Metropoli: città madre
La prima grande metropoli del ‘900 è New York, sede di Wall street, capitale finanziaria.
Megalopoli: la funzione della metropoli si estende a grandi regioni con più di 10 milioni di abitanti.
Rappresenta uno scenario che ha raggiunto un punto critico, oltre il quale “megalopoli” si trasforma in
quello che Lewis Mumford negli anni 30 chiamerà e assocerà a necropoli.
Ecopolis: costruire una città diversa che tenga conto dei vincoli dinamici dell’ecosistema e tenga conto del
fatto che certi parametri dovranno essere modificati
Cosa è l’urbanistica ?
È un insieme di proposizioni teoriche e pratiche atte a regolare lo sviluppo futuro della città in relazione al
suo passato. Se è un modo di regolare lo sviluppo della città allora :
a. Implica delle conoscenze sul passato ( ciclo lungo della storia che lascia dei segni che rimango nel
tempo), lo stato di fatto e le dinamiche della città
b. Implica la costruzione di prospettiva a lungo termine atta ad inquadrare gli obiettivi a più breve
termine
c. Implica delle regole di comportamento da parte dei diversi soggetti per perseguire gli obiettvi in
coerenza con la visione di fondo
Cosa non è l’urbanistica :
1. Non è solo un approccio conoscitivo
2. Non è solo un progetto urbano
3. Non è solo procedura amministrativa
Città : “civitas” insieme dei cittadini, insieme dei diritti e doveri
Infrastruttura : permette alle varie strutture di connettersi l’una con l’altra
Pianificazione urbanistica : la dottrina e la pratica della elaborazione dei piani urbanistici
Pianificazione territoriale: la dottrina e la pratica della elaborazione dei piani urbanistici, quando riguradano
anche il territorio non urbano (rurale, naturale), generalmente si riferisce alla scala sovracomunale
Pianificazione spaziale : pianificazione urbanistica e territoriale ( definizione internazionale )
Governo del territorio: complesso di attività politico- amministrative
Quando nasce l’urbanistica ?
La città storica di fondazione nasce e cresce con delle regole che sono “fondate” su un qualche sistema atto
a legittimare ( cioè venivano costruite per un motivo ben specifico) :
- Un significato religioso
- Una visione cosmologica
- Una visione politica
- Un potere economico
- Un misto dei diversi poteri
L’atto di dare una forma e delle regole alla città è un atto forte e simbolicamente importante anche se
controverso e contrastato.
L’urbanistica moderna ha la missione di tracciare “confini” alla città e regola per il suo sviluppo anche se
nella società democratica questo potere è un potere fortemente diffuso e che deve essere continuamente
verificato.
Riferimenti dell’urbanistica della modernità
1. Barcellona : espansione compatta (passaggio dalla città medievale a quella moderna)
2. Madrid : la città lineare
3. La città industriale progettata in tutti i suoi dettagli
4. La grande città verso l’alto
5. La ville radieuse
6. La città estesa
7. Deconcentrazione della grande città (Londra)
Il piano urbanistico
Il piano urbanistico è lo “strumento” urbanistico per eccellenza. L’attuazione di tale piano può avvenire sia
per soggetti privati ( realizzazione di centri commerciali etc) che per soggetti pubblici (realizzazione di
strade etc). il piano urbanistico è un documento formale che rende fattibile le cose previste. Si può
realizzare solo quello che è stato deciso in esso .
Si tratta quindi anche di un piano amministrativo.
Un progetto urbanistico senza un piano non può assolutamente essere realizzato. Un piano urbanistico
invece può fare a meno del progetto.
Il progetto urbanistico
Il progetto urbanistico può nascere in diversi modi ma l’interesse pubblico è prevalente in ambito di
decisione definitiva di un progetto. La città infatti è realizzata secondo gli interessi della civiltà.
Questo progetto è un disegno concettuale che deve far stare insieme gli interessi diversi; il progetto può
nascere da privati che fanno delle proposte e poi vengono analizzate dal sindaco della città, oppure può
essere direttamente in sindaco che organizza dei luoghi dove poter fare dei dibattiti per far nascere nuove
proposte e idee per la città. Il fine comune è quello di trovare la miglior situazione per l’ambiente dove si va
a lavorare e è essenziale prendere in considerazione le esigenze messe in luce dalla comunità.
Piani urbanistici in Italia
Lo stato definisce i principi generali per l’urbanistica. Le regioni fanno le leggi urbanistiche ordinarie.
