Estratto del documento

Dipartimento di Scienze della Formazione

Corso di formazione per il conseguimento della specializzazione per le attività di sostegno didattico agli alunni con disabilità (IX ciclo)

Elaborato di approfondimento teorico

Secondaria di secondo grado

I disturbi dello spettro autistico e l'educazione affettiva e sessuale a scuola

Relatore: Prof. Fabio Bocci

Corsista: Farinazzo Francesca

AA. 2023-2024

Indice tesi

  • Introduzione ................................................................................................................. 3
  • Capitolo uno: L’affettività e la sessualità negli autistici .............................................. 6
    • 1.1 Premessa ................................................................................................................ 6
    • 1.2 Il disturbo dello spettro autistico ........................................................................... 6
      • 1.2.1 Definizione ...................................................................................................... 6
      • 1.2.2 Come si manifesta l’autismo ........................................................................... 8
      • 1.2.3 Altre forme di autismo… ................................................................................. 9
    • 1.3 L’affettività e la sessualità ................................................................................... 11
      • 1.3.1 Metodi per educare all’affettività concretamente .......................................... 13
      • 1.3.2 La sessualità ................................................................................................... 14
      • 1.3.3 Educare alla sessualità ................................................................................... 15
    • 1.4 L’affettività e la sessualità nei ragazzi con spettro autistico ............................... 17
      • 1.4.1 I tabù della sessualità negli autistici legati all’infanzia ................................. 19
      • 1.4.2 Il punto di vista degli autistici ....................................................................... 21
  • Capitolo due: Educare all’affettività e alla sessualità i ragazzi con spettro autistico: il ruolo dell’insegnante di sostegno e dei genitori ........................................................ 26
    • 2.1 Premessa: ............................................................................................................. 26
    • 2.2 L’educazione affettiva e sessuale nelle ragazze con spettro autistico ................. 31
    • 2.3 L’educazione affettiva e sessuale nei ragazzi con spettro autistico ..................... 35
    • 2.4 Gli interventi di educazione sessuale dell’insegnante di sostegno con i ragazzi e le ragazze con spettro autistico .................................................................................. 37
  • Capitolo tre: Le metodologie da utilizzare per svolgere una buona educazione affettiva e sessuale a scuola con i ragazzi autistici .................................................... 41
    • 3.1 Premessa .............................................................................................................. 41
    • 3.2 Le risorse di cui la scuola ha bisogno per una buona educazione affettiva e sessuale ...................................................................................................................... 42
    • 3.3 Le metodologie da adottare a scuola .................................................................... 43
      • 3.3.1 Approcci visivi e storie sociali ...................................................................... 44
      • 3.3.2 La percezione di sé ........................................................................................ 45
      • 3.3.3 L’autostima .................................................................................................... 47
      • 3.3.4 L’autodeterminazione .................................................................................... 48
      • 3.3.5 L’amicizia, le emozioni e il rispetto per gli altri ........................................... 50
      • 3.3.6 L’educazione sessuale nei ragazzi autistici ................................................... 51
      • 3.3.7 Autismo, sessualità e metodo ABA ............................................................... 52

Conclusioni ................................................................................................................ 55

Bibliografia ................................................................................................................ 56

Sitografia .................................................................................................................... 57

Introduzione

L’educazione sessuale ha un impatto significativo sui ragazzi autistici, le cui voci spesso non vengono adeguatamente ascoltate. Per garantire una didattica realmente inclusiva, è fondamentale coinvolgerli attivamente, insieme a genitori, scuole e personale educativo. L’educazione sessuale, unita alle esperienze sociali, favorisce lo sviluppo delle abilità relazionali, permettendo ai ragazzi di raggiungere il massimo livello di indipendenza possibile. Le disabilità intellettive non devono essere un ostacolo alla scoperta della sessualità, poiché anche i ragazzi autistici con difficoltà più severe hanno il diritto di esplorare questa dimensione e costruire relazioni. Educare tutta la popolazione alla sessualità, con consapevolezza e rispetto, rappresenta un segno di maturità sociale e contribuisce a realizzare il vero processo di inclusione, in linea con l’articolo 3 della Costituzione italiana. (Kate E. Reynolds, 2023)

