Metodologia della ricerca sociale e analisi dei consumi
1. Illustrare le diverse fasi della ricerca scientifica ricorrendo ad
esempi Voto stimato: 28/30
2. Illustrare i tratti essenziali dell’intervista strutturata con
questionario standardizzato Voto stimato: 27/30
3. Illustrare cosa si intende per intervista qualitativa e definire le
Voto stimato:
principali vulnerabilità; i diversi tipi di intervista qualitativa in 29/30
base al grado di libertà lasciato a intervistatore e intervistato
4. Definire il rapporto tra teoria e ricerca empirica e fare un
esempio; Si illustri in cosa consiste e quale sia la finalità del
processo di operazionalizazione ricorrendo ad almeno un
esempio Voto stimato: 29/30
5. Si illustri la differenza tra indicatore variabile e indice
ricorrendo ad almeno un esempio a scelta Voto stimato: 28/30
6. Dopo aver stabilito cosa si intende per matrice dei dati casi per
variabili, si illustrino le principali operazioni preliminari per
l’analisi dei dati (controllo, correzione e ricodifica) attraverso
l’analisi monovariata Voto stimato: 29/30
7. Si illustrino le principali finalità dell’analisi Monovariata,
Bivariata e Multivariata Voto stimato: 29/30 Voto stimato:
27/30
8. Si illustri in cosa consiste la classificazione per tipi ideali
9. Nella forma canonica del focus Group si prevede l’estraneità
(tanto tra i membri del gruppo quanto tra il gruppo e il
moderatore) e l’omogeneità (nella conduzione e nell’esperienza
vissuta dai membri del gruppo rispetto al fenomeno). Si
argomenti vantaggi e svantaggi Voto stimato: 28/30
10. Analisi in componenti principali ACP 29/30
11. Analisi in corrispondenze multiple ACM 28/30
12. Cluster Analysis 28/30 Voto stimato: 29/30
13. Regressione lineare multipla
14. Regressione logistica Voto stimato: 28/30
15. Osservazione partecipante Voto stimato: 29/30
16. Analisi bivariata, principi e relazioni tra variabili categoriali 27.5/30
17. Analisi bivariata relazioni tra variabili cardinali 28.5/30
18. Strategie e tecniche di campionamento, selezione dei casi 28/30
19. Differenza tra tecniche di ricerca qualitativa e tecniche di
ricerca quantitativa
20. Il consumo, contributo della psicologia e della semiotica
21. Analisi dei dati Monovariata
22. Dopo aver definito il rapporto tra concetto è indicatore, si
chiarisca in quale modo è possibile determinarne la qualità
23. Dopo aver definito cosa si intende per scaling, si illustrino i
diversi gradi di autonomia semantica delle categorie di risposta
da parte dei soggetti, facendo ricorso ad esempi a scelta
24. Si illustri cosa intende Bauman con 'feticismo della
soggettività' nel suo libro “Consumo dunque sono”
25. Differenze variabili
26. Paradigma di Lazarsfeld
27. Differenze tra Indagini e Archivi
28. Creatività e metodo
29. Sociologo Bourdieu
1. Illustrare le diverse fasi della ricerca scientifica ricorrendo ad
esempi
La ricerca scientifica segue un itinerario prefissato, si può semplificare
dividendo la ricerca scientifica in: Istituzione del problema, rilevazione empirica,
analisi e diffusione dei dati; ognuna di esse contiene varie fasi su cui si articola
la ricerca scientifica. In particolare nell’istituzione del problema la ricerca
Scientifica segue un itinerario prefissato che può essere suddiviso in fasi. Si
può semplificare ulteriormente la ricerca scientifica dividendola in
ABCD - istituzione del problema
E - rilevazione empirica
FGH - Analisi e diffusione dei dati
FASE A: individuazione di una fase problematica: partiamo da una situazione
problematica, indeterminata e questa deve essere trasformata in una situazione
determinata attraverso il ricorso ad una teoria che la rende affrontabile e
risolvibile.
FASE B: le ipotesi, fase di concettualizzazione: in cui viene ridotta la
complessità della situazione indeterminata, si isola il problema e si precisa
l’oggetto di ricerca focalizzando l’attenzione su ciò che è di interesse e ciò che
invece non lo è per la ricerca.