La legge urbanistica nazionale italiana del 1942 individua :
1. Il piano regolatore (PRG) : ogni comune fa il proprio piano regolatore. Ci dice per esempio che in un
determinato posto si realizzerà un determinato tipo di edifico e verranno poste anche le misure che
questo volume dovrà avere. Determina le condizioni migliori per la realizzazione di un quartiere.
Definisce il piano particolareggiato
2. I piani territoriali di coordinamento (PTC) : In presenza di problematiche sovracomunale interviene il
PTC. Definisce quei limiti da cui il piano regolatore non po' uscire.
3. Il piano regolatore particolareggiato (PP) : caratteristiche tipologiche architettoniche, defnisce anche
le relazioni spaziali fra i lotti, l’area verde etc. disegna l’insieme di tutti questi elementi. Il PP prende
le informazioni dal piano regolatore generalizzato
Le diverse autorità possono avvalersi di questi tre piani sopra citati.
La regione Friuli Venezia giulia ha PURG piano urbanistico regionale generale dal 1978.
La città è soggetta ad un processo naturale di degrado. Se questo degrado non viene contrastato la città
diventerà una città non più piacevole per una vita sana e quindi ci sarà una emigrazione.
Rigenerazione : far rinasce la città dopo un periodo di degrado probabilmente. Però non è facile attuare
una rigenerazione in quanto la popolazione in quella determinata città è diminuita e quindi l’opinione e le
idee per migliorare saranno ridotte rispetto alla “capienza” totale della città.
Per attuare questo progetto devono verificarsi alcune situazioni come : la stimolazione degli interessi a
rigenerare degli edifici in alcune zone (magari anche edifici abbandonati) , il privato deve capire le
potenzialità di quel territorio e deve riuscire a riqualificarlo per riuscire a portare di nuovo le persone in
quel luogo (grande dispendio di denaro).
Il progetto urbanistico attuale in tutto l’occidente non va incontro ad una espansione. Il problema delle
città nel mondo occidentale è quello di rigenerarle. Per esempio in città come Milano la domanda di
rigenerazione è molto frequente specialmente per quanto riguarda la realizzazione di edifici residenziali.
Nelle città minori deve esserci una azione forte da parte dello stato, regionali etc per far si che abbia inzio
un progetto di rigenerazione. Si tratta di un vero e proprio investimento nella rigenerazione : non si tratta
solo di edifici residenziali ma anche di mezzi di trasporto, ferrovie, edifici per l’istruzione etc.
Dalla natura alla città
Dal contesto naturale alla città
Il conflitto tra naturale e artificiale è strettamente legato alla formazione ed allo sviluppo della città.
Il cambiamento climatico e l’attuale pandemia segnano un passaggio storico : la crisi della grande città e la
necessità di trovare un diverso rapporto tra naturale e artificiale.
La pandemia è nata, molto probabilmente, nel contesto di una magalopoli (contesto di massima artificialità)
a seguito della rottura di ogni separatezza tra naturale e artificiale (il cosi detto salto di specie da parte del
virus) e della predominanza dell’artificiale sul naturale (i flussi di persone tra continenti, mediante voli aerei,
per turismo o lavoro, sono stati il principale veicolo di
diffusione del virus in tutto il mondo).
Le terre dell’attuale Friuli si presentano nelle condizioni
naturali più integre: valli scavate da corsi d’acqua che
generano i fiumi, pianure coperte di boschi e le paludi.
Periodo romano ←
La “romanizzazione” del territorio impone una struttura
al territorio che ne consenta la conquista e, come
conseguenza, una vasta urbanizzazione. Le strade
romane collegano Roma con i suoi “municipia” e le principali strade romane che li collegano con Roma e tra
di loro, disegnano l’ordinamento spaziale di base del territorio dell’attuale regione Friuli Venezia Giulia. (
l’immagine sottolinea le principali strade create dai romani in Friuli per la conquista e i commerci con le altre
città, ma mette in evidenza anche la possibilità di creare una rete di commercio anche attraverso il mare e
quindi con la conseguenze realizzazione di un porto).
Epoca medievale
A partire dall’anno 1000 (epoca medievale) il modello di ordinamento spaziale cambia con la nascita di piccoli
borghi e città.
1. Il rapporto verticale tra terra e cielo è caratteristica principale dell’epoca medievale.
2. Le forze e le strutture politiche e religiose ( impero e papato) si impegnano in un’opera di costruzione
e presidio del territorio che porta anche a una costruzione di esso con la creazione di giurisdizioni
locali.
3. In Friuli : costruzione di un ordinamento religioso (pievi=parrocchie), politico (castelli) e civile (borghi
commerciali).
Cambia il modo di ordinare lo spazio. Cambia rispetto all’età romano. Lo spazio non è più un oggetto di grandi
realizzazioni strutturali come in era romana, ma si concentra sulla vita locale concentrandosi su borghi,
castelli etc.
