LA CASA DELLO STUDENTE A CHIETI
DI G. G ED A. M
RASSI ONESTIROLI
Analisi e commenti
Facoltà di Ingegneria Civile e Industriale
Corso di laurea in Ingegneria Edile-Architettura
dell’Architettura e dell’Arte contemporanea
Corso di Storia
Alesci Chiara Docente:
matricola 1750147
Bussotti Elena Cristiano Marchegiani
matricola 1749978
Facchini Federica matricola 1752874
A.A. 2018/2019
CARATTERISTICHE DELL’OPERA
L’opera è situata nella città bassa di Chieti, in Abruzzo, in un luogo di piccole fabbriche, residenze
e campagna. Essa è parte di un progetto che prevedeva la realizzazione di quattro blocchi isolati,
tutti facenti parte di un unico complesso edilizio, che vengono mediati attraverso una pubblica
strada centrale porticata.
Dell’intero progetto, soltanto uno dei quattro previsti è stato completamente realizzato e attualmente
è ancora utilizzato: quello destinato alla mensa.
La strada porticata rappresenta, non solo un chiaro riferimento alla strada principale del centro
storico di Chieti, il Corso Marrucino ma costituisce anche un determinato richiamo alla tradizione
costruttiva dei manufatti rurali della storia: grandi corti aperte e porticate, masserie, cascine,
impianti monastici, certose, ecc.
Il progetto vuole mantenere ed esibire questo suo carattere di legame ideale fra la tradizione edilizia
della città e quella della campagna.
RAGIONI DELL’OPERA
Le ragioni da attribuire al progetto di una casa dello studente nella città bassa di Chieti, sono da
attribuire alla volontà di riqualificare questa zona degradata e subordinata rispetto alla città storica.
dotare questa parte di città “brutta” di un luogo collettivo,
Il ruolo dei progettisti è stato quello di cercare di
capace di ridare animo a questa zona.
L’obiettivo dei progettisti mirava a dotare la città bassa di Chieti di un luogo collettivo, capace di ridarle
animo e vitalità attraverso la realizzazione di una casa dello studente.
[…]
L’idea era quella di riportare un frammento del corso Marrucino, della via porticata della città alta, con
[1]
.
funzioni e sistemi espressivi diversi
l’occasione per dare un assetto ordinato,
Il progetto diventa, in tal modo riconoscibile, civile a una parte
consistente della città bassa.
Senza rinunciare ad esprimere con carattere d’individualità il tipo particolare di comunità che è destinata ad
accogliere, la città universitaria viene perciò aperta mediante questa sua nuova struttura alla partecipazione
[1] .
esterna, fino a diventarne di fatto una parte importante, anche sul piano proprio qualitativo
ITER PROGETTUALE
L'idea degli architetti Giorgio Grassi e Antonio Monestiroli per la costruzione della casa dello
studente, era quella di creare una coppia di edifici simmetrici divisi da una piazza, allo scopo di
creare sui margini di quest'ultima un lungo porticato che andasse a connettere i due luoghi.
La costruzione dell’edificio vede il suo inizio nel 1981, anno in cui nessuno era ancora nemmeno
lontanamente convinto che tale opera potesse non vedere mai una fine.
1 G. G , A. M , Casa dello studente a Chieti, Roma, Edizioni kappa 1980, p. 5.
RASSI ONESTIROLI
Infatti, quando l’edificio è quasi completato, a causa di intoppi, contrasti e limiti di budget il
cantiere si interrompe bruscamente.
L’edificio che sembrava presentarsi dal promettente futuro, rimane lì, quasi terminato ma mai finito
per molti anni.
Inoltre, recentemente la struttura è stata oltraggiata attraverso una demolizione, per motivi legati al
struttura ed all’inadeguatezza rispetto alle norme attuali, diventando, come afferma
degrado della luogo dell’assenza, dove, nell’impercettibile vuoto di un territorio saturo di caos, la ragione
Lucio Rosato,
della forma negata all’architettura resta più forte di una presenza: memoria di un altro paesaggio che sarebbe
[2]
potuto accadere e farsi città .
Alla demolizione è seguita la ricostruzione di nuovi blocchi letto che ad oggi ospitano gli studenti
dell’Università di Chieti.
In tal modo si è data vita ad un importante centro socio-culturale ma, contemporaneamente, si è
annullato il senso intrinseco alla struttura dei blocchi letto progettati inizialmente, che si trovava dal
punto di vista architettonico legata fortemente al progetto di Kaiserstrasse di Weinbrenner a
Karlsruhe.
IL PROGETTO IN RELAZIONE ALL’AMBIENTE DELL’OPERA E AL SUO
AUTORE
La zona appartiene all’espansione nord di Chieti-scalo, un centro abitato che è caratterizzato da
insediamenti produttivi di dimensioni e destinazioni diverse, alternati a strutture residenziali
altrettanto disomogenee e per le quali è difficile rintracciare un ordine costitutivo.
