INDICE
1. INTRODUZIONE E SCOPI DELLA TESI ..............................................................................1
2. OUTDOOR EDUCATION: DEFINIZIONI E MODELLI ..........................................................4
2.1 Storia dell’Outdoor Education (OE) .......................................................................4
2.2 Significato del termine Outdoor Education ............................................................5
2.3 Lineamenti teorici dell’Outdoor Education ............................................................7
2.4 Obiettivi dell’outdoor education ...........................................................................9
2.5 Apprendimento esperienziale ............................................................................. 14
3. IL GIOCO ..................................................................................................................... 17
3.1 Cos’è il gioco? ................................................................................................. 17
3.2 Studi sul gioco ................................................................................................. 19
3.3 Il gioco all’aperto ............................................................................................. 23
3.4 Il bisogno del gioco libero ................................................................................ 27
4. REVISIONE DELLA LETTERATURA ................................................................................. 29
5. Conclusione ................................................................................................................ 44
6. RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI ....................................................................................... 47
1. INTRODUZIONE E SCOPI DELLA TESI
Nella società moderna viene dato sempre meno spazio al gioco
libero all’aria aperta, alle attività motorie e a tutti i diversi campi
d’esperienza a diretto contatto con la natura. Ciò non significa che
sia negato al bambino di muoversi e di avere spazi e tempi per
l’ambiente
coltivare il necessario contatto con esterno, ma
indubbiamente ciò non viene sempre percepito come priorità.
Da una parte abbiamo un processo tecnologico in continua
crescita, caratterizzato da giochi virtuali, individuali e statici che
portano il bambino a uno stile di vita sedentario e isolato dal
dall’altra
gruppo, osserviamo i genitori ansiosi e iperprotettivi
incapaci di accettare la presenza di un rischio nelle attività del
proprio figlio.
Si nota, infatti, una progressiva perdita del dinamismo tanto
nell’infanzia, nell’adolescenza: si tende
quanto a trascorrere interi
pomeriggi a casa davanti la televisione o ai compiti (quasi sempre
seduti), e questa cultura sedentaria ha ripercussioni negative sul
bambino, sulla sua educazione, sul suo approccio relazionale alla
realtà, sul suo sviluppo psichico e motorio e, in maniera
importante, anche sulla sua salute.
Lo scopo di questo mio lavoro è concentrato sull’importanza del
gioco libero di quest’ultimi e i suoi molteplici motivi del declino
nelle società moderne con le relative possibili soluzioni.
In prima analisi ho letto un articolo riguardante i bambini
s’illustra
norvegesi, dove la situazione odierna in Norvegia.
Essa è una nazione, come altri paesi nordici, in cui è molto
1
sensibile l’Outdoor education, e il contatto con la natura è una forte
tradizione che prende il nome di Frilustliv, letteralmente vita
all’aria libera. L’articolo è abbastanza recente, pubblicato online il
22/02/2016 in un sito di riviste, scritto da Margrete Skar, Line
O’Brien.
Camilla Wold, Vegard Gundersen e Liz
2
«I giochi dei bambini non sono giochi, e bisogna considerarli
come le loro azioni più serie».
M.de Montaigne
«Si possono negare quasi tutte le astrazioni: la giustizia, la
bellezza, la verità, la bontà, lo spirito, Dio.
Si può negare la serietà, ma non si può negare il gioco».
Johan Huizinga
3
2. OUTDOOR EDUCATION: DEFINIZIONI E
MODELLI
Storia dell’Outdoor Education (OE)
2.1
«Il segreto di ogni sana educazione è di far sì che ogni allievo impari da
sé, invece di istruirlo convogliando dentro di lui una serie di nozioni in
base ad un sistema stereotipato». Robert Baden-Powell
L’Outdoor nasce tra la fine del XIX secolo e l’inizio del XX
Education
tramite diverse esperienze, tra cui lo scoutismo fondato da Robert Baden-
Powell nel 1907.
Questo modello di apprendimento ha come aree di sviluppo il Regno
Unito, l’Europa, specialmente la Germania e i paesi scandinavi,
l’Australia e la Nuova Zelanda. Nonostante l’espressione anglosassone di
Outdoor education faccia la sua comparsa in campo educativo solo nella
seconda metà del ventesimo secolo, l’importanza dell’ambiente come
preziosa risorsa educativa era già stata riconosciuta dai pilastri
dell’educazione europea, tra i quali ricordiamo Rosseau, Froebel,
Pestalozzi e Locke. 4
2.2 Significato del termine Outdoor Education
L’Outdoor “educazione
Education, tradotto letteralmente, può significare
attiva all’area aperta”.
