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HEGEL
Nacque a Stoccarda 1770 e morì a Berlino 1831.
Hegel è una figura significativa nella storia della filosofia, rappresentando un naturale
sviluppo del razionalismo cartesiano e dell'illuminismo kantiano, che culmina
nell'idealismo tedesco. Egli considera la filosofia tedesca come il compimento di
un percorso storico, iniziato in Oriente (Cina e India) e avanzato verso Occidente,
con l'idealismo tedesco rappresentante la sua conclusione.
Un momento storico chiave durante la vita di Hegel è stato la Rivoluzione francese,
che lo ha affascinato. Tuttavia, egli ha visto l'esperienza di Napoleone Bonaparte
come il vero manifestarsi dello spirito ideale, commentando che "sta passando
lo spirito del mondo a cavallo."
Il sistema filosofico di Hegel è l'apice dell'idealismo, con la ragione al centro di
tutto il suo pensiero. La sua filosofia esamina una vasta gamma di argomenti, tra
cui politica, economia, religione ed etica, offrendo una visione completa della
vita. L'idealismo, come sistema di pensiero, privilegia la dimensione ideale
rispetto a quella materiale, mettendo in primo piano il carattere spirituale della
realtà.
Nella filosofia, l'idealismo può essere diviso in due forme principali: l'idealismo
gnoseologico, che si concentra sull'idea o la rappresentazione, e l'idealismo
assoluto, che sottolinea che tutto è ragione.
Hegel si colloca nell'idealismo assoluto, affermando che la realtà è in definitiva
razionale e che la ragione è alla base di ogni aspetto della vita e del pensiero.
LA TESI DI FONDO DEL SISTEMA
I capisaldi dell’idealismo di Hegel sono tre:
1. La risoluzione del finito nell’infinito: Hegel intende che la realtà non è un
insieme di sostanze autonome, ma un organismo unitario di cui tutto ciò che
esiste è parte. Tale organismo, non avendo nulla fuori di sé ed essendo la ragion
d’essere di ogni realtà, è chiamato Assoluto o Infinito. In questa visione, il finito
non esiste di per sé, ma esiste solo in virtù dell’infinito.
2. L’identità tra ragione e realtà: La ragione e la realtà sono strettamente
connesse e, in ultima analisi, identiche. Questo implica che tutto ciò che è reale
è razionale e tutto ciò che è razionale è reale.
3. La funzione giustificatrice della filosofia: La filosofia ha il compito di
giustificare e comprendere la realtà nella sua totalità, spiegando come ogni
cosa si integri nel sistema unitario dell’Assoluto.
IDEA, NATURA E SPIRITO: LE PARTIZIONI DELLA FILOSOFIA
Hegel ritiene che l'Assoluto abbia un ritmo dialettico o triadico, articolandosi
attraverso tre momenti (tesi, antitesi, sintesi):
1. I MOMENTO: L'idea «in sé per sé» o idea «pura»: Questo è il momento in cui
l'idea è considerata in se stessa, come struttura logico-razionale della
realtà, prima che si manifesti nel mondo concreto.
2. II MOMENTO: L'idea «fuori di sé» o idea «nel suo esser altro»: Qui l'idea si
aliena nelle forme materiali della natura, diventando natura stessa.
3. III MOMENTO: L'idea che «ritorna a sé»: Dopo essersi fatta natura, l'idea
ritorna a sé nell'uomo, diventando consapevole di essere l'artefice della natura
e il principio della realtà.
Questi tre momenti dell'Assoluto corrispondono a tre sezioni del sapere filosofico
secondo Hegel:
Logica: La scienza dell'idea «in sé per sé».
Filosofia della natura: La scienza dell'idea «fuori di sé».
Filosofia dello spirito: La scienza dell'idea che «ritorna a sé».
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LA DIALETTICA: I 3 MOMENTI DEL PENSIERO
Per Hegel, l'Assoluto è "divenire". La legge che regola questo divenire è la
"dialettica", che è sia la legge (logica) del pensiero sia la legge (ontologica)
della realtà. Il pensiero si sviluppa dialetticamente in tre momenti per comprendere
la realtà:
1) ASTRATTO-INTELLETTUALE (TESI): L'intelletto astrae dal particolare
all'universale, vedendo la realtà come una molteplicità di elementi separati,
basandosi sul principio d'identità (ogni cosa è se stessa → a = a) e il principio
di non contraddizione (ogni cosa è diversa dalle altre → a non è non a).
