Virologia generale
Struttura e replicazione dei virus
Struttura dei virus
✧ Piccoli parassiti intracellulari obbligati, non possiedono il macchinario necessario alla produzione di energia, non sintetizzano proteine e non possono replicare il loro genoma.
✧ Dimensioni di 20-100 nm, i più grandi arrivano anche a 400 nm (non visibili al microscopio ottico).
✧ Strutture fondamentali: genoma e capside (rivestimento proteico).
✧ Alcuni virus possiedono un envelope (struttura lipidica).
✧ Strati esterni: mediano interazione fra virus e cellula bersaglio.
✧ Simmetria del capside: icosaedrica (forma vagamente sferica) o elicoidale (forma bastoncellare).
- Classificati in base a:
- Struttura: presenza o assenza di envelope, tipo di acido nucleico.
- Strategie di replicazione: caratteristiche biochimiche e molecolari.
Þ Genoma: DNA, circolare o lineare, o RNA, singola (polarità positiva o negativa) o doppia elica, segmentato o non segmentato.
Þ Capside: struttura proteica rigida, i virus nudi sono in genere più resistenti ad essiccamento, acidi e detergenti; vengono in genere trasmessi per via oro-fecale.
Þ Envelope: membrana glicolipidica distrutta da essiccamento, acidità e detergenti; vengono in genere trasmessi attraverso fluidi.
Spettro d'ospite
Þ Spettro d'ospite: insieme delle specie animali che possono essere infettate da un virus.
• Spettro ampio o ristretto.
- Fattori che determinano lo spettro d'ospite:
- Presenza di recettori a cui il virus può legarsi.
- Presenza di strutture nella cellula necessarie al virus per la replicazione.
- Necessario che i virioni escano dalla cellula e diffondano ad altre.
- Necessario che l'ospite non metta in atto una risposta antivirale.
Replicazione virale
✧ Dopo l'ingresso del virus nella cellula c'è la scomparsa delle particelle virali (fase di eclissi).
✧ Durante questa fase: espressione e replicazione del genoma e sintesi delle proteine virali.
- Fasi della replicazione:
- Adsorbimento. Legame del virus alla cellula attraverso i recettori cellulari (molecole con funzione fisiologica specifica); il recettore cellulare definisce il tropismo tissutale del virus.
- Penetrazione. I virus con envelope penetrano per fusione con una membrana (cellulare o dell'endosoma); nell'endosoma il pH acido attiva la proteina di fusione. I virus nudi entrano per traslocazione o per endocitosi.
- Uncoating. Il virus viene liberato del rivestimento e viene reso disponibile il genoma per la sintesi delle proteine e la replicazione.
- Replicazione del genoma. Diversi virus attuano strategie diverse, a seconda del tipo di genoma; alcuni replicano nel nucleo e alcuni nel citoplasma. Per la replicazione devono rispettare le regole della cellula ospite oppure devono cambiarle.
- Virus a DNA. Usano una RNA polimerasi DNA-dipendente per la trascrizione degli mRNA e una DNA polimerasi DNA-dipendente per replicare il genoma; enzimi cellulari o virali (proteine precoci). Si replicano nel nucleo.
- Virus a DNA citoplasmatici. Codificano per DNA e RNA polimerasi citoplasmatiche e necessitano di proteine accessorie alla trascrizione e alla replicazione.
- Virus a RNA a polarità positiva. Il genoma funziona come mRNA e si lega direttamente ai ribosomi, dove viene tradotto in proteine; RNA polimerasi RNA-dipendente necessaria per la replicazione del genoma. RNA genomico trascritto in filamenti stampo per la sintesi di nuovi genomi.
- Virus a RNA a polarità negativa. Possiedono la RNA polimerasi RNA-dipendente, il genoma viene trascritto in filamenti positivi (filamenti stampo o mRNA) per la sintesi di nuovi genomi e la traduzione delle proteine strutturali e non strutturali.
- Virus a RNA doppio filamento. Meccanismo simile ai virus a RNA (-): filamento negativo trascritto in mRNA dalla polimerasi presente nel virione.
- Retrovirus. Genoma a RNA trascritto in un filamento di cDNA, tramite una trascrittasi inversa presente nel virione, che viene usato per la sintesi di un filamento complementare: questo DNA si integra nel genoma della cellula ospite e viene trascritto dagli enzimi cellulari.
- Assemblaggio e maturazione. Genoma e proteine virali assemblati in nucleocapsidi per formare il virione maturo; processo di autoassemblaggio che può avvenire nel nucleo, nel citoplasma o sulla membrana.
