Atto unico europeo
Il 17 febbraio a Lussemburgo e il 28 febbraio 1986 a l’Aia, i Dodici firmano l’Atto unico europeo alfine di imprimere un nuovo slancio politico ed economico alla costruzione europea. Esso entra in vigore il 1° luglio 1987. Jacques Delors, allora presidente della Commissione, riassume così davanti al Parlamento europeo, nel febbraio 1987, gli obiettivi dell’Atto unico: «L’Atto unico è, in una frase, l’obbligo di realizzare simultaneamente il grande mercato senza frontiere, una maggiore coesione economica e sociale, una politica europea della ricerca e della tecnologia, il rafforzamento del sistema monetario europeo, la creazione di uno spazio sociale europeo, azioni significative in materia di ambiente».
Obiettivi e disposizioni
L’atto unico prevede la realizzazione di un mercato interno e la libera circolazione delle merci, delle persone, dei servizi e dei capitali entro il 1º gennaio 1993. Vengono ampliate le competenze comunitarie (ambiente, ricerca, sviluppo tecnologico), nonché la possibilità per il Consiglio di votare a maggioranza qualificata. Il Parlamento europeo vede rafforzato il suo potere legislativo con la creazione delle procedure di parere conforme e di cooperazione. È l’inizio dell’aumento graduale e parallelo, un trattato dopo l’altro, dei poteri del Parlamento europeo quale colegislatore con il Consiglio, e del numero di settori in cui il Consiglio decide a maggioranza qualificata piuttosto che all’unanimità.
L’Atto unico menziona per la prima volta il Consiglio europeo. Contiene infine disposizioni in materia di cooperazione politica europea (CPE)— cooperazione nel settore della politica estera—che sono strettamente separate dalle disposizioni relative all’ambito comunitario.
Il trattato di Maastricht
A seguito di due conferenze intergovernative (CIG) aperte a Roma il 15 dicembre 1990, viene firmato a Maastricht il 7 febbraio 1992 il trattato sull’Unione europea. Esso entra in vigore il 1º novembre 1993.
Pilastri e competenze
Questo trattato istituisce un’Unione europea strutturata su tre pilastri: le tre Comunità europee (CE), la politica estera e di sicurezza comune (PESC) e la cooperazione nei settori della giustizia e degli affari interni (GAI). Nel quadro del primo pilastro, è avviata l’unione economica e monetaria (UEM), che porta all’introduzione di una moneta unica, l’euro, il 1º gennaio 2002. Le competenze comunitarie vengono estese ai settori dell’ambiente, della ricerca, dell’industria e della politica di coesione. In materia legislativa, l’instaurazione della procedura di codecisione conferisce al Parlamento europeo il potere di adottare.
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