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Didattica Moderna - Tesi

Partendo dal presupposto, che oramai da diversi anni siamo invasi dalle nuove tecnologie, e ci permettono di fare veramente di tutto, nel senso che ci rendono la vita più comoda, e semplificata, nella gestione di ogni qualsiasi azione, che si tratti di lavoro, sport, tempo libero, didattica e via dicendo.
E proprio su quest’ultimo argomento che voglio approfondire la mia tesi, l’istruzione,... Vedi di più

Materia di Teoria e tecnica dei nuovi media relatore Prof. G. Poletti

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Università degli Studi di Ferrara

Fig.6 Tipica lavagna luminosa fonte: http://www.webalice.it/iw1pue/cinema/episcopia

La lavagna luminosa o (LIM) può essere scambiata per un proiettore, ma non lo è,

il motivo sta nel fatto che la lavagna luminosa utilizza solo il linguaggio visivo e

non quello sonoro, come invece fa il proiettore.

Essa è una delle più utilizzate tecnologie innovative, nella scuola.

Nata attorno gli anni settanta, avendo un discreto successo sia per i costi che per

la facilità d’uso.

Quali sono le caratteristiche di questo dispositivo?, be intanto, esso, attraverso il

sistema simbolico visivo, grafico, fotografico, copre proporzioni dello spazio

semantico che il linguaggio verbale da solo o in parte non riesce a toccare,

ottenendo così una comunicazione più congrua.

La LIM è capace di riprodurre, disegni, rappresentazioni grafiche, linguaggio

verbale scritto, fotografie, giornali posti sopra l’area di lavoro della lavagna, e

proiettata nei fogli di acetato per la lettura di gruppo e così via.

Infatti questo strumento è adatto a diversi tipi di udienza, gruppi estesi e anche

piccoli, come una classe appunto, e la lavagna deve essere posta collocata

all’altezza della testa di chi la usa.

Non esistono, per la lavagna luminosa, molti problemi di inserimento nell’attività

didattica: essa richiede un tipo di gestione tecnica estremamente semplice, è

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facilmente collocabile in aula, altrettanto facile è il reperimento dei materiali per

la messa in forma dei significanti visivi e comporta bassi costi di utilizzazione.

Tutto ciò la rende una tecnologia ideale quando si vogliano adottare nuove

formule didattiche e realizzare così lezioni rese particolarmente efficaci da

grafici,

disegni e schemi.

Si tratta quindi di uno strumento che molto può fare in ambito didattico: permette

di comunicare il messaggio in modo personale, utilizzando diverse tecniche (di

animazione, di sovrapposizione, e così via); consente di utilizzare in modo più

flessibile lo spazio dell’aula per organizzare lezioni, conferenze, incontri; è

capace di

suscitare maggiore interesse e attenzione attraverso scritte-chiave, colori, oppure

solamente alternandosi con altri mezzi più tradizionali o con altri media

audiovisivi (diapositive, registrazioni audio, videocassette).

Il suo vantaggio principale non è da rintracciarsi solo nella trasmissione di

informazioni e di conoscenze, ma consiste soprattutto nella capacità di attivare

particolari abilità cognitive: di tipo analitico-deduttivo, per la

presenza del linguaggio digitale, e di tipo intuitivo/sintetico, per via del

linguaggio analogico.

Grazie a questa complessiva semplicità, non solo l’insegnante, ma anche gli

studenti

possono fare uso della lavagna luminosa per presentare, ad esempio,

ricerche e tesine.

Si tratta di importanti occasioni per avviare un tipo di apprendimento attivo e

costruttivo, ormai considerato fondamentale dalla moderna pedagogia.

Il suo utilizzo favorisce infatti lo sviluppo di processi metacognitivi, poiché chi

produce deve tenere conto simultaneamente di vari aspetti: degli obiettivi

esporre, dei destinatari (l’esposizione di fronte a tutta

prefissati, dei contenuti da

la classe sarà diversa rispetto ad un intervento destinato ad una commissione

di insegnanti); lo studente inoltre si troverà costretto a esercitare più forme di

controllo, prendendo continue decisioni, come, ad esempio, valutare la

pertinenza e

e decodificabilità dei segni visivi.

La lavagna luminosa favorisce poi forme di apprendimento collaborativo,

attraverso l’interazione di gruppo. La realizzazione di un intervento comunicativo

con questa modalità implica infatti, da parte degli studenti, la condivisione di

compiti,

l’acquisizione di responsabilità e l’assunzione di punti di vista diversi.

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Per raggiungere questi obiettivi è necessario caratterizzare il contesto di lavoro

degli studenti con attività basate su forme di coinvolgimento, di partecipazione

attiva, di ricerca e di sperimentazione di forme, materiali e mezzi. Rimane

essenziale,

comunque, la funzione di guida e di consulenza dell’insegnante, che deve creare

motivazioni, fornire informazioni, organizzare i gruppi di lavoro e coordinare le

diverse attività. La produzione in classe deve essere infatti pianificata: è

fondamentale individuare i compiti da assegnare agli alunni, formare

correttamente i gruppi di lavoro (tenendo conto delle abilità e delle preferenze dei

singoli) e controllare continuamente la qualità dell’intervento e il

raggiungimento degli obiettivi.

Allora quali sono i vantaggi dell’utilizzo della lavagna luminosa?, sono

innanzitutto la visualizzazione in grande, l’utilizzo delle tecnologie a favore di

tutta la classe, la semplificazione dei concetti, l’interattività, l’aggregazione di

risorse multimediali.

La visualizzazione è la più riconosciuta tra le potenzialità della Lavagna. Essa

permette di presentare una molteplicità di contenuti utilizzando non più solo

l'ascolto o la lettura individuale, ma anche la forza comunicativa dell'immagine.

Un'altra potenzialità è l'interattività, la quale è data da molteplici livelli; riguarda

sia la possibilità di intervenire personalizzandoli su tutti i file presenti sullo

schermo, sia la possibilità anche fisica di agire sulla lavagna, sia, infine, in

presenza di collegamento al web, la possibilità di accedere dalla classe alle risorse

di internet. Gli studenti

avvertono la lavagna luminosa vicina al loro modo di comunicare e di accedere

alle informazioni. L'estrema semplicità di utilizzo è all'origine della diffusione di

esse. Le

competenze necessarie per il suo impiego sono quelle di base (scrittura, apertura

ed inserimento file, upload, download, uso del web). La costruzione collaborativa

dei

percorsi di studio fanno della lavagna luminosa uno strumento particolarmente

efficace per la realizzazione di attività di gruppo in classe. Non ultime le

potenzialità dimostrate da esse nel campo dell'integrazione.

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La lavagna digitale

Oggi esiste la possibilità di utilizzare un altro dispositivo: la lavagna digitale in

fig.7 Fig.7 Tipica lavagna digitale fonte: http://www.lavagnainterattiva.eu/index.php/classe-

interattiva/dualboard

La lavagna digitale, opportunamente collegata al pc consente di proiettarne la

schermata, oppure proiettare anche i lucidi creati a mano.

E’ uno strumento molto semplice da utilizzare, facendo diventare l’utente che lo

usa, una sorta di regista.

Invece dei lucidi egli ha a disposizione schermate di computer, che possono

contenere testo, ma anche immagini fisse o in movimento e parti sonore.