- Rilascio. I virioni maturi escono dalla cellula con diversi meccanismi: i virus nudi in genere per lisi, mentre i virus con envelope per esocitosi o gemmazione. I nucleocapsidi si posizionano sul foglietto interno della membrana dove si trovano proteine virali e acquisiscono l'envelope.
- Maturazione. In alcuni casi i virioni rilasciati non sono direttamente infettanti e subiscono un processo di maturazione al di fuori della cellula ospite.
Þ Infezione produttiva: produzione di nuove particelle virali.
Þ Infezione abortiva: infezione di una cellula che non permette tutte le fasi della replicazione.
Effetti del virus sulla cellula
✧ Possibili effetti della replicazione: inibizione della sintesi di DNA, RNA o proteine cellulari.
- Effetto citopatico virale:
- Cambiamenti morfologici.
- Formazione di sincizi.
- Crescita indefinita della cellula.
- Morte cellulare: distruzione da parte del sistema immunitario o per blocco del metabolismo cellulare.
- Apoptosi.
Presenza delle proteine virali sulla cellula infettata
✧ Proteine virali di superficie:
- Permettono l'inizio del ciclo di replicazione.
- Permettono il riconoscimento da parte del sistema immunitario.
Þ Emoagglutinine: proteine virali in grado di legare le emazie, fenomeno di emoagglutinazione (reazione che avviene in laboratorio).
Þ Sincizi: cellule giganti multinucleate, derivanti dalla fusione di una cellula infetta con quelle circostanti; dovuto all'attività delle proteine fusogene virali.
Patogenesi virale
Fasi dell’infezione virale
- Fasi dell'infezione virale:
- Invasione dell'ospite.
- Replicazione in cellule suscettibili a livello del sito di ingresso.
- Elusione delle risposte immunitarie locali.
- (Eventuale) diffusione dal sito di ingresso in altre aree.
- Ulteriore replicazione in organi bersaglio.
- Comparsa dei sintomi caratteristici della malattia.
- Eliminazione del virus per infettare altri ospiti.
• Progressione delle infezioni virali:
- Ingresso del virus attraverso la mucosa.
- Prima replicazione nel sito di ingresso (asintomatica o sintomi aspecifici).
- Passaggio del virus ai linfonodi regionali:
- Ulteriore replicazione.
- Blocco da parte del sistema immunitario.
- Arrivo nel sangue (viremia primaria).
- Replicazione nelle cellule endoteliali.
- Viremia secondaria.
- Arrivo agli organi bersaglio (comparsa dei sintomi tipici della malattia).
Ingresso nell'ospite
✧ Sorgente di infezione: altri uomini e raramente animali (zoonosi).
- Trasmissione orizzontale: da un individuo infetto a un altro.
- Diretta: contatto diretto, rapporti sessuali, trasfusioni e trapianti.
- Indiretta: veicoli (oggetti) o vettori (animali).
- Trasmissione verticale: dalla madre al figlio.
- Transplacentare: virus presenti nel sangue che possono attraversare la placenta, come rosolia e CMV, importanti teratogeni.
- Perinatale: virus presenti nei genitali materni, come HPV o HSV.
- Post-natale: virus presenti nel latte, come HIV.
Infezioni virali
- Alcune infezioni restano localizzate alla porta d'entrata e provocano malattia locale.
- Molti virus diffondono in tutto l'organismo e provocano malattie sistemiche.
Þ Infezioni localizzate:
- Periodo di incubazione relativamente breve.
- Immunità mediata dalle IgA mucosali.
Þ Infezioni sistemiche:
- Periodo di incubazione relativamente lungo.
- Immunità mediata da anticorpi circolanti e cellule immunitarie.
Trasmissione
- Trasmissione respiratoria: più comune nei climi temperati.
- Replicazione nelle prime vie aeree.
- Confinati all'apparato respiratorio: virus influenzali.
- Diffusione e malattia sistemica: morbillo.
- Trasmissione per ingestione:
- Replicazione nella mucosa intestinale.
- Confinati all'apparato digerente: enterovirus.
- Diffusione e malattia sistemica: poliovirus o epatite A.
- Trasmissione sessuale:
- Replicazione nella mucosa.
- Confinati al tratto uro-genitale: herpesvirus o papillomavirus.
- Diffusione e malattia sistemica: HIV o epatite B.
- Difficile trasmissione attraverso congiuntiva, cute integra (impossibile) e iatrogena (basso rischio).
Effetti dell'infezione virale
- Diversi possibili effetti di un virus sulle cellule infettate.
Þ Infezione litica: in cellule permissive, moltiplicazione virale e rilascio dei virioni in seguito a lisi (morte) della cellula.
Þ Infezione persistente produttiva: moltiplicazione lenta o poco efficiente, la cellula non muore.
Þ Infezione persistente latente: genoma all'interno della cellula, senza che sia espresso.
