Che materia stai cercando?

Gravidanza in adolescenza: uno studio bibliografico, Psicologia dinamica

Tesi di fondamenti di psicologia dinamica per la cattedra del professor Carbone. Argomenti trattati:
1. ADOLESCENZA E GRAVIDANZA
1.1 Una madre adolescente: contributi psicodinamici
1.2 Le rappresentazioni materne nella gravidanza in età adulta e adolescenziale
1.3 I significati di una gravidanza precoce
1.4 Epidemiologia delle madri adolescenti in Italia

2. UNA... Vedi di più

Materia di Fondamenti di psicologia dinamica relatore Prof. P. Carbone

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

della consapevolezza e che vengono costruiti a partire dall’esperienza

relazionale precoce con le figure di attaccamento e che sono alla base non solo

degli schemi cognitivi di interpretazione della realtà, ma anche degli affetti, la

memoria e dei piani d’azione rilevanti nelle relazioni significative.

Riprendendo questo concetto del modello operativo interno dell’attaccamento,

Levine e collaboratori (1991), hanno posto la loro attenzione sulla possibilità

di prevedere, attraverso le caratteristiche delle rappresentazioni materne, la

successiva qualità della relazione madre-bambino.

Prendendo un campione di madri adolescenti, hanno verificato il rapporto tra il

dell’attaccamento e quello di

concetto di modello operativo interno della teoria

modello rappresentazionale della teoria delle rappresentazioni oggettuali,

stabilendo che il modello di attaccamento della madre adolescente e il livello

delle sue relazioni oggettuali sono correlati tra loro e con il successivo modello

di attaccamento del bambino.

Interessante è il confronto delle differenze tra le rappresentazioni materne in

adolescenza e in età adulta. A tale proposito è stato condotto uno studio da

Ammaniti, Candelori e Speranza (1997) che ha messo in luce differenti

caratteristiche specifiche.

Le rappresentazioni sono state indagate attraverso l‟Intervista per le

Rappresentazioni Materne in Gravidanza (I.R.M.A.G.), un‟intervista

semistrutturata che approfondisce aree relative alle rappresentazioni mentali

quali: il desiderio di maternità nella storia personale e della coppia; le emozioni

alla notizia della gravidanza; le emozioni e i cambiamenti nel corso della

gravidanza nella vita personale, in quella di coppia e nel rapporto con la

emozioni e fantasie relative al bambino “interno”;

propria madre; le percezioni,

le aspettative per il futuro riguardo alle caratteristiche di sé come madre e le

caratteristiche del bambino; la prospettiva storica della madre, circa il proprio

ruolo presente e passato di figlia. Da un punto di vista statistico non sono

emerse differenze tra i due campioni, ma a livello qualitativo è risultato come il

mondo rappresentazionale delle adolescenti sia differente rispetto a quello delle

madri adulte. Rispetto alla rappresentazione di sé come madri, le adolescenti

mostrano un quadro rappresentativo povero, in cui emerge una differenziazione

7

più limitata rispetto alla propria madre ed una minore dipendenza sociale. In

particolare la rappresentazione del bambino è ancora poco differenziata dalla

rappresentazione di sé, quest’ultimo è difficilmente riconosciuto come

individuo separato e costituisce ancora una sorta di appendice materna. Dunque

sia le rappresentazioni che le fantasie sul bambino sono quasi assenti.

Gli autori ipotizzano che ciò può essere spiegato in termini di meccanismi

difensivi volti a ridurre l‟impatto di tale evento sia nella vita quotidiana sia nel

proprio mondo interno.

Attraverso questa chiave di lettura si può quindi comprendere la frequente

assenza di sintomi tipici quali il vomito o la nausea nel corso della gravidanza

in età adolescenziale. Tale asintomaticità può essere spiegata ipotizzando che

gli aspetti conflittuali interni legati al divenire madre in adolescenza

comportino una mancata elaborazione della gravidanza talmente profonda da

essere negata anche nel corpo (Marchegiani & Grasso, 2007). L’assenza di

un’adeguata elaborazione mentale dell’esperienza comporti degli esiti evolutivi

disfunzionali sia per la madre adolescente sia per lo sviluppo della relazione

con il bambino. (Jaffe et al., 2001; Osofsky, Eberhart- Wright, Ware & Hann,

Si può dunque avere uno pseudo adattamento dell’adolescente, per cui

1992).

riesce sul piano della realtà a svolgere la funzione di cura verso il bambino, ma

con una difficoltà riguardo alla sintonizzazione affettiva.