Chi crea la presentazione, allestisce al computer le schermate che la compongono,

collocandole in un ordine sequenziale. C’è la possibilità di animare il proprio

lavoro con dissolvenze o effetti sonori; il testo di una pagina, anziché comparire

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tutto insieme, può anche figurare un po’ per volta, così da seguire il ritmo della

lezione orale; al momento di introdurre in classe la presentazione realizzata, al

docente basterà un click del mouse. Naturalmente per fare tutto ciò egli dovrà

disporre di un computer collegato ad un televisore o ad un videoproiettore.

Il proiettore, che può essere come nella fig.8, è un dispositivo tecnologico che

permette di vedere in modo statico, messaggi riportati su supporti translucidi.

Fig.8 Un tipo di proiettore fonte :http://www.palmaricellulari.com/home_cinema/133_Proiettore

Esso ha una qualità e resa dell’immagine migliore di altri strumenti didattici,

infatti e molto utile per mettere a fuoco l’attenzione su determinati particolari tipi

soprattutto con la facilità con cui si

d’immagine possono mettere in sequenza le

immagini stesse.

Ai fini dell’apprendimento la semplice diapositiva può avere bisogno di essere

integrata con altre informazioni, perché insufficiente da sola: l’immagine statica

proiettata sullo schermo, infatti, può possedere un contenuto didattico

relativamente basso (a meno che l’argomento non sia conosciuto nella propria

globalità). Per questo si rende indispensabile accompagnare l’immagine visiva

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con un commento orale, che orienti la lettura dell’immagine ed sottolinei meglio

il suo messaggio. nell’insegnamento della

Un proiettore di diapositive può essere utile, ad esempio,

storia dell’arte, anche se ormai la vasta disponibilità di immagini su CD-ROM e

in rete renderà sempre meno indispensabile il suo utilizzo.

Si tratta di uno strumento che lo sviluppo tecnologico ha cercato di modificare e

di aggiornare con elementi come la dissolvenza, il collegamento al registratore

audio (per la registrazione del commento sonoro) e quello al computer.

Molto più diffuso, oggi, è il videoproiettore. La sua funzione è quella di proiettare

su schermo l’uscita di sorgenti video di ogni tipo, dal computer al televisore,

dal videoregistratore al ricevitore satellitare. Si tratta di un elemento le cui

caratteristiche sono, in genere, molto variabili a seconda della grandezza

dell’aula,

dell’utilizzo reale, del budget disponibile e del continuo sviluppo tecnico di tali

apparati. Le due caratteristiche più importanti di questo mezzo sono sicuramente

la

risoluzione e la luminosità: tanto maggiore è la risoluzione, tanto più definita sarà

l’immagine visualizzata; una buona luminosità invece permetterà di vedere

chiaramente le immagini proiettate anche in una sala non completamente buia,

rendendo possibile svolgere attività in parallelo rispetto alla proiezione

stessa.

Il computer è diventato ormai uno strumento di lavoro indispensabile.

In particolare, l'uso della rete si sta diffondendo molto rapidamente, non solo

come mezzo per comunicare e reperire informazioni, ma anche come strumento

di insegnamento.

Il computer non è uno strumento ostile e minaccioso, ma un utile compagno di

lavoro con il quale si deve prendere confidenza.

il mezzo informatico va considerato come un potente strumento didattico per

nuove modalità di apprendimento basate su un sapere a mappe, piuttosto che su

un sapere a settori. Uno strumento, appunto, “trasversale” che può spaziare in

ogni area conoscitiva e intersecarsi con discipline diverse, dall’aritmetica alla

lingua straniera, dalla ricerca scientifica alla musica, dalla lingua alla geometria,

alla storia, … Inoltre esso predispone alla

dalla geografia progettualità e alla

continua ricerca di soluzioni migliorative del proprio lavoro, il che è sicuramente

un notevole obiettivo educativo in ogni ambito disciplinare. Per questo la

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entra a pieno titolo nella scuola di base e

multimedialità offerta dall’informatica

dovrà costituire uno strumento quotidiano per gli insegnanti e gli alunni.

Ma che cos’è il computer?. Abbiamo parlato del pc nel primo capitolo, un

accenno alla sua nascita come calcolatore di dimensioni esagerate, come il Mark I.

Oggi con la possibilità di ridurre il tutto in un case o addirittura un notebook, se

ne possono inserire quanti ne vogliamo in un’aula o qualsiasi laboratorio

come illustrato nell’immagine

scolastico in Fig. 9:

Fig.9 Laboratorio di informatica Fonte http://www.delfo.fc.it/irisversari/laboratori.asp

Un laboratorio di informatica interattivo pensato alla luce dell'introduzione

dell'informatica come disciplina obbligatoria sin dalla prima classe, usato come

supporto alla didattica dell'informatica, o per guidare i bambini all'utilizzo

consapevole del PC.

Perciò oramai i laboratori sono ubicati nella maggior parte delle scuole italiane, e

non solo si impara ad usare il pc, ma è uno strumento potentissimo per

l’apprendimento di qualsiasi materia grazie all’interfaccia e quindi al software

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all’interno di essi.

installati Il computer quindi diventa uno strumento didattico a

360° gradi, nel senso, per esempio, di studiare il suo funzionamento funziona,

conoscere i linguaggi di programmazione o quelli applicativi, oppure imparare

con il computer: che in questo

caso viene utilizzato come strumento per studiare e approfondire qualsiasi materia

del PC ha lo scopo di sviluppare

di studio, anche imparare ad imparare: l’uso

intuizioni, verificare ipotesi, aiutare a riflettere e ad approfondire idee poco

definite .

Come abbiamo parlato prima, il ruolo importante nel pc non è solo dato

all’hardware, ma anche dal software, che ci permette di comunicare attraverso

l’interfaccia al cervello del pc.

16

Parlando delle interfacce , il quale hanno uno dei ruoli più importanti per la

comunicazione uomo-macchina, visto che ci illustrano il mondo virtuale e quindi

di guidarci ad utilizzare gli strumenti virtuali, esse sono state caratterizzate per

molto tempo da una modalità di tipo puramente testuale, da linguaggi con sintassi

rigida, ricordando l’MS-DOS 17 . Gradatamente si è passati alle più moderne

su finestre, menù a tendina con” Windows 95”,

interfacce basate icone evocative

e oggi esse si possono finalmente definire multimediali: l’utente non deve più

conoscere linguaggi di comando troppo elaborati e le funzionalità di

un’applicazione diventano facilmente accessibili anche a chi non abbia

competenze tecniche.

Mentre prima l’interfaccia era vista come un elemento completamente

indipendente dai contenuti, e doveva solo evitare la formazione di barriere

psicologiche e costituire un efficace fattore di motivazione , oggi invece gli si

attribuisce un ruolo sicuramente più attivo, partecipando al processo di

apprendimento e suggerendo, ad esempio, la struttura del sapere in campi ancora

sconosciuti per l’allievo, o facilitando la risoluzione di problemi o, ancora,

il movimento e l’animazione per rappresentare

usando cambiamenti di stato.

L’interfaccia, in un ambiente didattico interattivo, non può quindi più essere

slegata

dai contenuti, ma ne deve ricalcare la struttura e i processi, diventando così

elemento centrale della progettazione didattica.