Þ Infezione trasformante: virus causano immortalizzazione della cellula e trasformazione in cellula tumorale.
- Geni che stimolano la crescita.
- Inibizione dei meccanismi che regolano la crescita.
- Inibizione dell'apoptosi.
- Diversa progressione delle infezioni virali, in base al virus, alla cellula ospite e al sistema immunitario.
- Infezione acuta e scomparsa del virus.
- Infezione acuta, seguita da infezione latente e riattivazione periodica.
- Infezione acuta, seguita da infezione cronica.
Meccanismi di patogenesi
- Meccanismi diretti:
- Inibizione della sintesi delle proteine cellulari.
- Inibizione e degradazione del DNA cellulare.
- Formazione di corpi inclusi, con effetto tossico sulla cellula.
- Alterazioni della struttura della membrana.
- Meccanismi indiretti:
- Risposta del sistema immunitario agli antigeni virali e morte della cellula infetta.
- Apoptosi delle cellule infette, contribuisce alla risoluzione dell'infezione.
Difesa dalle infezioni virali
Barriere naturali
- Barriere fisiche e chimiche.
- Mucose, principale porta d'ingresso; meccanismi di difesa:
- Strato di muco, intrappola i virioni.
- Flora microbica: inattiva i patogeni, compete per i siti di legame, mantiene una risposta immunitaria appropriata.
- pH acido dello stomaco e della vagina.
- Bile ad azione detergente.
Immunità innata
- Principali responsabili: fattori solubili e cellule.
- Febbre rende inefficiente la replicazione virale.
- Interferone: difesa attiva nei confronti delle infezioni antivirali; agisce prima dello sviluppo della risposta adattativa.
- Tre diversi interferoni.
- a- Interferone (tipo 1), prodotto dai leucociti; gene su cromosoma 9.
- b- Interferone (tipo 1), prodotto dai fibroblasti e dalle cellule epiteliali; gene su cromosoma 9.
- g- Interferone (tipo 2), prodotto dalle cellule T e dalle cellule NK; gene su cromosoma 12.
• Meccanismo d'azione dell'interferone di tipo 1:
- Produzione da parte di una cellula infetta, in seguito al legame del virus con TLR.
- Rilascio nell'ambiente extracellulare e agisce sulle cellule adiacenti.
- Induce rilascio di proteine antivirali.
- Ribonucleasi: degrada RNA.
- Proteine chinasi: fosforila e inattiva il fattore d'inizio della sintesi proteica.
- Proteine antivirali inattive, si attivano quando legano RNA a doppio filamento.
- Stato antivirale di 2-3 giorni: sufficiente a non portare a morte la cellula.
- Attività antivirale aspecifica: può inibire la replicazione di tutti i virus.
- Altri effetti protettivi:
- Attiva le cellule NK.
- Aumenta il potenziale antivirale dei macrofagi.
- Effetti collaterali: dolori muscolari, febbre e malessere.
Immunità acquisita
- Immunità acquisita:
- Naturalmente o artificialmente.
- Attivamente o passivamente.
- Immunità naturale attiva: infezione.
- Immunità naturale passiva: trasferimento di anticorpi dalla madre al figlio, IgG dalla placenta e IgA dal colostro.
- Immunità artificiale attiva: vaccinazione.
- Immunità artificiale passiva: siero immune, fornisce protezione immediata, ma temporanea, inoltre possibile trasmissione di altri patogeni e reazioni allergiche.
Vaccini
- Stimolazione dei linfociti B e T, usati nella profilassi delle infezioni.
- Vaccini a virus ucciso:
- Patogenicità eliminata.
- Vantaggi:
- Sufficiente risposta umorale.
- Impossibilità di mutazione.
- Possibilità di somministrazione a immunodepressi.
- Svantaggi:
- Necessità di diversi richiami.
- Uso di adiuvanti per potenziare immunogenicità.
- Immunità relativamente breve.
- Assenza di immunità mucosale.
- Esempi:
- Alcuni antinfluenzali.
- Poliomielite di Salk (IPV).
- Vaccini a virus attenuato:
- Riproduzione dell'infezione naturale.
- Vantaggi:
- Ottima risposta umorale e mucosale.
- Buona risposta cellulare.
- Necessario minor numero di richiami.
- Immunità a lunga durata.
- Svantaggi:
- Difficoltà di conservazione.
- Impossibilità di somministrazione a immunodepressi.
- Possibile reversione alla forma virulenta.
- Esempi:
- MMR (morbillo, parotite, rosolia).
- Poliomielite di Sabin (OPV).
- Vaccini a subunità: contengono glicoproteine o proteine virali di superficie, sono quelli contro influenza, epatite B e papillomavirus.
