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profano e da finalità mondane; ma comunque la passione della verità e l’amore per la poesia

costringono Broch a considerare con ammirazione Virgilio, così Broch opera un geniale

paradosso:

il grande pensiero e l’immagine del’uomo superiore che l’Europa aveva trovato nell’Eneide

opera, Broch la ravvisa nel poeta stesso, nella sua anima e intelligenza, e la grandezza di Virgilio

nella volontà di distruggere l’Eneide.

poeta troverebbe conferma

Tutta la terza parte del romanzo “Terra-L’attesa” si costituisce di dialoghi tra Virgilio e

gli amici e poi con Augusto, seguiti dal congedo a tutti. L’argomento dei dialoghi p la

vita e dell’arte, ed è folta di pensieri.

concezione simbolica della

L’ultima parte “Etere-Il ritorno” è mistica ed esoterica, l’essre Virgilio in un’ascesa orfica

congiunge il suo io all’universo.

L’INTERPRETAZIONE SIMBOLISTA E STRUTTURALE

L’idea di una decifrazione metodica dei valori e dei concetti morali celati nella poesia di Virgilio

si è diffusa nel dopoguerra, ed è significativo che essa abbia preso le mosse dall’Eneide,cioè dal

poema tradizionalmente letto come glorificazione di Roma e del suo dominio. In quest’opera le

coscienze inquiete e turbate vi lessero molte delle loro convinzioni sulla storia e il male del

mondo.

Ogni lettura simbolistica in sè è metafisica e sentimentale, essa percepisce nell’effusione lirica e

nella narrazione le figure sensibili di principi assoluti della psicologia collettiva o della religione

o del’immaginazione mitica. E se non si fonda su concetti religiosi (in questo caso siamo

nell’allegoria), l’interpretazione simbolistica della poesia ha intonazione pessimistica.

l’espressione poetica racchiude in sé una conoscenza del dolore

Per la critica simbolistica degli

uomini, dei misteri dell’esistenza e del dramma della storia.

Nella critica virgiliana questa tendenza fu avviata dal saggio “Die Dichtkunst Virgilis” di Viktor

Poschl del 1950. Il libro a suo tempo andò in contro al gusto idealistico e sentimentale diffuso in

quel tempo nella critica letteraria e che Poschl applica agli studi classici. Nel 1962 fu tradotto in

America, e da allora l’interpretazione simbolistica dell’epos romano, poi anti ideologica e

pessimista, si propagò come una moda.

In Italia il testo fu ricevuto invece con diffidenza e talvolta con ostilità, non ebbe perciò una vera

circolazione; in Italia l’interesse per l’indagine simbolista è arrivato in ritardo, alla fine del

decennio 60, e s’è confuso con altri irrazionalismi francesi.

Nel mondo greco e latino l’uomo aveva una sensibilità più pronta della nostra, ricca di segni e

suggestioni, di relazioni di significato, non solo nell’esperienza religiosa ma anche negli atti

quotidiani. I processi associativi erano complessi e naturali, spontanei. Il romanzo di Broch

esprime questa attitudine mentale e psicologica degli antichi in modo efficace, infatti nel suo

romanzo tutto parla, ogni oggetto, ogni figura o gesto. Data questa indubbia attitudine degli

antichi è normale credere che Virgilio poeta antico avesse predisposto nel suo poema alcune

relazioni speciali tra elementi individuali e concetti generali, ma poi non sarebbe legittimo

ritenere che ogni elemento principale della narrazione debba per forza significare altro (idea

morale, giudizio, principio politico, ideologia).

La verità è che nell’esegesi simbolistica delle letterature antiche non ha la sua giustificazione

nella mentalità greca e romana, e non ha il suo antecedente neppure nelle idee del formalismo

classicista di Winckelmann e di Goethe, che istituiva una dipendenza simbolica tra forme

sensibili dell’arte e forma interiore della bellezza. Essa ha oriigne dalle filosofie romantiche

dell’intuizione e dall’estetismo misticheggiante che ne è derivato, per il quale l’arte è l’unica

vera figura dei misteri dell’esistenza.

Un’altra questione teorica molto controversa è quella di un’omologia tra organismo

che esiste una’affinità tra

poetico e organismo musicale, queste teorie simboliste affermano

strutture tematiche e sinfoniche e l’ordine verbale, cioè che singoli elementi del testo poetico si

richiamino anche da lontano vicendevolmente, spiegandosi anche tramite la percezione musicale.