Rispetto all’intera area destinata al comprensorio universitario di Chieti, quella prescelta per la
costruzione della nuova casa dello studente occupa le prime pendici collinari ed è situata al margine
[3]
di una zona edificata prevalentemente residenziale e di costituzione relativamente recente .
La scelta della localizzazione, ha comportato una serie di problemi relativi al ruolo che avrebbe
potuto assumere l’intervento pubblico di fronte alle condizioni specifiche della zona circostante.
L’area in cui è situata l’opera, è già carente dal punto di vista delle strutture di servizio necessarie.
Con la realizzazione di questa nuova struttura, che porta con sé una considerevole popolazione
studentesca, le alternative che si ponevano al progetto erano due: l’ulteriore aggravamento della
situazione viabilistica, o l’introduzione di una struttura di servizio (l’opera stessa) che si integri
perfettamente al resto della città e permetta in tal modo di contrastare e frenare la tendenza ad
attribuire il ruolo marcatamente subordinato di questa parte di città rispetto alla città alta.
Con il P.R.G., adottato successivamente alla redazione del progetto, vennero imposte alcune
modifiche riguardanti il progetto esecutivo dell’opera di cui trattasi.
Queste modifiche erano riferite principalmente alla collocazione planimetrica.
Fu deciso, quindi, di collocare le strutture per lo studente tra strutture di uso pubblico per gli
abitanti del quartiere.
Per capire meglio: la casa dello studente viene posizionata nell'area di verde attrezzato insieme ai
riunioni, bar, biblioteca ecc…),
servizi collettivi (mensa, sala proprio qui si trova la via pedonale
porticata aperta al pubblico, progettata per creare, quindi, una relazione tra questa nuova
costruzione e gli abitanti già presenti.
Il progetto, inoltre, essendo collocato nell'area di maggior pendio, rende disponibile l'area
pianeggiante per uso di verde attrezzato, creando cosi un parcheggio di circa 70m.
2 L. R http://www.arte.it/calendario-arte/pescara/mostra-il-luogo-dell-assenza-6688
,
OSATO
3 G. G , A. M , Casa dello studente a Chieti, Roma, Edizioni kappa 1980, p. 5.
RASSI ONESTIROLI
Pertanto si può dedurre che questo progetto è stato realizzato come adeguamento alle condizioni
dell'area circostante.
GIORGIO GRASSI
Nato a Milano il 27 ottobre 1935, ha conseguito la laurea in architettura al Politecnico di Milano nel
1960.
Dal 1961, per tre anni, è stato membro della redazione della rivista Casabella-continuità diretta da
E. N. Rogers.
Nel 1965 ha iniziato ad insegnare presso le facoltà di architettura di Milano, di Pescara e, come
professore invitato, di Valencia, Losanna e Zurigo.
Dal 1977 è professore ordinario di Composizione Architettonica alla facoltà di architettura del
Politecnico di Milano. Membro d'onore del B.D.A. (Bund Deutscher Architekten).
Nel 1985 ha ricevuto il "Premio de Arquitectura de la Comunidad Valenciana" e nel 1992 la
[4].
"Heinrich Tessenow Medaille in Gold" della Stiftung F.V.S. di Hamburg
Il suo curriculum è anche pieno di numerose pubblicazioni:
- La costruzione logica dell'architettura (1967)
- L'architettura come mestiere e altri scritti (1979)
- Architettura lingua morta (1988)
- Progetti per la città antica (1995)
- I progetti, le opere e gli scritti (1996)
- Giorgio Grassi Scritti scelti (2000).
Ha inoltre curato gli scritti:
- Un'idea di piano (1966) di L. Hilberseimer
- Architettura a Berlino negli anni '20 (1979)
- Osservazioni elementari sul costruire (1974) di H. Tessenow
- L'antologia Das Neue Frankfurt 1926-31 (1975).
Nella casa dello studente a Chieti, è possibile riscontrare gli aspetti che sono caratteristici
dell’architettura di Grassi.
L’architettura che lui insegna ai suoi studenti è l’architettura «necessaria», quella «delle case che
stanno in piedi», che «risponde allo scopo della costruzione» [5]
È sempre stato un razionalista - spesso in collaborazione con Monestiroli - costruttivo e non distruttivo .
Ha sempre studiato approfonditamente il contesto storico e paesaggistico, così come la funzione e la
destinazione finale dell’edificio. nel progetto a Chieti, troviamo un’attenzione particolare nei
Infatti,
confronti sia della storia, attraverso riferimenti al centro storico della città ed agli edifici storico-
rurali a cui si ispira in parte il porticato, sia del paesaggio, attraverso lo studio della campagna
rurale che si staglia sullo sfondo percorrendo la strada porticata passante al centro degli edifici.
