Vincent van Gogh
Post impressionismo in chiave esistenziale ed espressionista
Vincent van Gogh nasce in Olanda nel 1853. Figlio di un padre protestante, si iscrive a teologia. Fin dall’adolescenza, soffre di una patologia psichica che gli impedisce di studiare. Segue un corso per diventare predicatore laico, ma successivamente gli viene ritirata la licenza. Lavora per suo zio, un importante commerciante di stampe, ma non è il suo mestiere il contatto con il pubblico. La passione per l’arte, che si era già manifestata, diventerà l’obiettivo primario di van Gogh.
Indubbiamente, van Gogh realizza le proprie opere anche sulla base di un’istintività che si traduce molto rapidamente. Ha una metodologia di lavoro estremamente rapida; nei dipinti vediamo segni vigorosi ed energici che derivano da un’impulsività manuale. Tuttavia, ogni singolo gesto di van Gogh, fin dagli esordi della sua produzione, è estremamente consapevole.
Qualche anno fa, all’accademia SantaGiulia, era stata realizzata una mostra su Gauguin e van Gogh, e poi una dedicata solo a van Gogh. Ciò che sorprendeva era la razionalità con cui van Gogh era estremamente consapevole del fatto che avesse realizzato opere che, valutando solo l’aspetto, potevano sembrare istintive. In realtà, nelle lettere era scritto per filo e per segno ciò che aveva voluto fare e il tipo di modalità pittorica scelta rispetto ad un’altra.
“Mi sono costretto e limitato al disegno proprio perché so di tante storie tristi di persone che si sono lanciate [nella pittura] sconsideratamente, cercando la risposta in questo procedimento e che si sono svegliate deluse senza aver fatto alcun progresso, ritrovandosi piene di debiti fino al collo per tutti i costosi scarabocchi fatti. Questo mi ha spaventato e reso esitante fin dall’inizio; consideravo il disegno, e lo faccio tuttora, come il solo mezzo per non condividere il destino di queste persone, così mi sono innamorato del disegno invece di considerarlo un peso.” - Vincent van Gogh
Mi controllo e anziché considerare il disegno come un peso attraverso il quale giungere ad una meta, mi adatto e lo faccio diventare qualcosa che amo, in maniera tale da portare frutti più solidi e quindi raggiungere l’obiettivo in maniera più semplice. Tutt’altro che il discorso di un pazzo scatenato che non ragiona e utilizza solo l’impulsività, evidentemente c’è un progetto al di sotto di tutto.
Percorso artistico di Vincent van Gogh
In effetti, van Gogh inizia come disegnatore, copiando opere, in particolare da Millet (artista che stima molto). In questo caso “L’Angelus” 1880, rivisitato da van Gogh. Poi, poco alla volta, inizia ad inserire delle note di colore come nel dipinto “Uno scavatore” 1881, anche se non particolarmente brillante in quanto si trova ancora in Olanda e non ha ancora conosciuto l’arte degli impressionisti e non ha visto la luce del meridione. D’altra parte, non manca anche la suggestione romantica come “Viale di pioppi al tramonto” 1884, con il controluce al tramonto che racconta di un tardo romanticismo che ancora fa sentire la sua influenza anche sui pittori piuttosto giovani.
Punto più maturo
Il punto più maturo della sua stagione olandese è l’opera dei “I mangiatori di patate” 1885. È un’opera molto cupa, giocata sui toni del bruno. Nella scena sono presenti dei contadini, giunti alla fine di una giornata nei campi, mentre consumano il loro povero pasto, ritratti con un’accentuazione quasi caricaturale (la caricatura è un ritratto che accentua certi dettagli/particolari in chiave ironica). Non sono propriamente caricature, ma va a ricercare i dettagli del contadino abbruttito dalle dure condizioni di lavoro a cui è costretto. Rende alcuni tratti duri per far trascrivere la pesantezza esistenziale di cui i contadini sono portatori. C’è un profondo discorso etico, van Gogh è estremamente solidale nei confronti degli ultimi, non ironizza sulla loro situazione e non la trascrive come qualcosa di idillico. C’è una situazione pesante nell’atmosfera, ci sono sguardi che quasi si perdono nel vuoto, c’è chi cerca uno sguardo e non lo trova nell’altro, non c’è una situazione felice di dialogo umano e di solidarietà, come se l’abbrutimento delle loro condizioni di lavoro non consenta a loro di ricreare un nucleo famigliare.
Ci sono dei modelli che sono il contrario di van Gogh, per esempio:
- Nel dipinto di Jan Steen “Fannulloni” 1660, c’è una bruttezza portata fino al sarcasmo, uno strumento per ironizzare in maniera feroce sugli ultimi della società.
- Nel dipinto di Jozef Israëls “Il giorno delle frittelle” 1885, ci mostra dei contadini poveri mentre sono attorno ad un focolare, l’atmosfera sembra abbastanza felice e di intimità familiare.
“Per tutto l’inverno ho avuto i fili di questo tessuto in mano e ho cercato il disegno definitivo; e benché ne sia venuto fuori un tessuto dall’aspetto piuttosto rozzo, tuttavia i fili sono stati scelti accuratamente e secondo certe regole. [...] Ho voluto rendere l’idea di un modo di vivere che è del tutto diverso dal nostro di gente civile. [...] Chi preferisce i contadini col vestito della domenica faccia pure come vuole. Personalmente sono convinto che i risultati migliori si ottengano dipingendoli in tutta la loro rozzezza, piuttosto che dando loro un aspetto convenzionalmente aggraziato.” - Vincent van Gogh
-
"Postimpressionismo": Georges Seurat, Paul Cezanne, Paul Gauguin, Vincent Van Gogh e Henri Rousseau “il Doganiere”.…
-
Tesina di storia dell'arte contemporanea su Vincent Van Gogh
-
Vincent Minnelli
-
Storia dell'arte contemporanea - Vincent Van Gogh