Torquato Tasso. La Gerusalemme liberata.
ANALISI GERUSALEMME LIBERATA. (Canti e ottave fatte le trovi su Virtuale)
L’altra volta abbiamo fatto l’incipit della Gerusalemme liberata.
È un’ottava. Si vedono le differenze rispetto all’Ariosto, soprattutto riguardante i temi. Rappresenta dei personaggi che
sono vicini nel tempo storico. Io del poeta.
Tasso invece rovescia il tutto. Il tema è quello delle armi. C’è un programma di scrittura già dal suo incipit. Il Capitano
è Goffredo di Buglione. Infatti, Tasso voleva chiamare Il Goffredo.
I cavalieri cristiani cadono nel peccato e perdono la retta via. Gli errori diventano morali. Goffredo però riuscirà a
ritornare sulla via giusta. Riesce a mantenere così unito un esercito così vasto. Questa è la sua funzione. Gli errori dei
compagni sono storie che producono dei miglioramenti nei compagni di Goffredo. Non in tutti.
Ci sono tante nozioni del testo letterario che dovrebbero essere note ma non precisamente.
La metrica riguarda il metro cioè la misura dei versi.
Dobbiamo partire dall’ultima vocale tonica e la rima include tutti gli altri elementi, i suoni fino ad arrivare alla fine
della parola. Quando si va a capo implica che bisogna fare una pausa.
Un effetto di eco che noi colleghiamo quasi senza accorgercene.
Endecasillabi sciolti.
Rime prima ottava:
Rima alternata ABABAB
Rima baciata gli ultimi due versi CC
La terzina ha una rima incatenata. (ABA BCB CDC …)
L’apostrofo è il segno dell’elisione.
Tutti gli endecasillabi hanno questo accento dominante.
Gli altri possono variare.
Gli accenti fondamentali sono quelli di sesta e di decima.
Endecasillabo “A maiore” → Significa “dal maggiore”.
A minore
I due emisferi dell’endecasillabo si chiamano emistichi, endecasillabo giambico.
Seconda strofa:
Musa celeste.
Anafora → ‘tu’ che viene ripetuto: come una preghiera.
Tema del rapporto tra vero e i fregi, tema del poeta che tesse un tessuto.
Inganno che non è dannoso. La medicina amara viene assunta senza problemi.
Miscuit utile dulci = frase di Orazio (mescolare l’utilità alla dolcezza).
Tasso racconta le sue peripezie della sua vita prima di arrivare a Ferrara. Ringrazia Alfonso per averlo accolto a Ferrara.
Tasso era costretto a seguire il padre prima a Venezia, poi a Padova e infine a Ferrara.
Quando si compiace di incontrare la pace (illusoria) racconta di essere stato un naufrago che ha rischiato di annegare
nella tempesta.
Tasso è sempre molto serio, invece gli altri autori sono più ironici parlando di sé stessi.
Si confronta contro una realtà meschina.
Tasso aumenta gli anni della crociata da 3 a 6 anni, perché vuole amplificare e metterla in rilievo. Lui sa che in realtà è
durata 3 anni.
Il sesto anno stava iniziando di ostilità e Tasso riassume gli eventi precedenti.
Vengono riassunte le vittorie dei crociati (la città di Nicea e quella di Antiochia e Tortosa).
Antiochia era una città importante.
L’obiettivo era quello di arrivare a Gerusalemme in Palestina.
Poi arrivò l’inverno e le ostilità si erano fermate.
L’imperfetto viene usato per indicare lo sfondo della situazione.
Lo scontro tra il bene e il male.
Comincia l’azione e quindi usa il passato remoto, e Dio è quello che fa tornare l’azione. Lo sguardo di Dio è totale, che
abbraccia tutte le cose. Preveggente, conosce tutto e in un attimo contempla la totalità delle cose, è onnisciente.
Il cosmo tassiano è quello di Dante.
Il Poeta è un piccolo Dio perché crea un microcosmo. Perciò lo sguardo di Dio porta a pensare anche alla figura di
Tasso che guarda la storia da lui raccontata.
Lo sguardo si focalizza sul campo cristiano e penetra nel profondo. Dio vede le motivazioni che muovuono gli uomini.
Il primo che vede è Goffredo. Ovviamente essendo quello più diretto a Dio, essendo mosso dalla Fede.
Dio vede dentro a Goffredo e all’ultimo gli interessa solo di cacciare dalla Santa Città gli empi ( empietas che è
contrario della pietas ) pagani. La fede, lo zelo, la volontà di difendere e affermare la Fede. Questo è l’unico desiderio
suo, mentre gli altri principi hanno altre volontà.
Dio vede Baldovino che invece è cupido. Cosa che disprezza Goffredo, infatti ha il compito di riportare sulla retta via i
suoi compagni.
Tancredi è mosso dall’ Amore, che gli provoca sofferenza, tanto che non è più interessato a vivere.
Boemondo era diventato re di Antiopia, ed è tutto preso da questo compito, tanto che non si ricorda più delle imprese
che rimangono da compiere.
Tancredi e Rinaldo.
La nona ottava non si conclude con un punto, anzi continua.
L’Enjambement sottolinea ed evidenza l’elemento che rimane in sospeso. È usato molto da Tasso.
Esempio: La parte in cui viene detto che a Goffredo non gli importa ciò che è effimero o mortale.
È una sintassi non lineare ma pieno di inversioni ed è perciò più complesso. I lettori devono fare più attenzione.
Rinaldo invece brama d’onore, gloria, fama. Rinaldo corrisponde un po' a quello che è Achille nell’Iliade. L’avventura
(Rinaldo). Non si può arrivare a Gerusalemme senza Rinaldo.
Tancredi non riu
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