TOSSICOLOGIA SPECIALE
VALUTAZIONE DEL RISCHIO TOSSICOLOGICO
Per ogni categoria di composti chimici, l’obiettivo principale è il mantenimento della
sicurezza per l’uomo
Pericolo (“hazard”): proprietà tossicologiche intrinseche del composto chimico
Rischio : probabilità che un effetto (evento) avverso si verifichi quando un
prodotto contenente un composto “pericoloso” è usato in una maniera
permessa
Sicurezza (“safety”): il livello a cui è il rischio è stato limitato. Si basa sul
bilancio del rapporto rischio/beneficio, in cui il rischio derivante è nettamente
superato dai vantaggi portati dal quel composto
Il rischio tossicologico è di norma estremamente difficile da quantificare →
inadeguatezza dei dati disponibili mancanza di conoscenza sui meccanismi d’azione.
Il rischio tossicologico è di norma estremamente difficile da quantificare per
inadeguatezza dei dati disponibili e mancanza di conoscenza sui meccanismi d’azione.
La valutazione del rischio ha una componente scientifica (studio pre-clinico,
meccanismo) e una componente di presa in atto del dato scientifico.
Uno xenobiotico può esercitare diversi effetti su diversi organi, target e la condizione
di utilizzo deve essere unica. Guardare una moltitudine di dati e di informazioni
associate alla molecola contemporaneamente. (visione a 360! In cui tutte le
informazioni devono essere guardate insieme per avere una valutazione unica).
Molecole messe in commercio prima degli anni ’80 rappresentano un problema perché
non hanno dati di riferimento, non era necessario tutto il processo attento che
abbiamo ora.
Ci sono leggi e normative che identificano
come deve essere gestito uno xenobiotico in
funzione della sua destinazione d’uso.
Ci sono leggi per ogni ambito applicativo!
Abbiamo leggi per farmaci ad uso umano e
veterinario, leggi per pesticidi ovvero farmaci
per le piante, la legge sui composti chimici
che non sono farmaci, la legge sui fertilizzanti
che sono una categoria particolare, la legge
sugli alimenti o meglio sui residui intenzionali
o non che possiamo trovare nell’alimento, la
legge sulle emissioni in atmosfera, la legge
sul trasporto di sostanze pericolose. Ogni tipo
di legge richiede obbligatoriamente la
conduzione di prove tossicologiche a supporto
delle possibili proprietà pericolose per la salute.
Le normative dicono se c’è una necessità di prove tossicologiche ma non dicono
“quali”, quindi il compito del tossicologo è difficile. I farmaci vengono indirizzati a
popolazioni di fragilità per cui l’informazione tossicologica deve essere massima, così
come massima è l’attenzione ai residui che troviamo negli alimenti.
Per quanto riguarda i farmaci si ha la RICHIESTA DI MASSIMO.
Informazioni sugli effetti su animali di laboratorio e sull’uomo, necessarie per la
valutazione finale di un composto chimico
- Tipo di effetto - Meccanismo - Tossicità acuta
generale d’azione
- Tossicocinetica
1
- Tollerabilità subcronica e - Effetti sul sistema
cutanea e delle cronica immunitario
mucose - Genotossicità - Ulteriori effetti
- Effetto - Cancerogenicità - Dati
sensibilizzante - Tossicità sul epidemiologici
- Tossicità sistema
subacuta, riproduttivo
Questo tipo di vastità di richiesta tossicologica è imperativa per il farmaco, per il
fitofarmaco e per gli alimenti.
Il tipo e l’estensione delle prove tossicologiche necessarie per l’applicazione di una
legge dipendono dall’impiego previsto e dalle caratteristiche delle sostanze o del
preparato da regolamentare, dalla tipologia di popolazione interessata.
Tali prove possono essere molto differenti sia all’interno di una stessa legge per
sostanze o preparati differenti, che da legge a legge.
Per la maggior parte delle leggi non è fissato alcun ambito di prova predefinito.
Tutte le nuove sostanze, cioè quelle che vengono immesse sul mercato UE dal 1981,
devono prima seguire un procedimento di notifica armonizzato per i paesi membri
della UE.
L’insieme dei dati da esibire, cioè le ricerche sperimentali, si basano sulla quantità di
sostanze immesse sul mercato. Tanto maggiore è la quantità commercializzata, tanto
più vasto è l’insieme di prove (procedimento a stadi) (quantitativi di immissione
inferiori ad una tonnellata/anno, 100 tonnellate/anno, 1000 tonnellate/anno) = regola
del “tonnellaggio”.
