CORSO DI LAUREA MAGISTRALE IN LINGUE E
LETTERATURE: INTERCULTURALITA’ E DIDATTICA
DIPARTIMENTO DI SCIENZE UMANISTICHE
L’OLOCAUSTO A FUMETTI: MAUS DI ART SPIEGELMAN
TESI DI LAUREA DI RELATORE
MANUELA SCELFO PROF.SSA ARIANNA DI BELLA
ANNO ACCADEMICO 2022-2023 1
A mio padre e ad Antonio Curione,
le due stelle più luminose nel cielo.
2
Indice
Introduzione…………………………………………………………………...…4
Capitolo 1: L’arte di disegnare storie: fumetti e graphic novel nell’era moderna
Un viaggio tra le vignette: storia ed evoluzione del fumetto…….………..6
1. L’evoluzione del fumetto nel panorama artistico…………….…..12
1.1 Dal fumetto al graphic novel………………..……........................14
1.2
Quadri narrativi: il graphic novel, un efficace mezzo espressivo per
2. raccontare ………...………….…………………….………...……….….16
La Shoah raccontata attraverso espressioni artistiche “alternative”……...19
3. 1.1 Tra le rime della tragedia: poesie sull Olocausto…………………22
’
1.2 Memorie disegnate: l’arte come fievole voce…………….……....24
Capitolo 2: Un capolavoro che “sanguina” storia
Maus: una travagliata vicenda editoriale………………………….……...32
1. La cornice storica di Maus ……………………………………………36
1.1 L autore dietro la matita: la vita di Art Spiegelman……..……39
’
1.1.1
Sguardi che parlano……………………………………............................41
2. Dietro le maschere: i personaggi…………….……………………….47
2.1 Maus: un intreccio di generi narrativi ..………………………….…...50
2.2 Intrecci temporali………………………...………………52
2.2.1
Affrontare l’inimmaginabile: temi drammatici ed universali …...…..60
2.3
Capitolo 3: Sotto la maschera: identità e trauma
Tra realismo e metafora: l’antropomorfizzazione………………….…….67
1. Il peso del trauma in Maus……………………………………….………70
2. Si può guarire dal trauma?....................................................................77
2.1
Ricezione di Maus ………………………………………………..…...…79
3. 3
Introduzione
Il fumetto e il graphic novel rappresentano forme artistico-narrative in grado di
utilizzare contestualmente abili combinazioni di immagini e testo per raccontare
storie. Tuttavia, è importante sottolineare che queste due espressioni artistiche non
sono necessariamente intercambiabili. Mentre il fumetto è spesso associato ad una
storia seriale breve e può coprire una vasta gamma di generi, il graphic novel è,
invece, considerato più complesso con una narrazione articolata, una struttura più
lunga e una maggiore profondità tematica.
Questi medium hanno una lunga storia e sono diventati parte integrante della cultura
popolare in tutto il mondo. L’introduzione dei fumetti risale al XIX secolo, ma è nel
XX secolo che guadagnano una significativa popolarità. Originariamente
considerati come letture per l’infanzia e spesso trascurati perché considerate
espressioni artistiche minori, fumetti e graphic novel hanno dato prova di essere
strumenti adatti ad affrontare temi complessi, suscitare empatia e fornire un nuovo
modo di riflettere sulla società.
La tesi, che si divide in tre capitoli, si propone, attraverso l’analisi di Maus di Art
Spiegelman di illustrare il ruolo del graphic novel all’interno del dibattito sulla
Shoah. Intento è anche osservare come l’esperienza traumatica e la questione
sull’identità dei sopravvissuti vengano qui affrontati.
Nel primo capitolo si illustrerà l’evoluzione del fumetto e la successiva nascita del
graphic novel, si sottolineerà poi l’approccio di questo genere artistico a tematiche
sempre più complesse. Inoltre, si proverà a capire in che misura si possa affermare
oggigiorno che questo medium abbia assunto di diritto, quando si parla di Shoah,
un ruolo rilevante nella costruzione della memoria collettiva. Nel corso dell’analisi
si adotterà anche un approccio comparatista che tenterà di mettere in luce, seppur
brevemente, le differenze e/o i parallelismi, tra il graphic novel e altre forme
artistiche che hanno affrontato il tema dell’Olocausto.
