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UNIVERSITÀ DEL SALENTO

DIPARTIMENTO DI STORIA, SOCIETÀ

SULL’UOMO

E STUDI

CORSO DI LAUREA IN Educatore Socio-Culturale

TESI DI LAUREA TRIENNALE IN

Didattica e Pedagogia Speciale

TITOLO TESI

La DAD inclusiva: riflessioni a margine di un

cambiamento

RELATORE LAUREANDO

Ch.mo Prof. Pinnelli Stefania Nadia Leone

Anno Accademico 2019/2020

3 La DAD inclusiva: riflessioni a margine di un cambiamento

Indice Pag.

Introduzione 4

1. DiAmoci Del tu: dalle questioni terminologiche alle 6

più recenti applicazioni della Didattica a Distanza

Chiarimenti terminologici: dall’e-learning

1.1 alla DAD 6

1.2 In principio era il DPCM 9

1.3 Le più recenti applicazioni della Didattica a Distanza 10

1.4 Conclusioni 14

Lo(o)ckdown: quando dall’altra parte del computer

2. 16

c’è un bambino “speciale”

2.1 Un diritto costituzionale 17

Storia dell’inclusione scolastica in Italia

2.2 18

Famiglie sconnesse e alunni “spariti”… ma

2.3 non è la regola! 23

“Non più un vaso ma un mosaico”

2.4 26

2.5 Conclusioni 31

3. Dalla teoria alle buone pratiche 33

3.1 A tu per tu con chi si reinventa e ce la fa! 33

3.1.1 Tre docenti, tre storie di passione per il proprio lavoro 33

3.1.2 Tre mamme, tre storie d’amore per i propri figli 37

3.2 Conclusioni 39

Riflessioni conclusive 40

Bibliografia e Sitografia 44

3

4 La DAD inclusiva: riflessioni a margine di un cambiamento

Introduzione

Dal momento che, a partire dal 30 gennaio dello scorso anno l’OMS

dichiara l’emergenza globale da Covid-19 e, ancora più nel dettaglio, da

quando la sera del 9 marzo, e con valenza dal giorno immediatamente

successivo, viene emanato il famoso DPCM che colora tutta Italia di rosso,

siamo stati costretti a ri-pensare e a ri-modulare le nostre vite, spesso

frenetiche e piene di impegni, i quali ci portano a percorrere anche diverse

decine (se non centinaia!) di chilometri al giorno: basti pensare a chi prende

l’aereo la mattina presto per ritrovarsi, poche ore dopo, dall’altra parte

d’Italia o d’Europa per partecipare ad una riunione di lavoro; o più

semplicemente agli studenti e ai lavoratori che ogni giorno prendono mezzi

pubblici per recarsi nei luoghi di studio o di lavoro. E poi palestra,

parrocchia, bar, estetista, doposcuola, parrucchiere.

Ecco, un virus dalle dimensioni mille volte inferiori a quelle di un

capello, è stato capace a mettere un freno a tutto questo e a sconvolgere le

lavoro tradizionale ma “smart

abitudini e il lessico di tutti: non più

working”; non più allenamento in palestra ma “fitness online”; non più

lezione in classe ma “Didattica a Distanza”. Il tutto all’interno delle quattro

mura domestiche con, al più, la possibilità di cambiare stanza tra un’attività

e l’altra!

Il presente lavoro si propone di indagare proprio una delle tre attività

appena proposte: quella della Didattica a Distanza.

In particolare, nel primo capitolo verrà approfondito, a partire da una

breve ma doverosa differenziazione tra e-learning e Didattica a Distanza, il

4

5 La DAD inclusiva: riflessioni a margine di un cambiamento

quest’ultima e, più nel dettaglio,

significato di gli ambiti di intervento

attuali, fra decreti legislativi, punti di forza e criticità rilevate.

Nel secondo capitolo, più corposo, si cercherà di assumere il punto di

vista dell’alunno diversamente abile e dei soggetti implicati, insieme a lui,

nel processo di insegnamento-apprendimento a distanza (dalla famiglia, agli

insegnanti di sostegno, ai compagni): dopo un breve excursus storico, che

ripercorre le tappe che hanno portato all’integrazione dell’alunno con

disabilità nel panorama scolastico attuale, si proverà a chiarire se e in che

misura l’alunno disabile abbia pagato, a più caro prezzo rispetto al resto

della classe, le conseguenze di questa nuova modalità di “fare scuola” e, nel

caso di risposta affermativa, si cercheranno di individuare delle possibili

soluzioni per fare integrazione, anche a distanza.

