Virgiliobucoliche
Origini e caratteristiche delle Bucoliche
Scritte fra il 42 e il 39 a.C, dette anche ecloghe, sono 10 componimenti di carattere pastorale, autonomi che non superano i 100 versi, di argomento. L’unità poetica è data dall’ambientazione pastorale.
Il modello di Teocrito
Il suo modello è Teocrito (poeta alessandrino III sec a.C di origine siracusane) che scrisse circa 30 idilli = componimenti di argomento "bucolico-pastorale", mitologico, mimi, epilli e encomi.
Teocrito, soprattutto negli idilli bucolici, ritrae con distacco la vita quotidiana dei pastori e dei bovari. Ne esce un quadro agreste-pastorale fortemente idealizzato e letterarizzato, che bene esprime le aspirazioni dell’ambiente alessandrino: cioè recuperare un contatto con la natura, desiderio di evasione della vita cittadina, distacco dalla vita politica, rifugio nel mondo dei sentimenti individuali.
Virgilio e il paesaggio delle Bucoliche
Virgilio, deriva da Teocrito gli aspetti formali, ma si distacca: per adesione sentimentale, per pathos, per capacità di intrecciare vicende personali e collettive con grandi avvenimenti storici.
In particolare, il paesaggio delle Bucoliche che è il vero centro poetico di questi componimenti, anche se è animato da pastori che hanno nomi greci, non è greco, ma italico, non è astratto, ma concreto, non è convenzionale (come Teocrito) ma reale.
È stato definito un paesaggio della memoria in quanto si tratta di un paesaggio italico in particolare mantovano, che il poeta ha interiorizzato e che rimpiange perché ormai perduto.
Valenza delle Bucoliche
Più che esercizio di poesia alessandrina, le bucoliche rappresentano un ritorno alle origini con duplice valenza:
- Individuale: ritorni all’adolescenza e ai felici momenti vissuti nella campagna lombarda.
- Collettiva: ritorno alle origini della civiltà stessa. La civiltà pastorale è anteriore alla civiltà agricola ed urbana, perché rappresenta un più diretto contatto con la natura, è quindi un ritorno alla cultura delle origini, fatta di semplicità di vita e del sentimento dell’arte.
Georgiche
Origini e struttura delle Georgiche
Scritte fra il 37 e il 29 a.C, non si tratta di poemetti isolati, come le Bucoliche, ma un poema didascalico vero e proprio in 4 libri, secondo il modello alessandrino.
Nell’estate del 29 Ottaviano, di ritorno dall’Asia, si ferma alcuni giorni ad Atella, in Campania, dove Virgilio gli legge in quattro giorni l’intera opera.
Il titolo Georgica è anche in questo caso un plurale neutro di derivazione greca: γεωργός che significa “contadino” e l’aggettivo γεωργικός “che si riferisce ai contadini, agli agricoltori”.
Contenuto e struttura del poema
Il poema è infatti dedicato all’agricoltura ed è strutturato in due diadi: la prima sulla coltivazione dei cereali e degli alberi da frutto (libro 1 e 2), la seconda sull’allevamento del bestiame e delle api (libri 3 e 4).
La struttura dell’opera è marcata dalla presenza di due proemi collocati all’inizio dei libri 1 e 3.
Le parti propriamente precettistiche si alternano a digressioni narrative o descrittive, e particolare rilievo hanno le sequenze finali dei singoli libri, in cui toni più cupi si alternano a quadri più lieti.
Dettaglio dei libri
Contenuto dei 4 libri:
- Il primo tratta del lavoro dei campi.
- Il secondo tratta dell'arboricoltura.
- Il terzo dell’allevamento.
- Il quarto è dedicato all’apicoltura dove la prima parte dell’allevamento delle api e la seconda parte parla del epillio mitologico (storia di Aristeo).
I modelli delle Georgiche
Con le Georgiche Virgilio si colloca all’interno della lunga tradizione della poesia didascalica che a partire da Esiodo e dai poemi dei filosofi presocratici (Parmenide ed Empedocle), arriva fino alle opere degli autori ellenistici (Nicandro e Arato di Soli) e prosegue a Roma con il De Rerum Natura di Lucrezio, farà un brevissimo elogio a Lucrezio.
Inoltre nella letteratura latina Virgilio poteva leggere le opere in prosa dedicate all’agricoltura: dal De Agri Cultura di Catone e il più recente De Re Rustica di Varrone.
È ovvio che Virgilio non si rivolgeva realmente ai contadini o ai proprietari terrieri, nelle Georgiche intendono proporsi come...
-
Eneide IV Virgilio
-
Le Bucoliche di Virgilio - Lezioni
-
Lingua e letteratura latina - critica di Virgilio
-
Lingua e letteratura latina - Virgilio e l' eneide