FASE C: il progetto, individuazione dei casi: è il risultato dell’interazione tra
intuizione del ricercatore, nel rappresentare il problema di ricerca con il suo
patrimonio di esperienze, valori, e le conoscenze della comunità scientifica dal
quale il ricercatore deve attingere per il materiale concettuale, teorie,
procedure di rilevazione ed elaborazione dei dati. Questa interazione darà vita a
vari tipi di problemi scientifici e diversi modi di definire un problema.
FASE D: i costrutti teorici, definizione operativa: in tale fase occorre definire
bene cosa determina la realizzabilità di un progetto di ricerca, vi deve essere
accuratezza data dalle procedure utilizzate, disponibilità in termini di risorse
Test
che il ricercatore ha a disposizione, non solo economiche, operazionalizazione
dei concetti e delle unità di analisi. Inoltre la rilevanza di un problema sociale
non è sufficiente per definirlo scientifico. La qualità del problema è data
dall’accuratezza del metodo utilizzato per l’analisi.
FASE E: la rilevazione dei dati: essa si lega alla tecnica di indagine impiegata
che deve essere coerente con il soggetto da analizzare. È importante la
congruenza tra la definizione delle unità di rilevazione e i casi di indagine
specifici. Ci sono varie rilevazioni: per tipo di raccolta dei dati come
l’etnografia; o per tipo di analisi dei dati come analisi quantitativa, ma anche
rilevazione per come si pone la questione per esempio studio per caso.
FASE F: l’elaborazione: è il passaggio dalle informazioni ai dati analizzabili che
avviene xes con la costruzione di matrici, sviluppando griglie di analisi ecc.
Sulla base delle informazioni raccolte dobbiamo quindi arrivare ad un dato per
poter dare la risposta e soluzione al problema. L’elaborazione è la base dal
quale si parte per l’analisi dei dati successiva, è necessario che si abbia già
chiaro come selezionare trattare e organizzare le informazioni.
FASE G: analisi dei dati: la fase in cui i dati raccolti, con le tecniche di
rilevazione, vengono analizzati e interpretati. Vi è un insieme di operazioni per il
aggiungimento di almeno un obbiettivo tra esplorazione del fenomeno oggetto
di studio, sintesi e classificazione delle informazioni, descrizione del fenomeno
ecc. tutto ciò dipende anche dalle conoscenze, dal tipo di ricerca che siamo in
grado di fare, dall’esperienza empirica in merito all’oggetto di ricerca ecc. FASE
H: generalizzazione e il ritorno al problema: si va a definire ciò che dà senso al
progetto di ricerca, ciò che in ipotesi rende il problema rappresentativo di una
classe di casi, ciò che abbiamo ottenuto con la nostra ricerca viene
generalizzato al resto della classe di casi per il quale quel problema è
rappresentativo.
Tutte queste fasi non avvengono in modo separato, non si possono intendere in
una linearità, ma spesso avvengono contemporaneamente, quindi si devono
intendere come elicoidali, in cui al centro vi sono i vincoli teorici concettuali che
rendono possibile tutta la ricerca scientifica e ne limitano l’espansione. Senza
tali vincoli non è possibile condurre la ricerca.
Esempio: Possiamo ricorre ad un esempio in cui individuiamo le varie fasi:
Esempio di ricerca sociale di Durkeim sulla propensione al suicidio. L’obbiettivo
è un problema sociale, indeterminato cioè il suicidio, riducendo la complessità
di tale problema sociale il ricercatore si è focalizzato sull’analizzare il totale dei
suicidi registrati per singolo anno tra 1841 e 1878 in 11 paesi europei. La tecnica
di selezione dei casi utilizzata in tale studio è la tecnica di dati amministrativi
riferiti all’intera popolazione di riferimento. Tale problema si avvale della teoria,
ipotesi di partenza della coesione sociale, arrivando a definire la teoria sulla
propensione al suicidio grazie al collegamento che il ricercatore fa con la teoria
sull’anomia per il quale il suicidio è collegato a momenti in cui le persone
sentono la mancanza di regole sociali forti; tali teorie hanno reso il problema
sociale affrontabile e analizzabile. Si ha la formulazione delle ipotesi per il quale
Durkeim ipotizza l’esistenza di una relazione tra religione e suicidio. Sono stati
poi rilevati i dati e successivamente fatta l’analisi dei dati attraverso la tecnica
di analisi secondaria dei dati amministrativi, finalizzata alla comunicazione dei
dati in base a diverse caratteristiche demografiche, geografiche e sociali.