L’interfaccia ha la funzione di mediatore tra utente e macchina, consentendo l’interazione fra i due.

16 L’ MS-DOS,

17 è un sistema operativo commerciale della Microsoft Corporation, il più utilizzato sistema negli

anni 80’, con un'interfaccia a riga di comando, era una shell (chiamata command), come su tutti i sistemi

dell'epoca. (http://it.wikipedia.org/wiki/MS-DOS) 30

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IMPARARE CON IL COMPUTER

Annotiamo che lo studio è un processo molto complesso, richiedendo esso

l’applicazione di diverse attività.

Senza entrare anche solo nelle questioni più generali, ci limitiamo a prendere in

l’insieme delle procedure che noi leghiamo

esame nel nostro contesto

direttamente ai contenuti e alle metodologie che vengono richiesti direttamente

nella pratica della scuola. Non teniamo conto delle attività di apprendimento che

facciamo per conto nostro come quando ci applichiamo a un hobby o coltiviamo

18

particolari interessi.

Bisogna capire qual è oggi il rapporto tra personal computer e le azioni di studiare

e apprendere. Ricordiamo che le macchine informatiche rivoluzionano già e

rivoluzioneranno sempre più in futuro non soltanto lo svolgimento delle varie

professioni ma anche l’apprendimento scolastico.

Saper utilizzare il PC oggi è indispensabile, questo perché si opera quasi in tutto

con i computer, quindi per questo l’uso del PC si impara a scuola, perciò esso

serve anche a studiare e comprendere al meglio.

La scuola superiore ha il compito di insegnare la pratica del computer, ma

l’apprendimento.

soprattutto utilizzarlo in modo che favorisca

I libri di scuola non sono sostituiti, ma, forse, potrebbero anche non esserci…

Anche se sono obbligatoriamente previsti in tutte le scuole, forse non tutti si

stanno percependo che stanno perdendo importanza: sono sempre più leggeri, con

minori contenuti, predigeriti.

Accanto ad essi il lo sviluppo delle tecnologie sta sfornando una grande quantità

di strumenti nuovi soprattutto fondati sul PC (Internet, enciclopedie elettroniche e

via dicendo) e ciò comporta:

Un uso diverso del tempo dedicato alla scuola, ma anche al tempo libero e questo

indirettamente agisce sull’istruzione sviluppando centri di interesse, nuovi

linguaggi.

Tutti questi materiali paralleli sono inoltre: di facile accesso, poco costosi, in

quantità illimitata.

18 Studiare con il pc Conviene?

(http://www.jobscuola.it/index.php?option=com_content&view=article&id=63:studiare-con-il-pc-e-

possibilestudiare-con-il-pc-e-possibile&catid=1:ultime-news&Itemid=50)

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Quindi la grande vera novità avviata dalla diffusione dei PC considerati tanto

19

come workstation quanto come terminali di rete è la illimitata disponibilità di

materiale informativo di qualsiasi genere a disposizione in tempo reale e a costo

zero.

La conseguenza immediata e diretta è che alla scuola spetta un primo importante

compito: mettere in grado gli allievi di fare operazioni di ricerca e selezione in

modo appropriato con criteri sperimentati e corretti.

Il PC aumenta le possibilità di produzione dell’allievo, con i loro programmi

permettono anche di conoscersi meglio in funzione dell’orientamento

professionale e delle scelte future. Permette anche di fare esperienze di

produzione più complesse (ad esempio costruire un prodotto multimediale è più

complesso e richiede maggiore capacità di controllo e di intervento

dell’elaborazione personale di un semplice compito scritto di italiano ).

L’allievo può diventare uno scrittore, un editore di una rivista, un grafico, un

a seconda dei propri interessi, e l’aspetto più

musicista con lo stesso strumento

interessante da esplorare è rappresentato dagli spazi di partecipazione e di

comunicazione che, attraverso la rete, si aprono (i News Group, i Forum, le liste

di E-Mail, e via dicendo).

poi, per tutte le professioni l’uso del computer è indispensabile. Non è

Certo,

detto però che l’uso “specialistico, professionale sia proprio di competenza della

scuola superiore, riguarda più l’università o i corsi di specializzazione

professionale. Un uso intelligente del PC a scuola però è comunque una valida

esperienza e preparazione, intanto perché a un livello molto elementare dà

confidenza con lo strumento, poi perché amplia le possibilità a vari livelli.

Per quello che riguarda invece lo studio tradizionalmente inteso, i nuovi strumenti

non sostituiscono l’applicazione personale, la gradualità dell’acquisizione, la

riflessione, il tempo dedicato allo studio, tutto ciò che da sempre e

tradizionalmente è giudicato come qualificante ed essenziale nello studio. Non

viene abbandonato nulla di ciò che è perennemente valido.

Il Punto forte dell’apprendimento tramite le tecnologie è la multimedialità,

in cui abbiamo parlato nel paragrafo dedicato ad esso a pagina 14, ci consente di

interagire con più mezzi di comunicazione di massa (vale a dire: audio/video), in

19 Stazione di lavoro, tipologia di computer monoutente, cioè utilizzabile da un solo utente alla volta, destinato

principalmente ad un utilizzo produttivo, utilizzato da professionisti in ambito lavorativo

(http://it.wikipedia.org/wiki/Workstation) 32

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uno stesso supporto o contesto informativo è appunto la caratteristica peculiare

delle tecnologie informatiche del passato, contemporanee e del futuro.

Quando parliamo di multimedialità, parliamo di contenuti che per comunicare

un’informazione riguardo a qualcosa si avvale di molti media 20 , cioè di mezzi di

comunicazione di massa, immagini in movimento, immagini statiche, musica e

testo.

Grazie alle potenzialità espressivo-comunicative, la multimedialità si è diffusa in

ogni settore della cultura e società, dall’educazione al gioco, dalla

documentazione allo spettacolo e cosi via, coinvolgendo ogni forma di

comunicazione, anche se viene sempre più riferita o perfino fatta coincidere con i

considerati multimediali fin dall’origine e per loro stessa

New Media e il Web,

natura.

Fig.10 Una rappresentazione, di cosa ci offre internet Fonte: http://www.newtaristeme.it/attivita

Fino a pochi anni fa, multimediali erano comunemente definiti i CD-ROM e/o

DVD in cui immagini, testo e suoni, combinati insieme, creavano un unico

supporto da "leggere" unicamente su un computer. Oggi la multimedialità è molto

di più: Internet e una maggiore capacità di gestire contenuti multimediali hanno

trasformato il personal computer in un Mass Medium capace di trasformarsi in

20 Mezzi di comunicazione di massa, o mezzi di trasmissione che possono essere sia audio che video.

http://it.wikipedia.org/wiki/Multimedialit%C3%A0 33

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TV, radio o telefono, oltre che in libro o in macchina fotografica. Oggi, quindi,

per multimedia non si intende più un contenuto legato a un'unica tipologia di

supporto, ma un'informazione fruibile, condivisibile e modificabile ovunque e su

diversi dispositivi, dal computer al palmare, dal telefono ai tablet, fino ad arrivare

alla LIM, recentemente entrata a far parte dei nuovi sussidi didattici multimediali

della scuola italiana.