Per quantitativi da 10 kg ad una tonnellata è possibile una notifica semplificata.
Valutazione del rischio - È la caratterizzazione scientifica sistematica dei
potenziali effetti avversi sulla salute che derivano dall’esposizione dell’uomo ad agenti
o a situazioni pericolose.
Non devo arrivare a trasferire l’azzardo alla realtà umana altrimenti avrei un pericolo
di andare nelle “paranoie” (ogni sostanza → cancerogena). Se non ho il dato
epidemiologico che mi conferma sull’uomo quell’effetto allora rimane un azzardo.
Il processo di valutazione del rischio richiede tre fasi che portano alla caratterizzazione
del rischio (dove termina la scientificità della valutazione a cui segue la gestione del
rischio che è appannaggio degli organi regolatori che devono prendere le decisioni in
termini di ammissibilità o meno all’uso di quello xenobiotico e nella definizione dei
limiti per legge permissibili):
Valutativa scientifica → è la caratterizzazione. Prendo in analisi l’azzardo, le
relazioni dose risposta, potenziale esposizione prevista per la sostanza. Queste
tre cose mi portano alla caratterizzazione della molecola (qui finisce il lavoro
della tossicologia.)
Agenzie regolatorie → organi legislativi. La tossicologia è l’unica materia che
porta il rischio nell’ambito regolatorio. Per cui nella fase della gestione del
rischio gli enti regolatori preposti prendono le decisioni in base alle valutazioni
di fattibilità che guardano anche i costi, il destinatario, l’importanza della
sostanza.
Questo processo è dinamico, ogni volta che si hanno informazioni scientifiche nuove o
mi cambia l’attitudine sociale all’uso della sostanza (es. edulcoranti prima solo per
diabetici ora a tutti) la valutazione del rischio si fa di nuovo. Altrimenti ogni 10 anni.
Obiettivi della valutazione del rischio:
Bilancio rischio-beneficio di farmaci e fitofarmaci
Definizione dei livelli critici di rischio: contaminazione del cibo, inquinanti
nell’acqua 2
Definizione delle priorità per programmare le attività: aziende regolatorie,
industrie, organizzazione dell’ambiente e del consumatore
Stima dei rischi residui e grado di riduzione del rischio dopo l’applicazione dei
provvedimenti correlati
Criteri di giudizio del rischio
Una volta che un potenziale pericolo è stato esaminato, si presentano due domande:
qual è il rischio? È questo accettabile/tollerabile?
L’accettabilità dipende da 3 fattori:
Livello di rischio (frequenza con cui l’evento si verifica)
Definizione dell’evento biologico (morte, severità del danno)
Stato dell’individuo target (“normale” o “vulnerabile”)
Fattori di variabilità
Esposizione (durata, dose, via di esposizione): quale popolazione e quale popolazione
è più esposta?
Suscettibilità (età, stati pato/fisiologici, fattori genetici e/o acquisiti): quale popolazione
è suscettibile, indipendentemente dai livelli di esposizione?
Se, attraverso la valutazione del rischio proteggo questa/e popolazione/i proteggo
anche la popolazione generale.
Fattori di incertezza del dato sperimentale (qualità degli studi disponibili), del modello
sperimentale (specie animale rilevante durata dello studio) animale rilevante, durata
dello studio, della estrapolazione dei dati animali → uomo e alte dosi sperimentali →
basse dosi reali.
Introduzione dei fattori di sicurezza (o incertezza) per tenere conto della variabilità e
dell’incertezza nella determinazione dei valori di riferimento.
Studi epidemiologici vs studi tossicologici
Principali differenze:
Dose e lunghezza di esposizione
Omogeneità/eterogenicità
Rilevanza dei dati
Queste differenze diventano ancora più significative se consideriamo i composti ad
attività cancerogena
Sperimentali: si somministra la sostanza con precise modalità (dose, tempo, via acc.) e
se ne studiano gli effetti tossici. L’esposizione alla sostanza è controllata. L’esposizione
ad altre sostanze è eliminata o comunque controllata (gruppi di controllo).
Epidemiologici: si studiano dli effetti di una sostanza su popolazioni umane che sono
comunque esposte alla sostanza, presente nell’ambiente o somministrata a scopo
terapeutico. L’esposizione non può essere controllata (tranne che per i farmaci). Gli
individui sono contemporaneamente esposti a molte altre sostanze o condizioni che
possono influenzare l’effetto.