Infine, il terzo e ultimo capitolo, sarà una raccolta di testimonianze, di

insegnanti di sostegno e di mamme di ragazzi con disabilità, che

racconteranno, dalla loro viva voce, come hanno affrontato i primi mesi di

Didattica a Distanza. 5

6 La DAD inclusiva: riflessioni a margine di un cambiamento

Capitolo Primo

DiAmoci Del tu: dalle questioni terminologiche alle più recenti

applicazioni della Didattica a Distanza

Chiarimenti terminologici: dall’e-learning

1.1 alla DAD

Prima di entrare nel vivo della trattazione è utile, dal mio punto di vista,

chiarire il significato di alcuni termini che spesso, erroneamente, vengono

dal momento che per i “non addetti ai lavori” risulta

scambiati per sinonimi,

difficile cogliere le sfumature di significato che li differenziano:

• La voce “e-learning” ricopre una molteplicità di significati e di

pratiche, tanto che è spesso molto difficile darne una definizione unica

e condivisa.

La letteratura sul tema offre numerose teorie e tentativi di

sistematizzazione diversi, tra i quali comunque merita attenzione

quello proposto, ormai un ventennio fa, dalla Commissione delle

Comunità Europee. Il documento recita:

«Per apprendimento online (noto anche come apprendimento in linea,

teleapprendimento, teledidattica o con il termine inglese e-learning)

s’intende l’uso delle tecnologie multimediali e di Internet per

migliorare la qualità dell’apprendimento facilitando l’accesso alle

risorse e ai servizi, così come anche agli scambi in remoto e alla

1

collaborazione a distanza.»

COMMISSIONE DELLE COMUNITA’ EUROPEE, Piano d’azione eLearning. Pensare

1

all’istruzione di domani, trad.it., Bruxelles, 2001 6

7 La DAD inclusiva: riflessioni a margine di un cambiamento

definisce l’e-learning

E ancora Khan, qualche anno dopo, come un

nuovo approccio che, sfruttando le proprietà delle tecnologie digitali e

utilizzando materiali didattici predisposti per ambienti di

apprendimento aperti, flessibili e distribuiti, consente l’erogazione di

ambienti di apprendimento ben progettati, incentrati sullo studente,

2

interattivi e di facile uso per tutti.

Sintetizzando queste definizioni potremmo dire, dunque, che l’e-

learning include qualsivoglia modalità formativa erogata dai nuovi

media e riguardante la didattica scolastica, universitaria e

professionale.

• Con l’espressione “Didattica a Distanza” (o più comunemente DAD),

invece, ci si riferisce a quel tipo di “didattica dell’emergenza” allestita

in via sperimentale e messa in atto in tempi brevissimi a partire dai

primi di marzo dello scorso anno, durante la prima emergenza

sanitaria da SARS-COVID19.

A darne una definizione puntuale in questo caso è il MIUR (Ministero

dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca) attraverso una nota

emanata il 17 marzo 2020, inviata alle scuole e contenente le prime

indicazioni di carattere operativo :

«La didattica a distanza, in queste difficili settimane, ha avuto e ha

due significati: da un lato, sta servendo a mantenere viva la comunità

di classe, di scuola e il senso di appartenenza, combattendo il rischio

di isolamento e di demotivazione. Dall’altro lato, è essenziale per non

3

interrompere il percorso di apprendimento».

2 KHAN B., E-learning: progettazione e gestione, trad.it., Trento, Erikson, 2004, p.17

3 MIUR, nota prot.388 del 17 marzo 2020 7

8 La DAD inclusiva: riflessioni a margine di un cambiamento

Come suggerisce l’associazione dei due termini “didattica” e

“distanza”, la DAD si fonda sul presupposto della non condivisione,

da parte del docente e del discente, della dimensione spazio-

4

temporale, che connota invece la didattica tradizionale.

A questo punto, dopo aver fornito le rispettive definizioni, occorre definire

quale sia l’elemento discriminante tra e-learning e Didattica a Distanza, che

proverò a riassumere nella tabella che segue:

e-learning Didattica a Distanza

Opera in un contesto misto tra Può essere considerata come la

sincrono e asincrono. trasposizione della lezione

dell’insegnante dalla cattedra al

Questa caratteristica, pertanto, non

rende questa pratica un sostituto video.

delle forme tradizionali di didattica

bensì un servizio aggiuntivo.