Sono ormai in molti a sostenere gli innumerevoli vantaggi che la multimedialità

offre per favorire e migliorare l’apprendimento: i sistemi ipermediali sono in

grado di fornire rappresentazioni della conoscenza sfruttando differenti sistemi

simbolici, permettono di individuare e sviluppare prospettive di lavoro molteplici

e diversificate, favoriscono una migliore autoregolazione nell’apprendimento.

I media digitali non sono solamente strumenti didattici. L’utilizzo dei nuovi

media genera delle vere e proprie trasformazioni nel recepire, trasmettere e

organizzare le informazioni sia nei docenti che nei discenti. È necessario

considerare come le tecnologie provochino modificazioni nell’organizzazione

della mente e analizzare i conseguenti cambiamenti che avvengono nei processi

della conoscenza e della comunicazione. Queste trasformazioni, impongono un

ripensamento delle funzioni cognitive della mente e di conseguenza delle

21

modalità stesse di insegnamento/apprendimento.

La multimedialità favorisce l'apprendimento immersivo. I giovani vivono in un

ambiente sonoro, caratterizzato dal sistema dei media (TV, Radio, Telefono e cosi

via). Di conseguenza apprendono molto spesso anche inconsapevolmente

mediante la partecipazione e condivisione di contenuti audio/video. Questa

tipologia di apprendimento multimediale si differenzia nettamente da quello

monomediale che avviene per astrazione, infatti l'apprendimento

“gutemberghiano” è caratterizzato dalla tecnologia visiva, scrittura e stampa, che

ha catapultato il mondo nel silenzio. Pertanto la galassia multimediale ha

l’oralità, modificando anche le modalità di apprendimento. L’uso dei

restituito

nuovi media muta anche l’ambiente scolastico, considerato cross-mediale 22

perché l’ampliamento dei new media “costringe” necessariamente la scuola a

rivedere non solo i metodi didattici, considerati ormai obsoleti, ma anche gli

ambienti e spazi di apprendimento.

21 . Ferri, Teorie e tecniche dei nuovi media, Pensare formare lavorare nell'epoca della rivoluzione digitale, ed.

P

Milano, Guerini Studio, 2006,

alla possibilità di mettere in connessione l’uno con l’altro i mezzi di comunicazione, grazie allo

22 Ci si riferisce

sviluppo e alla diffusione di piattaforme digitali. Un sistema che utilizza crossmedialità si definisce "crossmediale".

http://it.wikipedia.org/wiki/Cross_media 34

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Il digitale introduce delle novità nel ruolo dei soggetti coinvolti

formatore/formando ma anche una rivisitazione della “cassetta degli attrezzi”.

Le caratteristiche dello spazio ridefinito possono essere riassunti nei seguenti

punti: - la didattica svolta in aula implica presenza, mentre utilizzando ambienti

multimediali lo spazio didattico assume una nuova dimensione perché la lezione

si svolge in uno spazio "aperto". Questo comporta una nuova forma di interazione

tra i soggetti: i ruoli definiti in presenza si trasformano, il docente non è più una

figura “centrale”, il suo ruolo cambia verso quello di facilitatore. La

comunicazione tra i membri della classe virtuale si trasforma passando dallo

schema gutemberghiano, che prevedeva la comunicazione basata sul principio

uno a molti, a quello reticolare molti-molti.

è un’altra caratteristica che differenzia la didattica

La concentrazione/dispersione

tradizionale da quello fruibile on-line, e in un ambiente multimediale. Si va da

una concentrazione data dall’utilizzo del libro, alla dispersione dovuta alla

dell’attività formativa. Gli insegnanti, sono tenuti a

molteplicità dei contenuti

rinnovare gli strumenti didattici quali penna, carta, lavagna, gessetti, in virtù dei

nuovi media, integrandoli con E-Book, computer, LIM, e via dicendo.

Nell’ambito della multimedialità esistono osservazioni ed indagini che hanno

evidenziato alcuni effetti negativi sul ricordo e sulla comprensione, conseguenti

alla somministrazione del materiale in un formato multimediale.

Una spiegazione possibile è che la multimedialità, pur offrendo nuovi modi di

esprimere i contenuti, spesso viene utilizzata con l’unico scopo di rendere

maggiormente attraente il materiale, in modo da focalizzare su di esso

l’attenzione del destinatario del messaggio, ma ignorando le seguenti condizioni

principi dell’apprendimento multimediale:

che sono alla base dei

Contiguità spaziale: gli studenti apprendono meglio quando le parole e le

immagini corrispondenti sono presentate vicine;

Poiché saranno più in grado di mantenere le rappresentazioni mentali insieme

nella memoria attiva e di connetterle;

Coerenza: gli studenti imparano di più quando il materiale interessante ma non

rilevante per il tema trattato testo, figure, suoni - è escluso dalla presentazione;

Modalità: gli studenti apprendono di più quando il messaggio multimediale è

presentato come testo parlato piuttosto che scritto;

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Ridondanza: gli studenti apprendono maggiormente da animazioni e narrazioni

23

piuttosto che da animazioni, narrazioni e testo.

GLI IPERTESTI

Altro elemento importante è l'ipertestualità o ipertesto che spesso crea

confusione parlando di multimedialità.

Che cos’è l'ipertesto? è la caratteristica di un documento di utilizzare la struttura

dell'ipertesto; il prefisso Iper sta ad indicare la maggiore valenza di un documento

ipertestuale rispetto a un documento tradizionale (cartaceo), dovuta al fatto che un

documento ipertestuale non deve essere obbligatoriamente letto in modo

sequenziale, ma si può saltare da una parte all'altra senza seguire nessun ordine

prestabilito.

Più specificatamente possiamo dire che indica un insieme di documenti su

24

supporto elettronico (nodi) connessi tra loro mediante un reticolato di

25

collegamenti (link) .

Per intenderci, la differenza tra un testo classico e un ipertesto è la stessa che

passa tra un'audiocassetta e un compact disc: nel primo caso, per ascoltare un

qualunque brano dovremo prima posizionarci opportunamente sul punto

desiderato del nastro, mentre nel secondo potremo in qualunque momento

ascoltare il primo, l'ultimo o un qualunque altro brano.

La risorsa fondamentale di un ipertesto è la grande facilità con cui è possibile

collegare tra loro i documenti senza utilizzare, come nel libro, un criterio

sequenziale.

La struttura di un testo a stampa infatti è costituita da nodi (in questo caso capitoli,

paragrafi, enunciati), che si susseguono l’uno dopo l’altro in fila, dall’inizio alla

fine del volume; al lettore non resta che seguire un percorso prefissato.

Questa disposizione lineare è dovuta alla natura stessa del mezzo cartaceo sul

quale risulta scomodo creare continui rimandi tra pagine distanti.

23 P. Ferri, Teorie e tecniche dei nuovi media, Pensare formare lavorare nell'epoca della rivoluzione digitale, ed.

Milano, Guerini Studio, 2006,

Nodo: è definibile come un’unità di informazione

24 con autosufficienza comunicativa; può essere di natura

verbale o non verbale (disegno, filmato, suono ecc.) e la sua estensione può variare da una semplice parola ad una

schermata intera del computer o più.

25 (o legame): si tratta di un comando che permette il passaggio da un nodo ad un altro; è ciò che

caratterizza la non linearità dell’informazione, propria di un ipertesto.

