Corso di laurea in ingegneria civile, edile e ambientale
Strutture lavoro applicato – Informatica
Tesina informatica sulla quantità di polveri sottili disperse nell'ambiente da attività di fornitura di energia elettrica, gas, e aria condizionata (1995-2013)
Erik Guerrisi
Anno accademico 2018-2019
Lavoro applicato
Introduzione
La qualità dell'aria rappresenta un grande problema per la salute. Le concentrazioni di inquinanti diminuiscono con l'aumento di precipitazioni, mentre l'umidità può stimolare la formazione di PM2,5. Altri lavori hanno considerato l'impatto del riscaldamento globale sulla qualità dell'aria, tenendo conto delle emissioni dovute a fenomeni naturali (ad esempio generate durante gli incendi oppure dal suolo) e di quelle causate dall'uomo.
PLOS Medicine ha preso in considerazione il maggiore uso di climatizzatori, un fattore non ancora studiato, e ha confermato che potrebbe peggiorare questa situazione. Il consumo di combustibili fossili utilizzati per rinfrescare gli edifici, infatti, causerebbe un ulteriore aumento della concentrazione di inquinanti.
È un dato di fatto che il riscaldamento domestico contribuisce, spesso anche in modo determinante, all'inquinamento dell'aria che respiriamo. I combustibili gassosi come il metano, non producono polveri PM10 ma hanno, a livello globale, impatto sull'ozono. Il riscaldamento a gas (stufa con bombola) rilascia ossidi di azoto e monossido di carbonio (CO2).
Come possiamo notare i fattori inquinanti sono molti, in questa relazione andremo ad analizzare la variazione di emissioni di polveri sottili (PM10 e PM2,5) e monossido di carbonio (CO2) provocate dalle forniture di importanti servizi quali energia elettrica, gas e aria condizionata negli anni tra il 1990 e il 2013.
Raccolta dati
I dati per lo sviluppo del lavoro informatico appartengono a una serie storica prelevata direttamente dal sito dell'ISTAT. Come tale ci fornisce l'andamento temporale delle emissioni di polveri sottili e monossido di carbonio (espressi in tonnellate) nel range di anni 1990 – 2013 per un totale di 24 osservazioni.
Creazione database
Comincio con il creare un database in Access con i dati rilevati dal sito ISTAT:
Figura 1 - Database Access
Per facilitare le operazioni di manipolazione e aggiunta di eventuali altri dati, con il software Access creo delle maschere prendendo le colonne “Anni”, “Monossido di carbonio”, “PM10” e “PM2,5” come riferimento. Creo quindi 24 maschere, una per ogni osservazione.
Figura 2 - Maschere Access
A questo punto porto i dati salvati nel database di Access, in Excel e adopero una formattazione condizionale con barre di dati così da evidenziare i valori più alti nella totalità dei dati osservati. Inoltre, per indicare la pericolosità dei singoli elementi adopero i colori di un semaforo per evidenziare il grado di pericolosità degli stessi per la salute degli esseri viventi, quindi verde, arancione e rosso rispettivamente per il monossido di carbonio, PM10 e PM2,5. Infatti, i numeri 10 e 2,5 rappresentano il diametro espresso in µm delle particelle in esame. Più il diametro è piccolo e più le particelle respirate possono infiltrarsi all'interno dell'organismo:
- Le PM10 possono essere inalate e penetrare nel tratto superiore dell'apparato respiratorio, dal naso alla laringe.
- Le PM2,5 possono essere respirate e spingersi nella parte più profonda dell'apparato, fino a raggiungere i bronchi.
Analisi sulla totalità delle emissioni
Figura 3 - Excel - Formattazione condizionale
Da questa iniziale rappresentazione possiamo notare che:
- Le emissioni di monossido di carbonio hanno avuto una crescita graduale fino all'anno 2006 per poi decrescere fino al 2013.
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