In realtà Franco Serpa asserisce che questa relazione non esiste, infatti la forma musicale è

percepita come forma, e l’ascoltatore può relazionare le parti formalmente correlate,

ricomponendo un’unità musicale, ma non si tratta di un processo simbolico e questo è ciò che

avviene in musica, ma nella comprensione della poesia è diverso. La poesia usa il linguaggio

verbale che ha un carattere formale ben determinato, e se noi al posto di queste parole

percepiamo dati mentali e psicologici complessi, e simbolici si arriva a giudizi arbitrari, ed è

un’unità arbitraria simbolica.

Infatti l’intenzione principale della critica simbolistica in poesia è quella di ricostruire l’unità

interna del testo poetico, la coerenza delle sue parti, il libro di Polsh ha per sottotitolo Bild und

der Aneis (Immagine e simbolo nell’Eneide), e dichiara il suo intento,

Symbol in

contrapponendosi al libro di Heinze, infatti Poschl ci parla di arte in generale non di tecnica

artistica come Heinze, Poshl ci parla di poesia assoluta e di creazione poetica non di epos come

genere letterario che rimanda ad un contesto storico-culturale, ma ci parla di simbolo come

visione del mondo.

Il lavoro di Polsh si divide in 3 parti:

1) Motivi fondamentali;

2) Le figure principali;

3) Principi artistici. l’espressione simbolica in relazione ai contenuti del racconto epico

Le prime due parti trattano

(episodi, personaggi), la terza illustra i modi dell’invenzione, del linguaggio, dello stile, che

rendono possibili le relazioni simboliche.

Per Polsh il nucleo dell’immaginazione nell’Eneide è di natura politico-religiosa. Virgilio

avrebbe raffigurato la lotta e la vittoria della spiritualità razionale sulle forze ribelli e distruttive

del mondo infero. Questo sarebbe il significato del poema romano e Polsch con questo

ricostruisce una rette di corrispondenze tra natura e mondo umano, tra mito e storia, trovando nel

testo fondamenti religiosi, mitici, naturali, attualità politica e civile, significati metafisici e

principi esistenziali.

Pensieri non nuovi se non fosse per l’attenzione di Poschl all’immaginazione metafisica del

poema, specialmente all’apparizione del negativo del demoniaco e del distruttivo,

argomentazione di moda nel gusto decadente e poi in quello esistenzialista.

Nella sostanza i simboli dell’Eneide per Poschl contengono le idee fondamentali della civiltà

augustea, ma l’affettività e la sensibilità etica sono propriamente virgiliane. L’apporto di Poschl

sta nell’aver indagato aspetti che Heinze aveva trascurato, aspetti quali l’irrazionalismo

musicale della poesia) e di un certo culto della romanità e dell’etica

(simbolismo e la percezione

statale.

Anche un’altra delle attuali esigenze teorico-critiche opera nel lavoro di Poschl, ed è la

definizione della posizione del narrante. Virgilio non commenta ciò che narra, non si intromette

apertamente tra il testo ed i lettore, non manifesta quasi mai i suoi pensieri sul destino e sulla

vita, eppure quei pensieri sono nella poesia e le danno il suo epos nazionale e religioso. Ma sono

e nella loro organizzazione. L’energia della poesia

pensieri non espliciti, ma celati nei simboli

virgiliana, cioè l’emotività del poeta e la segreta tensione ideale (che Heinze avverte nella

soggettività patetica della narrazione) ha per Poschl natura ideologica più che affettiva, è cioè

una questione di principi morali che di emozioni.

Poschl rimedita anche il personaggio di Turno, riflettendo sul fatto che Virgilio si riconosce nei

ma Poschl è già abbastanza moderno per ammettere che l’ottimismo

simboli mitici-eroici, cieco di fronte alle contraddizioni e ai drammi dell’esistenza, e di

politico di Virgilio non è

fronte alle ragioni dei vinti.

