Modulo 2
Prof.ssa Fabiana Morroni
EFFETTI TOSSICI DEI METALLI
I metalli sono composti tossici né creati né distrutti dall’uomo. Sono ridistribuiti
nell’ambiente sia con ciclo geologico che biologico. Sono bio-concentrati da piante e
animali, incorporati nel ciclo alimentare. Questo è un danno per noi; nelle piante e
negli animali i metalli subiscono un processo di organicazione. La forma organica è più
lipofila quindi facilmente attraversa le membrane come la BEE o la placenta.
Metabolismo dopo esposizione attraverso
assorbimento cutaneo, ingestione ed inalazione.
Le vie di ingresso principali sono la cute, il tratto GI
e la via respiratoria. Si legano alle proteine di
trasporto e arrivano ai vari organi target (ogni
metallo ne ha uno specifico). La via di eliminazione
principale sono urine, feci, sudore, capelli,
desquamazione cute. Questi sono perciò utilizzati
come biomarcatori.
In particolare i capelli mantengono la marcazione:
vicino alla cute sarà un’esposizione recente, sulla
lunghezza sarà un’esposizione più antecedente.
Mentre urine e feci riflettono sempre
un’esposizione recente.
METALLI ESSENZIALI : necessari per lo svolgimento di numerose funzioni (Cu,
Fe, Mg, Zn). Sono solitamente cofattori di enzimi perciò necessari al corretto
funzionamento dell’organismo. La tossicità deriva o da carenza o da
sovradosaggio.
METALLI NON ESSENZIALI : non hanno nessuna funzione nel nostro organismo.
Sono solo xenobiotici tossici. La tossicità si ha quando si supera l’esposizione
consigliata. (Arsenico, piombo, Cadmio, mercurio).
I metalli perdono elettroni formando cationi per cui hanno bersagli prevalentemente
nucleofili. Schema riassuntivo della tossicità dei metalli
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Fattori critici per la tossicità
Concentrazione (esposizione recente, a lungo termine, passata). È indice
dell’esposizione a un determinato tossico. La tossicità dai metalli è nata come
tossicità acuta poi si è capito che la tossicità poteva essere avvenuta in cronico
e comparire molti anni dopo.
Limite biologico (emivita del metallo)
- Cd, Pb = 20-30 anni. La manifestazione dell’intossicazione da piombo può
comparire anche 30 anni dopo la prima esposizione (es. modificazione
dell’osso)
- Co, Cr = ore/giorni
- Hg = giorni nel sangue, mesi nell’organismo
Forma e specie chimica – organico/inorganico . La forma organica è più
liposolubile quindi oltrepassa le barriere biologiche (come, ad esempio, placenta
e BEE). Ad esempio il mercurio inorganico (meno lipofilo e più idrofilo) ha come
target d’azione il rene; mentre il mercurio organico passa sia la BEE che la
placenta.
Interazione con i metalli essenziali – Pb, Ca e Fe, Cd e Fe. Il piombo
compete con il calcio e il ferro quindi diete povere facilitano l’assorbimento.
Formazione di complessi metallo-proteina . La forma tossica del metallo è
la forma libera. L’organismo ha adottato dei metodi di difesa nei confronti dei
metalli andando a stimolare la sintesi di proteine che legano i metalli. Le
metallotioneine sono le proteine più importanti. Intervengono nell’omeostasi e
nella protezione della tossicità dei metalli. Hanno bassi pesi molecolari e sono
ricche di gruppi tiolici. È una proteina tessutale ubiquitaria, ma raggiunge le sue
massime concentrazioni nel fegato e nel rene (dove si accumula negli anni).
Esistono tre isoforme, la I e la II sono le più importanti e la III si trova a livello
centrale. Le metallotioneine legate al metallo arrivano a livello renale e qui il
complesso si scinde. Quindi a livello renale ho la forma libera con alto livello di
tossicità. 135
Età e stadio di sviluppo . Le fasi suscettibili sono bambini e anziani.
I bambini hanno delle caratteristiche di metabolismo e assorbimento proprie:
- Il bambino mangia più di un adulto (più esposto) e beve più fluidi
- I bambini hanno un assorbimento GI maggiore rispetto agli adulti.
- I bambini stanno spesso sul pavimento o mettono in bocca cose sporche.
- Nell’anziano abbiamo riduzione delle metallotioneine e dei sistemi di
detossificazione.
Stile di vita . Il fumo di sigaretta è la prima fonte di esposizione al cadmio non
occupazionale.