E-learning, quindi, come arricchimento rispetto alle classiche forme di

costruisce sull’opportunità di

insegnamento-apprendimento, che si

“ibridare” gli ambienti tradizionali con quelli tecnologici; Didattica a

Distanza, invece, come costrutto molto più recente, che nasce con

l’obiettivo di conciliare il distanziamento sociale imposto dall’emergenza

con il proseguimento, anch’esso necessario, delle normali attività

5

didattiche.

Alla luce delle osservazioni fatte finora, dunque, possiamo concludere

che i due termini non sono sovrapponibili, nonostante molti pedagogisti

come una delle figlie dell’e-learning.

considerino la Didattica a Distanza

4 Nonostante quella di Didattica a Distanza non sia una definizione del tutto nuova nel

repertorio italiano, è a partire dall’emergenza educativa in atto che subisce questa

specializzazione di significato.

5 A questo proposito una ulteriore distinzione potrebbe essere operata tra DAD e FAD:

mentre con il termine “didattica” si indica quella parte della pedagogia che ha per oggetto

riuscita dell’azione pedagogica in generale, il

di studio i metodi di insegnamento e la

concetto di “formazione” designa invece il processo di preparazione a una determinata

attività lavorativa. 8

9 La DAD inclusiva: riflessioni a margine di un cambiamento

1.2 In principio era il DPCM

«Nell'ambito dell'intero territorio nazionale si stabilisce [...] la

possibilità, per i dirigenti scolastici delle scuole nelle quali l'attività

didattica sia stata sospesa per l'emergenza sanitaria, di attivare,

sentito il collegio dei docenti e per la durata della sospensione,

modalità di didattica a distanza avuto anche riguardo alle specifiche

esigenze degli studenti con disabilità». (dal DPCM del 1 marzo 2020)

«Allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del virus COVID-

19, sull'intero territorio nazionale [...] limitatamente al periodo

intercorrente dal giorno successivo a quello di efficacia del presente

decreto e fino al 15 marzo 2020, sono sospesi i servizi educativi per

l'infanzia [...] e le attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e

grado, nonché la frequenza delle attività scolastiche e di formazione

superiore, comprese le Università e le Istituzioni di Alta Formazione

6

Artistica Musicale e Coreutica». (dal DPCM DEL 4 marzo 2020)

Con queste due note, emanate dall’allora Presidente del Consiglio Giuseppe

Conte nell’ambito delle misure riguardanti il contenimento e il contrasto

sull’intero territorio nazionale da

dell’infezione Coronavirus, viene disposta

la chiusura, a partire dal 9 marzo 2020 e fino alla fine dell’anno scolastico e

accademico, di tutte le scuole, le università e i servizi educativi per la prima

E’ in questo momento che i luoghi

infanzia. della cultura e del sapere per

eccellenza, se da un lato danno doppia mandata alle aule e ai cancelli

d’ingresso, dall’altro spalancano le porte a una nuova quanto inaspettata

sfida chiamata Didattica a Distanza.

6 Per ulteriori approfondimenti si rimanda ai seguenti link del governo:

Coronavirus, firmato il Dpcm 1 marzo 2020 | www.governo.it

Coronavirus, firmato il Dpcm 4 marzo 2020 | www.governo.it 9

10 La DAD inclusiva: riflessioni a margine di un cambiamento

1.3 Le più recenti applicazioni della Didattica a Distanza

#iorestoacasa.

Questo l’hastag che sintetizza al meglio i primi mesi di lockdown. Un “resto

a casa” che, inevitabilmente e come già accennato, ha interessato e continua

a interessare anche il mondo scolastico. Si stima, infatti, che circa 8,4

milioni di studenti si siano ritrovati catapultati da un giorno all’altro, quasi

come in un film, in una sorta di realtà parallela, in cui sono stati chiamati a

svolgere un ruolo da co protagonisti, pur non conoscendo a memoria la

parte, anche i genitori dei ragazzi.

Ma cosa cambia dal punto di vista psicologico e relazionale rispetto alla

didattica in presenza? Cosa si attiva o, al contrario, cosa si perde nel

passaggio dalla lezione tradizionale (o frontale) a quella digitale?