Con i risultati ottenuti si ha poi la generalizzazione per il quale tali risultati sono
applicati alla classe intera di cui il problema è rappresentativo. La conclusione
di questa ricerca è quindi che il suicidio varia in ragione inversa al grado di
integrazione religiosa della società, della società domestica e anche della
società politica.
2. Illustrare i tratti essenziali dell’intervista strutturata con
questionario standardizzato ricorrendo ad esempi; cosa fare non
fare nel questionario:
Tratti essenziali:
Un intervista è un incontro tra 2 o più persone nel corso del quale una persona,
l’intervistatore, interroga le altre persone, gli intervistati. Lo scopo è conoscere
le loro opinioni su determinati temi, fatti che interessano l’intervistatore. Il
questionario è invece un insieme di domande, nel caso sia strutturato,
corredato dalle possibili modalità di risposta, da somministrare all’intervistato o
che esso si autosomministra, è quindi lo strumento che serve per la raccolta
delle
informazioni attraverso l’intervista, interrogando gli stessi individui oggetto di
ricerca con una procedura standardizzata di interrogazione, con lo scopo di
studiare le relazioni tra le variabili a partire dalla costruzione di una matrice di
dati. I punti fondamentali dell’intervista strutturata con questionario
standardizzato sono: - tutti gli intervistati devono essere sottoposti in modo
uniforme allo stesso stimolo, quindi devono tutti rispondere alle stesse
domande, con la stessa formulazione; - le domande devono essere
somministrate tutte; - l’ordine di somministrazione deve essere il medesimo per
tutti gli intervistati. – la costruzione del questionario non riguarda solo la
struttura delle domande ma anche gli items di risposta. – la qualità di un buon
questionario dipende dalla bontà del processo di operazionalizazione, fase
cruciale, dipende anche dalla preparazione dell’intervistatore e dall’accortezza
con cui si costruiscono le domande e le modalità di risposta. L’obbiettivo di tale
intervista con questionario è rendere comparabili e analizzabili le risposte con
tecniche di statistica. Un esempio di utilizzo di questionario standardizzato lo
possiamo trovare nell’analisi di Bourdieu nella ricerca sulla cultura in quanto
sistema di pratiche
culturali, ciò ha permesso di ottenere dati statistici confrontabili. Procedimento
costruzione questionario: operazionalizazione: Quindi per la costruzione di un
buon questionario partiamo da un concetto, esso viene rilevato, attribuito ad un
oggetto diventa una proprietà, utilizziamo poi tale proprietà come variabile sulla
quale registrare gli stati operativizzatidi quella proprietà. Il passaggio da
proprietà a variabile è ciò che chiamiamo operazionalizazione e può essere:
classificazione, ordinamento, misurazione e conteggio. Ciò lo possiamo fare
attraverso la costruzione delle domande del questionario.
Cosa fare non fare nel questionario standardizzato:
è necessario fare attenzione e focalizzarsi nel tempo, porre domande concrete
e non ipotetiche, fare domande concrete, studiare domande su
comportamenti e non su atteggiamenti, non si devono fare domande su
desideri sociali o che causino l’effetto memoria, ogni domanda deve prevedere
un criterio unico di attribuzione delle risposte, si deve evitare parole negative, e
domande imbarazzanti. Dobbiamo poi considerare che
gli intervistati potrebbero non avere opinioni in merito ad alcuni argomenti, o in
caso c’è l’abbiamo non possiamo valutarne l’intensità, si deve quindi
considerare la desiderabilità sociale delle risposte.
Esempio:
Un esempio di intervista strutturata con questionario è l’indagine multiscopo
sulle famiglie, gli aspetti della vita quotidiana: per il quale si prevede un
questionario che può essere o autocompilato online oppure con un intervista
diretta con questionario compilato sia in modo elettronico che cartaceo, quindi
con la presenza di un intervistatore. Il questionario viene somministrato su un
campione di famiglie italiane che rappresentano statisticamente tutta la
popolazione residente in Italia, gli obbiettivo sono conoscere le abitudini, gli
aspetti della vita quotidiana delle famiglie, in merito ad argomenti come scuola,
lavoro, tempo libero, salute, stili di vita ecc.