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Il problema non si pone con il supporto elettronico, poiché esso permette di

collegare facilmente ogni nodo a molti altri, che a loro volta possono prevedere

nuovi

raccordi: si viene così a creare un fitto intreccio di connessioni, che offre al

lettore la possibilità si spostarsi tra le informazioni senza dovere seguire un’unica

direzione, ma scegliendo di volta in volta tra tutti i collegamenti presenti. È il

lettore stesso quindi che, con le proprie scelte, crea le sequenze.

Nell’immagine rappresentata in Fig. 11, vi è la struttura tipica di un ipertesto,

come vediamo, i nodi principali si collegano ai nodi minori, ovviamente deve

esistere una relazione tra di essi.

In definitiva un ipertesto non è altro che un diverso sistema per presentare e

organizzare informazioni; utilizzandolo il fruitore diviene meno passivo e può

muoversi liberamente seguendo le proprie associazioni mentali e costruendo da

solo il proprio percorso di lettura tra le varie unità informative. Più aumenta il

livello di interattività concesso al lettore, più l’ipertesto sarà di qualità.

Quando l’ipertesto è multimediale, cioè quando in esso sono utilizzati tipi di

linguaggi differenti, si parla più propriamente di ipermedia: i nodi in questo caso

non

contengono solo testi, ma anche filmati, animazioni, grafica e suoni.

Oggi comunque il termine ipertesto ha esteso il proprio significato e viene

comunemente utilizzato anche per indicare gli ipermedia. 26

A questo proposito, si utilizza a volte il neologismo "ipermediale" o

"ipermedialità" per indicare più precisamente la fusione quindi dei contenuti

multimediali in una struttura ipertestuale.

26 le parole di nuova formazione presenti in una lingua. Il ricorso ai neologismi deriva solitamente

Indica

dall'esigenza di identificare invenzioni e fenomeni di recente comparsa o diffusione. Fonte:

http://it.wikipedia.org/wiki/Neologismo#cite_note-0 37

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Fig.11 Prendiamo in esempio questo schema della figura 11, in una scuola cui il professore vuole spiegare da che

cosa è costituito il pc, tramite un documento ipertestuale, gli alunni possono vedere il sotto insieme ad esempio

delle periferiche del PC e capire quindi che ad essi nella realtà delle cose vengono collegate: la stampante, il fax, il

mouse, e cosi via. Fonte: http://www.vicariweb.it/ipercomputer/struttura.html

Il concetto di multimedialità include necessariamente idee come passare

facilmente da un mezzo all'altro, dire la stessa cosa in modi diversi, trovando uno

sbocco naturale in interfacce multi-modali.

L’ipertesto e la scuola. Il computer, più di altri strumenti, sembra

particolarmente adatto a questo scopo: gli studenti, oltre a fruire di software

preconfezionati, possono infatti utilizzarlo per realizzare propri prodotti e per lo

svolgimento di molteplici attività (scrivere, organizzare dati, progettare, ricercare

informazioni, comunicare con

altri), che combaciano da sempre con quelle della scuola.

Il fulcro di questi progetti non deve essere mai, per i ragazzi, il computer stesso:

esso può esserlo inizialmente se rappresenta una novità ma, superato questo

momento, deve essere utilizzato in maniera del tutto funzionale a ciò che si vuole

realizzare. 38

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L’esempio degli ipertesti è da questo punto di vista paradigmatico.

La creazione di un prodotto ipertestuale in ambito didattico può avere obiettivi

differenti: in alcuni casi essa rappresenta uno stimolo ad affrontare determinati

disciplinari e fornisce, per l’utilizzabilità di ciò che si sta realizzando,

argomenti

concrete e convincenti motivazioni; in altri casi l’intento principale è quello di

un’esperienza pratica, aiutando lo

dare organizzazione e ordine ai risultati di

studente a sviluppare capacità di analisi e di organizzazione della conoscenza;

ancora, l’attenzione può essere rivolta alla costruzione di storie-gioco capaci di

sostenere dell’immaginazione può

diversi percorsi di lettura. In questo caso il ruolo

l’accento può essere posto interamente sulla

risultare predominante e costruzione

di una rete di percorsi, tralasciando così i contenuti. Infine è possibile mescolare i

differenti

approcci tentando di inserire elementi ludici nella trattazione di temi a specifico

contenuto informativo.

In base ai diversi obiettivi è possibile tracciare un preciso percorso di produzione

che comprende, in linea generale, queste fasi:

• familiarizzazione: in questa prima fase è necessario prendere confidenza con gli

ipertesti, esaminandone alcuni già costruiti e realizzandone piccoli prototipi;

• ideazione: occorre scegliere e discutere collettivamente il soggetto da trattare,

effettuando una prima formulazione del piano di lavoro;

• progettazione: a questo punto è possibile definire la struttura dell’ipertesto, delle

sue componenti e degli eventuali legami (ad esempio, stabilendo i primi

nodi). È necessario scegliere i modi più opportuni per presentare le informazioni

e cominciare a reperire testi, disegni e dati;

• realizzazione: occorre suddividere il lavoro tra gruppi di studenti, dando a

ognuno di essi l’incarico di realizzare una porzione completa di ipertesto;

• valutazione e revisione: vanno infine valutate le varie porzioni, isolate e

assemblate tra loro, e ne va verificato il funzionamento complessivo effettuando,

eventualmente, modifiche e correzioni.

Si tratta di un percorso piuttosto ricco, nel quale gli studenti svolgono molteplici

attività collaborando tra loro con la guida indispensabile degli insegnanti.

39

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nell’esaminare questi prodotti

Talvolta però, ipertestuali, viene da chiedersi in che

misura gli alunni ne siano gli autori, cioè quanto abbiano partecipato attivamente

27

a tutte le fasi sopra illustrate.

Quindi da questo di scorso deduciamo che la progettazione di un ipertesto, ossia

la

predisposizione di questa complessa organizzazione di collegamenti, obbliga a

compiere molte operazioni intellettive, che dal punto di vista didattico possono

rivelarsi utili e stimolanti per lo studente.

DIDATTICA A DISTANZA E INTERNET

Non si può non parlare di internet nella didattica moderna, diciamo che è il fiore

all’occhiello di tutto quel che riguarda l’informatica, i dispositivi mobili, i PC, i

tablet ,smartphone, e così via, hanno bisogno di questo servizio per essere

sfruttati al meglio.

La rete può essere utilizzata in svariati modi, come socializzare tramite social

network, giocare, apprendimento con la formazione a distanza (FAD), accedere

ad aule online come nella realtà tramite videoconferenze e via dicendo.

Vediamo quindi che internet ci permette di fare una moltitudine di cose, questo

grazie allo sviluppo sempre di reti più veloci come l’ADSL e la rete mobile di

ultima generazione. 28

Era il 1990 quando Tim Barners Lee presenta il progetto del World Wide Web ,

(WWW) al CERN di Ginevra. Questa è la definitiva affermazione di internet,

dato che negli anni precedenti era utilizzato solo per scopi scientifici e militari.

Internet diventa importante quando vi fu l’espansione di massa dei computer e

alla creazione di programmi di utilizzazione più semplici e intuitivi.

Grazie alla creazione di programmi semplici ed intuitivi che oggi possiamo

immergerci nella realtà di internet, che ci consentono di interagire con gli altri

utenti connessi alla rete, e quindi di scambiare informazioni, condividere saperi,

documenti multimediali e cosi via.

