canto primo INTRODUZIONE alla Cantica L’inferno/ alla Commedia
PARAFRASI- SIGNIFICATO LETTERALE E ALLEGORICO/SIMBOLICO
Parte più importante inizio e fine del verso. fuori nella piaggia deserta/ valle 7/4/1300
immagina di fare un viaggio
A 35 ANNI- PER 2 RAGIONI, in media nella Bibbia un uomo viveva 70 anni e per gli storici
nel medioevo la vita media era sui 70 anni. nostra vita= umanità ahi=ahimè
selva e selvaggia - è un polisindeto, enfatizza- allitterazione, attorcigliata su se stessa.
v. 10 c’è un abbandonamento, sonno perso, simbolico- è il sonno dell’anima, non si faceva
toccare da Dio, si sente annebbiato. C’è una valle deserta, terminata la notte c’è la luce
dell’alba. è come una stella che orienta, a livello simbolico è Dio ( scende un pò la paura
durata a lungo e l’angoscia= pieta) spalle personificazione del colle)
computo= trafitto con violenza , punge il cuore, Dante ha paura e fatica fisica ( stanco).
E’ come se fosse scampato da un’acqua pericolosa ( in riva), come un naufrago dopo la
tempesta, uscito dalla selva. volte voltò- allitterazione ( desiderio di tornare indietro)
Dante autor (scrive) 1304- agens ( agisce) 1300 quindi non allineati
- v. 37 Dio all’alba creò il mondo, anno 1300 Giubileo- festa cristiana pellegrini a Roma, città
santa, con l’indulgenza plenaria ( perdono dei peccati a tutti), cuore umano cavo.
La prima fiera, Lonza= felino lo spaventa, Lince= Lussuria ( desiderio carnale) uno dei
peccati capitali ( più gravi)
Dante come un profeta per ripulirsi dal peccato, parla con tutti ( umanità) - messaggio di
Dio. Bosco oscuro ( selva) - sarebbe il peccato ( crisi, perso, spavento), difficile orientarsi, si
sente smarrito. sii paziente, poi vede il sole, Dio e racconterà il bene.
vede 2 cose- l’alba e 1 costellazione, quella dell’ariete
v. 37 8 aprile 1300, siamo in primavera , nella Bibbia Dio creò il mondo.
La speranza è cresciuta dentro di lui, va avanti, sono segni divini, procede anche se ha
paura, si salva.
La seconda fiera, allegoria più grave della lince, è la superbia e violenza. con rabbia, ha la
L’ultima Fiera è la Lupa, con la saliva e ringhia( la commedia suona), si vedono le costole, è
molto magra. rappresenta la cupidigia, il desiderio di tutto. abbiamo un climax ascendente (
più intensi i peccati dal meno grave al più grave), nel medioevo, il male peggiore era la
corruzione. Dante non ha tempo di avere paura, brame= desideri.
Si sente come quello che guadagna e poi perde tutto. mentre torna indietro c’è un silenzio
<<fiacco>> vista- sbiadito, sfocato, rauco- in silenzio a lungo, miserere ( corsivo- latino).
“sfocato” per le traduzioni, la parafrasi, dialoghi e titoli.
compare una persona e non distingue il contorno, una persona morta, in carne e ossa.
Poeta ( scrittore) , prima del Dio cristiano, con dei non autentici, pagani, ha scritto il testo in
cui c’è il protagonista dell’ Eneide ( VIRGILIO).
dante scrive 15 versi per non dirci subito il personaggio, suspence, desiderio di avere i
lettori attivi, dissemina indizi e conferme. Lo guida nell’inferno e nel purgatorio, perché
rappresenta la RAGIONE e il capire. Non ci sarà nel paradiso, perché non è battezzato,no
grazia, non ha la fede, non crede in Dio, non basta la ragione, serve la fede. E’ onorato,
luminoso, per Dante è una guida, un esempio, con lui si sente in imbarazzo, si vergogna. Lo
ha studiato tanto è un pò un’autorità ( autor- latinismo)
v. 67- 90 miseree di me v. 65 ( latino in paese straniero- è la lingua universale nel medioevo,
v. 68 parenti- latinismo”genitori”
Virgilio- longobardi- poeta latino, 70 a. C. 19 a. C. nasce a Pietole I sec. a. C. I longobardi
nell’alto medioevo, Dante mette in bocca un termine non ancora noto a Virgilio << poeta>>
scrittore, ante literam. E’ la prima volta che piange nell’inferno ( Dante), nel paradiso
piangerà di gioia. Feltro ( tessuto) peltro ( lega metallica) villa ( città). Nell’Eneide i
personaggi morti per l’Italia.
Nel paradiso le guide saranno Beatrice ( fede) e San Bernardo ( al cospe
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