Esempio 2:
il ricercatore vuole rilevare il livello culturale dei soggetti analizzati, deve quindi
costruire una domanda da somministrare individualmente attraverso il
questionario, le variabili che può rilevare su un individuo in base al livello
culturale sono: titolo di studi, numero di libri letti in un anno, consumi culturali
quotidiani ecc, si possono rilevare varie variabili per uno stesso concetto. Ecco
che dobbiamo quindi scegliere le variabili di interesse e formulare la domanda
corredata dalle possibili risposte. Nel caso si sceglie come variabile il titolo di
studi la domanda sarà: quale è il titolo di studi posseduto? Modalità di risposte:
nessun titolo, licenza elementare, licenzia media, diploma, laurea, post laurea.
Nella formulazione dell’intervista e delle domande del questionario è quindi
opportuno tenere a mente tutti i punti su come formulare un buon questionario
e le cose da fare e non fare.
3. Illustrare cosa si intende per intervista qualitativa e definire le
principali vulnerabilità; i diversi tipi di intervista qualitativa in
base al grado di libertà lasciato a intervistatore e intervistato
Tratti essenziali:
Possiamo partire definendo bene il concetto di intervista cioè un incontro tra 2
o più persone nel corso del quale una persona, l’intervistatore, interroga le altre
persone, gli intervistati. Lo scopo è conoscere le loro opinioni su determinati
temi, fatti che interessano l’intervistatore. L’intervista è la tecnica più utilizzata
nella ricerca sociale per raccogliere opinioni, informazioni su fenomeni sociali.
In particolare l’intervista qualitativa è una tecnica di ricerca
qualitativa che può essere definita come forma di comunicazione asimmetrica
che può assumere diverse forme in base al grado di vulnerabilità che permette
di cogliere le sfumature emotive, forme espressive, conflitti interiori dei
soggetti intervistati. Si intende come modo di rilevare le
informazioni interrogando una piccola parte degli individui che sono oggetto di
studio attraverso una procedura non standardizzata di interrogazione con lo
scopo di classificazione ecomprensione. L’intervista qualitativa assume diverse
forme in base al grado di libertà lasciato all’intervistato e all’intervistatore, ma
si deve tener conto anche delle fonti di vulnerabilità, delle relazioni tra
intervistato e intervistatore prima dell’intervista, infatti molto spesso si ha una
reciproca estraneità in modo anche da garantire l’anonimato, ma vi possono
essere anche casi di familiarità che porta sicuramente ad una comunicazione
più fluida. Si deve tener presente la centralità del discorso e dei accorgimenti
per condurre una buona intervista qualitativa da parte
dell’intervistatore.
Definire le vulnerabilità: l’intervista qualitativa è caratterizzata da 2 gradi di
vulnerabilità:
1. Grado di vulnerabilità dell’intervistatore:
l’intervistatore non è detto che sottoponga gli stessi stimoli a tutti gli intervistati
questo potrebbe condizionare il modo in cui l’intervistato risponde,
ciò dipende molto dal suo gradi di preparazione, non vi è quindi nessun
controllo sugli errori e sulla ripetizione identica dell’intervista.
2. Grado di vulnerabilità dell’intervistato:
non c’è nessuna garanzia sull’attendibilità di ciò che l’intervistato dice, non è
detto che sia sincero, potrebbe rivelare solo una parziale o totale verità o
meno, l’intervistatore non può dunque sapere l’attendibilità di ciò che dice
l’intervistato.
Il grado di vulnerabilità dell’intervista varia anche in base: - all’oggetto
dell’intervista: esso sarà maggiore per le opinioni, fatti accaduti lontano nel
tempo, decisioni future, in tali casi avremo quindi una vulnerabilità maggiore
perché potremmo incombere in informazioni poco attendibili.
– al grado di preparazione dell’intervistato: questo grado di vulnerabilità è tanto
più basso quanto l’intervista sia stata pre-tetsata, quindi se avremo una
preparazione elevata con preparazione di tutte le domande, aspetti da trattare,
l’intervistatore saprà formulare in maniera precisa le
domande garantendo lo stesso stimolo a tutti gli intervistati, avremo quindi un
basso grado di vulnerabilità.
– vulnerabilità in base al tipo di intervista: avremo una vulnerabilità più alta
quanto più alto sarà il grado di destrutturazione dell’intervista.
Tipi di intervista in base al grado di libertà:
in base al grado di libertà che viene lasciato all’intervistatore e all’intervistato vi
son
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