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Tesina di storia dell'arte contemporanea su Vincent Van Gogh Appunti scolastici Premium

Tesina di storia dell'arte contemporanea su Vincent Van Gogh, coinvolge la corrente artistica di cui fece parte,il postimpressionismo, la sua biografia, analisi delle opere legate alle sue fasi di vita elaborata dal publisher sulla base di appunti personali e frequenza delle lezioni della professoressa Galiano. Scarica il file con le esercitazioni in formato PDF!

Esame di Storia dell'arte contemporanea dal corso del docente Prof. A. Galiano

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ESTRATTO DOCUMENTO

I mangiatori di patate (1885)

Questo quadro, dipinto nel 1885,

rappresenta il punto di arrivo

della prima fase pittorica di

Van Gogh.

È il periodo che coincide con la

sua vocazione religiosa. Sono

molto evidenti le influenze della

pittura fiamminga del Seicento,

sia per la scelta di rappresentare

la scena in un interno, sia per la

luce debole che illumina solo

parzialmente la stanza e il

gruppo di persone sedute intorno

al tavolo.

Una scena molto ricca di dettagli.

L'azione si svolge in un ambiente angusto, misero e disadorno, dove nella

penombra si intravvedono appena pochi semplici oggetti d'uso comune; in questa

casa un gruppo di contadini sta consumando un misero pasto a base di patate.

Sono cinque persone con pose ed espressioni serie e composte che

esprimono una dignità che li riscatta dalla condizione di miseria in cui

vivono, poiché stanno consumando i cibi che essi stessi hanno ottenuto

coltivando la terra.

La serietà con cui stanno consumando il pasto dà una nota quasi religiosa

alla scena.

È un rito, che essi stanno svolgendo, che attinge ai più profondi valori

umani.

I valori del lavoro, della famiglia, delle cose semplici ma vere.

Nel quadro predominano i colori scuri e brunastri, con pennellate gialle e

bianco-azzurrine al fine di rappresentare i riflessi della poca luce che rende

possibile la visione.

Da notare l’alone biancastro che avvolge la figura della ragazzina di spalle

e che crea un suggestivo effetto di controluce.

Le mani dei personaggi sono grandi e sgraziate, gli sguardi inquieti, i volti

irregolari, colti di scorcio, resi con pennellate mosse e tratti tormentati

animati da un marcato gioco chiaroscurale che accende l'espressività delle

fisionomie di un tocco quasi grottesco.

Autoritratto (1887)

Van Gogh, durante la sua vita, dipinse molti autoritratti: tra il 1886 e il 1889

rappresentò se stesso ben 37 volte.

In tutte queste opere, lo sguardo del pittore è

raramente diretto verso l‘ osservatore,

anche quando lo sguardo è fisso,

sembra guardare altrove.

Per Van Gogh l'autoritratto appare quasi

come una necessità, l'unico mezzo per uscire

da una solitudine esistenziale senza scampo,

rispecchiandosi in sé per cercare da fuori le

ragioni della propria sofferenza:

l'autoritratto è la messa in scena del suo dramma

umano, il tentativo di un'autoanalisi attraverso

tratteggi, forme, volumi, colori, il tentativo di giungere

alla sintesi perfetta tra raffigurazione fisica e sentimento

interiore, tra ciò che lo spettatore vede e ciò che l'artista sente.

Van Gogh dipinge tanto spesso se stesso perché considera la sua

persona non laterale, ma centrale rispetto alla propria pittura.

Perciò ogni passo della sua evoluzione artistica è sottolineato da

almeno un autoritratto. Si nota con grande risalto l'influenza del

Pointillisme.

Il colore, steso a pennellate distinte in piccole aree vicine una

all'altra, in una profusione di cromatismi vivaci e contrastanti,

audacemente accostati, conferisce allo spazio attorno all'immagine

dinamismo e vitalità, segni di un interiore stato psichico, mentre la

figura, costruita con tratti decisi e forti, con inserti di colore puro, è

l'immagine vibrante di energia di un animo percorso dalle passioni

ed in continuo conflitto con se stesso.

La camera da letto di Arles (1888)

Rappresenta la camera da letto della casa Gialla con cui poi andrà a

vivere con Gauguin. Il suo intento era di voler rappresentare la sua

stanza come la sua oasi di pace, quattro mura capaci di accudire la sua

intimità, un luogo calmo, silenzioso e positivo.

Per far ciò utilizza dei colori

luminosi e chiari; organizza una

minuziosa messa in scena con

dettagli accurati.

L'insieme molto spontaneo ma

al tempo stesso sapientemente

orchestrato , contrastano con

la voluta trasgressione alle

regole della prospettiva,

eseguita al fine di

rappresentare una totale

libertà mentale priva di costrizioni.

Da qui ne deriva un effetto ad imbuto che risucchia lo spazio

verso il fondo evidenziando il primo piano costituito dalla

spalliera del letto, del tutto sproporzionata.

Questo fa si che il quadro, contrariamente a quanto desiderato,

si identifichi con l'interiorità psicologica dell'artista realizzando

invece un quadro che urla il suo disagio, il suo doloroso

confronto con una realtà che lo rifiuta, e che egli rifiuta.

Il giallo solare e l'azzurro-violetto delicato e luminoso non

riescono a rallegrare l’ ambiente ;

lo sguardo dell'osservatore è convogliato verso una finestra con

le persiane chiuse, da cui nulla trapela della realtà esterna .

