Obstacle Detection e Labeling con Sitemi LiDAR
Angelo Lombardi 7175191
Elaborato Meccatronica
September 2025
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Contents
1 Introduzione ai sistemi LiDAR 2
1.1 Caratteri Generali . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 2
1.2 Principio di Funzionamento . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 2
1.3 Tipi di Elaborazione del Segnale LiDAR . . . . . . . . . . . . . . 4
1.4 Orientazione dei Sistemi LiDAR per Obstacle Detection . . . . . 4
1.5 Utilizzo dei sistemi LiDAR nei Veicoli Stradali . . . . . . . . . . 5
2 Obstacle Detection con l’ausilio di Sistemi LiDAR 6
2.1 Caratteri generali . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 6
2.2 Possibili approcci . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 8
2.2.1 Rilevamento di ostacoli statici e non basato su voxel e
multi-region ground plane . . . . . . . . . . . . . . . . . . 8
2.2.2 Rilevamento e tracciamento degli ostacoli basato sulla fu-
sione di più sistemi LiDAR . . . . . . . . . . . . . . . . . 11
3 Obstacle Detection tramite Stereo-Camera 14
3.1 Caratteri Generali . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 14
3.2 Possibili Approcci . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 16
3.2.1 Obstacle Detection basato su Stereo Camera . . . . . . . 16
4 Sistemi LiDAR inclinati: Una panoramica 18
1
1 Introduzione ai sistemi LiDAR
1.1 Caratteri Generali
I sistemi LiDAR (Light Detection and Ranging), utilizzano una tecnologia di
telerilevamento che sfrutta impulsi laser per misurare con precisione la distanza
degli oggetti e ricostruire modelli tridimensionali dell’ambiente circostante. Il
principio di funzionamento si basa sulla misurazione del tempo impiegato dalla
luce emessa a tornare al ricevitore dopo aver colpito una superficie.[11]
La versatilità del LiDAR ne ha favorito l’adozione in numerosi settori: rilievo
topografico, studi geologici e geomorfologici, analisi forestali, monitoraggio at-
mosferico e applicazioni urbane come la mappatura di infrastrutture e l’archeologia
di superficie. Parallelamente, lo sviluppo tecnologico ha reso possibile l’integrazione
del LiDAR in ambiti ingegneristici e innovativi, come i sistemi di guida au-
tonoma, la robotica mobile e le missioni aerospaziali.
I sistemi LiDAR sono costituiti dalle seguenti componenti:
- Sorgente laser: genera gli impulsi luminosi emessi verso l’ambiente;
- Sistema ottico di scansione (specchi rotanti o galvanometri): orienta e
distribuisce il fascio laser nelle varie direzioni;
- Ricevitore e fotodiodo: rilevano la radiazione riflessa dagli oggetti.
- Cronometro elettronico (time-of-flight): misura il tempo impiegato dal
segnale per tornare al sensore e calcola la distanza;
- Unità di controllo e acquisizione dati: coordina emissione, ricezione e mem-
orizzazione dei segnali;
- Sistema di posizionamento e orientazione (GPS e IMU): necessario per
piattaforme mobili o aeree, consente di georeferenziare i dati raccolti.
- Software di elaborazione: trasforma le misure grezze in nuvole di punti,
modelli 3D o mappe;
1.2 Principio di Funzionamento
I sistemi LiDAR si servono di una vasta gamma di radiazioni elettromagnetiche
per ottenere scansioni di oggetti, tra cui:
2 ∼ − ∼ ×
- Ultravioletto (UV): lunghezze d’onda 10 400 nm, frequenze 7.5
14 16
− ×
10 3 10 Hz; 14
∼ − ∼ × − ×
- Visibile: lunghezze d’onda 380 750 nm, frequenze 4 10 7.9
14
10 Hz; ∼ −
- Vicino infrarosso (NIR): lunghezze d’onda 750 2500 nm, frequenze
14 14
∼ × − ×
1.2 10 4 10 Hz;
Il tipo e la lunghezza d’onda da utilizzare variano in base agli oggetti (o ai
fenomeni) che voglio andare ad studiare. Con queste tipologie d’onda posso in-
tercettare vari tipi di materiali sia metallici che non, come fenomeni atmosferici:
nuvole, aerosol, pioggia. Ad oggi la risoluzione dei sistemi LiDAR permette di
intercettare persino singole molecole.
I sistemi LiDAR al fine di misurare la distanza degli oggetti si servono della
seguente formula[9]: ·
c t
d = (1)
2
Dove:
- c := velocità della luce (pari a 299,792,458 m/s);
- t := tempo di percorrenza tra emissione e ricezione del segnale;
- d := distanza tra sistema detector e superfice dell’oggetto analizzato;
1
Il coefficiente moltiplicativo serve a tener conto della percorrenza della radi-
2
azione dall’emettitore verso la superficie dell’oggetto (andata) e dalla superficie
dell’oggetto verso il ricevitore (ritorno).
Figure 1: Illustrazione del tempo di volo nei sistemi lidar
3
1.3 Tipi di Elaborazione del Segnale LiDAR
I sistemi LiDAR possono essere distinti in due principali categorie, in base al
modo in cui il segnale di ritorno viene trattato[8]:
- LiDAR incoerente (o direct detection): misura l’intensità della radiazione
elettromagnetica riflessa o diffusa dagli oggetti. In questo tipo di sistema
non si tiene conto della fase del segnale, ma soltanto della sua ampiezza.
