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Urbanistica

Argomenti trattati: Storia dell'urbanistica dagli anni 50 ad oggi; La legge dell'urbanistica nazionale; i vari piani (PTC, PRG, PP, Programmi fabbricazione, Piano di zona, Piano di lottizzazione); Testo unico edilizia; Titoli abilitativi; Testo unico espropri; Catasto; Estimo.

Esame di Esame di stato per l'abilitazione alla professione di architetto docente Prof. P. Ingegneria e Architettura

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ESTRATTO DOCUMENTO

• al titolo II troviamo i titoli abilitativi in funzione delle categorie di intervento, nonché i contributi commisurati

all’incidenza degli oneri di urbanizzazione ed al costo di costruzione

• al titolo III i procedimenti per il rilascio del certificato di agibilità

• al titolo IV le attività urbanistico-edilizie in merito alla vigilanza, sanzioni e responsabilità.

Nella seconda parte contiene la disciplina delle opere di conglomerato cementizio armato, normale, precompresso e

da struttura metallica. Le disposizioni per favorire il superamento e l’eliminazione delle barriere architettoniche. Le

prescrizioni per costruire in zona sismica. Le norme per la sicurezza degli impianti. Le norme per il contenimento del

consumo energetico. Tra le novità, viene: soppressa l’autorizzazione edilizia, istituito lo sportello unico, modificate le

definizioni degli interventi edilizi e definiti i nuovi titoli abilitativi. Tra le categorie di intervento edilizio introdotti

dalla L. 457/78 troviamo: Manutenzione ordinaria (gli interventi edilizi che riguardano le opere di riparazione,

rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici e quelle necessarie ad integrare o mantenere in efficienza gli

impianti tecnologici esistenti); Manutenzione straordinaria ( le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e

sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonché per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e

tecnologici, sempre che non alterino la volumetria complessiva degli edifici e non comportino modifiche delle

destinazioni di uso); Restauro e risanamento conservativo (conservazione dell’organismo edilizio e sua funzionalità

nel rispetto di elementi tipologici, formali e strutturali gli interventi sono consolidamento, ripristino/rinnovo

elementi, inserimento elementi accessori e impianti); Ristrutturazione edilizia (gli interventi edilizi sono ripristino e

sostituzione elementi, eliminazione/modifica/inserimento elementi/impianti, demolizione/ricostruzione stessa

volumetria e sagoma salvo innovazioni x antisismico); Nuova costruzione (in generale tutti gli interventi che non

rientrano nelle categorie precedenti).

D.lgs 222/2016

Con l’entrata in vigore del che apporta modifiche al DPR 380/2001, scompaiono definitivamente la

DIA (atto amministrativo che già dal 2010 è stata per la maggior parte dei casi sostituita dalla SCIA, essa è

un’autocertificazione del committente dei lavori, segue il meccanismo del silenzio-assenso comunicata alla PA la

propria intenzione di avviare l’attività il soggetto dopo 30 giorni può iniziare i lavori), la super DIA (è uno strumento

messo a disposizione come alternativa al permesso di costruire. Può essere considerata la via di mezzo tra SCIA e

permesso di costruire. È una dichiarazione autonoma che un professionista abilitato può presentare in Comune

assieme alla restante documentazione descrittiva dell’intervento edilizio da effettuare. Utilizzata per ristrutturazione

edilizia, nuova costruzione o ristrutturazione urbanistica) e la CIL (comunicazione inizio lavori che veniva utilizzato

per alcuni interventi particolari come ad esempio le opere temporanee, l’installazione di pannelli solari o

fotovoltaici e la pavimentazione degli spazi esterni degli edifici). Restano in piedi 5 titoli abilitativi:

Edilizia Libera (senza necessità di alcun titolo); CILA (comunicazione inizio attività asseverata);

SCIA (segnalazione certificata di inizio attività); Super SCIA (segnalazione certificata di inizio attività alternativa al

permesso di costruire); PdC (Permesso di costruire).