- Vaccini antivirali obbligatori in Italia: poliomielite IPV ed epatite B, somministrati al 3o mese d'età.
Farmaci antivirali
Bersagli dei farmaci antivirali
- Difficile individuare molecole che inibiscano i virus senza avere effetti sulla cellula.
- Farmaci antivirali: devono essere attivi almeno 100-1.000 volte sul virus rispetto alla cellula; indice terapeutico.
- Potenziali bersagli:
- Fase di adsorbimento, molecole analoghe al recettore cellulare o all'antirecettore virale; esempio Enfuvirtide per HIV.
- Fase di svestimento, stabilizzano le proteine capsidiche; esempio Arildone e Pleconaril per rhinovirus ed enterovirus o Amantadina e Rimantadina per virus influenzali.
- RNA polimerasi, inibiscono il capping dell'mRNA; esempio Ribavirina.
- Replicazione del genoma:
- Analoghi nucleosidici: incorporati nel genoma dei virus in replicazione; esempio Aciclovir per HSV e AZT per HIV.
- Inibitori non nucleosidici: si complessano con gli enzimi e li inattivano.
- Proteasi, si complessano all'enzima e lo inattivano; esempio Ritonavir e Indinavir per HIV.
- Traduzione delle proteine, esempio interferone per HCV e HBV.
- Neuroaminidasi, impediscono il rilascio dei virioni in gemmazione, interferendo con l'azione della neuroaminidasi; esempi Zanamivir e Oseltamivir per virus influenzali.
Aciclovir
- Attivo solo sulle cellule infette, viene fosforilato dalla timidina chinasi virale.
- Impiegato limitatamente a virus che codificano per la propria timidina chinasi e non si servono di enzimi cellulari.
- Analogo nucleosidico, attivo sugli herpesvirus; analogo della guanosina.
- Trifosforilazione della molecola da parte di chinasi cellulari o virali.
- Incorporato dalla polimerasi nella catena di DNA nascente.
- Non possiede il sito di legame per altri nucleosidi, quindi termina la catena.
- Specificità:
- Fosforilato dalla chinasi virale.
- Affinità 10 volte maggiore per polimerasi virale rispetto a polimerasi cellulare.
Virologia speciale
Orthomyxoviridae
Caratteristiche e struttura
- Virus che causano influenza nell'uomo e in altri animali.
- Classificati in tre tipi (A, B e C) in base agli antigeni interni; tipo A ulteriormente classificato in base agli antigeni di superficie.
- Virus con envelope e capside a simmetria elicoidale.
Þ Proteine e glicoproteine:
- Proteina matrice M1: riveste internamente l'envelope.
- Proteina M2: proteina transmembrana con funzione di canale ionico.
- Glicoproteina HA (emoagglutinina): antirecettore virale, lega l'acido sialico e determina il tropismo cellulare; 80% degli antigeni di superficie.
- Virus umani riconoscono acido sialico + galattosio, con legame 2,6 glicosidico.
- Virus aviari riconoscono acido sialico + galattosio con legame 2,3 glicosidico.
- Glicoproteina NA (neuroaminidasi): taglia acido sialico e permette il distacco dei virioni neoformati; 20% degli antigeni di superficie.
• Genoma a RNA a polarità negativa, segmentato (7-8 segmenti): ognuno associato alla nucleoproteina NP e alla polimerasi.
- Segmenti 1, 2 e 3: codificano per PB2, PB1 e PA, che formano il complesso della polimerasi.
- Segmento 4: codifica per emoagglutinina HA.
- Segmento 5: codifica per nucleoproteina NP.
- Segmento 6: codifica per neuroaminidasi NA.
- Segmento 7: codifica per le proteine M1 e M2.
- Segmento 8: codifica per le proteine NS1 e NS2, che inibiscono la traduzione dell'mRNA cellulare e facilitano l'esportazione dell'RNA virale nel citoplasma.
• Forma variabile (pleomorfi) e sono relativamente grandi: circa 100 nm.
Þ Emoagglutinina. Serve per il legame del virus al recettore (acido sialico); presenta un sito fusogeno, che si attiva in seguito al legame della HA, permettendo l'entrata del virus nella cellula.
Þ Neuroaminidasi. Taglia l'acido sialico e serve per la liberazione dei virioni maturi, oltre che per il contatto con la superficie cellulare ricoperta di muco.
Þ Proteina M2. Forma un canale ionico e permette il distacco del nucleocapside dalla proteina matrice.
Replicazione
• Legame di HA ad acido sialico e ingresso del virus in un endosoma.
• Ambiente acido di endosoma provoca esposizione di sito fusogeno di HA: fusione dell'envelope con la membrana dell'endosoma.
• Formazione di canale protonico da parte di M2: pH
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