Il dottor Giuseppe Riva, Professore di Psicologia della Comunicazione

presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, sostiene che, a

livello psicologico, la lezione frontale si fonda su tre principi: la fisicità del

luogo in cui avviene (la classe), la relazione che si instaura tra insegnante e

l’interazione tra l’insegnante e l’intero gruppo classe.

alunno,

Queste tre proprietà - spiega - non sono casuali ma dipendono da altrettante

funzioni specifiche del nostro cervello e in particolare: dai Neuroni GPS,

che permettono di identificare la posizione dei corpi nello spazio e si

occupano, in qualche modo, della “localizzazione sociale” in quanto

concorrono a definire la nostra identità collettiva; dai Neuroni Specchio, che

contribuiscono a costruire una relazione di qualità tra docente e discente; da

dell’intera

un particolare processo di sincronizzazione delle onde cerebrali

classe.

Nel momento in cui si passa dalla fisicità dell’aula alla virtualità delle

“i Neuroni GPS non si attivano […] e quindi

piattaforme di apprendimento, la memoria autobiografica […] e non

le lezioni fatte online non aggiornano 10

11 La DAD inclusiva: riflessioni a margine di un cambiamento

; e ancora “l’impossibilità di vedere il

7

rafforzano la nostra identità sociale”

dell’altro […]

corpo intero riduce significativamente i fenomeni di

rispecchiamento, che diventano praticamente nulli per il docente quando

infine “le

8

non riesce nemmeno a vedere in faccia i propri studenti” ;

telecamere spente impediscono anche di vedere lo sguardo dell’altro, e di

costruire quell’attenzione condivisa necessaria per generare i processi di

sincronizzazione e di risonanza all’interno della classe”. 9

Dopo aver indagato il tema della “distanza” dal punto divista psico-

sociologico, si cercherà di seguito di approfondirne le implicazioni sul piano

pedagogico e didattico.

Assodato che il concetto di “Didattica a Distanza” implica in sé stesso la

non condivisione dello spazio ma, al contrario, la mediazione delle nuove

tecnologie, potremmo dire, utilizzando le parole di Federico Rovea e

di una “didattica senza corpi” o,

Annachiara Gobbi, che si tratta ancora, di

una “didattica disincarnata”. 10 11

In questa sorta di bolla senza spazio e senza tempo in cui alla serietà

dell’emergenza sanitaria in corso, si accompagna un’emergenza educativa

l’istituzione scolastica è stata chiamata, forse più

altrettanto seria e urgente,

delle altre e più in fretta delle altre, a cercare al più presto delle risposte di

7 RIVA G., Relazioni Didattiche a Distanza e in Presenza. Che cosa cambia? La risposta

delle Neuroscienze, www.linkedin.com

8 ibidem

9 ibidem

10 GOBBI A., ROVEA F., Didattica a distanza e distanza nella didattica. Osservazioni

in “Studium Educationis”, XXI,3, Lecce,

sulla scuola in tempo di pandemia, Pensa

Multimedia, 2020, p. 133

Il costrutto “distanza”, comunque, non è una novità nel mondo pedagogico. Nel dibattito

11 “mancata interazione corporea” tra gli attori implicati nel processo di

odierno denota la tuttavia alcuni filosofi dell’educazione sostengono che la

insegnamento-apprendimento;

distanza è, essa stessa, una dimensione fondamentale nel mondo scolastico se la si

la “regione ignoranza” e la

considera come una separazione, una linea di confine tra

“regione conoscenza”.

Per ulteriori approfondimenti sul tema si rimanda, per esempio, a: Gobbi A., Rovea F.

(2020). 11

12 La DAD inclusiva: riflessioni a margine di un cambiamento

qualità che potessero riportare, anche se non fisicamente, gli studenti

all’interno del “contesto scuola”.

Al sistema scolastico, in questo senso, è data una grossa opportunità: non

solo quella di proseguire, dal punto in cui si era interrotta bruscamente

appena qualche giorno prima, la normale attività didattica, seppur in via del

tutto sperimentale; ma anche e soprattutto servirsi di questa sperimentazione

“un

per porre le basi per importante efficientamento della sua mission

12

formativa, pedagogica e didattica”.

E’ proprio con questo spirito che nelle settimane e nei mesi

immediatamente successivi all’avvio della DAD, molte scuole, università ed

enti privati hanno prontamente strutturato questionari e/o interviste,

successivamente somministrati a studenti, insegnanti e genitori. Scopo delle

l’efficacia

ricerche: analizzare la percezione dei soggetti coinvolti circa

della proposta formativa e didattica lanciata dalla scuola italiana nel primo

periodo di emergenza al fine di coglierne risorse e criticità.

Tra i tanti studi sul tema, molti dei quali consultabili gratuitamente in

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/03 Didattica e pedagogia speciale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Nadia_97_ di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Didattica e pedagogia speciale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università del Salento o del prof Pinnelli Stefania.
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