The egoist – George Meredith 1879
Il romanzo è concepito come una serie di dialoghi, che raccontano l'accaduto, tra i protagonisti, mentre lunghi preamboli spiegano il carattere dei personaggi (attraverso il contrasto tra quello che pensano e quello che dicono piuttosto che quello che fanno) e traggono la morale dai dialoghi. Un illimitato numero di personaggi, riuniti nello stesso luogo, vicende familiari non eroiche ed un attento studio sull'egoismo gli conferiscono l'aspetto di una commedia, le cui scene si aprono e si chiudono con estrema chiarezza ed efficacia.
La trama procede ordinatamente, sviluppata in splendidi dialoghi nei quali emergono nitidamente i caratteri dei personaggi (soprattutto quello di Willoughby, egoista ed amante solo di sé stesso, e quello ottuso del padre di Clara, protagonisti assoluti della persecuzione psicologica della giovane); anche il coro delle vanitose donne pettegole ha una sua grazia ed una sua ragion d'essere; unità di tempo e spazio ed un nucleo chiuso di personaggi ne fanno una vera commedia, salvo i passaggi d'introspezione, peraltro pregevoli e sottili, nell'animo di Willoughby e Clara.
La struttura della commedia
La commedia si basa su di un intreccio assai semplice; la successione di promesse spose di Willoughby è il pretesto per definire, attraverso il martirio di Clara e le chiacchiere delle sue giovani ed anziane ammiratrici, la personalità dell'egoista (motivo psicologico), ed attuare uno scambio di coppie (motivo comico in senso lato, fonte, cioè, della suspense, nell'interesse della trama).
Scrittura e oscurità
Sull'opera di George Meredith ha per lungo tempo pesato una valutazione critica basata per lo più sui concetti di difficoltà stilistica e di oscurità semantica. Funzionale all'intero progetto autoriale, “oscurità” non equivale a “illeggibilità” tout court, poiché il testo rimane “oscuro” anche laddove se ne sia compreso il significato. Tanto più che Meredith sceglie non la descrizione fedele della realtà bensì una materia fatta di emozioni, sensazioni e percezioni.
Pur compromettendo la trasparenza del testo, lo scrittore è chiamato a optare per precise scelte stilistiche. La sua scrittura difficile consiste:
- A livello di discorso narrativo, nella coesistenza di modalità narrative che attraversano vari gradi del telling fino ai limiti dello showing, con un rimbalzo di voci che sposta continuamente il punto di vista.
- A livello linguistico:
- Nei paragrafi interminabili oppure brevissimi che non di rado stravolgono la punteggiatura e si ribellano sia alle regole della subordinazione sia grammaticali: sostantivi diventano verbi, vb→trans\intrans. (sintassi irregolare “Imaginative density and verbal violence” (John Donne)).
- Nel vocabolario di derivazione greco-latina.
- Nella metafora come veicolo di temi e idee ma anche percezioni.
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