Edilizia libera

Sono realizzabili in edilizia libera, e quindi senza alcun titolo abilitativo, i seguenti interventi:

gli interventi di manutenzione ordinaria

• gli interventi di installazione delle pompe di calore aria-aria di potenza termica utile nominale inferiore a 12

• kW

gli interventi volti all’eliminazione di barriere architettoniche che non comportino la realizzazione di

• ascensori esterni, ovvero di manufatti che alterino la sagoma dell’edificio

le opere temporanee per attività di ricerca nel sottosuolo che abbiano carattere geognostico;

• i movimenti di terra strettamente pertinenti all’esercizio dell’attività agricola e le pratiche agro-silvo-

• pastorali;

le serre mobili stagionali, sprovviste di strutture in muratura, funzionali allo svolgimento dell’attività agricola

• le opere dirette a soddisfare obiettive esigenze contingenti e temporanee e ad essere immediatamente

• rimosse al cessare della necessità e, comunque, entro un termine non superiore a novanta giorni;

le opere di pavimentazione e di finitura di spazi esterni, anche per aree di sosta;

• i pannelli solari, fotovoltaici, a servizio degli edifici, da realizzare al di fuori della zona A)

• le aree ludiche senza fini di lucro e gli elementi di arredo delle aree pertinenziali degli edifici

SCIA (segnalazione certificata inizio attività)

Con la segnalazione inizio attività il cantiere può partire nello stesso giorno in cui viene presentata l’istanza ma il

dirigente entro 30 giorni può adottare provvedimenti di divieto di prosecuzione. Sono realizzabili mediante SCIA i

seguenti interventi:

interventi di manutenzione straordinaria qualora riguardino le parti strutturali dell’edificio

• gli interventi di restauro e di risanamento conservativo qualora riguardino le parti strutturali dell’edificio

• gli interventi di ristrutturazione edilizia che: non portino ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso

• dal precedente; non comportino modifiche della volumetria complessiva degli edifici o dei prospetti;

limitatamente alle zone omogenee A, non comportino mutamenti della destinazione d’uso; non comportino

modificazioni della sagoma di immobili sottoposti a vincoli;

le varianti a permessi di costruire che: non incidono su parametri urbanistici e volumetrie; non modificano la

• destinazione d’uso e la categoria edilizia; non alterano la sagoma dell’edificio sottoposto a vincolo; non

violano le eventuali prescrizioni contenute nel permesso di costruire.

Inoltre, sono realizzabili mediante segnalazione certificata d’inizio attività e comunicate a fine lavori con attestazione

del professionista, le varianti a permessi di costruire che non configurano una variazione essenziale, a condizione che

siano conformi alle prescrizioni urbanistico-edilizie e siano attuate dopo l’acquisizione degli eventuali atti di assenso

comunque denominati.

Permesso di costruire

Tutti gli interventi di trasformazione urbanistica ed edilizia del territorio sono subordinati a permesso di costruire.

Alla richiesta di PdC deve essere allegato un progetto che descriva completamente le opere che si intende eseguire e

ne attesti la conformità urbanistica/edilizia. Il permesso è soggetto al pagamento di oneri concessori. In particolare,

gli interventi soggetti a permesso di costruire sono i seguenti:

gli interventi di nuova costruzione

• gli interventi di ristrutturazione urbanistica

• gli interventi di ristrutturazione edilizia che: portino ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal

• precedente; comportino modifiche della volumetria complessiva degli edifici o dei prospetti; limitatamente

alle zone omogenee A, comportino mutamenti della destinazione d’uso; comportino modificazioni della

sagoma di immobili sottoposti a vincoli.

Il procedimento per il rilascio del PdC è quello di presentazione della domanda sottoscritta da uno dei soggetti

legittimati e presentata allo sportello unico corredata da attestazione concernente il titolo, dagli elaborati

progettuali richiesti dal regolamento edilizio nonché da un’autocertificazione in conformità alle norme igienico-

sanitarie; entro 60 giorni dalla presentazione della domanda il responsabile del procedimento cura l’istruttoria,

acquisisce i pareri degli uffici comunali della ASL e dei Vigili del fuoco, e valuta la conformità del progetto alla

normativa vigente, correda quindi una dettagliata relazione con la qualificazione tecnico-giuridica dell’intervento

richiesto (il termine dei 60 giorni è raddoppiato per i comuni con più di 100.000 abitanti); il responsabile del

procedimento, qualora ritenga sia necessario apportare modifiche rispetto al progetto originario, può richiedere tali

modifiche illustrando le ragioni. L’interessato si pronuncia sulla richiesta di modifica entro il termine fissato ed in

