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Il punto su Virgilio

Premessa

Fare il punto su Virgilio significa occuparsi dell’attualità critica di Virgilio, e compiere progressi nella conoscenza del testo virgiliano e dei suoi valori, nelle questioni dei rapporti con i modelli greci, nelle contraddizioni ideologiche del testo, o nel pessimismo esistenziale come fondamento della pietas. Il libro di Heinze ha rinnovato gli studi su Virgilio. Un poeta antico è fuori dal nostro mondo mentale e psicologico anche se egli e la sua poesia hanno contribuito, e in maniera determinante, a formarlo.

Il Novecento e la riscoperta di Virgilio

L’800 ad eccezione della Francia fu un secolo antivirgiliano, mentre nel '900 la bibliografia virgiliana diviene sterminata, e Virgilio in particolare nel secondo dopoguerra diviene il più studiato tra i poeti antichi, anche nel confronto con gli scrittori della modernità. La ragione di questo successo nella reinterpretazione di Virgilio, sta nel rapporto tra il poeta e l’idea cristiana della vita e inoltre l’altissima responsabilità etica e formale delle sue opere che tende a farsi ripensamento dei valori della civiltà europea, critica del potere e addirittura teoria generale dell’arte. Virgilio quindi è considerato tipico della società romana antica, ma anche vicino ai principi di umanesimo cristiano e di arte classica.

Per molti secoli la cultura occidentale ha avuto i suoi fondamenti di morale e di arte in Virgilio e antistorica e cristianizzata, oggi invece nel tema dell’arte e della morale il bisogno di certezze ha oscurato del tutto l’autorità dell’umanesimo classicista e romano augusteo e anche della sensibilità cristiana: ma l’autorità classicista e gli affetti cristiani sono entrati nel testo virgiliano durante la tradizione medievale, umanistica e classicista e possono perfino condizionare il nostro intendimento della poesia e la nostra interpretazione concettuale e lessicale.

Questa è la ragione per cui la critica virgiliana non tanto facilmente può liberarsi del problema dell’universalità di Virgilio, perché ciò che egli ha passato ad altri autori successivi che lo hanno letto, consiste in idee esistenziali, in giudizi morali, immaginazioni narrative rendendolo modernamente adeguato l’antico. Tutto questo ci consente di considerare con nuovi mezzi l’interesse speciale della critica letteraria moderna per Virgilio, interesse che sorge dal carattere formale della poesia colta, dall’indole affettiva e dal lirismo di Virgilio che ha innovato dal profondo i modi tradizionali della narrazione coinvolgendo il lettore nei fatti e nei dubbi morali.

La critica moderna scopre in Virgilio una nuova universalità, una totalità letteraria, nel tentativo di unione dei generi letterari, dal poemetto realistico e psicologico di tipo alessandrino, dell’epos patetico, alla narrazione dramma passionale, della lirica, della storiografia coloristica, lirica di alta dignità e di forte senso morale e nazionale. Solo così comprendiamo come Virgilio sia stato la guida di grandi poeti moralisti della cultura occidentale, ma anche il primo dei poeti sentimentali, egli è stato il primo a descrivere un uomo incerto, impolitico, malinconico che sta perdendo il senso della totalità.

La tecnica epica di Virgilio di Richard Heinze

Questo saggio di critica letteraria, è un manuale per l’interpretazione dell’Eneide, e propone una lettura analitica e filologica. Il testo si divide in due parti, la prima espositiva e l’altra sistematica ma entrambe hanno lo scopo di definire i caratteri propri dello stile dell’Eneide in confronto con gli antecedenti greci teatrali ed epici, e ponendo in luce le peculiarità psicologiche e sentimentali nuove di Virgilio. Il libro esamina la tecnica, e da essa parte per confronti e deduzioni, senza dare perentori giudizi estetici.