1.3 I significati di una gravidanza precoce

Quando ci soffermiamo a pensare ad una gravidanza adolescenziale, il primo

pensiero che si ha è quello “dell’incidente di percorso”, frutto di una cattiva o

scarsa educazione sessuale che hanno i giovani di oggi.

Molti studi hanno mostrato come le gravidanze in adolescenza solitamente non

siano consapevolmente pianificate, ma sembra che una parte di adolescenti

cerchi la gravidanza, condividendo tale progetto con il proprio partner. Ciò può

essere letto come una via attraverso la quale la coppia adolescente prova a

risolvere un problema evolutivo o di adattamento sociale o ad evadere da una

situazione familiare difficile. 8

A tale riguardo, rispetto agli aspetti motivazionali alla base della gravidanza in

adolescenza, sono distinguibili, secondo la prospettiva di Le Van (1998),

cinque tipologie di gravidanza. segnala l’ingresso nell’età

Rito di iniziazione: la gravidanza adulta e

l’autenticità della relazione di coppia che risulta validata da questa sorta di

prova. In questa tipologia è lo stato di gravidanza ad essere desiderato e

il bambino non è previsto; l’esito finale dunque è spesso l’interruzione

cercato,

volontaria.

Segnale di allarme: la gravidanza assume la funzione di segnalare un disagio al

proprio ambiente familiare o al contesto sociale, al fine di sollecitarne

attenzione e cura. Spesso queste adolescenti sono informate sulla

contraccezione, ma non ne fanno uso. Provengono da un livello socio culturale

misto, con genitori divorziati, a volte con storie di maltrattamenti alle spalle.

viene preferito il ricorso all’aborto,

Anche in questo caso pur vissuto in modo

maggiormente conflittuale.

Status sociale: il fine sottostante di questo tipo di gravidanza è quello di

consentire alla ragazza di rivestire uno status socialmente riconosciuto e

all’interno

valorizzante della famiglia e del gruppo socioculturale di

riferimento. Le adolescenti aspettano di incontrare un partner che voglia

anch’egli fondare una famiglia precocemente, e la famiglia in genere, solleva

poche obiezioni e reagisce positivamente. In questo la motivazione riguarda sia

sia la maternità; l’aborto

la gravidanza dunque, anche se proposto, viene

frequentemente rifiutato.

Bisogno di identità: in questo caso la gravidanza non risulta pianificata

coscientemente, ma le ragazze tendono ad adottare comportamenti a rischio

Si tratta secondo l’autore

che le espongono facilmente al concepimento. di

che presentano una tendenza al ritiro e all’isolamento sociale e

adolescenti

affettivo, disinteressate alla scuola, le amicizie o alla famiglia; cercano

di procurarsi un’identità

piuttosto sociale attraverso la maternità. Sono in

genere circondate da bambini e in genere anche le loro madri o sorelle hanno

avuto gravidanze precoci. 9

l’ultima

Gravidanze accidentali: tipologia riguarda le gravidanze totalmente

vi è desiderio del bambino e l’evento

impreviste, in cui non è dovuto al

erroneamente efficace dall’adolescente.

fallimento contraccettivo considerato

Di solito si assiste ad un rifiuto iniziale della gravidanza che può esitare sia

nella scelta di portare a termine la gravidanza sia nella scelta di abortire a

seconda dei legami sociali e della condizione attuale della ragazza.

Alcuni autori hanno cercato di andare oltre questa prima, seppur esistente,

lettura della questione, ed hanno formulato ed avanzato ipotesi sul significato

più “nascosto” della gravidanza precoce.

E’ l’altra logica, quella dell’inconscio, in cui la gravidanza si inscrive in modo

talora molto evidente come un passaggio all’atto rivelatore.

Si evidenziano infatti, tre principali livelli di interpretazione:

La gravidanza come verifica dell’integrità del corpo e degli organi

1) riproduttivi;

2) La gravidanza, e ancor più il desiderio di un bambino, come ricerca di

un “oggetto” che rimedi alle carenze dell’infanzia;

La gravidanza come “mettersi a rischio”, quasi una condotta ordalica il

3) cui scopo è quello di mettere in pericolo il corpo (Novelletto A. 2011).

