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ANTONI GAUDÌ E LA SAGRADA FAMILIA

C ONTESTO STORICO

Al fine di procedere al delineamento del profilo di Antoni Gaudì e in particolar modo

alla sua grandiosa opera La Sagrada Familia, appare necessario rapportarsi al

l’architetto,

contesto culturale entro cui opera ripercorrendo inoltre le fasi salienti della

sua vita, per trarre le chiavi di lettura atti alla comprensione del suo linguaggio e della

l’essenza

sua complessa espressività, determinando così della sua opera.

Parallelamente a quanto si era manifestato nel resto d’Europa, in primis in Inghilterra,

negli ultimi decenni del XIX la Catalogna, in particolare la città di Barcellona, viene

investita da un solido sviluppo industriale ed economico. Tale progresso rileva

l'insufficienza dello spazio urbano definito dalle mura antiche, così da rendere

necessario ampliare la città. Nel 1860, a seguito del bando aperto nel 1841 dal

Comune di Barcellona, il governo centrale approva il progetto dell'ingegnere militare e

per l’espansione

urbanista Ildefons Cerdà della città oltre le mura medioevali, fino a

raggiungere i nuclei urbani esterni, dando vita al noto quartiere di Eixample, o

“ampliamento”, “espansione”.

Ensanche, che significa proprio Egli concepisce un

piano urbanistico del tutto innovativo, prevedendo per Barcellona una maglia

ortogonale di strade, definiti lotti quadrati, su ciascuno dei quali i blocchi edilizi vengono

separati da una strada pedonale pubblica. La regolarità geometrica del piano viene

interrotta da alcune strade di grande comunicazione e da altre tre strade che,

sovrapponendosi alla maglia urbana storica, assicurano l'accesso al mare. Si assiste

dunque in quegli anni ad una trasformazione urbana e demografica senza precedenti,

dovuta all’attuazione del consistente ampliamento della città previsto dal Plan Cerdà.

Tale sviluppo darà il via ad una intensa attività edilizia che riflette gli ideali della

1

Renaixenca , attraverso la riproposizione dei canoni stilistici del Medioevo. È grazie

1 La Renaixenca ("Rinascimento" in lingua catalana) è stata una corrente letteraria catalana che si espande e si

d’ispirazione fortemente romantico-patriottica. l’unificazione del

afferma nella seconda metà del secolo XIX, Dopo

Regno di Spagna sotto le corone di Castiglia e di Aragona, la Catalogna ha lentamente visto il proprio potere

svanire, perdendo sia le proprie ricchezze materiali che culturali. In seguito alla guerra di successione spagnola

(1701- 1714) e ai successivi Decreti di Nueva Planta (1716) le istituzioni e autonomie catalane erano state difatti

soppresse, causando una progressiva decadenza della lingua, che non godeva più di alcuno status di ufficialità.

un’età dell’oro

La Renaixença dunque tenta riportare il proprio popolo a individuata nel XIII e XIV secolo, epoca in

cui il regno catalano con la sua potente flotta mercantile e militare esercitava il potere su gran parte del

Mediteranneo, alla ricerca della sua vera identità, attraverso il rinnovamento di tutte le arti.

allo spirito del mecenate che conquista alcuni borghesi, i quali, commissionando edifici

di grande pregio, stimolano un risveglio artistico e alimentano implicitamente un

ammodernamento della città, che il periodo è reso ancor più fiorente. È così che la

città di Barcellona getta le premesse per diventare la culla del Modernismo spagnolo.

In quegli anni in tutta Europa si diffonde un clima di rinascita, ciascun paese si

distingue nel focalizzarsi su un preciso momento storico del passato, delineando

linguaggi e tendenze architettoniche diverse. A seconda della localizzazione

geografica il movimento artistico che prende forma in tale periodo assume

denominazioni diverse: Art Noveau in Francia; Jugendstil in Germania; Liberty o Stile

Floreale in Italia; Secessione in Austria; Modernismo in Catalogna. Questi termini

rivelano la ricerca e l’affermazione di uno stile e rappresentano al tempo stesso l’idea

di novità e modernità. Tali stili, pur presentando sfumature e caratteristiche diverse,

curvilinei, l’asimmetria, la stilizzazione di temi

conservano alcuni tratti comuni: i ritmi

con frequenti riferimenti simbolici, il decorativismo, il gusto per l’esotico.

naturalistici

Nello specifico il Modernismo nasce dalla confluenza di stilemi derivati dal neogotico

e dall'architettura araba, mentre in Catalogna assume un carattere nazionalistico,

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difatti il neo-mudejar di Madrid si affianca al filone di ispirazione medievale. In nessun

altro paese europeo lo stile decorativo e architettonico di quest’epoca raggiunse, come

in Catalogna, una così ampia diffusione. Anche se le opere principali furono per una

borghesia arricchita e colta, questo non impedì che il Modernismo si estendesse a tutti

gli strati sociali, fenomeno che è ben visibile nell’architettura dei negozi, degli edifici e

delle casette dei villaggi, non soltanto quale derivazione degradata dello stile

maggiore, ma spesso con contributi caratteristici ed egualmente interessanti.