27 Ferraris M. e Diquattro M., Fare con il computer. La tecnologia informatica come mezzo di produzione

in mano agli studenti: il caso degli ipertesti, ma non solo, cit.

E’ un servizio di Internet

28 che permette di navigare ed usufruire di un insieme vastissimo di contenuti

(multimediali e non) e di ulteriori servizi accessibili a tutti o ad una parte selezionata degli utenti di Internet.

(http://it.wikipedia.org/wiki/World_Wide_Web) 40

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Esso ha un ruolo molto importante nella didattica moderna, può essere utilizzato

con per usufruire di video lezioni, documenti digitali, forum di confronto e cosi

via.

FAD ED E-LEARNING

Nel settore dell’istruzione e della formazione, e in rapporto alle tecnologie di rete,

è possibile identificare la FAD, (Formazione a distanza) che comprende un sotto

insieme di strumenti come le aule virtuali, le chat–line, condivisione di file e cosi

via.

Oggi possiamo dettagliare meglio questa definizione: la FAD è, soprattutto, un

tipo particolare di formazione, in cui momento di erogazione e momento di

fruizione non coincidono: formatore e allievi sono situati in luoghi e tempi diversi,

talvolta separati da grandi distanze, in virtù del supporto di vari strumenti.

Il modello comunicativo utilizzato è sempre unidirezionale, e il concetto di

apprendimento che soggiace a tali ambienti, fa riferimento ad un processo di

trasferimento di conoscenze Prè-impacchettate che l'individuo, da solo,

memorizza e riproduce. Quanto più le sa riprodurre bene, tanto più il suo

apprendimento è considerato elevato. Tra le fasi di produzione del materiale

didattico (impacchettamento delle informazioni) e della sua

distribuzione/fruizione, non è prevista alcuna relazione.

La nascita della FAD si articola in tre generazioni: la prima generazione è

identificabile nella formazione per corrispondenza, quando emergono nuove

tecniche di stampa e si diffondono le ferrovie. Non è previsto alcuno scambio tra i

discenti; quando pianificati, i confronti con il docente/tutor avvengono in sedi e

momenti stabiliti dal programma educativo.

Con l'avvento delle videocassette, nascono i corsi a distanza di seconda

generazione. Questi sono decisamente più complessi, integrando tra loro diversi

strumenti e diverse metodologie didattiche. Sono facilitati i rapporti col

tutor/docente, anche attraverso colloqui telefonici, invece la terza generazione di

ambienti FAD nasce con l'uso dei computer e dei CD-ROM.

Intanto, i modelli tradizionali dell'apprendimento crollano, lasciando spazio alle

teorie dell'apprendimento sociale; viene rivalutata la funzione della

41

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comunicazione interattiva, che incide sia sulla motivazione ad imparare che sulla

29

qualità dell'apprendimento.

Di conseguenza, gli scambi tra discenti, e tra discenti e docente/tutor vengono

investiti di nuova attenzione. Concetti come 'apprendimento sociale',

Partecipazione Periferica Legittimata, Comunità di Pratiche', livelli di

coinvolgimento, e via dicendo, trovano sempre più conferme nella attività di

ricerca applicata e di sperimentazione.

In questo contesto, si cominciano a progettare dei veri e propri ambienti virtuali,

in cui sia possibile esercitare una certa interazione, una comunicazione multipla

tra i soggetti coinvolti.

Gli sviluppi dell'Information Tecnology e dei supporti di comunicazione mediata

da computer favoriscono questo tipo di sviluppo.

Ad oggi, la FAD si avvale del supporto di Internet per realizzare dei "Virtual

Training Center", all'interno dei quali l'utente/discente trova un'aula virtuale in

cui coesistono programmi, materiali didattici, risorse di comunità, forum, mailing

list, e cosi via.

La comunicazione fra gli utenti avviene attraverso strumenti che, in una forma

sincrona o asincrona, consentono quello scambio di esperienze, di materiali e di

informazioni che costituisce il presupposto per l'apprendimento collaborativo.

La formazione sincrona a distanza avviene invece contemporaneamente per tutti

gli studenti e l'accesso alle informazioni si verifica istantaneamente. Questa forma

di apprendimento a distanza offre una maggiore interattività. Gli esempi di E-

learning sincrono comprendono le trasmissioni via satellite, il video-tele

Conferencing, il Conferencing via Internet e le chat room, mentre la formazione

con l'e-learning asincrono, il training avviene in diversi periodi di tempo e gli

studenti possono accedere alle informazioni secondo le proprie comodità.

Alcuni esempi di questo tipo di training comprendono il CBT (Computer Based

30

Training) Self-Paced (ovvero la cui velocità viene definita dall'utente), WBT

31

(Web Based Training), Bulletin-Boar ed E-Mail. Le sue forme meno tecniche

comprendono inoltre le cassette audio/video.

Ma cosa sono esattamente il: CBT e la WTB?

29 Formazione a distanza (FAD): un percorso introduttivo, Fonte:

http://www.urp.it/Sezione.jsp?idSezione=980&idSezioneRif=931

Dall’inglese

30 'a passo autogestito', per esempio, svolgere un percorso, magari di studio, disegnato per essere

eseguito a un andatura adatta all'individuo.

E’

31 un computer che utilizza un software per permettere a utenti esterni di connettersi a esso attraverso la linea

telefonica, dando la possibilità di utilizzare funzioni di messaggistica e file Sharing centralizzato. Fonte:

Wikipedia 42

Università degli Studi di Ferrara

Iniziamo con la prima, cioè la CBT (Computer Based training), come vediamo in

fig.12, ovverosia un innovativo metodo di insegnamento che, facendo uso di

software, programmi per PC o dispositivi quali CD/DVD-ROM, interviene nella

cosiddetta “formazione a distanza” e nell’apprendimento da autodidatta

dell’utente.

Esso è usato soprattutto per insegnare l’uso di applicazioni software, poiché è un

sistema che unisce alle semplici “istruzioni per l’uso” anche la possibilità di

mettere subito in pratica gli insegnamenti con adeguati “programmi-allenamento”.

Le applicazioni dotate di tutorial on-line possono essere considerate esempi di

CBT.

Fig.12 Computer Based Training, simulazione di oggetti meccanici Fonte: http://www.bin95.com/cbt.htm

Il CBT in senso stretto può evidentemente coesistere ed essere integrato con altre

forme di insegnamento che impiegano il computer in altri modi, per esempio la

formazione a distanza con l'e-learning.

43

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Mentre il CBT, è un metodo di insegnamento di prima generazione, il WBT si

può definire di seconda generazione, è metodo più recente ovviamente.

Si tratta quindi di una formazione basata sul web, ovvero si intende uno

strumento di formazione a distanza basato sugli standard tecnici e sugli strumenti

di comunicazione di Internet.

Attraverso di esso, è possibile organizzare forme di studio individuali associate a

momenti di confronto con il tutor e gli altri colleghi di corso. Permette, infatti, di

erogare corsi in autoistruzione facilmente accessibili tramite l’utilizzo di un

browser e integrabili con strumenti di comunicazione quali la posta elettronica, i

forum di discussione, le chat, i newsgroup, e così via. Questo strumento, pur

avvalendosi della navigazione ipertestuale, non consente una completa

personalizzazione del percorso formativo e sfrutta solo parzialmente le possibilità

di multimedialità e interattività rese oggi disponibili dalle nuove tecnologie

dell’informazione e della comunicazione.

