Tiziano
Alcuni datano la nascita di Tiziano al 1477, la storiografia moderna invece tra il '88 e il '90 sul dialogo della pittura di Ludovico Dolce che sostiene che Tiziano non avesse ancora 20 anni quando collaborò con Giorgione. Il Vasari invece sostiene che sia nato nell'80. Tra '80 e '85 è la tesi più avvalorata che si poggia su un'opera Jacopo Pesaro presentato a San Pietro da Papa Alessandro VI.
Olio su tela
Il dipinto celebra la vittoria contro i turchi nel 1502 dalle forze navali del papa Borgia al comando di Pesaro della Serenissima. Il dipinto fu commissionato a Tiziano subito dopo l'evento, poiché troppo importante per non essere subito raffigurato. Poiché Pesaro avrebbe avuto circa 40 anni la paletta di Anversa sarebbe stata fatta tra il '53 e il '56. Tiziano avrebbe avuto all'incirca 20 anni.
L'interpretazione di quest'opera pone Tiziano e Poi Del Piombo come figli eredi di Giorgione, nell'opera infatti Tiziano supera i modelli di Bellini e Carpaccio, introducendo la novità, mediando i modelli d'oltralpe lui ad attivare la svolta naturalistica della pittura Veneziana. Ma Giorgione all'epoca quando giunse a Venezia nei primi anni del 1500 non riuscì mai a fondare bottega per cui è inverosimile che Tiziano e Del Piombo fossero stati suoi creati. Giorgione non fu mai capito bene e fu un pittore che si dedicò solo ad opere ad uso privato per un numero ristrettissimo di persone.
Colo che nei primi anni furono grandi sono sicuramente Bellini con la Pala di San Zaccaria, Carpaccio con Il ciclo della scuola degli Schiavoni e Cima con la Pala di San Pietro Martire. Il nuovo invece è Sebastiano con la pala di San Giovanni Crisostomo e il Giudizio di Salomone che venne a Roma spaventato dalla concorrenza di Venezia e attirato dalla borsa del banchiere Chigi. Tiziano invece è uno di quelli come Giorgione fuori dalla cerchia dei grandi, ma a differenza sua Tiziano vuole sperimentare nuove tecniche e avvicinarsi alla cerchia dei grandi.
Le prime opere di Tiziano
Nelle sue prime opere troviamo oltre alla paletta di Jacopo Pesaro: Cristo porta croce Olio su tela. Sullo sfondo Gesù che porta una croce e un manigoldo che gli cinge il collo con una corda. Gesù invita lo spettatore a partecipare alla sua sofferenza. Non si sa se l'opera è da attribuire a Giorgione di cui tipico i colori poco omogenei mentre sarebbe tipico di Tiziano la robustezza dei personaggi e la loro attiva partecipazione al dramma.
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Tiziano con spunto sul Rinascimento veneziano
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