Stato immunitario
. Sono in grado di sviluppare tutte e quattro le reazioni di
immunosensibilità
Farmacologia dei metalli
Molti metalli rappresentano valide strategie farmacologiche:
Composti del platino, complessi del gallio e del titanio -chemioterapia
antitumorale
Alluminio – antiacidi e analgesici tamponati
Bismuto – ulcera peptica e gastriti associate a Helicobacter Pylori
Litio – mania e disturbo bipolare
Oro – artrite
ARSENICO – È impiegato in agricoltura come pesticida, in minor misura
nell’industria del vetro e ceramica.
A livello ambientale è principalmente di tipo inorganico, legato alle particelle del suolo;
nell’acqua è allo stato As (V) e As (III); nell’aria è principalmente As triossido o arsina,
o un mix di forme trivalente e pentavalente.
Si riscontra in molti alimenti, soprattutto pesce (riso, funghi, pollame), sebbene
principalmente nella forma inorganica meno a rischio (bioaccumulo).
Altamente assorbito per via inalatoria ed orale.
Tossicocinetica e biotrasformazione: As inorganico ha emivita di 10 ore, As metilato di
circa 30 ore. Particolare affinità per pelle, unghie (strie bianche indice di esposizione
all’arsenico) e capelli.
Metabolismo: metilazione delle forme inorganiche a monometile dimetil As.
Reazioni di ossido-riduzione: As(V) → As(III)
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Meccanismi di tossicità - I composti trivalenti sono le principali forme tossiche.
Alterazione di particolari sistemi enzimatici e proteici contenenti gruppi -SH
Alterazione enzimi mitocondriali con disaccoppiamento della fosforilazione
ossidativa e conseguente danno alla respirazione cellulare
Disaccoppiamento della fosforilazione ossidativa (blocca il primo step del ciclo
di Krebs)
Stimolazione dell’ATPasi mitocondriale (arsenato pentavalente)
Danno ossidativo al DNA, alterazioni dello stato di metilazione del DNA con
variazione di espressione genica (è considerato un metallo cancerogeno)
Induttore di metallotioneina
Effetti tossici acuti – 70-180 mg costituiscono una dose fatale (febbre, anoressia,
epatomegalia, melanosi, aritmia cardiaca, effetti neurologici).
Effetti tossici cronici – Effetti al livello del SNC (neuropatia periferica), danni epatici
(epatomegalia e cirrosi), malattie vascolari periferiche e danni a livello cutaneo
(iperpigmentazione).
Cancerogenicità – Sono cancerogeni di classe 1 IARC. Cancro a livello epatico,
cutaneo, polmonare (40 anni di latenza). La tipologia di danno è strutturale a livello
del DNA.
Evidenze sufficienti tra esposizione e tumori cutanei (cellule basali e squamose). Dopo
esposizione professionale, induzione di carcinoma polmonare (35-45 anni di latenza).
Emangiosarcoma epatico. Composti (III) e (V) inducono alti livelli di aberrazioni
cromosomiche in linfociti di persone esposte professionalmente o per l’uso di farmaci.
Trattamento con penicillamina o succimer DMSA, acido 2,3 -dimercaptosuccinico) per il
trattamento delle dermatiti acute e dei sintomi polmonari o trattamento sintomatico
MERCURIO – Il mercurio viene utilizzato a livello industriale come antimuffa per
vernici e carta e nell’industria plastica. L’assunzione di Hg elementare avviene
esclusivamente per inalazione, Hg inorganico ed organico vengono assorbiti dal tratto
gastrointestinale.
Speciazione: Mercurio metallico nella forma liquida, vapori di mercurio molto più
pericolosi, si lega a cloro, zolfo e ossigeno formando composti inorganici mercurosi o
mercurici. Deriva da fonti antropogeniche. Entra nella catena alimentare
(biometilazione e bioconcentrazione). Nel punto più alto della catena alimentare
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raggiunge livelli 1800-80000 più alti rispetto a quelli presenti nell’acqua. Esposizione
occupazionale e accidentale.
Il ciclo del mercurio nell’ambiente –In seguito alla produzione
industriale o alla decrostificazione della crosta terrestre il mercurio
forma le nubi. Attraverso la pioggia finisce nell’oceano. I pesci si
cibano di plancton ricco di mercurio. Nel pesce avviene il processo
di organicazione (= trasformazione dalla forma inorganica alla
forma organica). L’assunzione di pesce contaminato da mercurio
da parte dell’uomo può essere molto pericolosa. Visto che il
mercurio si concentra maggiormente nei pesci di grossa taglia è
sconsigliato per le donne in gravidanza mangiare tonno più di una volta a settimana,
proprio per ridurre la potenziale esposizione al metallo.