I sistemi WBT rappresentano l’evoluzione della formazione basata sull’utilizzo

solo computer cioè il, in quanto grazie all’uso del web offrono contenuti che

del

possono essere distribuiti, condivisi e aggiornati, e il basso costo di questi

strumenti può renderne conveniente l’utilizzo rispetto ad altre forme di

formazione a distanza.

Qualcuno individua, in questi recentissimi sviluppi, la quarta generazione degli

ambienti FAD, e li definisce ambienti di "E-Learning" o Teledidattica.

Con questo termine s'intende l'apprendimento a distanza e la trasmissione della

conoscenza attraverso il web, grazie alla connessione in rete. L'E-Learning sfrutta

la tecnologia multimediale e le caratteristiche dell'apprendimento tipiche dei new

media: l'interattività, la dinamicità e la possibilità di personalizzare il percorso di

apprendimento.

Come si avrà avuto modo di capire, l'insegnamento in linea è un processo di

formazione continua che implica l'utilizzo delle tecnologie di rete per progettare,

distribuire, scegliere, gestire e ampliare l'apprendimento. In quest'ottica gli

elementi principali nella progettazione di contenuti erogabili via rete, i quali

rendono la Formazione a distanza non più assimilabile ai monolitici corsi

tradizionali da distribuire indistintamente a tutti gli studenti, sono tre:

- l'interattività, vale a dire la necessità di coinvolgere il discente, generalmente

32

avvalendosi del learning by doing;

32 In italiano imparare facendo o imparare attraverso il fare

44

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- la dinamicità, ovvero il bisogno da parte del discente di acquisire nuove

33

competenze mirate just in time ;

- la modularità, ossia la possibilità di organizzare i contenuti di un corso secondo

gli obiettivi formativi e le necessità dell'utenza.

Un componente base della teledidattica è la piattaforma tecnologica (Learning

Management System o LMS) che gestisce la distribuzione e la fruizione della

formazione: si tratta infatti di un sistema gestionale che permette di tracciare la

frequenza ai corsi e le attività formative dell'utente (accesso ai contenuti, tempo

di fruizione, risultati dei momenti valutativi, e cosi via).

Tutte le informazioni sui corsi e gli utenti restano indicizzate nel database della

piattaforma: questa caratteristica permette all'utente di accedere alla propria

offerta formativa effettivamente da qualsiasi computer collegato a Internet,

generalmente senza la necessità di scaricare software ad hoc dal lato del client, e a

volte perfino senza necessariamente consentire attraverso il proprio browser il

34

deposito e la memorizzazione di Cookies . L'utente è insomma in questo caso

totalmente delocalizzato e in virtù di ciò più semplice risulta il suo accesso al

proprio percorso formativo modellizzato sul server, ovunque e in qualsiasi

momento.

Se la piattaforma risulta essere una componente fondamentale per la teledidattica,

l'aula virtuale (o ambiente collaborativo) è la metodologia didattica che permette

l'interazione (soprattutto in modalità sincrona) fra gli utenti: si tratta infatti di

strumenti che favoriscono la comunicazione immediata tramite chat, lavagne

35

condivise (Interactive White-Boards ) e videoconferenza e così via. I software di

ambiente collaborativo possono gestire anche l'apprendimento asincrono (che non

necessita la presenza degli utenti nello stesso momento): forum di discussione,

36

document repository , accesso ai materiali didattici o a materiali di supporto.

Dall’inglese “appena in tempo”

33

34 Sono file di testo di piccola dimensione inviati da un server ad un Web client (di solito un browser) e poi

rimandati indietro dal client al server, usati per eseguire autenticazioni automatiche, Tracking di sessioni e

memorizzazione di informazioni specifiche riguardanti gli utenti che accedono al server, come ad esempio siti web

preferiti o, in caso di acquisti on-line, il contenuto dei loro "carrelli della spesa" (Shopping Cart).

35 o lavagna condivisa, è un oggetto software il cui funzionamento è coordinato da un server a cui si connettono

client in rete locale o remota: simula il funzionamento della lavagna tradizionale, ovvero supporta, e mostra agli

utenti collegati, le parole e i segni che ne costituiscono il normale contenuto durante una lezione d’aula. La

struttura software della

White-Board offre agli utenti remoti la possibilità di condividere, e trasmettersi vicendevolmente, i comandi di

disegno e scrittura nell’area della lavagna, in altre parole, l’uso del “gesso”.

sta per il “deposito dei documenti”: è l'archivio documentale

36 e definisce un insieme di documenti che possono

essere rintracciati con ricerca, attraverso un software idoneo.

Fonte: http://www.datachronic.com/Soluzioni/DocumentWorkFlow/DocumentRepository.aspx

45

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Analizziamo alcuni strumenti dell’E-learning partendo dalle aule virtuali:

La didattica ha il suo punto forte nella formazione in spazi adibiti per le lezioni, e

quindi con le nuove tecnologie si ha la possibilità di creare delle aule virtuali di

cui abbiamo una rappresentazione in fig 13, e simulare le lezioni come nel

contesto reale.

E’ in grado di recepire l’interazione degli

coordinato da un docente-moderatore

studenti (normalmente attraverso uno strumento che simula la mano alzata) e di

gestire la trasmissione di controlli e comandi delle operazioni su White-Board o

in Tools-Sharing.

Le principali esperienze didattiche in aula virtuale sono relative al settore

informatico, sono meno comuni ma presenti anche esperienze nel settore

economico e gestionale.

L’interfaccia più comune usata per l’aula virtuale.

Fig.13 Fonte: http://onlinehelp.dimdim.com/Show-

Items/Share_whiteboard.html

46

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Ovviamente l’interazione tra ambiente virtuale e reale, e tra utenza presente e

remota, richiede la sincronia di collegamento e la biunivocità della

comunicazione: se le tecnologie di trasmissione del flusso audiovisivo non

differiscono da quelle,

particolare dello sviluppo tecnologico dell’aula virtuale è costituito

Un aspetto

dalla sua connessione con l’aula reale: attraverso gli strumenti sopra elencati, e

principalmente attraverso il flusso audiovisivo, è possibile registrare e trasmettere,

o in momenti successivi, una lezione d’aula.

in tempo reale

ampiamente sperimentate, della diretta televisiva, l’aspetto relativo all’interazione

non può essere assimilato alla semplice videoconferenza, in virtù del numero,

potenzialmente elevato, di utenti remoti.

Ne consegue la necessità di individuare e applicare metodologie volte a integrare

l’utenza remota nelle attività d’aula, evitando al docente l’ulteriore compito di

gestione dell’interazione in rete: una possibile soluzione prevede l’utilizzo di un

d’aula incaricato di tale compito, quindi con la funzione di interloquire

assistente

con il docente per conto degli utenti remoti e di rispondere direttamente ai loro

interrogativi, quando rientrano nelle sue competenze. Persistenza Al fine di

semplificare l’integrazione tra aula virtuale e aula reale, sono stati sviluppati

strumenti hardware e software che connettono la lavagna reale alla Whiteboard:

che può essere come quella rappresentata nella fig.14, così che i segni prodotti dal

docente sulla lavagna si riproducono automaticamente sullo schermo dei

computer.