Approccio legato a valori soglia - Per quasi tutte le sostanze esiste un livello, seppure
elevato, in grado di produrre un qualche effetto dannoso in un sistema biologico. Per
quasi tutte le sostanze esiste un livello minimale in grado di non produrre alcun effetto
dannoso in un sistema biologico.
Quindi: per ogni sostanza dobbiamo identificare due soglie, due concentrazioni, che
definiscono l’ambito di concentrazione accettabile, in cui ci possiamo muovere per
definire le condizioni espositive. Un perimetro dettato da una dose di non effetto e una
dose di primo effetto. Abbiamo così definito l’ambito di concentrazione in cui
muoverci. I valori soglia li troviamo dai dati, dai test e dagli studi sull’animale da
3
esperimento da cui per ogni aspetto tossicologico associato all’azzardo avremo questi
limiti che dobbiamo poi confrontare nella loro globalità per trovare un’unica condizione
di utilizzo (unica concentrazione). Dagli studi pre-clinici otteniamo delle risposte,
desumiamo dei valori soglia, uno di non effetto e uno di primo effetto. Questi due
valori servono a identificare i valori LIMITE che sono quelli indicati dalle varie agenzie
regolatorie competenti e che indicano le modalità di esposizione.
VALORE SOGLIA: modello sperimentale, estrapolati dalle prove tossicologiche
sui modelli sperimentali che vengono ad identificare la dose più bassa di non
effetto e la dose più alta di effetto, ovvero relazione dose risposta
VALORE LIMITE: concentrazione massima possibile presente per l’utilizzo =
vanno a definire le modalità d’uso di una sostanza chimica
Valutazione dei livelli critici di rischio - I valori limite per i composti chimici vengono
fissati per proteggere l’uomo e l’ambiente dalle sostanze pericolose.
NOAEL
La : livello di dose più alta a cui non si
osserva effetto avverso nella specie animale più
sensibile ma sempre in un numero maggiore di 1
(non un animale) in studi di tossicità a dose
ripetuta.
LOAEL
La : la dose più bassa a cui compare
l’effetto dannoso (primo effetto tossico che
corrisponde al 5-10% della risposta) nella specie
animale più sensibile negli studi di tossicità a dose ripetuta.
Se la valutazione del rischio si basa sui valori soglia l’identificazione del valore soglia
deve essere inequivocabile. C’è una definizione ferrea di cosa è la NOAEL e di cosa è la
LOAEL.
La difficoltà sta nell’identificare dai report sull’animale i valori. Tutte le valutazioni del
rischio hanno una formula matematica in cui al nominatore c’è il valore soglia → se
sbaglio a identificare il valore soglia, il concetto di sicurezza è completamente alterato.
ES. legge degli alimenti: tutto quello che entra intenzionalmente nell’alimento (anche
come residuo) o che l’alimento subisce dall’esterno vengono gestite in questo modo.
Admissible Daily
La valutazione ha l’obbiettivo di identificare come valore limite la
Intake (ADI) - Il valore di ADI rappresenta la stima della quantità di sostanza
chimica che può essere ingerita giornalmente nell’intero arco della vita dell’uomo
senza rischio apprezzabile per la salute allo stato delle conoscenze attuali. ADI in
tossicologia si chiama “peggiore scenario di esposizione” che può essere realistico o
no. Ogni volta che leggiamo un valore limite sappiamo che è al sotto della ADI per
quella sostanza.
NOEL
=
ADI SF
SF: safety factor o fattore di sicurezza.
Ogni volta che si ha un’incertezza/criticità
si abbatte di un ordine di grandezza ossia
si divide per 10.
Le due più grandi incertezze sono la
variabilità intraspecie (diversa sensibilità
mostrata dalla popolazione rispetto al
modello animale che è omogeneo) per
cui il fattore di sicurezza diventa 10, poi
c’è il grande fattore dell’estrapolazione 4
animale/uomo quindi la differenza interspecie per cui il fattore di sicurezza diventa
100.
Per le molecole che si vogliono mettere in commercio il valore limite per i residui negli
NOAEL/100
alimenti viene calcolato come . Tutti i meccanismi di cancerogenesi, di
genotossicità e dose-indipendenti non sono ammessi.
Se si supera l’ADI? Se si supera il valore limite, si supera un valore legale. L’azienda
produttrice va incontro a una serie di problemi, non il cittadino che compra l’alimento.