Questo tema ha spinto Poschl a rimeditare Turno e il suo significato, infatti corregge la visione di

Heinze (secondo cui è un nemico di Stato, turno è egoista e ingiusto che viene punito al termine

del poema perché egli è nemico dello stato), e dice che il carattere narrativo di Turno è quello di

una figura tragica, perché egli è un nobile valoroso spinto alla rovina da forze superiori a lui. E’

prode, è un eroe secondo la codificazione del’epica. ma poi Turno tradisce se

giovane, bello,

stesso, lasciandosi trascinare dalla caotica empietà della violenza di struggitrice. Questa è una

colpa , ma per Poschl tutto ci dice che Virgilio considera Turno un povero innocente, descritto

come un nemico di Stato, incarnazione del Furor impius e tuttavia ci appare vittima di un

accecamento tragico. Virglio raffigura destini umani non concezioni politiche.

Secondo Polsch in Turno dobbiamo vedere il simbolo della forza e delle lealtà italiche, che

degnamente concorsero a creare la grandezza storica di Roma. Polsch sana il contrasto tra

compassione e spirito nazionale, tra pathos e idea, facendo del nemico italico una figura opposta

e conforme all’eroe troiano-romano

Nell’ultima parte del libro Polsh esamina i simbolismi e le forme dei processi emotivi-affettivi

vengono esplicati e con persuasiva competenza da Polsh.

Altro lavoro di Poschl è il piccolo libro, meno persuasivo, sulle Bucoliche “La poesia pastorale

del 1964. Qui Poschl cerca nelle Bucoliche le idee estetiche, la sua teoria di arte,

di Virgilio”

cerca le premesse di tutta la poesia virgiliana. Addirittura Poschl nei principi compositivi che

individua nelle Bucoliche, egli trae astrattamente i caratteri del classicismo latino e della eterna

Klassik spirituale, della natura della poesia assoluta. Egli fa l’analisi della I e della VII ecloga,

ma più che commentare le egloghe, Poschl dice il criterio con il quale egli legge la poesia, e

di una “misura” esistenziale. Perciò la novità del’arte di

configura una specie di idealizzazione

Virgilio, che Poshl si promette di studiare, resta nel vago e pur con analisi estetiche dettate da

esperienza, non si va più in là del’affermazione secondo cui nelle Bucoliche una nuova

sensibilità artistica si esprime in un nuovo stile poetico.

E’ però da riconoscere che l’autore studia una questione estetica di grande rilievo per la poesia

Virgilio, quella dell’altro lirismo del verso virgiliano, della sua musicalità. E’ un tema abusato ad

ogni lettura, spesso in giudizi impressionistici e disorganici sulle invenzioni di suono. Polsch

però più che ad una concreta analisi della musicalità virgiliana, mira ai principi assoluti, al

fondamento di una teoria della pura musicalità; richiamandosi alle tesi di Valèry secondo cui ciò

che fa della musica la più altamente lirica delle arti è l’abolizione dello spazio.

Con i lavori di Poschl si conclude il periodo di preparazione della moderna critica

virgiliana. Da allora la critica si è mossa con maggiore disinvoltura e con minori riguardi

filologici e storici. Il libro di Polsch sull’Eneide ha avuto un effetto benefico nei paesi tedeschi

ed anglo-americani soprattutto per quanto riguarda la questione dei convincimenti etico politici

del poeta e delle loro trasformazione in poesia.

Struttura e strutturalismo.

Strutturale è lo studio di un sistema, di un sistema linguistico: cioè un sistema di elementi che

comunicano secondo convenzioni simboliche (simboliche perché involontarie, pre-individuali,

nono soggettive, astratte). Nell’analisi strutturale il carattere individuale, soggettivo,

storicamente determinato è privo di importanza, perché il significato non è in sé ma si ottiene

dalla posizione del significante nell’insieme linguistico e dalla combinazione dei significati. Il

modello sociale inconscio è prioritario rispetto ad dato. Lo strutturalismo è sempre topologico e

razionale, come dicono quelli che lo praticano è relazionale entro un livello e tra livelli diversi

del linguaggio (individuale, collettivo, inconscio).

Strutturali sono le ricerche di semiologia letteraria e d antropologia letteraria, che percorre la via

dai contenuti ai loro veri significati, individuati nel’inconscio collettivo, nelle strutture

antropoloiche dell’immaginario.

Strutturale è l’esegesi che presuppone come antecedente primario dell’opera non un soggetto,

una coscienza morale, una volontà espressiva, bensì una contestualità oggettiva: e questo non

avviene ne in Poshl ne in altri che seguono la teoria simbolistica. La critica strutturale

semiologica su Virgilio è la cosiddetta scuola di Pisa, guidata, da Gianbiagio Conte e

dall’Università di Urbino settore filologico.

