UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI NAPOLI
“FEDERICO II”
DIPARTIMENTO DI STUDI UMANISTICI
CORSO DI LAUREA IN LETTERE CLASSICHE
ELABORATO FINALE
IN
LETTERATURA ITALIANA
L’EDIPO DI PIER PAOLO PASOLINI:
RE
IL CINEMA INCONTRA LA POESIA
RELATRICE CANDIDATO
Chiar.ma Prof.ssa Orlando Tarallo
Daniela De Liso Matr. N59000116
ANNO ACCADEMICO 2021/2022
«Magnanimo figlio di Tideo, perché domandi della mia stirpe?
Come è la stirpe delle foglie, così quella degli uomini […]».
Hom. 6.145-146
Il.
«Ahimè! Com’è terribile sapere, quando il sapere
non giova a chi sa!».
S. 316-317
OT.
2
L’E P P P :
R DI IER AOLO ASOLINI
DIPO E
IL CINEMA INCONTRA LA POESIA
Indice generale
I .......................................................................................................... 4
NTRODUZIONE
1. C I. U ......................................................................... 11
APITOLO N CINEMA DI POESIA
II. I ............................................................ 31
2. C APITOLO L CINEMA INCONTRA IL MITO
III. E -P .............................................................................. 52
3. C APITOLO DIPO ASOLINI
4 C .......................................................................................................... 66
ONCLUSIONI
5 B ......................................................................................................... 69
IBLIOGRAFIA
5.1 O ............................................................................................................... 70
PERE
5.2 B ...................................................................................... 71
IBLIOGRAFIA CRITICA 3
I NTRODUZIONE
Pier Paolo Pasolini, oltre che poeta, saggista, romanziere, drammaturgo,
commediografo, giornalista, sceneggiatore è stato uno dei registi più importanti della
seconda metà del Novecento, ma come scrive Walter Siti, il curatore dell’opera omnia
in dieci volumi apparsa nella collana “Meridiani” per i tipi di Mondadori, «quello che
oggi resta di più di lui non sono singoli capolavori, ma proprio il magma di un’opera
intrinsecamente incompiuta, composta in gran parte di progetti, e che contamina di
continuo fra di loro i linguaggi, come avviene nel romanzo postumo che
Petrolio,
avrebbe dovuto affiancare alla narrazione anche immagini, filmati, interviste,
1 .
testimonianze orali»
Così fin dall’inizio degli anni Sessanta, dopo essersi infatti cimentato con diverse
(“téknai”, arti, tecniche): pittura, poesia, romanzo, teatro, traduzioni dal greco e
τέχναι 2
dal latino , attività critica e teorica, l’avvicinamento al cinema di colui che De Mauro ha
«il primo artista di grande livello internazionale che possa definirsi
definito come 3
multimediale nel mondo di oggi» è da contemplare proprio come sforzo estremo di
trovare una lingua efficace, un codice che potesse vantare una maggiore potenza
Cfr. M. F , Roma, Carocci, 2022 , p. 15.
La Grecia secondo Pasolini. Mito e cinema,
1 2
USILLO
Sulla questione delle polemiche del Pasolini traduttore dal greco cfr. infra.
2 T. D M , in Id., Roma, Editori Riuniti,
Pasolini critico dei linguaggi, L’Italia delle Italie,
3 E AURO
1987, p. 258: «Pasolini è stato il primo artista di grande livello internazionale che possa definirsi
multimediale nel mondo di oggi. Pasolini è un infaticato sperimentatore di linguaggi
profondamente diversi. E per ciascun linguaggio, cioè per ciascuna famiglia di codici, dal
pittorico al musicale, al filmico, a quello verbale, è un infaticato sperimentatore di lingue, di
idiomi diversi. E, di nuovo, per ciascun idioma […] è un infaticato utente e sperimentatore attivo
e appassionato dei diversi registri linguistici possibili».
4
espressiva nei confronti di una realtà che lui vedeva sempre più sbiadire dentro il nuovo
4 .
universo capitalistico
Tuttavia, più che “codice di grande potenza espressiva” il cinema, per il Nostro,
5
è teorizzato su base semiologica come “Codice dei Codici”, lingua scritta della realtà .
Eppure, la scelta di passare alla cinematografia viene in un primo tempo motivata
come un semplice cambiamento di tecnica. Abbandonare la lingua italiana scritta per
Pasolini ha rappresentato, in questa fase, l’estrema protesta contro le convenzioni sociali
6
del proprio paese e l’apertura a una diversa lingua, transnazionale e transclassista .