Nel periodo adolescenziale, assume particolare rilevanza lo sviluppo della

maturità sessuale e la presa di coscienza del giovane delle potenzialità

orgasmiche e riproduttive del proprio corpo in trasformazione.

Tuttavia accade per entrambi i sessi, di avere dubbi sul funzionamento reale dei

propri organi riproduttivi e sulla normalità delle proprie fantasie da un punto di

vista morale.

I ragazzi si pongono più spesso questo secondo problema, essendo per loro più

facile verificare il funzionamento degli organi, grazie alla loro visibilità e

propria fertilità all’erezione e l’eiaculazione.

collegando la prova della Alle

ragazze resta il dubbio sulla conformazione circa i propri organi genitali

essendo celati e questo, unito alla possibilità di non provare subito piacere

orgasmico dai primi rapporti sessuali, può rafforzare i timori di non essere

adeguata. Ciò può provocare sentimenti di frustrazione e il desiderio di

confermare la propria femminilità dimostrando che il proprio corpo funziona.

10

Questo bisogno narcisistico di provare che il proprio corpo ha le stesse funzioni

di quello della madre prevale sul desiderio più maturo di maternità in cui

primeggia un investimento totale e una disponibilità a occuparsi del bambino.

La gravidanza quindi può essere il frutto di rapporti sessuali che vogliono

esprimere la ribellione nei confronti delle restrizioni materne, oppure la ricerca

di quella tenerezza che è venuta a mancare proprio da parte della madre. La

Deutsch (1925) afferma che ragazze così giovani, siano incapaci di assumersi

responsabilità materna, che richiede un’energia dell’Io che la

una piena

ragazza, proprio per la fase evolutiva in cui si trova, non ha ancora raggiunto.

Risulta essenziale in questo senso secondo l’Autrice, come sostenuto anche

dopo dalla Pines (1986), il rapporto di tali adolescenti con le madri.

Infatti se da una parte la gravidanza sembra apparentemente rispondere al

desiderio di svincolo dalla dipendenza dalla propria madre, paradossalmente,

comporta un riavvicinamento a questa, con appagamento nell’essere

invece,

nuovamente da lei curate e guardate (Patti, Signorelli, 2011).

La percezione di se stesse come ancora bisognose di cure, in un corpo gravido

da adulte, fa emergere quanto le adolescenti si sentano incapaci di occuparsi

del bambino e come esse utilizzano il loro stato come mezzo indiretto per

stabilire una nuova relazione con la madre nel quale essere figlia diviene lo

scopo principale.

La giovane età delle ragazze potrebbe infine influire sulla gestione del ruolo

genitoriale, in cui potrebbe prevalere una delega inconscia di accudimento alla

propria madre del bambino e di se stesse, e finanche di se stesse al bambino,

determinando una confusione di ruoli e una significativa quanto rischiosa

riduzione del livello delle capacità genitoriali (Ammaniti et al. 1997).

Infatti risulta spesso come il rapporto tra la madre adolescente e il suo bambino

sia caratterizzato da una limitazione della comunicazione verbale, tendenze

punitive e una frequente svalutazione delle competenze cognitive e

comunicative.

Infine, la gravidanza precoce si instaura in una delle modalità più frequenti di

attacco al corpo utilizzate dalle adolescenti, che esprimono attraverso essa,

11 di frustrazione derivanti dall’accesso

delle condotte aggressive e sentimenti

alla sessualità genitale. “break down”

I Laufer hanno utilizzato il concetto di per capire questo

rivolgimento pulsionale: Il corpo viene vissuto dall’adolescente come oggetto

persecutorio e viene attaccato in quanto simbolo stesso di ciò che lo fa soffrire:

gli adolescenti molto impulsivi o aggressivi ribaltano spesso questa

sul proprio corpo perché non tollerano l’attesa e la frustrazione

aggressività

insite nella sessualità che non è più riducibile alla ricerca del piacere d’organo,

ma impone un potenziale incontro e una condivisione (Daniel Marcelli 2011).

1.2 Epidemiologia delle madri adolescenti in Italia

La gravidanza nel periodo adolescenziale è diventato ormai un fenomeno

L’incidenza più alta è negli Stati Uniti (7% tra

sociale diffuso in ogni paese. anni) rispetto all’Europa (Klein,

10-14 anni, 35% tra 15-17 anni, 20% tra 18-19 Per l’Europa,

2005; Martin, Brady, Hamilton et al., 2006) i recenti dati

Eurostat (Save the Children 2011), riportano come percentuali di nascite da

l’Italia

adolescenti la Gran Bretagna (6, 34%); la Francia (2,80%) e (1,77%).

