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Filmografia di Vincente Minnelli

Ricordo e immaginazione

Il ricordo è centrale dalla fine dell'Ottocento con Bergson e Proust. Il discorso sull'importanza dell'arte è in sintesi, che l'arte permette di scoprire le esperienze altrui, è l'unico mezzo che ci permette di conoscere l'esperienza degli altri in modo approfondito. Si basa soprattutto sulla memoria involontaria (quella della madleine), quella che ci siamo scordati.

A partire da un'esperienza sensoriale, improvvisamente riaffiora alla mente di Proust quello che non aveva ricordato pur scavando a fondo, e prova quindi una gioia immensa. Quei mondi perduti, ricordati e sognati (ricordo e immaginazione) sono gli elementi centrali del cinema classico.

Proust e il cinema

Proust ha però un profondo disprezzo per il cinema; proprio perché lo vede come una mera riproduzione meccanica della realtà, che non permette di riprodurre quei suoni, profumi, colori del reale. Secondo invece Bazin il cinema è l'unico modo per eternizzarsi. Il cinema è come un sogno condiviso. Il film è simile a un sogno in quanto fantasticheria, però tutti possono vederlo. "Cinema, fabbrica di sogni".

Contrapposizione verosimile-meraviglioso

La contrapposizione verosimile-meraviglioso si trova tra cinema realista (Lumière) e cinema meraviglioso (Méliès). Il cinema permette la visualizzazione di passato e il futuro come la mente umana lo organizza, cosa che il teatro ad esempio non permette. Pasolini: "il cinema è fisicità onirica, la realtà è cinema in natura".

Il cinema nasce in bianco e nero, perciò il colore è inizialmente (dal 1939) un allontanamento ulteriore dalla realtà. Non a caso, certi generi nei primi film a colori, sono qualcosa che appositamente si allontana dal reale. Il colore secondo Stanley Cavel è qualcosa di onirico, di ulteriormente allontanante.

Realtà vs finzione

Un'altra cosa che appartiene a Proust è la concezione dell'amore, che vede come costruzione del tutto soggettiva dell'oggetto d'amore. L'amore gioca su un immaginario che appartiene solo al soggetto che ama, e in quanto tale è destinato alla rovina, perché necessariamente sarà diverso dalla realtà. Anche Roland Barthes sostiene la stessa tesi (erano entrambi gay).

Tematiche centrali in Minnelli

Tutti questi punti chiave sono discorsi centrali in Minnelli. L'amore, nel suo cinema, equivale al sogno e all'arte; e il cinema ne è il trionfo. Ma il melodramma è per lui negativo, è lo scontro tra realtà e sogno, mentre nel musical, che è un sogno vero e proprio, tutto si realizza.

Il mago di Oz e Minnelli

Il mago di Oz ha un ruolo centrale nella formazione di Minnelli. Il mago è un ciarlatano, un imbroglione che però fa si che in qualche modo, ogni protagonista trovi in sé quello che cercava. Minnelli sarà un grandissimo colorista; i colori sono fondamentali nel suo cinema.

Origini e carriera di Vincente Minnelli

Vincente Minnelli, vero nome Lester Anthony Minnelli (Chicago, 28 Febbraio 1903, Beverly Hills, 25 luglio 1986) è stato un regista statunitense. Minnelli è noto per essere stato il secondo marito di Judy Garland e padre di Liza Minnelli, nata dal matrimonio tra il regista e la stessa Garland.

Vincente Minnelli era di origini italiane da parte del padre (i bisnonni paterni si trasferirono in USA dalla Sicilia) e franco-canadese da parte della madre, fu figlio d'arte. Suo padre dirigeva il Minnelli Brothers' Tent Theatre e il giovane Vincente entrò nel mondo dello spettacolo già all'età di tre anni.

Il suo talento nel disegno lo spinse ad iniziare la carriera di disegnatore di costumi e decoratore, ma non disdegna regia come assistente. Venne nominato direttore del Radio City Music Hall di New York e debuttò a Broadway lavorando sullo spettacolo Ziegfeld Follies.

