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Troticoltura

La troticoltura rappresenta la forma di allevamento ittico propriamente detto con una grande tradizione a livello nazionale. Tra le regioni italiane, quelle che producono quantità maggiori di trota sono quelle al Nord Italia, in cui troviamo una componente orografica importante. In Sardegna esistono alcune troticolture, nella zona del Gennargentu e di Fonni, ma anche in altre zone caratterizzate da quantità d’acqua costanti durante tutto l’anno. Aspetto, questo, molto importante in quanto si tratta di una specie che esige un’ottima qualità dell’acqua.

Tipi di gestione della troticoltura

Conduzione imprenditoriale

Caratterizzata da grandi estensioni aziendali con superfici che superano abbondantemente i 5ha e da approvvigionamenti idrici estremamente importanti. La maggior parte di queste aziende a conduzione imprenditoriale lavorano in regime autarchico: la stessa azienda oltre ai comparti di preingrasso presenta delle avannotterie. Le densità di allevamento sono piuttosto elevate raggiungendo anche i 40 Kg/m3. Mediante l’ossigeno liquido si possono raggiungere anche i 100kg/m3. L’alimentazione è basata esclusivamente sulla distribuzione di mangime artificiale. Il fabbisogno idrico varia in relazione alla temperatura, ossigenazione, densità animale e tipo di alimentazione. Generalmente le troticolture utilizzano acque sorgive e fluviali con temperature oscillanti tra 8 e 18°C e ricambi idrici di 4-6 l/s/t.

Conduzione familiare

Le aziende presentano un’estensione ridotta, mediamente di 2ha, e hanno la possibilità di utilizzare piccoli bacini alimentati da acqua di falda sotterranea in cui si allevano delle trote con caratteristiche evidentemente ben differenti da quelle allevate in aziende a conduzione imprenditoriale. Spesso le attività di queste aziende sono associate ad attività di altra natura, come agriturismi e B&B. Le produzioni sono caratterizzate da densità molto basse che di solito non superano i 20-25kg/m3. Anche in questo caso la dieta è artificiale.

Tipologie di troticoltura

  • Troticoltura di montagna: Vengono allevati i riproduttori e si ha la maggiore concentrazione di avannotterie, ovvero la produzione di uova fecondate e incubate.
  • Troticoltura di pianura: A partire dalle uova embrionate, fa sì che gli avannotti vengano prima svezzati e portati all’ingrasso fino alla taglia porzione.

Caratteristiche dell'acqua

Per la troticoltura è fondamentale che ci siano grandi portate d’acqua: dunque il fattore limitante primario è rappresentato dalle caratteristiche di bontà delle acque, legate alla ricchezza di ossigeno contenuto in esse, alla presenza di alcuni sali e alla loro purezza. Possono essere utilizzate non solo acque superficiali torrentizie e fluviali ma anche acque sorgive o di pozzo, perché di solito si ha una maggiore costanza nell’approvvigionamento idrico. Tuttavia, le acque sorgive di pozzo possono essere caratterizzate da situazioni di anossia o ricchezza di gas tossici. A seconda della grandezza degli impianti, le portate idriche vengono espresse in L/secondo, per impianti di piccole dimensioni, o in m3/sec, per impianti di grandi dimensioni. Il ricambio idrico viene quantificato come n° ricambi totali per ora o giornalieri. La quantità di acqua necessaria per 1ha di vasche dipende dagli accorgimenti tecnologici che possono essere applicati ed è compresa tra 300L/sec e 1000L/sec, con un ricambio di 3-5 volte al giorno.

Parametri principali dell'acqua

  • Temperatura: Dev’essere sempre inferiore ai 20°C e caratterizzata da valori anche più bassi tra i 12-15°C in certi periodi. Le trote già a temperature leggermente superiori a 20°C muoiono.
  • Solidi sospesi: L’acqua dev’essere cristallina, ovvero non devono esserci materiali in sospensione, né di origine inorganica né di origine organica, che derivano dalle deiezioni e dai residui alimentari. Ecco perché sono necessari i frequenti ricambi idrici. I pesci avendo una respirazione di tipo branchiale possono risultare particolarmente sensibili allorquando questi solidi sospesi aumentano in maniera esagerata. Nel caso delle trote la tollerabilità a quest’incremento è molto bassa e ciò comporta il conseguente aumento del cosiddetto BOD, ovvero la quantità di ossigeno necessaria per la sostanza.
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Scienze agrarie e veterinarie AGR/20 Zoocolture

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher fede.m8 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Acquacoltura e allevamenti avicunicoli e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Sassari o del prof Pais Antonio.
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