Si delinea come un approccio educativo e non un metodo rigidamente
definito.
Tale traduzione non è quella ufficiale, poichè in Italia l’OE non ha un suo
nome, a differenza degli altri stati europei, come per esempio in
Scandinavia, dove viene chiamata “Frilustliv” che letteralmente significa
“vita all’area libera”.
Si pensi solo al fatto che in questi paesi nordici non esistano scuole
materne chiuse e che le lezioni si svolgono tranquillamente nei boschi, i
quali trasmettono senso di libertà agita (meno regole esterne, più regole
interne: autocontrollo). focalizzare l’attenzione nella traduzione data di
Il termine su cui occorre
OE da Bortolotti è “attiva”: permette, infatti, di capire come il tutto sia
“non programmato”, ovvero libero dalle istituzioni, e tale da spingere il
bambino a fare le sue scelte, ed in base ad esse sperimentare e capire in
modo autonomo gli errori che non deve ripetere nuovamente.
Come descritto da Bortolotti, l’outdoor education è un metodo
d’insegnamento che racchiude in sé una serie di proposte pedagogiche
volte a un consistente miglioramento dell’apprendimento dell’individuo,
è, inoltre, un approccio esperienziale.
Aspetto centrale poiché, per esempio, gli sport istituzionalizzati non lo
sono, in quanto sono molto guidati, ma ciò non implica che tale sport non
possa diventare libero senza istituzione. Il buon gioco, ovvero quello che
si propone di insegnare l’outdoor education, è quello semplice, con poche
regole, nel quale, una volta che questo sia giunto al termine si chiede ai
5
partecipanti cosa abbiano imparato (questo processo è fondamentale e si
chiama “debriefing”, ovvero accompagnare le persone nel trasferire la loro
esperienza in maniera verbale o non verbale).
6
teorici dell’Outdoor Education
2.3 Lineamenti
Inizialmente, l’aspetto più considerato dell’outdoor education era quello
metodologico, fondato in generale su: osservazione, investigazione,
cooperazione, integrazione, informalità, creatività e partecipazione attiva.
Nel tempo, gli esperti hanno approfondito sempre di più tale disciplina,
categorizzandola in settori ben definiti che la contraddistinguono, quali:
• un’attività fisica impegnativa di tipo cooperativo;
• l’educazione personale e sociale;
• l’educazione ambientale.
Tali categorie sono riassumibili nel modello dei tre insiemi sovrapposti
che mostrano come l’Outdoor Education nasca dall’incontro di tre ambiti
apparentemente estranei tra di loro.
Figura 1
GAMMA & FINALITA’ DELL’OUTDOOR EDUCATION
(di Higgins e Loynes)
La dicitura preposta rispetto al diagramma a cerchi, ovvero “Safe &
Professional Practice”, segnala come le attività che si svolgono all’aperto
debbano essere condotte da qualificate figure professionali proprio per le
evidenti questioni di sicurezza che si presentano.
7
pertanto molto importante enfatizzare nell’outdoor education gli aspetti
È
inerenti a sicurezza e alla gestione del rischio; quest’ultima, in particolare,
è un’“abilità vitale”, perché imparare a riconoscere e a gestire il rischio
durante l’apprendimento esperienziale, costituirà una dote molto utile per
il futuro del bambino. Higgins e Loynes si posero questi tre obiettivi che
insieme costituiscono i pilastri dell’outdoor education, e se tutti questi tre
coesistono, allora si può parlare di un’attività psico-fisica
obiettivi
all’aperto con rispetto per l’ambiente.
8
Obiettivi dell’outdoor education
2.4
L’outdoor education è ritenuta un’attività formativa, in particolar modo
per i bambini in età scolare e durante la preadolescenza, ovvero nel
periodo della fase di sviluppo.
Ciò accade proprio perché, fin dalle sue origini, questa “educazione” si è
posta come obiettivo quello di stimolare lo sviluppo sociale e personale
attraverso dimensioni come, ad esempio, l’avventura e l’istruzione, le
quali coprono un ruolo centrale all’interno del processo di apprendimento.
Ciò non comporta la saturazione dell’obiettivo, poiché occorre che
l’outdoor education sia diretta, con un insegnante efficiente che si ponga
come guida e non come docente. L’esperienza all’aperto, oltre a
migliorare lo sviluppo personale e sociale, incrementa l’interesse
collettivo per l’ambiente e insegna a prendersene cura, affinché fin da
piccoli capiscano che l’essere umano ha bisogno della natura sia per
sopravvivenza, sia per un benessere collettivo. Nell’outdoor education il
tutto è esperienziale.