caso di adesione è tenuto ad integrare la documentazione nei successivi 15 giorni; il termine dei 60 giorni può essere

interrotto una sola volta dal responsabile del procedimento, entro 15 giorni dalla presentazione della domanda per

motivata richiesta di documenti che integrino o completino la documentazione presentata. Anche il termine dei 15

giorni è raddoppiato per i comuni con più di 100.000 abitanti; è necessario acquisire atti di assenso di altre

amministrazioni, diverse da quelle della ASL e dei VVFF convocando una conferenza dei servizi; il provvedimento

finale è adottato dal dirigente o dal responsabile dell’ufficio entro 15 giorni dalla proposta formulata dal

responsabile del procedimento. Dall’avvenuto rilascio del permesso di costruire e data notizia al pubblico mediante

affissione all’albo pretorio. Decorso inutilmente il termine per l’adozione del provvedimento conclusivo la domanda

di permesso di costruire si intende formata da silenzio-rifiuto.

Il PdC è rilasciato al proprietario dell’immobile o a chi abbia titolo per richiederlo, è trasferibile o volturabile, insieme

all’immobile, ai successori ed il suo rilascio non comporta limitazione dei diritti dei terzi. È irrevocabile e oneroso.

I termini di inizio e di ultimazione dei lavori devono essere indicati nel permesso di costruire, l’inizio non può essere

superiore ad un anno dal rilascio del titolo, l’ultimazione deve essere completata e non può superare tre anni

dall’inizio dei lavori.

CILA (comunicazione inizio lavori asseverata da un tecnico abilitato)

Gli interventi non riconducibili a edilizia libera, a SCIA o a permesso di costruire (artt. 6, 10 e 22 del dpr 380/2001)

sono realizzabili previa comunicazione asseverata di inizio lavori.

In particolare, l’interessato trasmette al Comune l’elaborato progettuale e la comunicazione di inizio dei lavori

asseverata da un tecnico abilitato. Il tecnico attesta sotto la propria responsabilità che i lavori sono conformi agli

strumenti urbanistici approvati e ai regolamenti edilizi vigenti e che sono compatibili con la normativa in materia

sismica e con quella sul rendimento energetico nell’edilizia e che non vi è interessamento delle parti strutturali

dell’edificio. La comunicazione contiene i dati identificativi dell’impresa alla quale si intende affidare la realizzazione

dei lavori. Devono comunque essere rispettate le prescrizioni di: strumenti urbanistici; regolamenti edilizi; disciplina

urbanistico-edilizia; norme antisismiche; norme di sicurezza; norme antincendio; norme igienico-sanitarie, norme

sull’efficienza energetica; norme sulla tutela dal rischio idrogeologico.

Scia alternativa al permesso di costruire

È possibile usare la Scia alternativa al permesso di costruire per:

- gli interventi di ristrutturazione edilizia che portino ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal

precedente e che comportino modifiche della volumetria complessiva degli edifici o dei prospetti o che,

limitatamente agli immobili nei centri storici, comportino mutamenti della destinazione d’uso, nonché gli interventi

che comportino modificazioni della sagoma di immobili sottoposti a vincoli;

- interventi di nuova costruzione o di ristrutturazione urbanistica qualora siano disciplinati da piani attuativi, o

accordi negoziali aventi valore di piano attuativo, che contengano precise disposizioni plano-volumetriche,

tipologiche, formali e costruttive;

- interventi di nuova costruzione effettuati in diretta esecuzione di strumenti urbanistici generali recanti precise

disposizioni plano-volumetriche.

In questi casi, dopo la presentazione della Scia, è necessario attendere almeno trenta giorni prima dell'effettivo inizio

dei lavori.

Autocertificazione dell'agibilità

Attesta le condizioni di sicurezza, di igiene, salubrità degli edifici e degli stessi impianti, valutati secondo la normativa

vigente. Sarà possibile presentare un’autocertificazione, sottoscritta da un professionista, per dichiarare l'agibilità

dell'immobile costruito o su cui sono stati effettuati degli interventi. Resta anche l'iter standard in base al quale chi

ha presentato la Scia, oppure il titolare del permesso di costruire, richiedono il certificato di agibilità entro quindici

giorni dalla fine dei lavori. Richiesta di accatastamento dell’edificio; Dichiarazione sottoscritta dallo stesso

richiedente in conformità dell’opera rispetto al progetto approvato; Dichiarazione dell’impresa installatrice che

attesta la conformità degli impianti con certificato di collaudo in relazione alle norme UNI e CEI.

