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Topografia dell'Italia antica

Cartografia antica

Mappa di Bedolina: In Valcamonica dell'età del bronzo finale, una combinazione di elementi quadrangolari e ordinati finali di coppole che sono state ritenute raffigurazioni del territorio circostante.

I greci avevano probabilmente già compreso la sfericità; infatti, Eratostene nel 250 a.C. misurò il raggio della Terra e vide che da Assuan ad Alessandria c'erano 7°12' di distacco, calcolando così 5000 stadi.

Il primo documento cartografico è controverso, detto Papiro di Artemidoro, un geografo greco che scrisse un'opera dove affronta il problema del metodo. Questo papiro si trovava in un "cartomage" (cartapesta in gesso). Sono stati rinvenuti dei frammenti di questi, tra cui documenti amministrativi del I secolo d.C., diviso in molteplici pezzi e in varie epoche. Secondo Salvatore Sectis, il papiro sarebbe databile tra il I sec a.C. e il II d.C. Questo miscuglio di disegni e scritte fa supporre che abbia avuto almeno tre vite: la prima, nella quale era erroneamente raffigurata la Spagna; successivamente riutilizzato come album per schizzi, da qui le raffigurazioni di animali anche mostruosi fino alla fine del verso, infine il recto sarebbe stato utilizzato per contenere le esercitazioni grafiche dei pittori di bottega.

La Geografia di Tolomeo: Geografo greco, codificatore del sistema geocentrico. Si tratta di una carta del mondo abitato che presenta uno sviluppo delle terre in senso est-ovest e di numerose carte regionali. Egli, nella rappresentazione grafica, adotta varie proporzioni tra le quali quelle coniche, di cui usa le proprietà matematiche per rappresentare la Terra.

Tabula Peutingeriana: Carta itineraria del mondo antico redatta alla fine del III o nel IV secolo d.C. Il rotolo era costituito da 12 fogli di pergamena, dei quali si è perso i primi con la Spagna e l'Inghilterra. Rinvenuta all'inizio del Cinquecento e venuta in possesso di Konrad Peutinger, un tedesco in condotto con Carlo VI, è entrata nella Biblioteca di Vienna. La deformazione cartografica è notevole, con raffigurazione sviluppata nella direzione della longitudine e ridotta al massimo nel senso di latitudine. I mari sono molto ristretti, al punto tale che l'Italia sembra attaccata alla Dalmazia, e per la deformazione obliqua di Genova viene a ritrovarsi quasi davanti a Tunisi. Rispecchia per questo la concezione antica della cartografia, per la quale la rappresentazione doveva essere dedicata alle zone più importanti e densamente abitate. Importante anche per la raffigurazione delle reti stradali. Inoltre, molte città, oltre al nome, avevano anche disegni simbolici, come Roma, Costantinopoli e Antiochia.

Scudo di Dura Europos: Di forma circolare su pelle, trovato a Dura Europos, dove erano state costruite delle fortificazioni a difesa dei persiani nel Mar Nero del III secolo dalla XI Legione, sui cui brandelli figurano parti del Ponto Eusino.

Mappa di Madaba (542-562 a.C): Rinvenuta durante la costruzione di una chiesa nel 1890 tra i resti di una chiesa precedente. Mosaico che rappresenta l'itinerario da percorrere per raggiungere Gerusalemme, corredato di didascalie in greco che segnano i principali siti biblici come la Palestina, con una serie di vignette e didascalie.

Formae

I romani chiamavano le carte "formae". Ne vediamo esempi nel catasto d'Orange, una serie di lastre con incise le codificazioni. Le lastre di marmo, divise in 3 gruppi (A, B, C), segnano le strade e i limiti dei campi, suddivisione in centurie del territorio.

La Forma Urbis: Monumento planimetrico che ci è avanzato dall'antichità, raffigura la pianta di Roma redatta al tempo di Settimio Severo, affissa in un'aula del Foro della Pace a Roma. La scala è di 1:240, rappresentazione dettagliata di tutti gli edifici; su molti luoghi sono indicati anche i nomi.

Itinerari: Guide per i viaggiatori che fornivano indicazioni sulle principali strade dell'impero, divisi in "adnotata", cioè formati da elenchi scritti, oppure "picta", consistenti in raffigurazioni cartografiche. Identificate le vie e le tappe principali.

Cartografia moderna

Il primo impulso a studi cartografici moderni è dovuto ai geografi. Alla metà dell'Ottocento, l'opera cartografica dell'istituto geografico militare (IGM) ebbe a rilevare quasi tutti gli stati italiani. Hanno grande sviluppo le mappature catastali con le figurazioni di settori territoriali; compaiono anche le prime carte geografiche su base geodetica con insieme di dati altimetrici.

