La democrazia secondo Rousseau
Gli inglesi credono di essere liberi ma lo sono solo nel momento concreto delle elezioni dei suoi rappresentanti. Questo principio distingue la democrazia di Rousseau dalle altre. Grazie a ciò Rousseau non rientrerà nella critica alla sovranità rappresentativa e ai suoi abusi.
Filangieri: i cittadini devono sempre avvallare l'operato dei cittadini. La costituzione del 1793 si richiama ai principi di Rousseau. Anche qui Rousseau fa una distinzione tra titolarità della sovranità ed esercizio della sovranità. Anche Bodin fa tale distinzione.
Titolarità ed esercizio della sovranità
La titolarità della sovranità per Rousseau è solo democrazia. L'esercizio può essere affidato a uno, a pochi, a molti. Se il potere sovrano si affida a terzi non c’è democrazia, ma il potere esecutivo, per rapidità di esecuzione, può essere affidato a terzi.
- Potere sovrano ➜ Democratico
- Esercizio del potere ➜ Non democratico
Il ruolo del legislatore
Dopo questo passaggio, chi è chiamato a dare una nuova legislazione? Come potrebbe una moltitudine fare ciò se essa stessa non sa cosa vuole (vuole il bene per sé ma non lo vede, non per inettitudine, ma perché c’è una democrazia diretta)? C’è bisogno di un legislatore. Rousseau ha il problema di inserire questa figura individuale nella sua ideologia democratica diretta (➜ Contraddizione).
Chiave di lettura è la frase: “Ogni legge che non sia ratificata dall’uomo è nulla.”
Il legislatore è una figura straordinaria, moral-mente e con grandi doti. Il legislatore è investito dal popolo, porta a termine questo compito per rimetterlo nelle mani del popolo. Non è colui che delibera ma è il corpo politico che lo avvalla o meno (persistente la sovranità popolare). Lavoro del legislatore deve essere avvallato.
-
Problem solving dell’escalation. L'approccio relazionale della nuova psichiatria in emergenza
-
Dante Alighieri - Vita Nuova
-
La nuova scienza del nuoto
-
Progetto di una nuova scuola primaria