Successivamente questa scelta ha assunto una diversa e più profonda consapevolezza:
«La passione che aveva assunto la forma di grande amore per la letteratura e per la vita»
afferma Pasolini, «si era spogliata dell’amore per la letteratura diventando ciò che era
davvero, ossia una passione per la vita, per la realtà, per la realtà fisica, sessuale,
7
oggettuale ed esistenziale attorno a me» .
Questa passione, così, diviene sempre più un’idea; una idea che contempla il
cinema come un sistema espressivo non simbolico e non convenzionale, poiché esprime
la realtà attraverso la realtà stessa, a differenza della lingua parlata o scritta, che esprime
invece la realtà attraverso un sistema di segni simbolico e convenzionale. La semiologia
del cinema, pertanto, diviene semiologia della realtà nell’ambito della quale, rispetto allo
Cfr. A. B , Milano, Bruno Mondadori, 1998, p. 59.
Pier Paolo Pasolini,
4 AZZOCCHI
Cfr. Ivi, p. 65.
5 Cfr. Ivi, p. 78.
6 P. P. P - J. H , (intr. di
Pasolini su Pasolini. Conversazioni con Jon Halliday,
7 ASOLINI ALLIDAY
N. Naldini), Parma, Guanda, 1992, p. 45. 5
scrittore, ogni autore cinematografico possiede un repertorio di immagini (im-segni)
8 .
sconfinato
E mentre lo scrittore rielabora segni già pronti per l’uso (le parole), l’autore
cinematografico prende i suoi dal caos della realtà, offrendo ad essi un
im-segni
significato personale, come se inventasse una lingua per poi renderla significativa.
Si tratta di una ricerca presente sin dai tempi del primo Pasolini, quello delle
che in termini estetici sceglie il dialetto casarsese per eleggerlo a
Poesie a Casarsa, 9
linguaggio poetico, come «lingua pura per poesia» : un linguaggio
naturaliter
all’interno del quale l’invenzione viene a coincidere con una sorta di partenogenesi
poetica, che si realizza con l’elezione di un linguaggio d’eccezione, perché
10
letterariamente vergine in quanto privo di tradizione scritta .
Ma l’elezione di una “lingua” vergine, non ancora consacrata letterariamente,
così come poteva considerarsi il dialetto casarsese di o la decisione
Poesie a Casarsa
di utilizzare la “lingua” cinematografica, in quegli anni Sessanta durante i quali la
11
grammatica cinematografica era ancora in via di definizione , non è stata la ragione
più pregnante che ha determinato l’adozione della “lingua” cinematografica a
strumento espressivo d’elezione del Pasolini regista. «Già il dialetto era per me il
mezzo di un approccio più fisico ai contadini, alla terra, e nei romanzi “romani” il
dialetto popolare mi offriva lo stesso approccio concreto, e per così dire materiale»,
A. B , p. 78.
Pier Paolo Pasolini, cit.,
8 AZZOCCHI
P. P. P , a I ., Milano, Garzanti, 1970, p. 8,
Al lettore nuovo, Introduzione Poesie,
9 ASOLINI D
ora in: P. P. P , tomo II, ( a cura di W. Siti, S. De
Saggi sulla letteratura e sull’arte,
ASOLINI
Laude), Milano, Mondadori, 1999, p. 2514.
Cfr. G. S , Pier Paolo Pasolini. L’opera poetica, narrativa, cinematografica, teatrale
10 ANTATO Roma, Carocci, 2012, pp. 41-42.
e saggistica. Ricostruzione critica,
Cfr. S. M , Milano, Il Castoro Cinema, 1994, p. 19.
Pier Paolo Pasolini,
11 URRI 6
afferma il Nostro in una intervista concessa a Duflot. «Ora, ho scoperto molto presto
che l’espressione cinematografica mi offriva, grazie alla sua analogia sul piano
semiologico […] con la realtà stessa, la possibilità di raggiungere la vita in modo più
completo. Di impossessarmene, di viverla mentre la ricreavo. Il cinema mi consente
di mantenere il contatto con la realtà, un contatto fisico, carnale, direi addirittura
12
sensuale» .
Tutto questo nel solco di quel grande desiderio irrealizzato, risalente al
Pascoli, di “evadere” compiutamente dalla lingua maggiore, da lui già ridotta a
13
minore, verso il dialetto , aspirazione poi ripresa da Virgilio Giotti, che nei primi
del Novecento per primo attua «questa aspirazione tipicamente pascoliana»,
realizzando «una evasione verso una lingua reale viva [...] e insieme assoluta, quasi
14 .
inventata»
Da queste premesse Pasolini, nel 1965, teorizza il «cinema di poesia»,
approfondendo anche la sua idea di un cinema che corrisponde alle azioni della vita:
«L’intera vita, nel complesso delle sue azioni, è un cinema naturale e vivente: in ciò, è
linguisticamente l’equivalente della lingua orale nel suo momento naturale e
15
biologico» .
