalità di spicco come Tarantino, Tim

Burton, Lynch o Clint Eastwood che rendono la distribuzione mainstream/indiewood difficile. Nella

produzione di film indiewood entra il successo di Tarantino “Le iene” (1992).

“Le iene” (1992) di Quentin Tarantino, collocato tra cinema moderno e manierista (o post-classico, post-

moderno) temi classici dell’amicizia e del gangsterismo e poi novità nella struttura narrativa moderna e

labirintica che procede per salti e discontinuità attraverso vari flashbacks dei personaggi, lunghe digressioni

e scene conversate.

Tarantino può essere collocato tra il cinema moderno e il cinema cosiddetto manierista (post-classico o

post-moderno). I film di Tarantino sono l’esempio evidente di una tendenza presente nel cinema

hollywoodiano contemporaneo d’autore che mostra una “struttura esplosa” organizzata per sequenze non

cronologiche dove si intersecano episodi complementari e collegati come un puzzle che lo spettatore deve

ricomporre. Si rompe quindi la struttura drammaturgica classica per una narrazione di intersecazioni e

scambi, flashbacks. “Le iene” (1992) e “Pulp fiction” (1994) sono esempi dei film “a puzzle” con un

approccio libero alla narrazione influenzata soprattutto dai videogiochi, fumetti, tv e dal cinema

europeo/asiatico. Lo spettatore si trova depistato e confuso. Solitamente lo stile di Tarantino si caratterizza


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NicoUni

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze umanistiche per la comunicazione
SSD:
Università: Milano - Unimi
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher NicoUni di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia e critica del cinema e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano - Unimi o del prof De Berti Raffaele.

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