2) DIALETTICO-NEGATIVO-RAZIONALE (ANTITESI): La ragione supera i limiti
dell'intelletto, mettendo "in movimento il concetto", relazionando ogni
concetto con il suo opposto. Ogni affermazione implica una negazione, poiché
definire qualcosa significa implicitamente chiarire ciò che non è (come
affermava Spinoza: omnis determinatio est negatio).
3) SPECULATIVO-POSITIVO-RAZIONALE (SINTESI): La ragione comprende che le
determinazioni opposte sono aspetti di una stessa realtà che li ricomprende
e sintetizza. La sintesi è una ri-affermazione potenziata della tesi iniziale-
Questo terzo momento è chiamato da Hegel Aufhebung, che esprime un
"superamento" che al tempo stesso "toglie" l'opposizione tra tesi e antitesi e
"conserva" la verità della tesi, dell'antitesi e della loro lotta.
FENOMENOLOGIA DELLO SPIRITO
La Fenomenologia dello Spirito di Hegel traccia il cammino della coscienza
umana verso la comprensione dell'Assoluto. Questo processo è narrato attraverso
una storia romanzata, in cui la coscienza individuale si evolve attraverso errori,
conflitti e scissioni verso una comprensione più profonda di sé stessa e
dell'universalità.
Affinché l'individuo si riconosca come parte dello spirito universale, deve attraversare
un percorso di tre tappe fondamentali: coscienza, autocoscienza e ragione.
COSCIENZA
Nella fase iniziale della coscienza, l'individuo inizia a conoscere tramite
l'interazione con il mondo circostante senza essere consapevole di sé. Questo
processo di conoscenza procede attraverso tre fasi: certezza sensibile,
percezione e intelletto. Nell'intelletto, che riflette la gnoseologia di Kant, la
coscienza comprende il fenomeno come una sintesi tra le informazioni sensoriali
e le modalità di elaborazione del soggetto. È in questo momento che la
coscienza riconosce se stessa come parte delle leggi della natura, diventando
autocoscienza. AUTOCOSCIENZA
L'autocoscienza si focalizza sull'individuo e la sua relazione con gli altri. Hegel
suggerisce che il riconoscimento reciproco tra individui avviene non attraverso
l'amore, ma attraverso la lotta. In questa lotta, ogni individuo deve essere disposto a
rischiare tutto per affermare la propria indipendenza. Tuttavia, la conclusione
non è la morte dell'uno o dell'altro, ma la sottomissione di uno all'altro in un
rapporto servo-signore.
1. 1° MOMENTO Questo rapporto evolve nel tempo: il signore diventa
dipendente dal servo e il servo diventa indipendente attraverso il lavoro.
2. 2° MOMENTO Il momento successivo vede l'autocoscienza del servo
riconoscere la propria indipendenza dal mondo, riflettendo lo stoicismo, che
celebra l'indipendenza del saggio. 3
3. 3° MOMENTO La terza fase si manifesta nella coscienza infelice o religiosa,
che si divide tra l'aspetto immutabile (associato a Dio) e l'aspetto
mutevole (associato all'uomo). Questa divisione porta all'infelicità
dell'uomo, ma viene superata quando la coscienza riconosce che Dio è una
sua invenzione e che i tratti positivi attribuiti a Dio sono in realtà attributi
della coscienza umana. RAGIONE
L’autocoscienza è diventata ragione perché ha capito di essere tutta la realtà. Ora
la ragione deve verificare questa certezza e lo fa attraverso tre momenti: ragione
osservativa, ragione attiva, individualità in sé per sé.
1. La ragione osservativa si concentra sull'osservazione della natura,
cercando leggi in essa. Si cerca di comprendere le leggi naturali, ma si
giunge ad un materialismo che riduce tutto alla materia.
2. La ragione attiva si articola in tre momenti:
I. Piacere e necessità: l'individuo cerca il piacere ma incontra la necessità
del destino.
II. La legge del cuore e il delirio della presunzione: l'individuo si oppone
al corso negativo del mondo, ma entra in conflitto con altri.
III. La virtù e il corso del mondo: l'individuo contrasta i fanatismi con la
virtù, ma il tentativo di conformare la realtà al proprio bene pensato
fallisce.