L’utilizzo di queste tecnologie e metodologie di connessione tra ambienti reali e

virtuali non deve creare l’illusione che la formazione a distanza non

comporti una sostanziale evoluzione dell’attività didattica del docente, e che i

conseguenti cambiamenti possano limitarsi all’implementazione e all’utilizzo di

strumenti adeguati: l’attività didattica esterna all’aula è destinata ad assumere un

ruolo crescente sia in fase di trasmissione dei contenuti sia in fase di interazione e

verifica dell’apprendimento, secondo modalità e metodologie che, al di là

dell’aspetto tecnologico, influenzano e alterano profondamente l’apporto del

docente al processo formativo.

Pertanto questo tipo di apprendimento crescerà ancora fino a diventare un tratto

la didattica, perché la sua gestione, semplicità d’uso, i

molto importante della

bassi costi di mantenimento e organizzazione fanno si che questo genere di

apprendimento non avrà problemi durante il suo cammino, nell’attuazione futura

delle scuole. 47

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Fig.14. White-Board Fonte: http://www.xcorsi.it/newsito/index.php/aree-competenza/e-learning/aule-virtuali/

L’ULTIMA FRONTIERA DELLE TECNOLOGIE PER LA DIDATTICA:

TABLET, E-BOOK.

La tecnologia è in continuo fermento, ogni mese esce un nuovo prodotto, sempre

più veloce, più sottile, soprattutto sempre più User Friendly.

Nella didattica moderna non si può non parlare di questi strumenti come i Tablet,

gli E-Book per la fruizione di testi digitali, ma anche gli Smartphone dicono la

sua, anche se in minima parte.

Iniziamo parlando dei Tablet, tavoletta informatica in italiano, perché appunto ha

una forma a tavoletta come vediamo nella fig. 15, dotata quasi interamente di un

37

display con tecnologia Touch-screen , che ci permette di eseguire molte

operazioni, come: leggere libri digitali, guardare film, giocare imparando e così

via.

E’

37 un particolare dispositivo frutto dell'unione di uno schermo ed un digitalizzatore, che permette all'utente di

interagire con una interfaccia grafica mediante le dita o particolari oggetti. Uno schermo tattile è allo stesso tempo

un dispositivo di output e di input. 48

Università degli Studi di Ferrara

Essi sono più facili da utilizzare, perché non siamo noi che ci adattiamo al

dispositivo, ma è colui che si adatta a noi, grazie ai sensori di posizione

posizionati all’interno di esso.

In particolare i Tablet possono essere non solo contenitori di testi o documenti,

ma soprattutto possono essere strumento per un diverso rapporto con le materie di

studio, offrendo agli studenti stessi la possibilità di essere al centro del progetto

sviluppato secondo una “didattica laboratoriale”, offrendo loro la

educativo,

possibilità di accrescere nuove competenze attraverso i loro abituali mezzi di

comunicazione. Possono sostenere gli insegnanti per rendere più efficace la

didattica, rendendo reperibili i contenuti delle proprie lezioni e sviluppando

modalità maggiormente interattive di costruzione del percorso di conoscenza.

con il “registro informatico”

Può infine sostenere il rapporto scuola-famiglia,

mediante il quale può esserci un contatto più costante e più continuativo tra

insegnante e genitore.

I Tablet sono quindi principalmente utilizzati per la lettura di libri di testo digitali,

o PDF, e non solo ne consentono la lettura, ma anche la modifica con applicazioni

Word Processor, scaricabili dalla rete.

Vediamo quindi che i Tablet, con queste funzioni, possono essere integrati nella

didattica moderna, nell’integrazione o addirittura nella sostituzioni dei libri di

testo cartacei.

L’apprendimento è più efficace, perché al testo si possono aggiungere note audio,

immagini, video, animazioni e tutto quel che riguarda il multimedia, quindi

interagire

con applicazioni toccando semplicemente lo schermo, e successivamente

selezionare l’oggetto interessato.

I Tablet oggi sono sempre più utilizzati in classe, infatti già nelle scuole

elementari sono stati inseriti nel piano di insegnamento scolastico, ed infatti aiuta

molto i bambini, nel disegnare direttamente con il dito, risolvere espressioni

matematiche, imparare giocando e cosi via.

grazie all’ ampia mole di applicazioni per la didattica

Questo è possibile

disponibili per questo dispositivo, scaricabili in maggior parte, gratuitamente,

dagli appositi Market-Store a seconda del sistemo operativo installato.

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Fig.15 Tablet Apple iPad Fonte: http://resources1.news.com.au/images/2012/03/15/1226300/188193-new-

ipad.jpg

sul mercato è l’iPad® dell’azienda

Uno dei più famosi Tablet (fig. 15)

informatica APPLE Corporation, che ha diciamo aperto le danze verso la

formazione e l’apprendimento attraverso questo tipo di dispositivo.

L’iPad® da la possibilità di far installare applicazioni, attraverso un market di

online, come iBooks® oppure Tunes University®.

Queste due applicazioni sono le più utilizzate nell’iPad® per lo studio a scuola

perché, nella prima applicazione, permette di scaricare libri e PDF, e quindi di

sfogliare come un vero e proprio libro cartaceo le singole pagine, ma la differenza

con quello cartaceo è che si possono aggiungere oggetti multimediali, e quindi

rendere l’apprendimento più piacevole ed efficace.

Inoltre come vediamo dall’immagine sottostante, è possibile avere una vera e

propria libreria digitale, e come possiamo immaginare, questa funzione potrebbe

completamente sostituire i libri tradizionali, cosicché da alleggerire gli alunni e

per prevenire problemi di salute derivante da zaini molto pesanti, e sostituendoli

soltanto con un Tablet leggerissimo. 50


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+1 anno fa


DESCRIZIONE TESI

Partendo dal presupposto, che oramai da diversi anni siamo invasi dalle nuove tecnologie, e ci permettono di fare veramente di tutto, nel senso che ci rendono la vita più comoda, e semplificata, nella gestione di ogni qualsiasi azione, che si tratti di lavoro, sport, tempo libero, didattica e via dicendo.
E proprio su quest’ultimo argomento che voglio approfondire la mia tesi, l’istruzione, la didattica con le nuove tecnologie, come la vediamo oggi, i metodi di fruizione più antichi, fino ad arrivare ai tempi moderni.
Oggi siamo sempre in ricerca di strumenti e metodi per la semplificazione dell’apprendimento, e le tecnologie moderne sono lo spiraglio verso questo nuovo modo di apprendere, non a caso già da decenni gli strumenti informatici, computer, lavagne luminose, audiovisivi, dispositivi interattivi che integrano o senz'altro sostituiscono i normali strumenti cartacei della tipica comunicazione didattica, basata sul rapporto bilaterale-asimmetrico docente-allievo e realizzata prevalentemente attraverso il linguaggio orale con il supporto monomediale scrittura/stampa.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in tecnologo della comunicazione audiovisiva e multimediale (anni attivi II-III)
SSD:
Università: Ferrara - Unife
A.A.: 2012-2013

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher salvatoredisca di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Teoria e tecnica dei nuovi media e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Ferrara - Unife o del prof Poletti Giorgio.

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