La struttura insediativa di valle in epoca medievale è centrata su tanti piccoli borghi e villaggi isolati e
autosufficienti. I corsi d’acqua, che hanno dato forma alla valle, generano anche le condizioni per
l’antropizzazione fornendo terreni piani da abitare e coltivare, approvvigionamento d’acqua e forza motrice
ai piccoli insediamenti.
Si consolidano le tradizionali relazioni dell’economia montana tra i villaggi di fondovalle e gli insediamenti in
quota per l’uso dei pascoli. (sviluppo delle tecniche del trasporto e dell’energia)
Fase protomoderna ( XVII-XVIII sec)
Abbiamo in questa fase i primi insediamenti industriali.
Nel 700 nasce la fabbrica.
• La fabbrica è un luogo dove alla produzione si applicano tecniche nuove che portano a realizzare
quantità maggiore di un determinato prodotto.
• La fabbrica è l’elemento generatore della società industriale.
• Creare ricchezza attraverso la forma moltiplicativa data dalle macchine da lavoro che troviamo in
fabbrica.
La struttura sociale e economica si apre a nuove dimensioni spazio-temporali (lavorazioni tessili a domicilio
ed emigrazioni temporanee integrano l’economia montana di sussistenza) consentendo anche un certo
benessere che si traduce anche nella realizzazione di edifici pubblici e privati di pregio. Abbiamo cosi una
relazione stretta tra la popolazione e la società industriale (convivono perfettamente l’una vicino all’altra).
La rete stradale si amplia e diversifica a diverse scale. Venezia diventa una delle prime città commerciali più
importanti specialmente nel commercio via acqua.
Epoca industriale
La realizzazione di nuove strade e ferrovie crea la
condizione per nuove concentrazioni produttive e
abitative nei principali centri di fondovalle e pianura.
Epoca tardo-industriale
Dalla metà alla fine del XX sec.
• Il suolo urbanizzato del centro urbano è 10 volte più vasto di quello di solo pochi decenni
prima
• La zona industriale è più vasta della zona
abitativa e sottrae spazio al fiume. Perciò il
territorio si impoverisce per lasciare posto
alle industrie.
• L’artificializzazione dello spazio abitato
diventa dominante sia in senso quantitativo
(uso di suolo per attività antropiche) sia
qualitativo (diventa l’ambiente di vita
prevalente delle persone e delle comunità).
• Si rompe il legame con la terra. Persone,
denaro, merci, informazioni, tecnologie si muovono su scale globali.
• I «luoghi» e le loro culture perdono importanza. La città di fondovalle mantiene un suo ruolo se
riesce a “stare dentro” la rete globale
• Si spezza l’integrazione spazio-temporale locale
• Insediamenti sparsi nella valle si sono spopolati e lo sviluppo si è polarizzato nel centro nodale del
fondovalle
Epoca post-industriale
Dalla fine del XX sec ai primi decenni del XXI secolo.
In questa epoca abbiamo la concentrazione delle attività industriali e dei servizi non più competitivi
localizzati nel centro di fondovalle. La competitività e l’attrattività si concentra in aree e regioni
metropolitane spesso molto lontane dei contesti locali.
Abbiamo dei cambiamenti tecnologici , cambiamenti delle modalità di trasporto e delle modalità d’uso
dell’energia.
Ci sono sicuramente anche dei cambiamenti per quanto riguarda l’abitazione che dovrà soddisfare le
esigenze del singolo che si sono moltiplicate con l’avanzare della città industriale e dei cambiamenti
tecnologici.
Alle soglie della nuova epoca
Avvento dell’epoca neotecnica, nelle decisioni di localizzazione contano molto i valori ecosistemici,
antropologici, paesaggistici. Si impongono modelli urbanistici capaci di riconvertire ambiti urbano-
industriali obsoleti in ambiti “ecopolitani”.
Ricostruzione di paesaggi naturali demolendo quegli edifici vecchi. Questa
ricostruzione fornisce la realizzazione di servizi ecosistemici. Bisogna
compattare l’insediamento, bisogna rendere l’ambiente più fresco per
evitare un riscaldamento globale.
Minore mobilità per raggiungere i posti di lavoro, minore (e,
tendenzialmente, marginale) consumo di energie fossili, maggiore uso
della digitalizzazione nel contesto abitativo oltre che produttivo, meno
lavoro nella produzione di merci, più lavoro nei servizi di cura e
formazione delle persone e nella gestione e sicurezza del territorio,
spingono verso la riscoperta di insediamenti meno concentrati, più
antifragili, più vocati al beness
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