Nel secondo capitolo si esplorerà l’origine e la genesi di Maus, focalizzando la
collocazione di quest’opera all’interno del contesto storico. Dopo aver tracciato le
tappe biografiche più importanti dell’autore e aver illustrato brevemente le
immagini presenti sulle copertine del graphic novel, l’attenzione si concentrerà poi
4
sull’opera e i suoi personaggi. Successivamente verrà posto un accento anche
sull’identificazione dei vari generi narrativi e intrecci narrativi. Ogni tema
affrontato in Maus verrà accompagnato da tabelle esplicative che evidenzieranno in
che misura ciascun argomento venga affrontato in ogni capitolo. Questo approccio
consentirà una comprensione più approfondita della struttura e del contenuto di
Maus, fornendo una chiara rappresentazione della distribuzione tematica lungo
l’intera narrazione.
Nel terzo ed ultimo capitolo il focus si concentrerà sull’antropomorfizzazione,
caratteristica peculiare di Maus. Nonostante l’antropomorfizzazione sia
tradizionalmente associata all’attribuzione di caratteristiche umane agli animali (le
favole di Esopo sono note), Spiegelman utilizza questo concetto diversamente:
l’autore si appropria di questo termine che usa, al contrario, per descrivere i suoi
personaggi umani che assumono fattezze animali. Perfino per rappresentare la sua
famiglia l’autore fa uso della parola “antropomorfizzazione” alterandola in
“anthropomorfized Spiegel-mice” (Spiegel-topi antropomorfi), attuando così una
1
sostituzione del suffisso del cognome “-man”, uomo, con -mice, “topi”.
Uno degli aspetti principali del capitolo sarà poi una riflessione sul peso del trauma
nei sopravvissuti e nelle seconde generazioni.
Per concludere verrà proposta una breve panoramica generale sulla ricezione di
Maus e verrà messo in luce in che misura il graphic novel sia stato accolto da diverse
culture.
Spiegelman A., MetaMaus, A Look Inside a Modern Classic, Maus, Phanteon, China, 2011, p. 145.
1 5
Capitolo 1
L’arte di disegnare storie: fumetti e graphic novel
nell’era moderna
1. Un viaggio tra le vignette: storia ed evoluzione del fumetto
La storia del fumetto è caratterizzata da una lunga evoluzione, infatti, sebbene il
fumetto moderno, così come lo conosciamo, abbia avuto origine tra il XIX e il XX
secolo, i primi esempi di illustrazioni accostati a un testo scritto possono essere fatti
risalire all’antichità. Anche se queste forme antiche non sono esattamente
equivalenti ai fumetti moderni o ai graphic novel, mostrano come l’idea di associare
testo ad immagini, per raccontare storie, sia radicata nella storia dell’umanità e si
sia manifestata in diverse forme attraverso i secoli. Una testimonianza arriva
dall’antico Egitto, dove sono state scoperte delle pitture su pareti e rotoli di papiro:
il Libro dei morti (XVII secolo a.C. circa), ad esempio, è un antico testo funerario
che si compone di una raccolta di formule magico-religiose accompagnata da
illustrazioni. 2
Il Libro dei morti era concepito come una guida spirituale che aiutava il passaggio dell’anima dalla
2
dimensione terrena a quella ultraterrena. Le formule contenute in questo testo venivano considerate
essenziali per garantire il benessere e la sicurezza dell’anima durante il trapasso. Per maggiori
informazioni a riguardo si rimanda, tra i tanti saggi, a Delisa A., Libro dei morti (2020), in Nuova
storia culturale e visuale, https://storiografia.me/2020/11/24/libro-dei-morti-2/, (consultato il
07/11/2023). 6
Il sarcofago di Hunefer e la preghiera a Osiride. 3
Se le forme d’arte che legano immagini e scrittura risalgono ai tempi dell’antichità,
è certamente la nascita della stampa che segnò una svolta decisiva, perché permise
la diffusione, su larga scala, anche dell’arte sequenziale. Si cominciò, inizialmente,
a stampare su fogli singoli una sequenza di immagini accompagnata da testi
esplicativi, poi lentamente se ne sviluppò la tecnica. 4
Apporto importante nello sviluppo del fumetto è stato quello di William Hogarth
(1697-1764) che ha reso popolare l’arte sequenziale. I suoi disegni, come sostiene
Maurice Horn, sono generalmente riconosciuti come i primi precursori diretti del
fumetto. Dagli studi condotti, Horn afferma che, nonostante la popolarità tra l’alta
5
borghesia londinese, Hogarth mirasse al raggiungimento di un pubblico più ampio;
tuttavia, dovette aspettare la diffusione delle stampe a basso costo per essere
effettivamente recepito anche dalla massa e contribuire così alla diffusione dell’arte
sequenziale.