Girasoli ( 1888/1889)

Nella serie dei Girasoli, l’artista adotta in modo consapevole la tecnica a

“cellette”, apprezzabile soprattutto nei vasi e sui fondi, ripresa dalle vetrate

delle chiese. Lo stesso soggetto dei girasoli indica che l’uomo come quel

fiore, non può avere altra certezza che il

rivolgersi costantemente verso Dio.

Nella letteratura olandese il girasole

simboleggia spesso devozione e lealtà,

inoltre i vari stadi di decadimento

potevano simboleggiare i cicli di vita e

morte. C’è un netto contrasto tra la

piattezza del fondo e del vaso e i fiori che

invece sembrano contorcersi in tutte le

direzioni . Questo è dovuto a un approccio

scultoreo alla pittura, Van Gogh, infatti,

andava a stendere il colore in maniera

molto materica in modo che lo spessore

dell’impasto cromatico crei delle vere e

proprie ombre, di conseguenza i fiori appaiono disordinati, spettinati e si

animano, caricandosi di un significato simbolico, metafora della vitalità

della natura.

Ne fuoriesce un'immagine vivace e gioiosa e nello stesso tempo

tormentata. Le prime opere della serie mostrano di aderire alle teorie dei

colori complementari allora in voga nella cerchia di artisti trasgressivi

parigini, usando come sfondo un blu/violetto per i fiori gialli.

In seguito provò a mettere i fiori in un vaso giallo, su uno sfondo di una

tonalità dello stesso colore e si accorse che la pittura sembrava irradiare

luce e allegria: il colore per lui era già un modo di esprimere emozioni

piuttosto che un modo per rappresentare la realtà.

Il giallo, infatti, era il suo colore preferito e rappresentava la particolare

luminosità del sole lella Provenza che lo aveva molto colpito durante il suo

soggiorno ad Arles.

Questo quadro di Girasoli in particolare ,appare molto pulito ed elegante

nei tratti. Questo anche grazie all’influenza delle stampe giapponesi che gli

suggerirono l'uso del colore limpido, unito e senza ombre e l'uso della

linea fluida e ondulata, che si vede soprattutto nel vaso e dai contorni

marrone dei fiori, che ha la funzione di rendere quelle masse leggere. In

questa serie di dipinti Van Gogh era solito lasciare una firma sul vaso.

Terrazza del caffè la sera (1888)

Il quadro rappresenta un piccolo

scorcio della città di Arles dove il

pittore ha vissuto per qualche tempo.

La bellezza di terrazza del caffè la

sera, consiste nella solita

contrapposizione tra i colori caldi, ad

esempio quelli utilizzati per dipingere

il caffè e quelli freddi usati per

descrivere le facciate degli edifici e

.

tutto ciò che si trova in lontananza e

che compone il resto

dell’ambientazione.

Un forte accenno di realismo nel

quadro è dato anche dalla grande

contrapposizione delle luci artificiali,

che rendono un atmosfera più calda, e

le luci naturali, infatti il cielo stellato

brilla di luce propria.

La prospettiva utilizzata è prettamente centrale e i dettagli

tendono a diminuire man mano che lo sguardo arriva verso la

fine della strada; inoltre gli oggetti sono posti in modo

asimmetrico.

Una gran parte della tela è occupata dal caffè, dipinto con più

attenzione rispetto al resto degli edifici resi, invece, in modo

molto rapido e minimale.

Nonostante ciò, le case sul lato destro della tela e soprattutto i

loro contorni sono realizzati con cura.

Il significato del quadro rispecchia molto la personalità del

pittore:le attività notturne spiccano contrastando la gelida

oscurità di una città che invece dorme e che senza di esse ,

sarebbe vuota e spenta

Le notti stellate (1888/89)

Sin dal suo arrivo ad Arles, l'8 febbraio 1888, la rappresentazione degli "effetti di

notte" diventa una preoccupazione costante per Van Gogh. Nell'aprile del 1888,

l'artista scrive al fratello Théo: "Mi occorre una notte stellata con dei cipressi o, forse,

sopra un campo di grano maturo". A giugno, così confida al pittore Emile Bernard:

"Quando mai riuscirò a dipingere un Cielo stellato, un quadro che, da sempre,

occupa i miei pensieri " e a settembre, in una lettera alla sorella, torna sullo

argomento: "Spesso, ho l'impressione che la notte sia più ricca di colori se

paragonata al giorno". In quello stesso mese di settembre, van Gogh realizza

finalmente questo progetto diventato per lui irrinunciabile.

In un primo tempo dipinge un angolo di cielo notturno nella terrazza di un caffè

sulla piazza centrale ad Arles (Otterlo, Rijksmuseum Kröller-Muller).

Quindi, questa veduta del Rodano in cui l'artista riproduce in modo esemplare i

colori che percepisce nell'oscurità. La tonalità dominante è il blu in varie sfumature:

di Prussia, oltremare o cobalto. Le luci della città brillano di un arancio intenso e si

riflettono nell'acqua. Le stelle risplendono come pietre preziose.

A distanza di qualche mese, subito dopo il suo internamento nell'ospedale

psichiatrico, Van Gogh dipinge un'altra versione dello stesso soggetto: Il Cielo

stellato (New York, MoMA), in cui si esprime in tutta la sua virulenza la sua

personalità disturbata. Gli alberi assumono le stesse fattezze delle fiamme mentre il

cielo e le stelle volteggiano in una visione cosmica. Nel dipinto La notte stellata,

custodito presso il museo d'Orsay, la presenza di una coppia di innamorati sulla

parte bassa della tela accresce l'atmosfera di grande serenità dell'opera.


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26

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in arti visive e discipline dello spettacolo
SSD:
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Parnazzus di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'arte contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Accademia di Belle Arti Mediterranea o del prof Galiano Aurora.

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