I due lavori di Vinzenz Buchheit su Virgilio studiano le idee del nazionalismo romano e

le forme generali della cultura nell’età cesariana- l’Eneide e le

augustea, e con esse interpretano

Georgiche, Buchheit è un severo filologo storico dell’antichità, per lui il contenuto ideale ed

etico dell’Eneide e delle Georgiche, anche se appartiene a una mentalità sociale, è il significato

del testo e non nel testo, significato che ha valore perchè ha cambiato la mentalità comune.

Un testo del 1963 di Buchheit è “Virgilio sulla missione di Roma”, in esso si individua come

concetto principale che Virgilio con il suo poema epico-nazionale ha approfondito e a un tempo

idealizzato la coscienza politica dei Romani, che nei suoi versi da storica si fa etico-religiosa. Il

piano del poema e i princìpi ideali Virgilio li ha concepiti da Nevio, o meglio da un

ripensamento del poema arcaico. L’intento di Nevio che era nazionalistico e determinato, il

confronto tra Roma e Cartagine e la vittoria finale di Roma, diventa in Virgilio il nucleo di una

rappresentazione simbolica-mitica degli eventi nei quali s vede un disegno provvidenziale. La

coscienza matura dei Romani può leggere nei segni la sua supremazia mondiale, la sua missione.

Il lavoro si divide in 3 parti indipendenti nel contenuto, ma congruenti nell’illustrazione

dell’ideologia nazionalistica augustea:

1) La lotta di Giunone contro Roma e la riappacificazione;

troiano di Roma nell’interpretazione di Virgilio;

2) Dardano romano. Il retaggio

L’antitesi Cartagine-Roma nell’Eneide.

3)

Come altri interpreti anche Buchheit attribuisce grande importanza alle forze ostili ad Enea, per

lui Giunone è un elemento ideologico e narrativo principale, anche Buccheit come Poschl

condivide il gusto per il demoniaco della critica moderna; ma Buchheit spiega con cura

l’evoluzione del personaggio di Giunone in ciò che concerne il nazionalismo.

La prima parte contiene due excursus dottissimi storico-letterari. Complessivamente Buchheit

osserva che nelle somiglianze e nelle coincidenze tipiche dell’Eneide vi è una tecnica narrativa

che genera attese, e anche un’esaltazione delle idee politiche. Dunque egli stabilisce una

relazione tra immagine e convinzione cosciente di natura causale e storica, cioè la poesia è una

metafora consapevole di una fede sottostante, riferibile al contesto culturale. L’intrinseca

razionalità del poema sta nella sua dipendenza dall’istituzione statale.

che Virgilio insistendo sull’origine italica del progenitore

Nella seconda parte Buchheit spiega

dei Troiani Dardano, vuole consolidare col mito la coscienza nazionale, facendo sembrare il

viaggio di Enea non un esilio ma un ritorno a casa, e raccontando che la storia dei romani

comincia in Italia e non a Troia.

saggio di Buchheit del 1972 è “I diritti del poeta delle Georgiche di Virgilio. Genio

Altro

poetico e via di salvezza”, che continua l’esegesi ideologica positiva. Questo lavoro indica come

coscienza della superiore libertà spirituale dell’arte,

nucleo concettuale delle Georgiche la

mentre nell’Eneide egli individuava un etica oggettiva derivante dallo stato augusteo.

Il libro è una riconsiderazione della questione de rapporti tra poesia e politica in tutta l’opera di

Egli studia l’evoluzione dei concetti di spirito e di attività spirituale nella società

Virgilio.

romana fino all’età augustea.

Con Virgilio e gli intellettuali di quell’età a Roma si attua un equilibrio tra i criteri ellenici della

cultura (autonomia intellettuale è un valore consolidato) e lo spirito romano della disciplina e

dell’empiria. Nel processo di maturazione spirituale della società romana Virgilio ha una

funzione importante per la sua precocità delle sue idee.

L’Americano Brook Otis con i suoi scritti ha avuto il merito di unire i metodi diversi

della grande critica virgiliana: la stilistica di Heinze, la spiritualità di Klinger, la simbologia di

Poschl, e di ripensarli con moderna competenza analitica e spesso con originalità.

celebre lavoro è del 1963 “Virgilio. Studio sulla poesia colta” l’analisi è condotta con

Il suo

grande eclettismo che determina anche il successo dell’opera. Da questo testo emerge il termine

corrente di “stile soggettivo” e “empathy” quest’ultimo non creato da Otis ma da lui reso celebre.