3. L'individualità in sé per sé ha tre momenti:
Regno animale dello spirito: Dopo l’impegno pubblico la vita spirituale viene
assorbita dagli impegni personali, ma l’individuo tende a spacciare la propria
opera come virtù, come bene universale; mentre essa esprime solo il proprio
interesse
I. Regno animale dello spirito: Dopo l’impegno pubblico la vita spirituale
viene assorbita dagli impegnipersonali, ma l’individuo tende a spacciare
la propria opera come virtù, come bene universale
II. Ragione legislatrice: ognuno cerca in sé la legge con valore universale.
III. Ragione esaminatrice delle leggi: la ragione giudica le leggi
esistenti, ma sempre dal punto di vista individuale.
Hegel suggerisce che l'individuo è condannato a non raggiungere mai
l'universalità se si pone solo dal proprio punto di vista. L'azione morale
appartiene allo Stato e all'individuo nella misura in cui si sottomette allo Stato, e la
legge etica universale non si trova nella ragione, ma nelle istituzioni storico-
politiche di un popolo.
LOGICA
Hegel, nel suo lavoro "La scienza della logica", delinea la logica come la scienza
dell'idea, ossia la struttura fondamentale del mondo. Contrariamente a Kant,
egli sostiene che i concetti non sono soggettivi ma oggettivi, definendo il rapporto
tra pensiero e realtà.
Hegel individua tre momenti del pensiero:
1. il pensiero ingenuo, separa il pensiero dalle cose
2. l'empirismo, distingue tra fenomeno e noumeno, impedendo di conoscere
l'assoluto
3. la filosofia della fede, riconosce la necessità di un salto dalla fede
all'essere, ma non può dimostrarlo razionalmente.
Hegel cercò di unire logica e metafisica, suddividendo la logica in logica
dell'essere, logica dell'essenza e logica del concetto. 4
1. La LOGICA DELL'ESSERE parte dal concetto di essere, considerato il più
vuoto e astratto, e analizza le categorie di qualità, quantità e misura per
spiegare il divenire.
2. La LOGICA DELL'ESSENZA inizia quando l'essere si riconosce come identico
e diverso, analizzando categorie come l'essenza, il fenomeno e la realtà in
atto. - la realtà in atto è influenzata dalla sostanzialità, la causalità e
l'azione reciproca, che spiegano come le cose esistono e
interagiscono.
3. Nella LOGICA DEL CONCETTO di Hegel, l'essere si trasforma in un concetto
della ragione, non dell'intelletto. Questo concetto si divide in due parti: il
concetto soggettivo e il concetto oggettivo.
a. Il concetto soggettivo comprende:
1. Identità: unifica ciò che è molteplice in una totalità organica.
2. Universalità: il concetto universale deve diventare individuale per
affermare il particolare.
3. Particolarità e individualità: si esprime attraverso forme di giudizio
come qualità, riflessione e valore.
b. Il concetto oggettivo riguarda il rapporto tra il concetto e la natura,
cercando di individuare le leggi della natura attraverso un approccio
dialettico. Hegel identifica tre leggi principali: meccanicismo,
chimismo e teleologia.
L'IDEA, come ultima categoria della logica hegeliana, rappresenta la totalità
della realtà e corrisponde alla vita nella sua forma immediata.
Dalla tripartizione della dialettica hegeliana:
La filosofia della natura: la natura per Hegel è quell’idea nella forma che si
presenta come fenomeno, quindi pura esteriorità. Considerata come idea, la
natura è divina, ma nella realtà si presenta come una contraddizione assoluta. È il
NON ENTE. Addirittura per Hegel è rappresentata come “spazzatura”, ovvero
qualcosa che non corrisponde, nella realtà, all’idea e al concetto.
Hegel a sua volta, divide la natura in meccanica, fisica e fisica organica.
meccanica
• La , come astrazione spazio-tempo e successivamente come
materia e movimento.
fisica
• La suddivisa in individualità particolare (ovvero le proprietà
fondamentali della materia come suono, colore ecc..) ed in individualità
totale (ovvero le proprietà chimiche, magnetiche elettriche, insomma tutte
le branche della fisica).
fisica organica
• La che riguarda l’organismo sia animale sia vegetale.
La filosofia dello spirito: lo spirito Hegel lo suddivide in spirito soggettivo,
spirito oggettivo e spirito assoluto.