Effetti tossici – Vapori di Hg: bronchiti corrosive, polmoniti interstiziali, tremori e per
esposizione cronica elevata eccitabilità a livello del SNC. Hg inorganico: eventi
corrosivi a carico del tratto gastrointestinale, danni renali (oliguria ed anuria). Hg
organico (metilmercurio): tossicità a carico del SNC (debolezza muscolare, perdita
della vista e dell’udito) e del feto (migrazione neuronale anormale).
Meccanismi di tossicità – Affinità per gruppi -SH di proteine, stress ossidativo,
interruzione della sintesi di DNA e proteine, risposte autoimmuni.
CADMIO – C’è stato un grande aumento del suo utilizzo dopo l’invenzione delle
batterie al cadmio. Lo troviamo prevalentemente: nel fumo di tabacco, nelle
ceramiche, nei coloranti, negli animali terrestri (si deposita principalmente nel fegato e
nei reni), negli animali acquatici (crostacei, molluschi), in alimenti vegetali
Introduzione nell’ambiente per via atmosferica e
attraverso depositi di materiali solidi (legame con
acidi umici nel terreno).
Presenza significativa in alimenti vegetali
Animali terrestri: poco (fegato e reni si scartano)
Animali acquatici (crostacei, molluschi)
Coloranti
Ceramiche
Contributo fondamentale del fumo di tabacco
Distribuzione nell’organismo – Il cadmio nel sangue si trova
legato al glutatione. Quando il sangue arriva a livello
epatico potrebbe essere eliminato dalla bile ma nella
maggior parte dei casi si slega dal glutatione e si lega alle
metallotioneine. Arriva poi livello renale, soprattutto a
livello delle cellule tubulari, dove si verifica la scissione
metallo-metallotioneina. In questo modo esplica la sua
tossicità.
Tossicità acuta – L’inalazione può portare a morte. Asma, febbre ed edema polmonare
tossico. L’esposizione per via orale causa irritazione delle mucose del tratto
gastrointestinale
Tossicità cronica – Effetti polmonari fino all’enfisema. Il rene è il bersaglio della
tossicità cronica (nefropatia con sintomo di intossicazione). Il meccanismo della
nefropatia è associato alla metallotioneina. Danno a livello del metabolismo dei
minerali che costituiscono le ossa ----> dolore osseo,
osteomalacia e osteoporosi.
Interazione Cd-Ca (mimetismo) – Il Cd inibisce la colecalciferolo
idrolasi (CCH) e quindi l’assorbimento di Ca dall’intestino.
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Inoltre i due elementi competono per la proteina legante il Ca nella mucosa
intestinale.
PIOMBO – Esposizione soprattutto ambientale, limitata attraverso la catena
alimentare (la principale esposizione è per le verdure a foglia larga). È assorbito
soprattutto per via gastrointestinale, ma anche per inalazione o attraverso la cute
Dopo l’assorbimento, più del 95% Pb è legato agli eritrociti (piombemia nel sangue).
Tempo di dimezzamento nelle ossa: 20 anni, nei tessuti molli 20 giorni.
È pericoloso soprattutto per i bambini che hanno un assorbimento GI maggiore
rispetto agli adulti e un comportamento igienico scorretto (mani in bocca).
Contaminante ambientale: 200.000 tonn/anno nelle benzine (USA, 1980) 1/5
produzione totale, 1 tonn/giorno (Parigi, 1980). largamente usato dall’industria
(vernici, gomme, resiste alla corrosione), ma facilmente attaccato da acidi
deboli(carbonico, citrico, tartarico), penetrazione intestinale variabile con età, sesso,
condizioni fisiologiche.
Pb in Groenlandia Pb negli alimenti
Fonti di contaminazione
Bevande
- acqua potabile (tubazioni, acque da terreni granitici)
- vino (trattamenti, capsule)
Alimenti (poco): non è sistemico per le piante
Colture e allevamenti vicino a strade
Stoviglie e imballaggi
Sigarette
Tossicità acuta – Evento raro, associato a vomito, coliche intestinali, ipotermia, calo di
pressione → danno a fegato, reni, SNC, anemia emolitica ed emoglobinuria.
Tossicità cronica – Effetti ematologici per
azione inibente su enzimi coinvolti nelle
sintesi dell’eme → anemia (piomboemia
ematica). Il Pb interviene in due step
fondamentali nella formazione di
emoglobina rendendola più fragile (si
rompe e da anemia).
I due step in cui il piombo interviene nella
biosintesi dell’eme sono:
- Ala deidrogenasi, enzima che
converte Ala in porfobilinogeno
quindi accumulo di Ala e scorretta
formazione di eme
- Ferrochelatasi, cioè l’enzima che incorpora il ferro nell’emoglobina
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Effetti neurologici, neuropatie periferiche basate su disturbi funzionali delle fibre
nervose motorie (per azione sulla mielina - adulto).