In particolare nel nostro paese, i dati Istat registravano nel 2005 il fenomeno

intorno al 4,7%, in relazione ad un sostanziale calo delle nascite totali ed alla

percentuale delle interruzioni volontarie di gravidanza. (Ammaniti 2010)

I dati forniti dall‟EUROSTAT (Tav.1), che raffrontano gli anni 1998 e 2008,

mostrano come il fenomeno delle madri adolescenti in Italia sia abbastanza

circoscritto rispetto al numero totale delle nascite.

12

Tav. 1: Numero ed incidenza dei nati da madri minorenni e da madri minori di 20

anni sul totale delle nascite in Italia. Anni 1998-2009

Il numero di nati da madri che non avevano compiuto i 20 anni era pari a 9289

unità nel 1998 (questi rappresentano il 1,74% dei nati registrati in anagrafe) e a

10.194 nel 2008 (pari all‟1,77% dei nati) (Tav.1).

Sempre secondo i dati ISTAT, ci sono differenze cospicue anche in base al

territorio italiano di provenienza: il numero è più consistente nelle regioni del

Mezzogiorno e nelle isole, rispetto al resto del paese; in particolare, (Tav.2) il

fenomeno risulta maggiormente diffuso in Sicilia, Puglia, Campania, Sardegna

e Calabria, pur con una tendenza alla diminuzione. si rileva anche come in

alcune regioni del nord, come la Lombardia e la Liguria, si sia assistito ad un

aumento del fenomeno tra il 2005 e il 2008.

Tav. 2: Andamento della quota di nati da madri minorenni sul totale delle nascite per

regione di residenza delle madri.

L’ISTAT ha elaborato inoltre un approfondimento sulle mamme minorenni

dall’Indagine Campionaria sulle Nascite del 2005 per stilare un profilo

generale su di esse.

L’età: il 95% ha avuto un figlio in età da matrimonio (tra i 16 e i 17 anni). Il

61% ha avuto un figlio a 17 anni compiuti.

L’istruzione e il lavoro: i tre quarti della madri minorenni ha conseguito la

licenza media inferiore (74%); il 21% ha conseguito un titolo superiore

(licenza media superiore). 13

Il 19% circa delle madri minorenni è occupata al momento dell’intervista e, tra

queste, l’87% è occupata alle dipendenze; tra le madri che lavorano alle

dipendenze, più della metà (53%) è occupata nel settore del commercio,

alberghi e ristoranti.

Il contesto familiare: il 18% ha un marito e nel 35% dei casi il figlio è nato

all’interno del matrimonio. Il 47% ha un compagno convivente e nel 79% dei

all’interno della convivenza. Il 35% non ha partner

casi il figlio è nato

conviventi; nel 68% dei casi il padre del bambino ha riconosciuto il figlio.

Il 47% delle madri minorenni convive con altri familiari (oltre al partner, ove

presente, e al figlio). Se consideriamo le madri che non convivono con alcun

partner, tale percentuale sale al 95% . 14

CAPITOLO 2

UNA MATERNITA’ PRECOCE

Il processo decisionale dell’adolescente

2.1

Quando si profila realmente una gravidanza molte adolescenti reagiscono con

incredulità. Ciò avviene per motivazioni opposte; da un lato può svilupparsi

una negazione della nuova realtà genitale imposta dalla gravidanza, che

evidenzia il mancato lutto del proprio corpo infantile, dall’altro può esserci la

avere l’assoluto controllo sulla propria

supponenza narcisistica di chi crede di

potenza creatrice autarchica (Sapio, 2011).

Il concepimento infatti, si configura “come un agire tra fusione e separazione”,

come un doppio movimento in cui distinguere “un’attrazione per un percorso a

ritroso e nello stesso tempo una forza dirompente in direzione della

(Ferraro et al.,

differenziazione e della crescita” 1985).

Quando avviene in adolescenza, mancano ancora le condizioni per un rapporto

di coppia maturo e il desiderio autentico di un figlio, frutto e simbolo di

un’unione significativa. L’adolescente si trova dunque a fare i conti con una

gravidanza non solo precoce, ma spesso, non consapevolmente pianificata.