  • Nella prima parte, quella espositiva ed analitica, Heinze considera il poema libro per libro, quando arriva alla seconda parte del poema l’esposizione da analitica si fa sistematica e tipologica, perché il contenuto del poema si concentra sulla guerra, ed è un contenuto sentito da Virgilio come nobilitato di tono rispetto alle vicende precedenti.
  • Questa seconda parte del poema è ispirata al modello dell’Iliade e alle tradizioni storico-leggendari nazionali che la documentano.
  • In questa prima parte del saggio di Heinze, egli dimostra la capacità di Virgilio di selezionare e ridurre gli argomenti mitici e letterari in vista di una solida coerenza narrativa e costruttiva per l’affermazione dei valori etici romani.
  • Heinze dichiara che Virgilio è rispettoso del materiale documentario raccolto, e interviene su di esso solo per porne in luce o inventarne le motivazioni, tentando di dare al racconto continuità e credibilità agli occhi del lettore evoluto.
  • Gli interventi di Virgilio su questo materiale di base sono circoscritti e prudenti, Virgilio mira soprattutto all’unità del poema, all’omogeneità interna della materia narrata e la coerenza dell’interesse.
  • Per Heinze l’Eneide è la prima opera della letteratura antica ad avere caratteri moderni, anche se egli non afferma esplicitamente, tende ad indicare le differenze con l’epos omerico e i punti di congiunzione con i caratteri degli attuali romanzi.
  • Il poema romano, sentimentale, nasce dalla fatica del poeta verso la conoscenza, dal doloroso pensiero della responsabilità, dall’enigma della morte.
  • L’originalità di Virgilio sta nel tono emotivo e patetico che viene riflesso nel lettore tramite lo specchio dei personaggi, con un’emozione adeguata e lirica, che non tradisce mai la dignità necessaria all’epos.
  • Negli atteggiamenti interiori dei personaggi vi è sempre un tono dignitoso e virile sofferenza, come ad esempio nell’episodio della morte di Polite e Priamo nel II libro, oppure nel IV libro dove troviamo Didone, quest’ultimo libro è ispirato dal dramma attico, in particolare quello di Euripide, ove però l’equilibrio tra esempi poetici teatrali alti, sentimentali ellenistici e lo stile severo giunge ad un risultato complesso e ammirevole.
  • Anche nel V libro, quello dei giochi funebri per Anchise, vi sono tutti i principi estetici propri di Virgilio, cioè l’unità del racconto, la consequenzialità sentimentale nella varietà dei fatti, l’ordinamento della materia secondo tensioni e progressioni dell’interesse, l’evidenza drammatica.
  • Gli ultimi sei libri dell’Eneide sono analizzati da Heinze con carattere sistematico, egli asserisce che Virgilio ha rispettato il materiale per quello che gli era possibile, rispetta le leggende preistoriche italiche e laziali, selezionarle e disponendoli secondo il principio dell’unità continuità, nell’azione dei tempi, della concentrazione della tensione narrativa.
  • È naturale che il modello primo e quasi unico per i libri guerreschi sia stato Omero, ma la rappresentazione degli scontri e dei duelli dipende da Omero, il carattere è comunque virgiliano, infatti Virgilio pone in luce l’individualità dei vari personaggi duellanti e cerca la ragione delle loro azioni e reazioni, così facendo il poeta riesce a raggiungere una varietà in episodi che potrebbero scadere nella monotonia.
  • Virgilio dà forma ad una sensibilità del tutto nuova nella letteratura, dà forma ad una nuova coscienza della comunicazione colta, delle attese, degli interessi, dei gusti dell’uomo urbano che vuole confrontare.
  • La seconda parte del saggio di Heinze, è quella veramente innovativa nello studio dell’Eneide, i materiali della prima parte d’analisi sono riordinati seguendo categorie generali, secondo il metodo della creazione poetica, l’invenzione, le maniere della rappresentazione, la composizione e gli obiettivi.
  • Heinze analizza la tecnica di Virgilio con rigore filologico. Heinze fa notare in primo luogo che Virgilio era poeta di una viviltà delle tradizioni e dell’imitazione, e nonostante questo Virgilio instaura un rapporto dinamico tra l’individuazione invenzione e ciò che è stato tramandato.