Con la stagionalità, con la settimana, con l’età cambiamo alimentazione per cui noi
assumiamo una ADI più di 1000 volte più bassa di quella indicata. Noi abbiamo una
dose animale di NON EFFETTO che viene già abbattuta di due ordini di grandezza
dall’irrealistico ADI, di cui noi già normalmente mangiamo un migliaio di volte in meno.
Quindi se noi partiamo da 1 io mangio 10 alla -5. Il residuo quindi nell’alimento sono
PARANOIE.
Ovviamente dipende di che inquinante si parla e di quanto viene superata l’ADI ma di
norma è così. Si arriva a SF 1000 come fattore di sicurezza se ho dei dubbi nella
NOAEL, cioè non ho la NOAEL da studi di tossicità a dosi ripetute ma solo in acuto (non
ho la NOEAL giusta, è lontana da quella che mi serve).
Questo è applicabile solo alla legge degli alimenti → se voglio registrare un pesticida
che mi entra come residuo nell’alimento ed è cancerogeno o mutageno questo non è
registrato all’uso, non entra nell’alimento. Se io avessi un meccanismo di tossicità
probabilistico non avrei la NOAEL, per cancerogeni o genotossici non esiste una dose
di non tossicità.
Se ho il contributo da due matrici alimentari (cibo e acqua ad esempio), il valore limite
è: Il Q.M.R. È LA QUANTITÀ MASSIMA DEI RESIDUI DEI PRINCIPI ATTIVI NEI CIBI E
NELL’ACQUA POTABILE. Si parte dall’ADI/2 x 10, il 2 sono i litri di acqua che
mediamente beviamo al giorno. Sistema estremamente garantista a favore della
salute. TDI = dose
Lo stesso concetto dell’ADI può essere applicato per il calcolo del
tollerata ammissibile .
Si fa per quelle sostanze che accidentalmente (quindi non intenzionalmente) possiamo
trovare nei nostri alimenti: micotossine, metalli pesanti ecc. Sono inevitabili, non
possiamo eliminarli del tutto, dobbiamo tollerarli e normarli.
Quindi l’ADI riguarda qualcosa di intenzionale, il TDI riguarda qualcosa di accidentale.
Fin ora abbiamo visto alimenti e acqua. Per quanto riguarda i farmaci, essi sono
MOS =
governati dall’indice terapeutico (dose letale 50/ dose efficace 50) e dal
margine di sicurezza .
dose letale 1
MOS= dose efficace 99 Margine di esposizione (MoE)
Il calcolo del cosiddetto “margine di esposizione” (MoE in breve) è usato dai valutatori
del rischio per analizzare possibili timori in termini di sicurezza connessi alla presenza
di sostanze sia genotossiche sia cancerogene in alimenti e mangimi.
Il MoE rappresenta il rapporto tra due fattori che, in una data popolazione, valuta il
quantitativo di sostanza alla quale un effetto avverso minimo ma misurabile viene
osservato per la prima volta e il livello di esposizione alla sostanza in questione.
M 0 E=NOAEL o LOAEL(¿ funzione del composto)/ ESPOSIZIONE
5
Quando tale margine è molto ampio (più ordini di grandezza) si può accettare la
presenza o l’uso di una sostanza genotossica e cancerogena solo quando ritenuta
indispensabile o in caso di frode o contaminazione accidentale.
Esempio:
NOAEL = 25 mg/kg pc -4
Esposizione = 0.0005 mg/kg pc (5 x 10 )
MoE=25/0.0005=50000
Tanto più è grande il numero quanto più è accettabile il rischio. Il numero in media
deve essere grande almeno tre ordini di grandezza (1.000). In realtà per sostanze che
hanno un azzardo molto basso può essere superiore a 100.
Per le sostanze cancerogene deve essere superiore a quattro o cinque ordini di
grandezza (100.000). In questo calcolo ci sono due ordini di difficoltà: calcolare in
modo corretto sia il valore soglia che l’esposizione.
La MoE deve essere calcolata a priori, prima di mettere un qualsiasi xenobiota in
commercio. Può essere valutata anche dopo, per capire se ci sono state
contaminazioni, frodi.
Ad esempio, negli ultimi anni abbiamo visto che sono stati ritirati alcuni lotti di farmaci
(come i sartani o gli inibitori della pompa protonica) perché contenevano dei
contaminanti.
Per quanto riguarda il farmaco: il PA segue la legge del farmaco, l’eccipiente segue la
legge degli alimenti. Quindi in una compressa abbiamo 3 leggi che la
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