Barcellona presenta un insieme architettonico unico, con dimensioni non paragonabili

a quelle di nessun’altra città europea. La presenza del Modernismo non si limitò però

movimento culturale le proprie radici e lo esprime attraverso l’arte figurativa

Il Modernismo trae proprio da questo

e l’architettura.

2 La presenza dell'Islam nella penisola Iberica dal 711 al 1492, data della riconquista cristiana, lascia un segno

profondo nell'arte e l'architettura. Il termine Mudéjar designa i musulmani, di origine islamica, ai quali è stato

“permesso di rimanere” in territorio cristiano dopo la riconquista. Tale nome viene poi attribuito anche allo stile

artistico più caratteristico della Spagna cristiana medievale e non corrisponde, esattamente, né alla storia dell'arte

musulmana né a quella cristiana: è un'unione tra entrambe le tradizioni. D'altra parte, l'architettura mudéjar designa

un'arte che combina elementi di origine islamica in edifici costruiti per i cristiani. Bisogna ricercarne le origini nei

palazzi musulmani. Rappresentano un ideale di vita urbana, raffinata e principesca che i monarchi cristiani

imiteranno nelle nuove residenze. Per questo, la sua influenza è evidente in edifici civili, militari e religiosi, grazie

ad uno stile artistico con retrogusti musulmani.

alla capitale della Catalogna ma si estese alle città e ai villaggi di tutta la regione. Il

Modernismo Catalano sopravvisse cronologicamente ben oltre i primi anni del XX

secolo, a tal punto che alcuni storici delimitano l’epoca modernista con l’anno della

morte di Gaudì, ovvero l’anno 1926.

L A G

A VITA DI NTONI AUDÌ

Gaudì è considerato il massimo esponente di tale epoca, la cui ricerca si sviluppa

nell’ambito del Modernismo catalano, ma il cui genio sfugge a qualsiasi definizione

stilistica.

La conoscenza della vita di Gaudì può fornire indicazioni utili alla comprensione della

sua poetica. La critica si è rivolta infatti a ricercare negli episodi salienti e nella

quotidianità della sua vita il seme delle sue intuizioni.

Antoni Plàcid Guillem Gaudí i Cornet nacque il 25 giugno 1852, a Riudoms, come

precisamente a “Mas de la Calderera”,

sostengono alcuni biografi, ovvero la casa di

famiglia dove da bambino passava l’estate,

campagna della sua o, come dicono altri,

a Reus, dove sicuramente fu battezzato; quinto ed ultimo figlio di Francesc Gaudí i

Serra, calderaio di Riudoms, e di Antònia Cornet i Bertran, nativa di Reus e anche lei

proveniente da una famiglia di calderai, era nipote e pronipote di artigiani.

dall’infanzia ama trascorrere il tempo osservando il padre che batteva il ferro e

Fin

torceva il rame, apprendendo il lavoro e immaginando le forme nello spazio e non in

un piano. Tale consuetudine influenza il modo di pensare dell’architetto, infatti Gaudì

la forma e dunque il disegno dell’architettura

si approccia al progetto costruendo

direttamente nello spazio mentale, per poi controllarlo nello spazio del modello e

realizzarlo nello spazio fisico. Il disegno che ne consegue è il risultato dunque di un

progetto nello spazio, esito di un processo ideato e verificato nella tridimensionalità.

In questi anni, e durante la prima giovinezza, sviluppa anche una straordinaria capacità

di osservazione della natura, dalla quale prende in prestito geometrie, forme e colori

che in seguito trasferirà nelle sue opere. Gaudí ama profondamente la natura e voleva

sempre riprodurla nel suo lavoro. A Reus inizia a frequentare in maniera discontinua

la scuola, a causa di problemi di salute che lo accompagneranno per tutta la vita. I

problemi reumatici segnano profondamente il suo essere, costringendolo a trascorrere

lunghi periodi da solo, contemplando la natura e le sue forme, stimolando in lui quello

spirito di osservazione che caratterizzerà la sua produzi

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Ingegneria civile e Architettura ICAR/18 Storia dell'architettura

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher chiara.chiavarini di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'architettura contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Hadda Lamia.
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