Un artista che diede un ulteriore importante contributo allo sviluppo del fumetto è
Rodolphe Töpffer (1799-1846), considerato il pioniere di questo genere artistico.
Un elemento chiave delle sue innovazioni fu l’uso del mezzo dell’arte sequenziale
per narrare storie divertenti e fantasiose. Il suo lavoro catturò l’attenzione anche di
Il sarcofago di Hunefer e la preghiera a Osiride, in I libri dei morti – British Museum 4 novembre
3
– 6 marzo (2010), https://sharmegitto.wordpress.com/2010/11/05/il-libro-dei-morti-british-
museum/, (consultato il 07/11/2023).
Ivi, p. 22.
4 Duncan R., & Smith, M. J., The Power of Comics: History, Form, and Culture, The Continuum
5
International Publishing Group Inc, New York, 2009, pp. 20-21. 7
Johann Wolfgang von Goethe, convinto che, se Töpffer avesse scelto argomenti
meno frivoli e avesse limitato ulteriormente la sua creatività, avrebbe potuto
produrre opere al di là di qualsiasi immaginazione. Le opere di Töpffer furono
6
presto tradotte in diverse lingue e conosciute rapidamente in più paesi. Dopo la
pubblicazione di alcuni dei suoi album, furono, infatti, in tanti ad ispirarsi all’artista,
tra cui il famoso illustratore Gustav Doré. 7
Rodolphe Töpffer, Les Amours de M. Vieux-Bois (1837).
8
Ruolo centrale nello sviluppo del fumetto fu svolto dall’industria statunitense dei
fumetti che affonda le radici in due fonti principali: i fumetti serializzati pubblicati
su giornali e le riviste pulp, i cui personaggi centrali erano spesso giovani senza
superpoteri, Booster Brown, Little Nemo e Katzenjammer Kids.
Tra il 1897 e il 1932 furono pubblicate oltre 1000 stampe di fumetti, tra cui spiccava
il celebre libro di Yellow Kid (1897), che ebbe origine come vignetta singola creata
da Richard Felton Outcault. I suoi personaggi erano principalmente giovani vestiti
con abiti tipici delle classi meno agiate, ma un personaggio in particolare, Mickey
Dugan, si contraddistingueva dagli altri: calvo, con orecchie sporgenti, a piedi scalzi
e con indosso solo una camicia da notte di colore giallo. Col passare del tempo,
Mickey Dugan guadagnò sempre maggiore fama e il dialogo venne raffigurato
Ivi, p. 25.
6 Ivi, pp. 24-26.
7 Töpffer R., Les Amours de M. Vieux-Bois (1837), in
8
https://www.oldbookillustrations.com/illustrations/vieux-bois-encounter/, (consultato il
05/08/2023). 8
all’interno della sua camicia da notte.
Richard F. Outcault, Yellow Kid. 9
Nel marzo del 1897, l’uscita del magazine Yellow Kid segnò la nascita della prima
raccolta di un fumetto americano. L’evento dimostrò il potenziale di questo genere
artistico nel contribuire all’aumento della diffusione dei giornali, portando presto
alla pubblicazione di altri fumetti come The Katzenjammer Kid (1912), Mutt & Jeff
(1908) e molti altri.
Nel corso dei primi 10 anni del 1900, i fumetti furono esclusivamente pubblicati
all’interno dei supplementi domenicali di quotidiani americani, caratterizzati per le
grandi dimensioni e le illustrazioni a colori. Queste pubblicazioni erano rivolte
indistintamente ad un pubblico sia di adulti che di ragazzi. Verso il 1907, i fumetti
10
iniziarono ad uscire regolarmente nelle edizioni dei quotidiani, sotto forma di
piccole strisce in bianco e nero. Questa nuova idea ottenne un grande successo e
tuttora rappresenta, in molti paesi, uno dei principali metodi di pubblicazione dei
fumetti: tra i titoli più noti si ricorda Topolino (1930), Braccio di Ferro (1929),
Outcault R. F., Yellow Kid, circa 1900-1910, in https://comics.ha.com/itm/original-comic-
9
art/illustrations/richard-f-outcault-yellow-kid-advertising-illustration-original-art-c-1900-1910s-
/a/7239-94083.s, (consultato il 21/11/2023).