unico dell’edilizia)

La Legge 241/90 prevede la costruzione di un ufficio (Sportello che curi i rapporti fra il privato e le

amministrazioni locali tenute a pronunciarsi in base all’intervento edilizio oggetto della richiesta di permesso o di

scia. Provvede alla ricezione delle SCIA e delle domande per il rilascio dei permessi di costruire e di ogni altro atto in

materia di attività edilizia compreso il certificato di agibilità. Acquisisce direttamente i pareri della ASL e dei vigili del

fuoco curando le incombenze necessarie ai fini dell’acquisizione degli altri atti di assenso. Provvede inoltre a fornire

informazioni mediante predisposizioni di archivio informatico sugli adempimenti necessari per lo svolgimento delle

procedure liberalizzando l’accesso ai documenti amministrativi in favore di chiunque vi abbia interesse.

codice dell’ambiente

Il D.lgs 152/2006 ovvero il successivamente modificato (D.lgs 4/2008 e 128/2010) riordina,

coordina e integra la legislazione in materia ambientale. Principalmente introduce:

VAS (valutazione ambientale strategica): processo finalizzato ad integrare considerazioni di natura

• ambientale nei Piani e nei Programmi di sviluppo per migliorare la qualità decisionale.

VIA (valutazione di impatto ambientale): strumento per individuare, descrivere e valutare gli effetti diretti ed

• indiretti di un progetto sulla salute umana e su alcune componenti ambientali.

AIA (Autorizzazione integrata ambientale): provvedimento che autorizza l’esercizio di un impianto o di parte

• di esso a determinare condizioni che garantiscano la conformità ai requisiti imposti dalla CE

La differenza tra VAS e VIA è che per il primo il principio è quello di precauzione che consiste nell’integrazione

dell’interesse ambientale rispetto agli altri, mentre per il secondo il principio guida è quello maggiormente

funzionale della prevenzione del danno ambientale.

REI è un acronimo che serve ad indicare la resistenza al fuoco di un elemento costruttivo. R -> resistenza meccanica,

E -> tenuta ai fumi, I -> isolamento termico. I numeri che seguono la sigla indicano i minuti di stabilità, tenuta e

isolamento termico in caso di incendio.

La normativa per le costruzioni in zona sismica: le azioni sismiche imprimono alle strutture sollecitazioni orizzontali,

simili a quelle del vento. Le regioni hanno stilato una carta sismica regionale con evidenziati i movimenti ed eventuali

scosse della zona del territorio. Per la costruzione in queste zone si procede: all’analisi del terreno di fondazione

(presa visione del terreno si studia il grado di sismicità in base alle zone); tipi di strutture (muratura portante,

strutture intelaiate, …); azione sismiche (si basano su indagini statiche dei movimenti ondulatori di ciascuna zona);

altezza dei nuovi edifici (limiti di altezza per le zone con più alto grado di sismicità).

Barriere architettoniche L 13/1989 affronta le problematiche della progettazione senza barriere architettoniche

nell’ambito dell’edilizia residenziale. Il 14 giugno 1989 viene emanato il DM 236 ovvero il regolamento di attuazione

della L.13/1989 nel quale viene definito il concetto di barriera architettonica e vengono delineati tre livello qualitativi

di progettazione e costruzione attraverso 3 concetti: ACCESSIBILITÀ (possibilità, anche per persone con ridotta

capacità motoria o sensoriale di raggiungere l’edificio e le sue singole unità immobiliari); VISIBILITÀ (possibilità,

anche per persone con ridotta capacità motoria o sensoriale di accedere agli spazi di relazione e ad almeno un

servizio igienico di ogni unità immobiliare); ADATTABILITÀ (possibilità, di modificare nel tempo, lo spazio costruito a

costi limitati, allo scopo di renderlo completamente ed agevolmente fruibile anche da persone con ridotte capacità

motorie o sensoriali). Alcune soluzioni tecniche sono: larghezza delle porte min 75 cm; infissi esterni h della maniglia


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gtulli

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4 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze dell'architettura
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher gtulli di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Esame di stato per l'abilitazione alla professione di architetto e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Ingegneria e Architettura Prof.

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