4 https://it.wikipedia.org/wiki/Giorgio_Grassi
5 G G , https://gazzettadimantova.gelocal.it/tempo-libero/2014/12/03/news/giorgio-grassi-l-architetto-
IORGIO RASSI
stregato-dall-alberti-1.10431288?refresh_ce
ANTONIO MONESTIROLI
Nato a Milano il 10 giugno 1940, è un architetto e accademico italiano.
Nel 1965 si è laureato in Architettura al Politecnico di Milano con Franco Albini.
Dal 1968 al 1972 è stato assistente e collaboratore di Aldo Rossi.
Dal 1970 ha insegnato alla facoltà di Architettura del Politecnico di Milano e dal 1997 alla facoltà
di Architettura Civile.
Ha insegnato alla Facoltà di Architettura dell'Università "G. d'Annunzio" di Chieti/Pescara e allo
all'Istituto Universitario di Architettura di Venezia (IUAV).
Nel 1979 è stato Visiting Professor alla Syracuse University a New York.
Dal 1988 è stato, per sei anni, Direttore del Dipartimento di Progettazione dell'Architettura del
Politecnico di Milano.
Dal 1987 entra a far parte del Collegio dei docenti del Dottorato di Ricerca in Composizione
architettonica con sede allo IUAV di Venezia.
Dal 2000 è stato, per otto anni, Preside della Facoltà di Architettura Civile del Politecnico di
Milano.
Dal 2007 insegna Teorie dell'architettura contemporanea presso la stessa Facoltà.
Nel 2010 gli è stata conferita la Laurea Honoris Causa dal Politecnico di Cracovia. [6]
Dal 2011 è Professore Emerito di Composizione Architettonica al Politecnico di Milano .
In Monestiroli due cose colpiscono: nei suoi progetti, svolti lungo un arco temporale che va dal
1972 a oggi, si scorge, determinata, l’assoluta coerenza del pensiero, a fronte di una ricerca mai
interrotta, e la unitarietà di un metodo che in ogni progetto riesce a tenere sempre legate in modo
ottimale tutte le questioni dell’architettura, dall’aspetto urbano alla decorazione [7] .
È stato, così come Giorgio Grassi, una figura importante per la Tendenza, gruppo diretto da Aldo Rossi, così
chiamato per mettere in evidenza l'aspetto progressivo che pensava ci fosse o ci dovesse essere nella cultura
[8].
del gruppo
Tra le opere di Giorgio Grassi e Antonio Monestiroli notevole è la fusione tra architettura classica
moderna, fusione evidente anche nell’opera in argomento.
ed architettura
La storia viene vista come oggetto di riflessione, idee e progetti vengono confrontati con le
architetture del passato, così da capirne l'essenza.
È importante, inoltre, lo studio che viene fatto sugli architetti del passato, come ad esempio
Heinrich Tessenow, da cui i due architetti prendono in considerazione la sua impostazione e la sua
poetica. di tradizione rurale ed impianti urbani del fine ‘700, e
La casa viene inoltre vista come fusione
questo modulo è presente in molti dei loro progetti come nella Casa dello studente a Chieti.
6 https://it.wikipedia.org/wiki/Antonio_Monestiroli
7 https://www.wearch.eu/antonio-monestiroli-la-ragione-degli-edifici/
L’architettura
8 I M , come compito civile. Intervista ad Antonio Monestiroli
GOR AGLICA
ASPETTI DEL PROGETTO (compositivi e tecnici)
Il progetto è costituito da più edifici distaccati che, tuttavia, rappresentano un insieme unitario e
compatto, un complesso edilizio che è contenuto nel suo perimetro e là dove si interrompe è aperto
sulla campagna. Il verde dello scorcio prospettico è quindi parte integrante del progetto stesso.
I quattro blocchi che costituiscono il complesso sono chiusi su sé stessi ed affacciano soltanto sulla
strada centrale porticata, in modo da riversare in questo luogo la vita che vi si svolge all’interno.
L’unità residenziale è segregata al limite, ma aperta, spaccata in due dalla via porticata, che permette di unire
in un’unica prospettiva la trama sghemba della città edificata da un lato, con la collina coltivata
ordinatamente dall’altro [9].
I due blocchi che comprendono le camere da letto sono costituiti, ognuno, da tre corpi fabbrica
disposti a pettine rispetto alla via porticata: i due estremi sono a corpo semplice, mentre gli altri,
centrali, sono a corpo doppio.
All’estremità dei corridoi dei corpi fabbrica, affacciati sul lato della via porticata, sono collocati i
locali di soggiorno, collegati tra loro attraverso uno stretto ballatoio che si trova sotto al portico.
Le scale sono addossate al muro cieco che chiude le corti interne sul lato del porticato.
Al piano terra del blocco a due piani, dove il corpo longitudinale assorbe la differenza di quota fra i cortil
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