Viene utilizzato il sistema UTM, cioè proiezione universale trasversa di Mercatore, per evitare un'eccessiva deformazione della riproduzione tridimensionale in bidimensionale, dividendo così il foglio in gradi, per esempio, l'Italia è divisa in 12.

La carta geografica dell'Istituto geografico militare è divisa in 4 quadranti con rilievi di 50000, ognuno di questi suddiviso a sua volta in altre quattro parti.

Dobbiamo prendere in considerazione anche la declinazione magnetica certa distribuzione di che forma o un campo magnetico del tutto preciso.

La fotografia aerea

Mezzo efficacissimo per la ricerca del mondo antico che si sviluppa soprattutto grazie anche al supporto dell'aeronautica militare. Il primo che faceva le prime foto aeree era Nadar nel 1858, che scattò foto da una mongolfiera. Agli inizi del '900, invece, Bori utilizzò il pallone frenato per fotografare il foro romano, dove videro un'iscrizione di un certo Naevius.

Nel 1907 e nel 1911 furono eseguiti appositi rilevamenti aerei per lo studio del porto di Claudio e di Traiano, fu possibile ricostruire la conformazione del bacino interno del porto. I rilevamenti aerofotografici eseguiti a scopo bellico nell'ultimo conflitto su tutto il territorio nazionale, soprattutto quelli della RAF e della USAF, che facevano ricognizioni per bombardare le aree, sono documenti fondamentali per gli archeologi.

Le foto aeree vengono fatte grazie a un apparecchio coordinato ai sensori dell'aereo che calcola la velocità in base alle esigenze di copertura del terreno. Le foto possono essere verticali, perpendicolari di 5°, o oblique, meno sicure perché c'è la probabilità di cadere in difetto. Il numero minimo di foto sono almeno due per riuscire a capire bene la forma del terreno; una serie di foto viene chiamata "strisciata". Sovrapposizione longitudinale di 60% e laterale di 30%. L'angolo di parallasse indica il valore dell'angolo di spostamento; in geografia, viene utilizzato per determinare il profilo altimetrico, si effettuano foto regolari e parzialmente sovrapposte in modo che per ognuna siano predisposte due immagini per rappresentare la linea di quota delle carte geografiche.

Per leggere le foto aeree vengono utilizzati attrezzi appositi, tra i quali:

  • Stereoscopio tascabile, in pratica occhiali su un treppiede
  • Stereoscopio da tavolo, si sovrappongono due foto adiacenti e si riesce a notare elementi del terreno

Tuttavia, le foto aeree non sono misurabili con precisione perché possono incorrere delle alterazioni come:

  • L'aberrazione cromatica, dove ogni lunghezza d'onda ha un grado di rifrazione
  • Aberrazione sferica, i raggi possono non convergere perfettamente tutti nello stesso fuoco e avviene la sfocatura
  • Distorsione a cuscino e a botte
  • Abbattimento radiale, con una foto aerea nel punto a piombo sotto l'asse dell'obiettivo viene giusto, ma se utilizziamo la foto obliqua il muro si vede solo la cresta perché la foto non è centrale
  • Distorsione di inclinazione
  • Distorsione di altezza, un oggetto più è lontano dall'obiettivo e più appare piccolo per questo si deve fare la fotogrammetria con la doppia immagine

La fotogrammetria si può avere in due modi:

  • Analogico: Vecchio sistema per il quale si utilizzavano le lastre fotografiche impostate su di un macchinario con faretti uno rosso e uno verde, dai quali vediamo in stereoscopia solo si incorre spesso nei problemi di calibrare in maniera tale che si veda la foto nitida.
  • Digitale: Con digit fatto al pc che in questo caso le lastre vengono inserite nel pc e con i parametri che impostiamo noi elabora la lettura della foto.
  • Digitale totale: Più semplice e veloce da utilizzare ma ancora non standardizzato per via del costo eccessivo del macchinario, in pratica si tratta di un congegno che elabora senza nemmeno le lastre la foto solo con le coordinate inserite.

Esistono collezioni di foto aeree che possiamo trovare nelle varie fototeche, le più rilevanti sono quelle di Boni con scatti aerei fino al 1960, Sara Nistri privata che ha donato le sue foto.

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Ingegneria civile e Architettura ICAR/06 Topografia e cartografia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher storia92 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Topografia e cartografia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Liverani Paolo.
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