È comunemente utilizzato per applicazioni di telerilevamento atmosferico
e topografico, in quanto consente una misura diretta e relativamente sem-
plice della potenza ricevuta;
- LiDAR coerente (o heterodyne detection, Doppler LiDAR): sfrutta la co-
erenza tra il fascio laser emesso e quello ricevuto. Il segnale riflesso viene
fatto interferire con un segnale di riferimento (local oscillator), permet-
tendo di estrarre informazioni sia di ampiezza che di fase. Questo con-
sente non solo di misurare la distanza, ma anche la velocità degli oggetti
attraverso l’effetto Doppler, con una sensibilità molto superiore rispetto
ai sistemi incoerenti;
La coerenza in fisica indica il grado di correlazione tra due onde in termini
di fase e frequenza. Due onde sono dette coerenti se la differenza di fase tra
di esse rimane costante nel tempo. La coerenza temporale riguarda la stabilità
della fase nel tempo, mentre la coerenza spaziale riguarda la correlazione della
fase in punti differenti nello spazio. Nei sistemi ottici e in particolare nei sistemi
LiDAR, la coerenza è fondamentale per poter sfruttare fenomeni di interferenza
e per migliorare la precisione delle misure.
1.4 Orientazione dei Sistemi LiDAR per Obstacle Detec-
tion
I sitemi LiDAR possono essere orientati in direzioni differenti a seconda dell’applicazione:
verso il nadir (in basso), verso lo zenit (in alto) o lateralmente.
Nel caso dell’obstacle detection, l’orientazione non è solo una scelta geomet-
rica, ma determina anche la tipologia e l’affidabilità delle informazioni ottenute.
In ambito obstacle detection le direzioni più usuali sono:
- front looking: orientato nella direzione di marcia per rilevare ostacoli im-
minenti sul percorso; 4
- side looking: disposto lateralmente per identificare ostacoli presenti nelle
vicinanze, utili in ambienti urbani o per veicoli autonomi che si muovono
in spazi ristretti;
- multi directional: ottenuto tramite configurazioni con più sensori o con
sistemi rotanti, in grado di coprire l’intero intorno a 360° per fornire una
mappa tridimensionale completa degli ostacoli.
Un sistema front looking è fondamentale nei veicoli terrestri autonomi o nei
droni, perché consente di identificare per tempo ostacoli lungo la traiettoria e
pianificare manovre di evitamento. I sistemi side looking assumono importanza
in scenari complessi, come ambienti urbani stretti o corridoi industriali, dove
ostacoli possono provenire da direzioni trasversali e non essere intercettati da
un unico sensore frontale (i.e. pedoni).
Un orientazione multidirezionale, ottenuto sia con piattaforme rotanti sia con
array di sensori fissi, estende la copertura a 360°, permettendo la costruzione in
tempo reale di mappe tridimensionali dell’ambiente circostante. Questa configu-
razione è particolarmente rilevante per la navigazione autonoma, poiché integra
informazioni di profondità, dimensione e movimento degli ostacoli.
In alcuni casi, il LiDAR può anche essere inclinato rispetto al piano orizzon-
tale, cosı̀ da migliorare la visibilità di ostacoli bassi o sospesi, come marciapiedi,
rami o cavi[13]. La scelta dell’orientazione, quindi, non è un parametro secon-
dario, ma parte integrante della strategia di rilevamento: influenza direttamente
la capacità del sistema di distinguere tra ostacoli fissi e dinamici, di calcolare
traiettorie sicure e di operare in condizioni ambientali variabili.
1.5 Utilizzo dei sistemi LiDAR nei Veicoli Stradali
Al giorno d’oggi, un numero crescente di veicoli terrestri utilizza sistemi Li-
DAR con l’obiettivo di aumentare sia la sicurezza dei passeggeri a bordo che
quella degli utenti nei paraggi del veicolo[6]. La conoscenza sia del veicolo che
dell’ambiente circostante è fondamentale per il corretto funzionamento di questi
sistemi. In questo senso i sensori LiDAR rivestono un ruolo cruciale nella si-
curezza dei trasporti, poiché molti sistemi di assistenza alla guida si basano su di
esso, come il Controllo Adattivo della Velocità (ACC), l’Assistenza alla Frenata
d’Emergenza e l’Antibloccaggio dei Freni (ABS), infatti tutti questi sistemi ne-
cessitano di informazioni precise sull’ambiente circostante per operare in modo
autonomo o semi-autonomo. La mappatura e la stima dell’ambiente tramite Li-
5
DAR forniscono dati accurati e in tempo reale sulla posizione di ostacoli e sulle
condizioni della strada, rendendo possibile il funzionamento efficace di questi
sistemi.
Figure 2: Taxi Waymo, azienda che sviluppa veicoli autonomi (driverless).
I sistemi LiDAR attuali impiegano specchi rotanti che dividono il fascio laser
in più raggi. I superiori vengono utilizzati principalmente per rilevare veicoli
e ostacoli frontali, mentre quelli inferiori servono per individuare segnaletica
orizzontale, ostacoli non visibili dai tre raggi superiori e caratteristiche della
carreggiata. Il principale vantaggio di questa tecnologia è la capacità di ot-
tenere direttamente la struttura spaziale dell’ambiente, informazione che può
poi essere fusa con i dati provenienti da altri sensori, per avere una rappresen-
tazione più completa delle condizioni circostanti, distinguendo proprietà statiche
e dinamiche degli oggetti. Tuttavia, un limite rilevante dei sistemi LiDAR è la
difficoltà nell’operare in condizioni meteorologiche avverse: in caso di pioggia in-
tensa, ad esempio, gli impulsi luminosi vengono parzialmente riflessi dalle gocce
d’acqua, generando rumore nei dati sotto forma di “echi” indesiderati[4].
2 Obstacle Detection con
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