Ho scelto di aprire questo elaborato con le parole di Kate E. Reynolds perché rappresentano il principio da cui sono voluta partire per svilupparlo: spesso il ragazzo autistico viene visto esclusivamente attraverso la lente della sua patologia, dimenticando che, prima di tutto, è una persona con bisogni ed esigenze legati alla crescita biologica e sessuale. Ho deciso di approfondire questa tematica anche in virtù della mia laurea in Coordinamento dei Servizi Educativi. La mia formazione umanistica mi ha spinta a integrare le conoscenze acquisite nel mio percorso accademico all’interno del TFA, con l’obiettivo di contribuire a un approccio educativo più inclusivo e consapevole.

L’elaborato è strutturato in tre capitoli. Il primo affronta il tema dell’autismo e dell’affettività da un punto di vista teorico ed è suddiviso in tre paragrafi: il primo descrive il disturbo dello spettro autistico, spiegandone le caratteristiche, i sintomi e le diverse forme; il secondo approfondisce il concetto di affettività e sessualità, illustrando le metodologie per insegnarle a scuola; il terzo analizza l’educazione affettiva e sessuale negli adolescenti autistici, partendo dal loro punto di vista, poiché ritengo che un buon progetto educativo debba sempre considerare le esigenze dei destinatari.

Il secondo capitolo è dedicato agli interventi che l’insegnante di sostegno può attivare per trasmettere l’educazione affettiva e sessuale agli studenti con disturbo dello spettro autistico. È suddiviso in quattro paragrafi: il primo introduce il tema del capitolo e approfondisce la teoria della mente, illustrando gli strumenti utili per insegnarla ai giovani autistici; il secondo descrive gli interventi educativi rivolti ai discenti affetti da disturbo dello spettro autistico adattati alla loro crescita evolutiva; il terzo si concentra sugli interventi specifici per le adolescenti autistiche, considerando le loro esigenze e caratteristiche; infine, il quarto paragrafo analizza le strategie educative relative alla sessualità, applicabili sia ai ragazzi che alle ragazze con disturbo dello spettro autistico, promuovendo un approccio inclusivo e condiviso.

Il terzo capitolo approfondisce il tema delle metodologie didattiche, analizzando approcci innovativi e strategie efficaci per favorire l’apprendimento. Viene esplorata l’evoluzione delle tecniche educative, evidenziando il ruolo dell’interazione, della personalizzazione e dell’uso di strumenti tecnologici nel processo formativo. Il terzo capitolo è articolato in tre paragrafi, ciascuno dedicato a un aspetto specifico delle metodologie didattiche.

Nel terzo paragrafo, l’analisi si sviluppa ulteriormente attraverso sette sottoparagrafi, che approfondiscono diverse strategie educative, evidenziando l’importanza dell’interazione, della personalizzazione e dell’integrazione di strumenti tecnologici nel processo di apprendimento. Il primo paragrafo illustra gli strumenti fondamentali per avviare un percorso educativo efficace, ponendo le basi per un intervento strutturato e inclusivo. Il secondo paragrafo introduce i principali ambiti di sviluppo dell’educazione affettiva e sessuale, anticipando i contenuti approfonditi nei sottoparagrafi successivi.

Nel dettaglio, il primo sottoparagrafo esamina l’uso degli approcci visivi e delle storie sociali, spiegandone l’applicazione a scuola e i benefici per gli studenti autistici. Il secondo sottoparagrafo affronta il tema della percezione di sé, evidenziandone l’importanza e proponendo metodologie didattiche, come l’uso dello specchio e specifici giochi, per favorire una maggiore consapevolezza personale. Il terzo sottoparagrafo si concentra sull’autostima, sottolineandone il ruolo essenziale nell’educazione affettiva e sessuale e suggerendo strategie didattiche, tra cui la musicoterapia e la propriocezione, per rafforzarla nei ragazzi con disturbo dello spettro autistico.