Deve dunque, necessariamente impegnarsi in un difficile processo di decision-

making (Olivari, 2013). Questo processo decisionale inizia con la scelta di

avere o meno rapporti sessuali e si dipana lungo differenti tappe sino ad

arrivare all’avvenuta gravidanza, che può esitare nell’interruzione,

nell’adozione, o nella scelta di diventare genitore (Miller, 2005).

Molte giovani non possiedono gli strumenti cognitivi necessari per valutare

chiaramente una situazione cosi destabilizzante e soprattutto per poter

prevedere le conseguenze delle proprie scelte (Drake, 1996). Inoltre, vi sono

fattori emotivi e stressanti che limitano e influenzano fortemente le capacità

decisionali del soggetto (Strauss e Clarke, 1992).

I fattori che influenzano la decisione dell’adolescente rispetto all’esito della

gravidanza sono diversi. In primo luogo giocano un ruolo fondamentale gli

dell’adolescente rispetto alle differenti soluzioni da

atteggiamenti personali

intraprendere (Custer, 1993; Donnelly & Voydanoff, 1991) Secondariamente, è

15

fondamentale sia la possibilità di poter accedere a servizi che si occupino di

gravidanza, adozione, interruzione e cure prenatali, sia il supporto della

famiglia d’origine o il partner (Dworkin, Harding & Shreiber, 1993; Namerow,

Kalmuss & Cushman, 1993).

L’interruzione di gravidanza

2.1.1 viene affrontata dall’adolescente

La scelta di interrompere la gravidanza spesso

in autonomia, all’oscuro di familiari ed in fretta, offrendosi come prima

occasione forte di dimostrare una capacità di autogestione personale, più

raramente di coppia, su di un piano concreto, apparente garante di una

conquista di autonomia (Sapio, 2011).

La letteratura ha indagato su quali fattori e caratteristiche personali guidino

l’adolescente a prendere questa decisione. Le ragazze con maggiori probabilità

provengono da famiglie di classi sociali più elevate, con prospettive di studio

consistenti e grandi aspirazioni professionali (Coleman, 2006), le quali

ritengono svantaggioso avere un bambino che precluderebbe loro un futuro

migliore. Inoltre queste adolescenti percepiscono fortemente l’atteggiamento

negativo che i familiari, il partner e la società stessa hanno nei confronti di una

e vedono l’aborto come unica

gravidanza precoce (Ekstrand et al., 2009),

soluzione, motivandola con la mancanza di risorse economiche, la

preoccupazione per il loro progetto personale e non voler caricare la famiglia

d’origine di un peso così gravoso (Donovan, 1995). Infine le adolescenti che

sono predisposte maggiormente all’interruzione di gravidanza, riscontrano le

seguenti caratteristiche personali: alti livelli di autostima, una rappresentazione

poco idealizzata della gravidanza e della genitorialità, alti livelli di percezione

di onnipotenza, invulnerabilità e unicità personale e alti livelli di locus of

control esterno. dell’adolescenza, è un aspetto

Anche abortire, soprattutto nella fase delicata

fondamentale della vita psichica; significa strappare dalle radici in termini sia

concreti che metaforici, estirpare qualcosa che sta prendendo forma e origine.

Ciò coinvolge le radici dell’identità, nella ricerca di affermare e assumere se

stesso come soggetto originale, pensante e fecondo.

16

Se in primis, la gravidanza attesta uno svincolo dalla madre, l’aborto diventa

un atto violento come mezzo di affermazione della propria identità,

l’annullamento di qualcosa di confuso legato al sesso. L’esperienza fisica di

dolore, di perdita di sangue, di concreta sottrazione dell’embrione reifica

fantasie di castrazione e danneggiamento interno. L’aborto inoltre rivela

nell’adolescente sia un’impotenza a dare vita e a far crescere una parte di sé

che diverrebbe autonoma, sia l’impotenza a darle nome, dal momento che la

sottrae prima che abbia un senso psichico e susciti emozioni.