Barbieri D., Il fumetto, volume antologico inedito per la scuola, 1994, p. 22, in
10
http://www.danielebarbieri.it/texts/ilfumetto.pdf, (consultato il 05/08/2023). 9
Charlie Brown (1950), Linus (1965) e altri.
Nel 1919, la casa editrice Cupples & Leon introdusse libri ristampati in bianco e
nero di nove pollici e mezzo, con copertina di cartone flessibile, venduti sui treni al
prezzo di 25 centesimi. Tuttavia, nel 1934, la casa editrice abbandonò le ristampe a
fumetti per concentrarsi sulle serie di libri per bambini di grande successo, come
Tom Swift (1933) e The Hardy Boys (1927).
Nel 1922 venne messa in atto una nuova strategia di marketing dell’arte
sequenziale, si utilizzarono copertine in carta morbida e carta interna meno costosa
per offrire un prodotto più conveniente. L’esperimento durò esattamente un anno e
si rivelò una pietra miliare per l’industria dei fumetti, prefigurando il tipo di
prodotto che avrebbe caratterizzato il settore. 11
Fino alla fine degli anni ‘20, i fumetti, principalmente di natura umoristica,
venivano chiamati negli Stati Uniti comunemente “Comics” o “Funnies”, storie
comiche o divertenti. Fu solo intorno alla metà degli anni ‘30 che iniziarono ad
essere pubblicate riviste interamente dedicate ai fumetti, senza riscuotere però
grande successo. Si segnala tuttavia un cambio di rotta quando Jerry Siegel (1914-
1996) e Joe Shuster (1914-1992) idearono il personaggio di Superman e ne
pubblicarono il fumetto nel 1938, riportando così il genere all’apice del successo e
divenendo la lettura preferita degli americani. 12
Dopo l’introduzione di Superman, e soprattutto intorno al periodo della Seconda
guerra mondiale, si ebbe una vera e propria ondata di supereroi, Batman, Lanterna
Verde, Freccia Verde, Capitan Marvel, Capitan America. Questo momento storico,
segnato dalle tensioni mondiali, spinse i lettori ad affezionarsi a personaggi
immaginari e invincibili, in grado di affrontare le forze nemiche e fungere da
difensori dell’umanità.
Tuttavia, con la fine della guerra, il settore dei fumetti entrò in crisi, le riviste che
ospitavano questi eroi iniziarono a chiudere e molti di questi personaggi caddero
nell’oblio, ad eccezion fatta di Superman e Batman. Gli anni ‘50 negli Stati Uniti
furono caratterizzati dai fumetti dell’orrore e dalla repressione politica. In questo
periodo, migliaia di persone innocenti furono condannate perché sospettate di avere
Duncan R., & Smith, M. J., op. cit., p. 27.
11 Ivi, p. 23.
12 10
legami con l’Unione Sovietica, gettando un’ombra sul clima culturale e politico del
Paese. Inoltre, nello stesso periodo, lo psichiatra Friedrich Wertham pubblicò La
seduzione dell’innocente, in cui accusava i fumetti di istigare i giovani alla violenza,
alimentando una crescente preoccupazione riguardo all’effetto negativo sugli
adolescenti. Per controbattere le accuse gli editori decisero di imporre regole molto
rigorose che portarono diverse riviste alla chiusura e alla comparsa di pseudonimi
che contribuirono a preservare la carriera di alcuni artisti.
Fu proprio la campagna anti-fumetti a contribuire al successo di un grande genere
emergente, il graphic novel: mentre si cercava di danneggiare la diffusione dei
fumetti, le teorie di Wertham ne fornivano una descrizione scientifica che avrebbe
poi costituito le basi per un nuovo genere narrativo. Esso si distanziava dai fumetti
tradizionali, ma teneva ancora conto dell’atteggiamento stigmatizzante del secondo
dopoguerra.
Artisti come Art Spiegelman, Daniel Clowes, Spain Rodriguez e Charles Burns
hanno realizzato numerose opere con un focus sul piano morale degli anni
Cinquanta. Ad esempio, in una celebre tavola di Breakdowns. Portrait of the Artist
as a Young %@&*!, Spiegelman si autoritrae con le sembianze di un ragazzo e
condivide le sue riflessioni con i lettori, affermando poi: “Mi sembra che i fumetti
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