Il quarto sottoparagrafo approfondisce il concetto di autodeterminazione e le metodologie per svilupparla, con particolare attenzione alla tecnica delle cerchie sociali, utile per aiutare gli studenti a comprendere le dinamiche relazionali. Il quinto sottoparagrafo analizza il tema delle emozioni e del rispetto per gli altri, descrivendo strategie per favorire la costruzione di amicizie tra studenti e per insegnare loro a riconoscere ed esprimere le emozioni attraverso strumenti come le Pecs e le storie sociali. Il sesto sottoparagrafo illustra le metodologie generali per promuovere un’educazione affettiva e sessuale efficace a scuola per studenti autistici. Infine, il settimo sottoparagrafo approfondisce il metodo ABA, esaminandone l’applicazione nell’insegnamento dell’educazione affettiva e sessuale e valutandone l’impatto sugli studenti affetti da disturbo dello spettro autistico.

Nelle conclusioni, ho descritto le motivazioni che mi hanno spinta a intraprendere il percorso del TFA, ciò che ho imparato durante questa esperienza, il suo significato per me e gli aspetti che più mi mancheranno di questo corso.

Capitolo uno: L’affettività e la sessualità negli autistici

1.1 Premessa

Come già evidenziato nell’introduzione, l’analisi del tema trattato nel primo capitolo si sviluppa attraverso un approfondimento strutturato in tre aree fondamentali. In particolare, vengono esaminati il disturbo dello spettro autistico, l’affettività e la relazione tra affettività e sessualità nelle persone autistiche. Nel paragrafo dedicato all’autismo, l’attenzione si concentra sulla definizione del disturbo dello spettro autistico, sulle sue manifestazioni e sulle diverse forme in cui può presentarsi. Il secondo paragrafo affronta il tema dell’affettività, analizzandone le caratteristiche e proponendo strategie per favorirne lo sviluppo in ambito scolastico.

Successivamente, viene introdotta la dimensione della sessualità, con un focus sulle modalità di supporto educativo per gli studenti. Infine, il terzo paragrafo esplora le difficoltà che le persone autistiche incontrano nell’ambito dell’affettività e della sessualità, spesso a causa della scarsa conoscenza del tema. A completamento dell’analisi, vengono riportate testimonianze dirette, offrendo una prospettiva concreta sulle loro esperienze e necessità.

1.2 Il disturbo dello spettro autistico

In questo primo paragrafo dell'elaborato, si approfondisce il tema del disturbo dello spettro autistico, ponendo particolare attenzione agli studi che hanno contribuito alla sua scoperta e definizione. Si analizza il significato dell'autismo, esplorandone le caratteristiche principali e le modalità con cui si manifesta. Inoltre, si descrivono le diverse forme di autismo, evidenziandone le peculiarità e l'impatto che possono avere sulla vita quotidiana delle persone autistiche. Questo approfondimento fornisce una base teorica essenziale per comprendere meglio la relazione tra autismo, affettività e sessualità, temi centrali dell'elaborato.

1.2.1 Definizione

Secondo il portale dell’autismo, il primo a introdurre il termine “autistico” fu Eugen Bleuler nel 1912, utilizzandolo per descrivere alcuni sintomi associati alla schizofrenia. Successivamente, nel 1943, il dottor Leo Kanner impiegò questo termine per identificare un caso di disturbo dello spettro autistico, estendendone l’uso agli undici casi che stava analizzando, definendo così un disturbo di natura sociale ed emotiva. Tuttavia, la vera storia dell’autismo ebbe inizio con un paziente in particolare: Donald Triplett. Durante la sua valutazione iniziale, il padre di Donald fornì al dottor Kanner una serie di appunti dettagliati sulle caratteristiche comportamentali del figlio. Queste osservazioni si rivelarono fondamentali per aiutare Kanner a definire la terminologia e i comportamenti associati all’autismo. Dopo aver osservato direttamente il bambino, Kanner notò che Donald utilizzava il linguaggio in modo insolito, riferendosi a sé stesso in terza persona e comunicando i propri desideri attribuendoli a qualcun altro. Riprendendo le caratteristiche individuate da Bleuler, Kanner pubblicò le sue scoperte sulla rivista The Nervous Child, evidenziando la coerenza tra il caso di Donald e gli undici precedenti studiati. Fu così che giunse alla diagnosi di autismo, contribuendo in modo significativo alla comprensione di questo disturbo. (www.portale-autismo.it)