Le ricerche mettono in luce come l’esperienza di interrompere la gravidanza

provoca nelle donne conseguenze negative (Adler et al., 1990; Lewis, 1997)

quali disturbi d’ansia, depressione, abuso di sostanze. Esse sperimentano stati

emotivi tipici del lutto che spesso restano inespressi e necessitano di una lunga

elaborazione (Ammaniti, 2010)

2.1.2 La scelta dell’adozione

Esiste una categoria di adolescenti, seppur ristretta, che per difficoltà

economiche o nell’impossibilità di prendersi cura del proprio figlio, decide per

la soluzione dell’adozione. Questa per molto tempo è stata l’unica scelta che

avevano le adolescenti che dovevano affrontare una gravidanza indesiderata;

invece è diventata sempre più rara come opzione, a causa dell’avvento

oggi

della legalizzazione dell’interruzione di gravidanza e della riduzione della

condanna sociale attribuita alla maternità precoce (Moore & Rosenthal, 1999).

Le ragazze che decidono di dare in adozione il proprio bambino, di solito

hanno famiglie con un alto livello di scolarizzazione e risorse socio-

economiche.

Donnelly e Voydanoff (1991) affermano che le adolescenti che prendono

questa decisione ammettono di non essere pronte ad assumersi la responsabilità

di crescere da sole un bambino in quel periodo specifico della loro vita.

Tuttavia molte di esse a distanza di tempo si ritengono dispiaciute per la

decisione presa e riportano difficoltà psicologiche maggiori delle madri

adolescenti. Infatti, con la separazione dal bambino dopo il parto, queste

17

adolescenti sperimentano un senso di lutto simile a quello vissuto da chi decide

di interrompere la gravidanza.

Altri fattori che influenzano questa decisione sono sicuramente motivazioni

religiose, il pensiero di “uccidere” il bambino, la paura di affrontare

morali e

l’aborto e il desiderio del bambino da parte del partner (Franzoni, 2004).

2.1.3 Diventare genitore: fattori di rischio

La scelta di proseguire la gravidanza, deriva da diversi fattori che entrano in

gioco inevitabilmente nell’adolescente che ne prende atto.

I primi sono di natura personale, quali un locus of control maggiormente

interno ed una bassa autostima (Plotnick, 1992), altri di natura socio-

demografica quali la forte religiosità (Henshaw & Silverman, 1988), la

mentalità della famiglia d’origine e della società in cui vive. In altri casi

giocano un ruolo fondamentale la paura e il senso di colpa verso il bambino

(Frost & Oslak, 1999) o l’opportunità di prendersi cura e amare qualcuno per

sopperire alle carenze genitoriali avute nella propria infanzia. (Olivari,

Confalonieri & Ionio, 2011).

Infine in alcuni casi, le adolescenti vivono la gravidanza come un evento

“normale”, avendo madri o altre parenti che hanno avuto un’esperienza simile

(Wahn et al., 2005). Spesso queste ultime vengono da famiglie svantaggiate o

monogenitoriali.

Oltre ad indagare sui fattori di rischio ambientali e sociali, le ricerche

ultimamente si sono concentrate sugli antecedenti del comportamento e della

personalità delle madri adolescenti, evidenziando un’interconnessione di

numerosi fattori che interagendo tra loro secondo un modello transazionale

dello sviluppo aumentano il rischio connesso a una genitorialità precoce.

Le ricerche hanno messo in luce come si sviluppino molto spesso traiettorie

difficili con esiti negativi sia per la madre che per il bambino (Furstenberg et

al., 1989).

Rischio legato alla madre: Le giovani che diventano madri in adolescenza

spesso provengono da situazioni di svantaggio socio-economico, in nuclei

18

familiari che solitamente non sono in grado di offrire supporto, sia da un punto

di vista pratico che affettivo.

Quando ciò avviene, il sostegno è dato dalla propria madre in una condizione

di convivenza, dal momento che le adolescenti, nella maggior parte dei casi,

non sono economicamente indipendenti. Questo provoca spesso conflitti e

tensioni, che non aiutano lo sviluppo di una competenza genitoriale adeguata.

In altri casi, si ritrovano ad affrontare la maternità completamente sole, senza

poter contare neanche sull’aiuto dei propri partner, che il più delle volte sono

figure assenti, o si allontanano progressivamente con il crescere del figlio.

Avere una gravidanza non pianificata, in una situazione di basso reddito, basso

livello di scolarizzazione e scarso supporto della famiglia d’origine, comporta

usualmente che la giovane non utilizzi adeguate cure prenatali. Ciò può essere

anche all’incapacità dei sistemi sociali e sanitari di farsi carico

connesso

dell’insieme delle problematiche che questo fenomeno può implicare. Infatti la

scarsità di cure prenatali può avere conseguenze gravi sull’evoluzione della

gravidanza e sulla salute del feto (WHO 2007).