Ingresso alla Metro Goldwyn Meyer

All'inizio degli anni '40, Arthur Freed gli propose di unirsi alla Metro Goldwyn Meyer. Specializzato in musical sfarzosi ed eleganti, in cui la narrazione e i numeri musicali si fondono perfettamente, Minnelli realizzò pellicole del calibro di Incontriamoci a Saint Louis (Meet Me in St. Louis, 1944), Il pirata (The Pirate, 1948), entrambe con Judy Garland, Un americano a Parigi (An American in Paris, 1951), con Gene Kelly, e Spettacolo di varietà (The Band Wagon, 1953).

Quest'ultimo è considerato il suo capolavoro, nonché il suo testamento artistico: egli vi descrive le sue memorie sul tema dello spettacolo hollywoodiano e sulla vita delle star.

Stile e influenze

Minnelli trovò vecchie e statiche le scenografie hollywoodiane dell'epoca e iniziò a ispirarsi alle atmosfere degli artisti e alle correnti che lo avevano influenzato come il Fauvismo, l'Impressionismo e il Surrealismo. I film di Minnelli sono ricchi di colori e la sua abilità nel fondere i diversi stili lo resero celebre.

Mise in scena numerose commedie musicali, celebri per le scenografie surrealiste e per le scene di balletto o di canzoni che si integravano perfettamente con la scenografia.

Vita personale

Vincente Minnelli si sposò tre volte e tra i matrimoni va ricordato quello con Judy Garland durato sei anni (dal 1945 al 1951), da cui ebbe la figlia Liza Minnelli. Un Americano a Parigi (1951), Spettacolo di Varietà (1953) e Gigi (1958) vinsero l'Oscar come migliore film e come miglior regia per Gigi.

Analisi del film "Meet Me in St. Louis" (1944)

Rappresenta il sogno, l'immaginario della popolazione americana di allora. Si ricollega direttamente al Mago di Oz, in quanto il perno centrale del film è che "There is no place like home - non c'è un posto come casa propria".

Il produttore della MGM, Arthur Freed, era responsabile del settore musical, e si stava attorniando di grandi talenti. Tutto lo Studio System in questo film fa perfettamente funzionare il tutto. La MGM, per la sola ricostruzione in studio della città di Saint Louis spese 200.000 dollari.

Oltre al successo della prova di Judy Garland, particolare risalto ebbe la presenza nel film della piccola Margaret O'Brien alla quale venne consegnato un Oscar particolare. Nel film debutta anche la giovane promessa del cinema musicale, Lucille Bremer, che successivamente lavorerà con Fred Astaire.

Senso di nostalgia

C'è un senso di nostalgia che pervade tutto il film. Le 4 stagioni sono annunciate da cartoline postali dell'epoca. Tootie (Margaret O'Brien) è un personaggio fondamentale per la regia. Per farla piangere sulla scena Minnelli le fece credere che il suo cagnolino era morto.

Sequenze significative

Sequenze: il ballo iniziale delle due sorelle, e il ballo coreografato degli adulti, fino allo spegnimento delle luci della casa con Esther e John, che finisce quando lui se ne va. Sequenza d'apertura sul tram: le canzoni vennero tutte incise prima, e furono sostanzialmente scritte per la Garland dalla magnifica voce.

Judy Garland viene vestita con un abito nero che la isola completamente dalle altre ragazze, dagli altri membri dell'inquadratura. Sequenza di Halloween: rispetto al film, è tutta in contro campo, è una scena inquietante per gli aspetti.

C'è una carrellata in avanti della macchina da presa quando Tootie va ad insultare il signor B., che ci dà il senso della sua paura. Sembra addirittura che venga compiuta una violenza sulla bimba Tootie, finché il tranello non viene svelato. Non succede nulla di drammatico nel film, ma c'è un'aria diversa, soffusa, che viene poi svelata nell'annuncio del padre avvocato.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/06 Cinema, fotografia e televisione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Salamotta di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia e critica del cinema e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Parma o del prof Campari Roberto.
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