  • Virgilio come tutti poeti epici si ritiene un interprete della saga eroica, nella quale però egli ammette una forte energia patetica, fatta di sentimento personale e di sentimento etico-religioso nazionale. Nell’invenzione dei caratteri dei personaggi Virgilio segue la poesia seria ellenistica, evitando le individualità e mirando al tipico.
  • Ciò che è chiaro è che in Enea abbiamo un eroe stoico, un romano esemplare, sottomesso al destino e padrone delle passioni. L’idea stoica del sapiente si trova in questo eroe, e oscilla tra immutabilità del personaggio tipico ed evoluzione interiore.
  • Quanto agli altri personaggi, Virgilio tende sempre a dare la motivazione delle azioni, interiore o divina, e questa attenzione ai moti dell’anima ha l’inconfondibile indole affettiva e passione di Virgilio, che come già detto non offende la superiore norma dell’epos, il continuo progresso dell’azione.
  • Anche nell’elemento religioso l’immaginazione di Virgilio si attiene al principio dell’elevatezza e della gravità, per cui le idee stoiche, ben dissimulate, arricchiscono i valori, le leggende tradizionali e gli usi culturali romani: Giove sembra essere la personificazione del dio stoico, al cui volontà si identifica in tutto col futuro predestinato.
  • Tre elementi caratterizzano il modo di rappresentare nell’epos di Virgilio: l’economia dei personaggi, la concentrazione degli eventi nel tempo, la riduzione del già noto minimo.
  • La tendenza alla parsimonia dei mezzi e al condensamento mira a tenere viva l’attenzione del lettore romano (diverso dall’ascoltatore dell’età omerica appassionato a sentir ripetere argomenti conosciuti) ma anche a porre in risalto la natura sentimentale della narrazione.
  • Più che dirci cosa fanno i personaggi, Virgilio ci dice ciò che essi vogliono e sentono e questo coinvolge la partecipazione patetica dell’ascoltatore. Virgilio comunque rispetta la norma dell’epos dell’oggettività e della dignità, davanti ai fati rimane osservatore, rimane coerente nei toni, e restringe all’indispensabile le descrizioni e i discorsi.
  • Heinze dopo aver analizzato i mezzi espressivi di Virgilio si concentra sulla composizione e sull’obiettivo dell’opera.
  • Nella composizione dell’Eneide Virgilio si è attenuto con massima coerenza alla legge superiore dell’unità. In ciò si vede l’aderenza del poeta alla teoria aristotelica, infatti l’unità dell’Eneide non è solo conformità di contenuti, ma anche aristotelicamente, unità dell’azione e cioè principio interno della narrazione, nella quale ogni elemento è concepito come inscritto nella salda funzionalità del tutto.
  • Concorrono a questa unità vari elementi come la linearità interna delle singole parti ricomposta nella maggiore coerenza del tutto, l’unità del personaggio, e i princìpi della semplificazione materiale, della concisione della tensione della perspicuità del racconto.
  • Per quanto concerne gli obbiettivi, Virgilio si è proposto di suscitare nel lettore impressione (ékplexis) e partecipazione emotiva (pathos), certo per suggestione delle teorie estetiche di Aristotele sugli effetti della tragedia e di idee post aristoteliche e ellenistiche. Ma più che un sentimentalismo alessandrino di tipo dispersivo, Virgilio intende elevare psicologicamente il lettore, in una posizione di vicinanza con la scuola stoica peripatetica.
  • Altro obiettivo è quello politico-morale o meglio nazionale, ma Virgilio non è il portavoce di Augusto così come l’Eneide non è un’opera nazionalistica, la natura dell’opera più che politica è etica, e Virgilio spera che il lettore tragga un’idea elevata e severa dell’azione umana e della vita in generale, un’idea in cui si congiungevano il principio etico-artistico greco del sublime ed il concetto della virtus civile romana: Virgilio spera che dall’esperienza della passione e del dolore virilmente vissuta egli ottenesse il valore della dignità formale e dell’altezza morale.