Nel libro “Fondamenti per lo studio della pedagogia e della didattica inclusiva: Programmazione, valutazione e soluzioni metodologico-didattiche (2024)”, le professoresse Amalia Lavinia Rizzo e Marina Traversetti definiscono l’autismo come un disturbo del neurosviluppo che si manifesta fin dalla prima infanzia ed è caratterizzato da due aspetti principali. Il primo aspetto riguarda una persistente difficoltà nella comunicazione e nell’interazione sociale, con un ritardo nello sviluppo rispetto all’età anagrafica. Questa compromissione viene diagnosticata quando si osservano difficoltà significative in almeno uno dei seguenti ambiti:

  • Reciprocità socio-emotiva, ad esempio una ridotta condivisione di interessi.
  • Comportamenti comunicativi non verbali, come anomalie nel contatto visivo e nel linguaggio del corpo.
  • Sviluppo, gestione e comprensione delle relazioni, con difficoltà nel creare e mantenere amicizie.

Il secondo aspetto riguarda comportamenti caratterizzati da rigidità e ripetitività, che devono essere presenti in almeno due delle seguenti forme:

  • Movimenti, utilizzo di oggetti o linguaggi stereotipati e ripetitivi.
  • Insistenza sulla rigidità delle routine, con comportamenti invariabili sia verbali che non verbali.
  • Interessi ristretti e focalizzati.
  • Iper o ipo-reattività agli stimoli sensoriali, con risposte atipiche agli elementi dell’ambiente circostante.

A queste caratteristiche si aggiungono possibili limitazioni nelle abilità intellettive e la perdita di competenze precedentemente acquisite. Secondo il DSM-5, l’autismo è classificato come una condizione che compromette il funzionamento quotidiano e si manifesta in forme e livelli di gravità differenti. Questi livelli servono a determinare il grado di supporto necessario per affrontare le difficoltà legate alla comunicazione e ai comportamenti stereotipati, influenzando la vita della persona in diversi contesti e nel corso del tempo. (Amalia Rizzo, Marianna Traversetti, 2024)

1.2.2 Come si manifesta l’autismo

Amalia Lavinia Rizzo e Marina Traversetti nel volume “Fondamenti per lo studio della pedagogia e della didattica inclusiva: Programmazione, valutazione e soluzioni metodologico-didattiche (2024)” riportano che in Italia un bambino su 77 è affetto da disturbo dello spettro autistico, con una maggiore incidenza nelle bambine rispetto ai bambini. Le manifestazioni dell’autismo, caratterizzate da comportamenti stereotipati, inflessibili e atipici rispetto all’età o al contesto culturale, riguardano diversi ambiti, tra cui:

  • Difficoltà nella comunicazione, con scarso interesse o mancata comprensione delle interazioni e assenza di risposte adeguate.
  • Ridotta integrazione tra comunicazione verbale e non verbale, con una frequente assenza di gestualità.
  • Compromissione nella comprensione del linguaggio, con difficoltà nell’iniziare o sostenere una conversazione.
  • Scarsa consapevolezza sociale, che porta a comportamenti inadeguati rispetto al contesto.
  • Difficoltà nel rispondere ai sentimenti altrui e nel gestire le proprie emozioni.
  • Resistenza ai cambiamenti, con difficoltà nell’adattarsi a nuove esperienze e rigidità nelle routine quotidiane.
  • Comportamenti ritualizzati, spesso privi di un apparente significato per gli osservatori esterni.
  • Movimenti ripetitivi e stereotipati, che possono coinvolgere tutto il corpo.
  • Ripetizione meccanica di parole o frasi.
  • Interessi ristretti e focalizzati, spesso rivolti a oggetti specifici.
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/01 Pedagogia generale e sociale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Francyfary di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Tfa sostegno e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi Roma Tre o del prof Bocci Fabio.
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