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Cl in infermieristica, III anno sede di Firenze

Premessa

La realtà organizzativa non può essere osservata da un solo punto di vista poiché nel caso lo facessimo altri aspetti del sistema sarebbero destinati ad essere offuscati. Questa limitazione fa sì che essa sia difficile da osservare e da analizzare essendo un sistema così complesso.

La realtà organizzativa è formata da tre componenti:

  • Individuo
  • Gruppo
  • Organizzazione

Per andare ad analizzare la realtà organizzativa bisogna però innanzitutto esporre i tre concetti preliminari: la conflittualità, l'inconscio e la chiusura organizzativa.

Conflittualità

La conflittualità solitamente viene considerata come negativa e controproducente sia che riguardi il singolo che la comunità; ci sono però conflittualità che non si possono evitare e che invece possono essere positive. In ambito sanitario riscontriamo due logiche, quella dell'efficacia, cioè l'ottenimento dei risultati di cura e salute attesi e l'efficienza, cioè il raggiungimento degli obiettivi con il minimo utilizzo di risorse disponibili; sono logiche in conflitto tra di loro ma l'importante non è razionalizzare i due processi bensì verificare che ognuno di essi abbia al suo interno delle regole.

Inconscio

Ogni livello della realtà organizzativa possiede una componente inconscia. L'inconscio viene descritto dalla psicanalisi come un contenitore di elementi rimossi dalla propria mente, in particolare è importante per noi l'emozione, intesa come espressione della logica inconscia.

Chiusura organizzativa

Per descriverla prendiamo come esempio una struttura sanitaria, definita sistema aperto in quanto accoglie persone dall'esterno a cui applica un percorso terapeutico per farle guarire e rimandarle a casa, cioè è quindi un sistema che comunica e interagisce con ciò che lo circonda; però è anche un sistema chiuso in quanto l'organizzazione al suo interno le pone dei limiti in modo da combinare e tenere insieme le componenti.

Individuo

Andiamo ora ad analizzare le quattro componenti che definiscono l'individuo lavorativo:

  • Identità: l'elemento essenziale è il riconoscimento che si divide in quattro fasi che determinano la nostra identità. La prima fase è quella dello specchio, descritta dallo psicologo Jack Lacan: nei primi diciotto mesi di vita il bambino è abituato a vedersi in maniera frammentata ma, se posto davanti ad uno specchio per la prima volta, reagirà agitando si e muovendosi a causa della prima visione unitaria di se stesso. La seconda fase è quella che contribuisce alla fragilità o alla stabilità della nostra identità: la domanda di riconoscimento: ogni individuo nel corso della vita conosce persone e viene giudicato dalle persone che gli stanno intorno sia in ambito sociale che lavorativo. La terza fase è il potere di riconoscimento che si accompagna al quello di disconoscimento; per ultima la fase della comunicazione, nella quale all'interno abbiamo sempre una domanda di riconoscimento sia che per gli interlocutori che per i locutori.
  • Motivazioni: sono state il primo argomento affrontato dalla psicologia del lavoro e fu McClelland a proporre le sotto elencate motivazioni dell’agire sociale:
    • L'appartenenza, di cui ogni individuo ha bisogno per potersi sentire parte integrante di un gruppo, fin da bambini sperimentiamo questa sensazione nel rapporto con i genitori ed è per questo una delle motivazioni più influenti nelle relazioni.
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/06 Psicologia del lavoro e delle organizzazioni

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher marty2205 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia del lavoro e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Guerra Giovanni.
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