Lo scopo di Otis non è di recuperare il proposito originale di Virgilio, quanto riconoscere la vera

struttura del poema, senza l’uso di analogie e teorie troppo ricercate. Le questioni principali

trattate da Otis sono:

caratteri l’arte di Virgilio è nuova nel mondo antico, e originale nelle invenzioni

- per quali

nello stile nelle idee;

- i simboli in ci prende forma la concezione di vita di Virgilio;

- le energie artistiche unificanti;

l’assetto costruttivo delle tre opere;

- e tecnica dei personaggi dell’Eneide.

- psicologia

Per Otis tutta la poesia di Virgilio è poesia augustea, e nella profonda sensibilità spirituale e le

tendenze civili del tempo sono il principio di coerenza delle 3 opere. Secondo Otis, Virgilio

avrebbe visto negli eventi storici della sua epoca, la manifestazione e la conferma storica di una

legge eterna della morte e della resurrezione. Tutta l’arte di Virgilio è espressione di un adeguato

giudizio sulla realtà e perciò è arte moderna. La modernità dei contenuti è correlata alla volontà

e la capacità di comprendere i tempi. Per Otis tutta la poesia di Virgilio tende all’Eneide

attraverso un progressivo chiarimento dei principi estetici e ideologici.

Riassumendo il proposito di Otis è di comprendere con quali mezzi Virgilio abbia rinnovato e

superato il grande passato eroico e barbarico (Omero) in una poesia civile e nella configurazione

di un nuovo assetto storico, proteso verso il futuro.

Otis opera un analisi dei sistemi costruttivi ma non tende al formalismo astratto, il suo interesse

critico sta nel provare la maturità artistica e morale del poeta.

Otis dice che Virgilio non ebbe modelli per il suo lavoro, Omero era un antecedente letterario

potente ed ineliminabile, tuttavia i caratteri omerici nel poema non erano più adoperabili, perché

la modernità di alcuni autori aveva danneggiato la coerenza e la continuità che sono connotati

essenziali della dignità epica.

Gli autori epici precedenti a Virgilio erano oggettivi nella narrazione e tentavano di ottenere

di verisimiglianza; Virgilio era soggettivo e trasferì nella narrazione il colore delle

un’ombra

proprie intenzioni, giungendo ad una continuità narrativa nuova. Quindi l’Eneide p in stile

soggettivo, ed è essenzialmente opera romana e non greca quindi non ci sono dei veri e propri

precedenti letterari, Virgilio augustizza Omero, adatta Omero a un’ideologia non omerica,

passando da una narrazione oggettiva ad una soggettiva e simbolica. all’affettività del poeta

Otis spiega anche il concetto di stile soggettivo virgiliano, che rimanda

nel racconto. Due aspetti di questo stile personale sono la Sympathy, che è “partecipazione” e

l’Empathy, che è “immedesimazione”. Per la sympathy , ch è l’intervento esplicito, il poeta

partecipa all’azione con il suo punto di vista e parla ai personaggi e si rivolge perfino al lettore,

L’empathy è l’identificazione del narratore con il suo personaggio e designa la narrazione

emotivamente svolta dal punto di vista del personaggio. Insomma l’intervento del poeta nella

vicenda e la compenetrazione tra narrante e personaggio narrato costruiscono insieme lo stile

soggettivo.

Otis quindi ritiene che Virgilio non cominciò con Omero, ma con il suo proprio complesso di

simboli augustei, e con il suo stile soggettivo, non tanto copiò Omero, quanto adattò motivi

omerici in uno schema radicalmente non omerico che egli aveva elaborato senza riferirsi ne a

Omero ne al genere epico. Nella genesi dell’Eneide, Omero è arrivato ultimo di Otis.