Tutto ciò sarà oggetto di studio del primo capitolo (1. C . I: U
AP N CINEMA DI
) di questo lavoro, soprattutto per cercare di comprendere meglio i motivi del
POESIA
P. P. P , (a cura di W. Siti e S. De Laude), Milano,
Saggi sulla politica e sulla società,
12 ASOLINI
Mondadori, 1999, p. 1413.
Cfr. G. S , p. 234.
Pier Paolo Pasolini, cit.,
13 ANTATO
P. P. P , p. 1012.
Saggi sulla letteratura e sull'arte, cit.,
14 ASOLINI
P. P. P , Milano, Garzanti, 2014, p. 206.
Empirismo eretico,
15 ASOLINI 7
passaggio di Pier Paolo Pasolini alla “lingua” cinematografica e l’originalità del suo
contributo nell’ambito della cinematografia italiana.
Dopo aver approfondito le ragioni della sua scelta per il cinema, incontreremo un
Pasolini che nell’ambito di quella che potremmo considerare, insieme a Micciché, la
terza fase della sua produzione cinematografica, si rivolge al mito greco, come a
chiedergli di guidarlo in due tentativi apparentemente discordanti: da un lato di aiutarlo
a leggere con categorie esegetiche più efficaci, dal momento che quelle del mito
trascendono la storia, il fenomeno della dittatura borghese che, a suo parere, si è
repentinamente imposta sin dai primi anni Sessanta. Dall’altro lato, invece, interpella il
mito greco come universo nel quale rifugiarsi «dal presente, sociologico e ideologico»,
ormai inevitabilmente strangolato nelle spire di questa subdola dittatura, nella speranza
di riscoprire modelli culturali afferenti a società premoderne che possano proporre
16 . Tuttavia, le
modelli etico-civili alternativi a quelli imposti dalla dittatura borghese
dinamiche del rapporto di Pasolini con il mito greco ed il suo utilizzo cinematografico
sarà oggetto di approfondimento nell’ambito del secondo capitolo di questo lavoro (2.
C . II: I ).
AP L CINEMA INCONTRA IL MITO
Significativo, a tal riguardo, è il film del 1967, ispirato all’omonima
Edipo re,
tragedia di Sofocle, rappresentata per la prima volta dal tragediografo greco tra il 430 e
17
il 420 a. C. e ritenuta l’esempio più paradigmatico della tragedia greca .
Mentre con il dramma scritto nel 1966 e pubblicato nel 1969,
Affabulazione,
Pasolini esplora il “complesso di Laio”, che si declina in quella lotta per il comando tra
padri e figli borghesi cui si riduce, a suo parere, la contestazione degli anni Sessanta; ma
Cfr. L. M Venezia, Marsilio, 1999, p. 25.
, Pasolini nella città del cinema,
16 ICCICHÉ
Cfr. A. T , Roma, Salerno, 2020, p. 230.
Pasolini,
17 RICOMI 8
18
dal punto di vista dei padri , in l’ottica si ribalta, e le logiche dello scontro sono
Edipo re
lette dal punto di vista dei figli.
In questa tragedia fortemente autobiografica il protagonista, interpretato da
Franco Citti, diviene allegoria del dramma della «inevitabile punizione storica» che tocca
19
in sorte a ogni «barbara felicità trasgressiva» .
«In Edipo io racconto la storia del mio complesso di Edipo» scrive lo stesso
Pasolini. Il bambino del prologo sono io, suo padre è mio padre, ufficiale di fanteria, e la
madre, una maestra, è mia madre. Racconto la mia vita mitizzata, naturalmente resa epica
20
dalla leggenda di Edipo» .
Condannato, pertanto, ad accettare «fino in fondo la propria contraddizione»,
l’Edipo-Pasolini è costretto a placare il suo «tormentoso rimorso» con «un memore
ritorno all’infanzia come negazione della vita e della Storia» e in quanto intellettuale di
formazione umanistica, viene obbligato dalla società borghese, che si veste di falsa
tolleranza, a divenire un sopravvissuto, non restandogli che rifugiarsi nel culto di una
21 .
sterile mitologia personale
Tutto ciò sarà oggetto di studio del terzo capitolo di questo lavoro per
approfondire, attraverso il mito di Edipo, ma soprattutto attraverso la sua riduzione
cinematografica realizzata da Pasolini, la capacità del cinema-mito - e in particolare di
questo film - di indagare, con un’altra lingua, le dinamiche psicoanalitiche,
Cfr. M. F , pp. 48-49.