La gravidanza è un processo faticoso per il corpo della donna adulta, e le

adolescenti possono sperimentare maggiore difficoltà, sia al momento del

parto, che nel recupero dallo stress fisico post parto.

Possono infatti avere complicanze durante la gestazione o avere la necessità di

ricorrere ad un parto cesareo non programmato. Inoltre sono maggiormente

soggette a mortalità materna, o partorire bambini prematuri e/o sottopeso.

Diventare madre in giovane età si traduce in un’incapacità di gestire tutto ciò

che sorge per allevare un bambino. Questo può portare a frustrazione e a

sperimentare livelli di stress clinicamente significativi rispetto a madri di età

più grande. Può accadere quindi che queste adolescenti si impegnino in

comportamenti a rischio (quali abuso di sostanze e di alcool) e incorrano in

sintomi depressivi. Alcuni autori (Osofsky, 1992; Leung et al., 2005)

riferiscono che, in genere, le madri adolescenti con sintomi depressivi

immediatamente successivi al parto (indipendentemente dal vivere in un

ambiente ad alto rischio psicosociale) presentano diversi problemi nella

19


PAGINE

31

PESO

460.08 KB

AUTORE

fede9028

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE TESI

Tesi di fondamenti di psicologia dinamica per la cattedra del professor Carbone. Argomenti trattati:
1. ADOLESCENZA E GRAVIDANZA
1.1 Una madre adolescente: contributi psicodinamici
1.2 Le rappresentazioni materne nella gravidanza in età adulta e adolescenziale
1.3 I significati di una gravidanza precoce
1.4 Epidemiologia delle madri adolescenti in Italia

2. UNA MATERNITA’ PRECOCE
2.1 Il processo decisionale dell’adolescente
2.1.1 L’interruzione di gravidanza
2.1.2 La scelta dell’adozione
2.1.3 Diventare genitore: fattori di rischio
2.2 Strategie di intervento per sostenere la genitorialità

INTRODUZIONE

“L’evento di una gravidanza, cade sull’adolescenza in corso e “organizza” il pubertario dell’adolescente in base ai livelli di rappresentazione e di simbolizzazione disponibili. Il passato infantile è richiamato prepotentemente in ballo e il futuro si colma della presenza di un’altra vita possibile, quella del nascituro e quella propria.” (Monniello, 2011 p. 9)
Questo lavoro si propone di descrivere il fenomeno delle gravidanze adolescenziali nel loro complesso, esaminando la letteratura sul tema e i contributi dei diversi autori.
Nella prima parte vengono esaminate le differenti teorie psicodinamiche su come viene affrontata la gravidanza da parte dell’adolescente, vissuta come un evento di transizione che va ad interferire con i compiti evolutivi tipici dell’età. Successivamente verranno prese in esame le varie rappresentazioni materne dell’esperienza della gravidanza e verranno approfonditi i diversi significati che la gravidanza ha per l’adolescente. L’ultima parte del capitolo mette in evidenza i dati epidemiologici sul fenomeno in esame, descrivendo la situazione italiana degli ultimi anni.
Nel secondo capitolo saranno considerate le possibili scelte che un'adolescente può fare a fronte di una gravidanza indesiderata, analizzando i risvolti psicologici e le motivazioni che spingono l’adolescente a scegliere di interromperla. Si parlerà anche dell'adozione come possibile alternativa all'aborto. Infine verranno esaminate le motivazioni dell'adolescente nel portare avanti la gravidanza insieme alle conseguenze fisiche e psico-sociali che ne derivano e soprattutto, i fattori di rischio legati alla madre, il bambino e alla loro relazione reciproca.
Infine nell’ultimo paragrafo, verranno esaminate alcune strategie di intervento utilizzate in queste gravidanze a rischio, per supportare le giovani mamme e i loro bambini nella fase delicata che si trovano a vivere.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze psicologiche
SSD:
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher fede9028 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Fondamenti di psicologia dinamica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Carbone Paolo.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Fondamenti di psicologia dinamica

Gravidanza in adolescenza uno studio bibliografico, Psicologia dinamica
Tesi
psicologia dinamica
Appunto
Dinamiche di gruppo - il ruolo del leader e il conflitto in un gruppo aziendale
Appunto
Disturbo Ossessivo-Compulsivo
Dispensa