L’Eneide sarebbe una vicenda mitico-leggendaria il cui significato essenziale è da cercare nella

realtà storica dei tempi di Virgilio e nella sua filosofia della vita, il pius eneas è l’uomo ideale e

l’eroe della virgiliana ideologia augustea. Enea è un’incarnazione astratta del dovere, un

avviene un’evoluzione interiore nel corso del poema.

funzionario, e in lui

LA SCUOLA DI HARVARD

In alcune università americane si è affermata da tempo un’interpretazione originale di Virgilio,

di carattere esistenziale e attualizzante, indipendente dalle tradizioni esegetiche europee, anche

se risente di suggestioni irrazionali e romantiche europee. A questo proposito si parla di scuola di

Harvard perché gli studiosi che seguono questa interpretazione hanno avuto rapporti con questa

università del Massachussets.

l’attitudine di questi intellettuali è quella liberale, democratica pacifista, tipica della

In generale

cultura americana degli anni 60, m è una posizione morale energica, che cerca i suoi fondamenti

nella tradizione spirituale dell’Occidente, e l’interesse verso il testo classico è soprattutto verso i

sentimenti umanitari ed esistenziali di Virgilio, che l’ideologia augustea e le invenzioni mitico-

storiche nasconderebbero o che possono comunicare solo per simboli.

La lettura dei critici americani fa delle Georgiche, bucoliche ed Eneide la prima espressione nella

letteratura occidentale della mentalità antiautoritaria e utopistica. Questa esegesi pur trovandosi

in concomitanza con gli anni 60, non deriva dalle ondate di idealismo politico di quegli anni,

perché si manifesta già molto prima; piuttosto si può dire che questi fermenti di nuova lettura di

Virgilio trovino eco nella mentalità pacifista e antibellica di fine sessanta.

Invece, è evidente che il criterio simbolico di V. Poschl abbiano avuto grande influenza sugli

studi dei latinisti americani. Il metodo è quello dei veri sentimenti di Virgilio, la sua etica

personale, i principi ideali sarebbero nascosti nelle parole e nelle immagini. Ma gli esegeti

americani vanno oltre Polsch e Buchheit, e ribaltano le loro conclusioni, in relazione al

significato storico-politico delle opere di Virgilio.

Per gli americani in Virgilio vi è un dualismo tra un’apparenza che è il tono romano e augusteo,

e una sostanza, che sarebbe la coscienza, più profonda, più vera del dolore umano. Il sacrificio di

spiriti e di vite che il progresso civile e politico esige non troverebbe mai, nel profondo

dell’animo di Virgilio una giustificazione e i suoi poemi sarebbero non opere della speranza ma

assoluto, non ripensamenti della storia ma accuse: “Fallimento” è questo uno dei

del dubbio

termini, dei concetti fondamentali della critica. Non un fallimento artistico, ma una sconfitta

ideologica personale, dell’intelligenza e della pietà di fronte alla forza politica, dell’individuo di

fronte alla storia, i poemi soprattutto l’Eneide sarebbero la prova dell’incapacità di Virgilio di

giustificare i soprusi di cui si è fatto portavoce.

Oltre al pessimismo di Broch e ai principi individualistici dell’esistenzialismo europeo, in

America ha avuto sicuramente efficacia il celebre studio di storia romana di impianto

antiautoritario e liberale “The Roman Revolution” di R. Syme, il sui prestigio fu enorme

dall’anno di uscita 1939. Dal testo emerge un Augusto Ottaviano crudele, un monarca

calcolatore e spietato, che indusse afa allontanare Virgilio da lui e dal suo mondo storico,

contrapponendo queste due figure.

Dunque l’esegesi americana si serve dell’analisi simbolica con scopi e risultati opposti a quelli di

nell’Eneide l’accettazione dell’ordine augusteo sarebbe una finzione del poeta insidiata

Polsch:

da segni e indizi del tutto opposti e una pessimistica rassegnazione dell’uomo Virgilio. Il più

eloquente dei segni di questo contrasto ideologico è nella figura di Turno, ma anche Enea, e

Giunone, quest’ultima vista come demone infero e irrazionale.

Il più rigoroso critico d’oltre Oceano è Michael Putnam, centrale nella scuola di Harvard.

prima di lui si possono considerare importanti di lavori di Robert Brooks del 1953, ove si ritiene

che Enea non riesca mai a comprendere l’ordine divino di cui è portatore, letterale e simbolico, e


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flaviael

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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Lingua e letteratura latina su Virgilio per l'esame della professoressa Maria Teresa Scotti, con analisi dei seguenti argomenti: il punto su Virgilio, la critica di autori come Richard Heinze, la raccolta sulle opere di Virgilio fatta da Friedrich Klingner, la critica sull'autore latino da parte della cultura neoumanistica.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in lettere classiche
SSD:
A.A.: 2010-2011

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher flaviael di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Lingua e letteratura latina e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Scotti Maria Teresa.

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