“occorre un apprendimento esperienziale lavorando in maniera
esperienziale”
Alessandro Bortolotti
Un altro aspetto importante da definire è la situazione odierna: si
riscontrano, infatti, sempre più malattie come l’ipertensione o l’obesità,
legate ad uno stile di vita sedentario. Tale sedentarietà ha ripercussioni
negative sul bambino e, quindi, anche sul suo sviluppo.
L’infanzia costituisce uno dei periodi critici per l’instaurarsi delle
condizioni di sovrappeso e obesità, a causa dei repentini cambiamenti che
avvengono a livello della struttura corporea e della sua composizione.
9
L’instaurarsi del sovrappeso e dell’obesità determina una probabilità pari
al 60% di mantenere tali condizioni in età adulta, inoltre gli effetti negativi
includono l’isolamento sociale e potenziali diffusioni psicologiche.
I bambini in condizioni di obesità e sovrappeso, in particolare, tendono a
sviluppare un rapporto complesso con il proprio corpo e con i propri
coetanei, con conseguente isolamento, che spesso si traduce in abitudini
sedentari che contribuiscono ad aggravare ulteriormente un quadro già
critico. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità l’obesità
rappresenta uno dei principali problemi di salute pubblica nel mondo.
L’obesità è definita come un eccessivo accumulo di grasso corporeo in
relazione alla massa magra, in termini sia di quantità assoluta, sia di
distribuzione in punti precisi del corpo; dunque, è una patologia a
eziologia multifattoriale, i cui principali fattori di rischio sono
rappresentati da componenti:
genetici;
ambientali, costituiti dall’ambiente familiare, scolastico, culturale;
comportamentali, particolare importanza rivestono le abitudini
alimentari e i livelli di attività fisica.
La classificazione della popolazione in base al peso si realizza utilizzando
l’indice di massa corporea (secondo la definizione americana body mass
BMI). Il BMI è considerato l’indicatore più rappresentativo della
index-
presenza di grasso corporeo e in eccesso (OMS, 1998) ed è utilizzato nella
pratica clinica e nel campo della ricerca per valutare se i soggetti si
collocano nei limiti di normalità rispetto al peso corporeo.
10
Il BMI si calcola secondo la seguente formula: BMI=peso (in kg)/
quadrato dell’altezza (in metri).
Classificazione internazionale del sottopeso, sovrappeso e obesità e
rischio relativo di malattie e mortalità in funzione del BMI. (Fonte:
modificata da OMS).
Inizialmente l’attenzione dei ricercatori era focalizzata principalmente sui
fattori di natura genetica, ma negli ultimi trentacinquemila anni, il pool
genetico non è cambiato in modo sostanziale, mentre è cambiato
radicalmente l’ambiente di vita, soprattutto a seguito del processo di
sviluppo socio-economico e tecnologico.
Quest’ipotesi suggerisce che, tra i fattori di rischio connessi al crescente
fenomeno dell’obesità, ci sia il cambiamento dello stile di vita della
popolazione mondiale, in particolar modo, i popoli dei Paesi
economicamente e socialmente più avanzati.
Alcuni studi hanno evidenziato che gli attuali stili di vita sono
caratterizzati da un basso dispendio energetico a cui è associato un elevato
apporto calorico. Tale squilibrio è il risultato delle tendenze sociali
contemporanee che vedono un’ampia fascia di popolazione consumare
11
alimenti e bevande ad alta intensità energetica, e scarso potere
nutrizionale. Inoltre, si dedica poco spazio all’esercizio fisico,
prediligendo uno stile di vita sedentario, che si struttura sulla scelta di
svolgere attività, che richiedono il minimo dispendio energetico come,
guardare la tv o giocare ai videogames. Dunque, i promotori di
comportamenti sedentari possono potenzialmente portare all’aumento
ponderale che, a sua volta, può determinare l’instaurarsi di condizioni di
sovrappeso e obesità.
Grazie a studi recenti (Orsega-Smith et al. 2004; Grahn e Stigsdotter 2003)
si è visto come l’outdoor education con le sue innumerevoli attività
all’aperto favorisca una migliore condizione di salute prevenendo queste
gravi malattie. Quasi tutte le attività
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Cura materna come cura educativa
-
Sulla cura
-
Pedagogia generale e della cura educativa
-
Riassunto esame Storia dell'arte moderna, prof. Macioce, libro consigliato La musica al tempo di Caravaggio, a cura…