Sylvia's Lovers – Elizabeth Gaskell
Il romanzo
Sylvia's Lovers (1863) impegna la narratrice in una ricostruzione storica improntata a una visione tragica della condizione femminile. Non è una storia d'amore quanto piuttosto un romanzo storico, per le minuziose ricerche sulla città costiera di Whitby – nella finzione ribattezzata Monkshaven – che testimoniano un ambizioso progetto volto a rappresentare la complessa rete di rapporti che collega i grandi avvenimenti storici ai destini individuali. È ambientata durante le Guerre Napoleoniche (Francia vs. Impero Britannico) e pone in primo piano la tematica delle reciproche interferenze tra sfere culturali diverse.
Spazi
- Brughiera/Haytersbank → fattoria dei Robson. Iniziale epicentro della diegesi, si caratterizza come locus verso cui sono convogliati i desideri di realizzazione dei due giovani che aspirano alla mano della fanciulla. Haytersbank Farm culturalmente e geograficamente si istituisce come una spazialità parimenti partecipe della vita del mare e quella della terraferma.
- Oceano → primitività, wildness. Il mare, vista la latitanza del reale, pare essere l'unica certezza possibile.
- Città → concretezza, razionalità. Sia l'oceano che la brughiera assumono una connotazione wild che rimanda al tema della primitività. Tra la terraferma di Haytersbank e la distesa d'acqua pare stabilirsi un permanente interscambio di esperienza, un'osmosi creativa che produce l'effetto di una perfetta integrazione dialogica tra gli elementi della natura.
Daniel e Belle Robson
Daniel e Belle Robson (genitori di Sylvia): se Daniel attualizza il tema della primitività nel desiderio di mobilità e nell'amore per il disordine, Belle, proveniente dal Cumberland, diviene veicolo di valori che non rimandano né alla marineria né al mondo rurale. Ed è il suo silenzio, inteso come espressione di un'incapacità di adattamento a quell'incrocio di culture diverse, che fa scattare la molla dell'evasione, spingendo il suo sguardo oltre la brughiera, verso la città marinara e la sua promessa di una vita più raffinata e meno primitiva.
Le coppie (1 genitore + 1 amante)
Analogie
- Belle-Philip: Belle ha un atteggiamento positivo verso il nipote Philip, un "serious-looking young man" di buona istruzione e con la volontà di svolgere il suo lavoro con il massimo zelo.
- Daniel-Kinraid: Vicino all'ethos di quel "wild north-eastern people", di cui Daniel Robson sembra essere il campione, appare Kinraid che, con il suo ribellismo primitivo e selvaggio, esibisce le caratteristiche che lo fanno eroe. Le voci dei due uomini, quasi confondendosi con la mitica sonorità dell'oceano, attivano un universo linguistico sovraccarico di metafore.
Sylvia Robson
Sylvia Robson – eroina che incarna soprattutto nella sua finale solitudine senza speranza l'itinerario di progressiva contrazione esistenziale patita da tutte quelle donne che non riescono a venire a patti con una società troppo preoccupata a difendere l'invariante immagine convenzionale del soggetto femminile. Esperisce il passaggio dal mondo rurale all'ambiente urbano in un processo = movimento dalla fanciullezza spensierata alla maturità conquistata attraverso conflitti e dilemmi. A rendere più complessa la transizione di Sylvia, vi è un irrisolvibile problema affettivo che trae origine dalle nature e dalle culture antitetiche di due uomini – il cugino Philip Hepburn e il ramponiere Cha.
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