I meriti dell’opera di Heinze stanno nel rigore analitico, nella chiarezza del metodo, e dei metodi concettuali, la novità della sua visione critica sono nel sottolineare il carattere soggettivo e patetico dell’epos virgiliano, la responsabilità del significato è affidata al mondo interiore. Heinze tralascia alcune questioni, intorno a Virgilio, ma comunque apre le porte ad una nuova strada di lettura che avrà forte eco negli studi successivi:

  • “L’evoluzione dell’arte di Virgilio” che è - 1927, Prescott in America pubblica un’esposizione divulgativa delle teorie di Heinze. I due studiosi si differenziano solo per un punto, Prescott ritiene che il fondo dell’Eneide sia uno spirito nazionalista, l’entusiastica concezione di Roma, che doveva trovare attuazione nell’Eneide.
  • 1963 Joseph Worstbrock pubblica “Elementi di una poetica dell’Eneide” testo ancora più tecnico di quello di Heinze. Lo studioso lavora con due criteri di analisi antichi (rinascimentali e illuministi), quello della dispositio, cioè la norma della ripartizione equilibrata e persuasiva del contenuto, e della elocutio, cioè la competenza dell’espressione, l’uso consapevole e adeguato delle figura retoriche e dei caratteri stilistici.

La ricerca matematico formale

L’opera poetica di Virgilio è caratterizzata da una forma equilibrata e un progetto compositivo stabile. L’organismo delle opere e i suoi principi costruttivi sono stati a lungo studiati, e accanto alle interpretazioni di tipo simbolico e immaginifico troviamo le analisi di tipo numerico, le misurazioni della poesia, che tentano di dimostrare l’essenza raziocinante della poesia trovando un principio chiave di tipo matematico. In molte di questo tipo di ricerche vi è uno stimolo originale alla conoscenza di Virgilio, ma molti concetti sono astratti e fuorvianti.

In area francese, propensa all’esoterismo troviamo studiosi come Guy Le Grelle, ma soprattutto George Duckworth:

  • Nel 1960 pubblica un articolo in una rivista americana, esponendo la sua tesi fondamentale, cioè che l’Eneide sarebbe governata da un’aurea proporzione che aveva già ossessionato La Grelle per le Georgiche. Al fine di accordare tutto il testo a questa sezione aurea, Duckworth però è costretto a fare non poche aggiustature e approssimazioni per sostenere la sua filologia numerica.
  • Thomas Halter, nel 1963 pubblica in altro saggio su questa scia di lettura e trova nell’Eneide il canone compositivo del numero 7, desunto da alcuni procedimenti di architettura letteraria di Catullo, giungendo ad un formalismo esoterico presente nell’opera virgiliana.

Neoumanesimo e spiritualismo

Theodor Haecker nel 1931 pubblica “Virgilio padre dell’Occidente” opera che ebbe una fama enorme. Haecker fu uomo di fede salda e austera e di grande coerenza in anni assai difficili, il libro che propone è però deludente oggi, già allora Walter Benjamin fu ostile a questo testo che però ebbe grande successo. Il testo di Haecker delude perché propone la posizione di un teologico umanesimo universale, perché Virgilio appare nel testo un appiglio alla requisitoria contro il secolo e le sue attuazioni sociali, contro il materialismo metropolitano e democratico, contro la civiltà tecnica. Il libro propone una nuova teodicea, e volge l’analisi in una sfera estranea alla...

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/04 Lingua e letteratura latina

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher flaviael di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Lingua e letteratura latina e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Scotti Maria Teresa.
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