La Grecia secondo Pasolini, cit.,
18 USILLO
Cfr. L. M p. 26.
, Pasolini nella città, cit.,
19 ICCICHÉ
A. B , p. 30.
Pier Paolo Pasolini, cit.,
20 AZZOCCHI
Cfr. L. M pp. 33-34.
, Pasolini nella città, cit.,
21 ICCICHÉ 9
antropologiche, sociali, ma soprattutto poetiche che questo strumento, nelle sue mani, è
C . III: E -P ).
stato capace di aprire agli spettatori (3. AP DIPO ASOLINI
10
1. C I. U
APITOLO N CINEMA DI POESIA 22
Il Pasolini «piccolo poeta civile degli Anni Cinquanta» pur continuando a
praticare la letteratura, a partire dagli anni Sessanta sembra scosso da una «rivoluzione
copernicana», soggetto di una repentina evoluzione, che mette in discussione
irrevocabilmente la centralità espressiva e culturale della letteratura, inaugurando un
processo di contaminazione dei codici artistici che sarà poi protagonista di uno sviluppo
fecondo.
Sarà forse questa commistione e contaminazione degli stili, della quale, peraltro,
il Nostro parlerà a più riprese, a costituire, da questo periodo in poi, il suo unico ideale
estetico. Una commistione strategica, funzionale a far emergere qualcosa di reale, di
oggettivo, poiché altrimenti questo rimarrebbe inesorabilmente nell’ombra,
quid
23
restando scarsamente visibile .
Ed è proprio in questa poliedricità, che potremmo definire quasi ossessiva, che si
possono riconoscere alcuni tratti di poetica: la tendenza alla contaminazione, al pastiche,
alla citazione, all’ibridazione stilistica. Un eclettismo che rivela il desiderio edipico di
violare i codici, di infrangere le distinzioni, con una carica vitale che ricorda le
24 .
avanguardie storiche da lui così amate
P. P. P , Torino, Einaudi, 1975, ora in: P. P. P ,
La Divina Mimesis, Romanzi e
22 ASOLINI ASOLINI
(a cura di W. Siti e S. De Laude), vol. II, Milano, Mondadori, 1998, p. 1084.
racconti,
Cfr. F. L P , Bologna, Il Mulino, 2012, pp. 120-123.
Pasolini,
23 A ORTA
Cfr. M. F , p. 16.
La Grecia secondo Pasolini, cit.,
24 USILLO 11
La questione dello stile, quindi, per Pasolini è centrale, poiché centrale per lui è
trovare uno stile, un linguaggio che riesca a contenere per intero la realtà, la sua
molteplicità e ambiguità di piani. Un linguaggio, tuttavia, che comunichi con
immediatezza; linguaggio che alla fine il Nostro troverà in quello del cinema, nel quale
- scrive - «io vivevo finalmente secondo la mia filosofia» e che, infine, conservi una forte
espressività personale, una dimensione che alla fine sfocerà nella teorizzazione del
25 .
«cinema di poesia»
Questa «rivoluzione copernicana» di cui parlavo poc’anzi, alimentata
sicuramente da quel processo che Barberi Squarotti ha definito come la «fagocitazione
26
della realtà socio-politica all’interno della propria situazione psicologica» , si configura
come un processo che inevitabilmente produce frattura, disillusione, il tramonto di
quell’armonia tra sé e il reale, che inesorabilmente porta con sé la perdita della centralità
del ruolo della poesia, che di quell’armonia è espressione: «Ero tolemaico (essendo un
ragazzo)» confessa in «e contavo l’eternità per l’appunto, in
Trasumanar e organizzar,
secoli. Consideravo la terra il centro del mondo; la poesia il centro della terra. Tutto ciò
27
era bello e logico» .
Pier Paolo Pasolini esordisce come regista cinematografico nel 1961 con il film
una trasposizione cinematografica di figure e ambienti dei suoi due romanzi
Accattone,
romani, proiettato fuori concorso alla Mostra del cinema di Venezia il 31 agosto 1961.
Cfr. F. L P , p. 125.
Pasolini, cit.,
25 A ORTA
G. B S , in: G. S (a cura
La poesia e il viaggio a ritroso dell’io,
26 ARBERI QUAROTTI ANTATO
di) Padova, Cleup, 1983, p. 209.
Pier Paolo Pasolini: l’opera e il suo tempo,
P. P. P , in Id., Milano, Garzanti, 1971,
Richiesta di lavoro, Trasumanar e organizzar,
27 ASOLINI
ora in: P. P. P , tomo II, ( a cura e con uno scritto di W. Siti), Milano,
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