Encefalopatia da Pb nel bambino che si manifesta anche con un ridotto QI e nei casi
più gravi si ha tremore ed atassia (dall’eccitazione fino alla depressione respiratoria
che porta alla morte).
TRATTAMENTO DELL’INTOSSICAZIONE DA METALLI: CHELAZIONE
Trattamento dell’esposizione a metalli tossici → prevenzione o antagonismo
Alternativa secondaria alla riduzione o alla prevenzione dell’esposizione
Consiste nella formazione di un complesso nel quale lo ione metallico è
-
associato ad un donatore di e , dotato o meno di carica, definito ligando
Gli agenti chelanti non sono specifici.
Caratteristiche:
Solubili in acqua
Non venire metabolizzato
Raggiungere i siti dove è presente il metallo
Formare con metalli tossici complessi non tossici
Essere escreto
Basse affinità con i metalli essenziali (Ca e Zn). Questo inconveniente può
essere eliminato somministrando il chelante con il metallo essenziale (CaNa-
EDTA)
Ridotta azione tossica (CaNa-EDTA-nefrotossico, dimercaprolo-tachicardia,
nausea, penicillamina-allergizzante)
BAL (British Anti Lewisite) – Composto ditiolico con due atomi di S su atomi di C
adiacenti, compete con i siti critici di legame responsabili degli effetti tossici. Forma
chelanti stabili con Hg0, An, Bi, Cd, Cr, Co, Ni. Utilizzato nel trattamento
dell’encefalopatia acuta da Pb.
DMPS (acido 2,3 dimercapto 1-propansolfonico) – Derivato del BAL, solubile in acqua.
Riduce gli effetti collaterali e la tossicità del BAL. Somministrabile per os. Impiegato
nella ex URSS per intossicazioni di metalli. Utilizzato nell’aterosclerosi.
DMSA (acido meso-2,3-dimercaptosuccinico) – Analogo strutturale del BAL. Riduce i
livelli ematici di Pb. Somministrabile per os. Non aumenta l’escrezione di Ca e Zn.
PENICILLAMINA – Utilizzato nella malattia di Wilson (intossicazione da Cu). Efficace
nella rimozione da Pb, Hg, Fe. Rimuove anche metalli essenziali (Zn, Co, Mn). Induce
reazioni di ipersensibilità. Reattività crociate con le penicilline.
EDTA – Impiegato il sale di Ca. Somministrazione parenterale. Farmaco di scelta per il
trattamento dell’intossicazione da Pb. Potenzialmente nefrotossico (Ca-EDTA).
DESFEROSSAMINA – Isolata da Streptomyces pilosus. Notevole affinità per Fe2+, bassa
affinità per il Ca. Compete con il Fe della ferritina e dell’emosiderina ma non con quello
della transferrina, dell’emoglobina e degli enzimi contenenti eme. Somministrazione
parenterale. Numerosi effetti tossici (ipotensione, eruzioni cutanee, cataratta).
DTPA (acido dietilentiaminopentacetico) – Proprietà chelanti simili all’EDTA. In terapia
si impiega il sale di Ca. Impiegato per chelare metalli radioattivi.
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EFFETTI TOSSICI DI FITOFARMACI
PRODOTTI FITOSANITARI
I fitofarmaci sono composti naturali o di sintesi utilizzati per eliminare specie animali o
vegetali considerati inutili o dannose per l’uomo.
Vantaggio economico (aumento quantitativo e qualitativo della produzione
agricola).
Salvaguardia della salute pubblica (per evitare trasmissione di patologie dovute
a vettori).
Il primo pesticida utilizzato è il DDT. È stato però successivamente bandito dal mercato
per il suo potere lipofilo e cancerogeno. Da quel momento in Africa la malaria era
proliferata a dismisura, quindi, è stato reintrodotto nel mercato in piccole dosi.
Principali implicazioni tossicologiche
- La maggior parte della popolazione è esposta a dosi minime di fitofarmaci
(residui alimenti, acque contaminate)
- Un limitato settore è esposto per motivi professionali
- Una minima parte è esposta a dosi elevate in seguito ad ingestioni accidentali o
intenzionali
CONTAMINANTE ALIMENTARE - Categoria omnicomprensiva contenente sostanze
eterogenee che non sono aggiunte volontariamente agli alimenti ma che provengono
dall’ambiente in cui il prodotto è coltivato, allevato, trasformato, immagazzinato,
distribuito e consumato.
FITOSANITARI - Dall’antichità: zolfo, piretro, nicotina, arsenico. 1882: azione
fungicida del Rame (Cu). Primo pesticida sintetico commerciale (Paul Muller, Ciba
Geigy, 1939): DDT. Attualmente oltre 1300 composti
Si classificano in: insetticidi (clor
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