Lo spirito soggettivo è lo spirito individuale che Hegel divide a sua volta in 3
parti: antropologia, fenomenologia, psicologia.
L’antropologia
• si interessa dello spirito, dell’anima , come processo storico
del soggetto. E questo a sua volta divide il soggetto in tre età della vita:
infanzia (tesi), dove l’individuo si trova in armonia con il suo mondo;
giovinezza (antitesi) , dove l’uomo entra in conflitto con il suo mondo;
maturità (sintesi), dove il conflitto adolescenziale viene ricomposto nella
riconciliazione con il suo ambiente.
fenomenologia
• La che prevede coscienza, autocoscienza e ragione.
psicologia
• La dove prende in esame lo spirito in senso proprio, non più inteso
come anima, nelle sue componenti essenziali: conoscenza teorica , attività
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pratica , il libero arbitrio , che troverà la sua realizzazione nelle istituzioni
sociali concrete.
Lo spirito oggettivo ha tre momenti: il diritto astratto, la moralità, l’eticità.
Il diritto astratto è la volontà del singolo individuo. La volontà del singolo
individuo per Hegel è l’unico soggetto di responsabilità giuridica e morale.
Il diritto astratto è un diritto formale, perché presuppone l’esistenza di
una libertà, ed Hegel fa riferimento al giusnaturalismo, per cui le leggi
dipendono dalla conoscenza della natura. Ci si riferisce al diritto con la
proprietà che è un diritto sempre formale, ma che diventerà tale solo dal
reciproco riconoscimento di un altro soggetto. Questa necessità di
riconoscimento introduce alla moralità.
La moralità è la sfera della volontà del soggetto che si rende tale in quanto è
promossa da un proponimento, un’intenzione che mira al benessere con se
stessi. Quando l’intenzione e il benessere diventano universali, il fine della
moralità diventa il bene in sé per sé. La moralità presuppone una
separazione tra il soggetto che deve realizzare il bene e il bene che deve
essere realizzato
L’eticità è il terzo momento dello spirito oggettivo. La separazione che
troviamo nella sfera della moralità tra soggetto e il bene che si deve
realizzare, viene risolta nell’eticità. L’eticità rappresenta la volontà
oggettiva. L’eticità è la moralità sociale che Hegel divide in tre forme
istituzionali: la famiglia, società civile e lo stato.
matrimonio patrimonio educazione dei
la famiglia, si articola in , ed
o figli. Ma nel momento in cui i figli escono dal nucleo famigliare, si entra
nel secondo momento, ovvero la società civile.
La società civile è il dissolvimento del nucleo famigliare. Il conflitto
o con la società civile è l’incontro e scontro degli interessi particolari.
La società civile è divisa in sistema dei bisogni , amministrazione della
giustizia e polizia .
- il sistema dei bisogni Hegel introduce la divisione del lavoro che da
origine ad una società di classi che per Hegel sono tre: agricoltori,
artigiani e funzionari pubblici.
- L’amministrazione della giustizia spetta ai funzionari pubblici;
- la polizia e le varie corporazioni che nascono all’interno della società
provvedono alla sicurezza sociale. Sono proprio le corporazioni che,
seppur in maniera imperfetta, rappresentano il legame dialettico tra
la società civile e lo stato.
Lo Stato è il terzo momento dell’eticità, dove si riafferma l’ unità della
o famiglia, la dispersione della società civile , che viene ricomposta
dall’ethos, dalle norme e le leggi dello stato.
Lo Stato sarà l’incarnazione suprema della moralità soggettiva, sociale
e del bene comune. Hegel predilige uno stato totalitario, rispetto ad
uno stato liberale , in quanto crede che questo ultimo tenda a
sopravvalutare la libertà dell’individuo, riducendo lo stato ad un mero
controllore dei vari particolarismi. Hegel sdegna anche il modello
democratico, in quanto crede che il popolo non possa esercitare un
governo, una sovranità, in quanto la sovranità dello stato deriva dallo
stato stesso e ciò porta Hegel a divinizzare lo stato, considerandolo
come una sorta di sede di Dio nel mondo. Lo stato, in quanto divino, ha in
se la legittimità e la ragion d’essere, per cui lo stato è fondato
sull’idea. Questo è il principio dello stato totalitario, che si manifesta
principalmente nel 900, con fascismo, nazismo e stalinismo. Hegel non
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vede propriamente uno
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