UNITELMA SAPIENZA
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI ROMA
Corso di Demografia
Professore Aurelio Pane
ELABORATO
I fattori dell’invecchiamento e le –
sue conseguenze economico sociali
Caso di studio UE-28
Cenni su sovrappopolazione mondiale, conseguenze e soluzioni possibili 1
Introduzione
I l XXI secolo si è aperto con un problema demografico di carattere generalmente mondiale. I
l’aumento
miglioramenti delle condizioni di vita, dovute alle scoperte in ambito scientifico-sanitario,
dell’aspettativa di vita, cresciuta a ritmi diversi a seconda delle regioni nel mondo, e il calo del tasso
di natalità, unitamente al ruolo giocato dal cambiamento del sistema dei valori negli ultimi decenni
del secolo scorso, hanno determinato un graduale e progressivo invecchiamento della popolazione.
il passar del tempo l’età media si è innalzata ed è cresciuta la percentuale della popolazione al
Con di
sopra dell’età della pensione. Tale processo ha varie intensità a seconda delle regioni del mondo: esso
più avanzato in Europa, America e in alcune zone dell’Asia,
risulta mentre è meno importante in
Africa. è un opinione comune che il fenomeno dell’invecchiamento della popolazione
Ormai sia diventato
un processo inevitabile in quasi tutti i paesi sviluppati. Tale fenomeno sta rimodellando gran parte
degli assetti sociali ed economici, con conseguenze che si riflettono nel campo della produzione, del
consumo, nel mercato del lavoro e soprattutto del welfare; nel cui ambito sanità e sistema
previdenziale sono, e saranno sempre più, costretti a fare i conti con una “questione demografica”.
Per governare un’evoluzione di questo tipo si ritiene di conseguenza essenziale un profondo
cambiamento culturale. Vi è la necessità di un approccio innovativo che sia capace di stimolare
politiche mirate in grado di affrontare il cambiamento della struttura per età della popolazione
trasformandolo da peso a risorsa per la nostra società.
1. Le cause dell’invecchiamento della popolazione
L ’invecchiamento della popolazione è il risultato di vari fattori che congiuntamente
concorrono a modificarne la struttura per età della popolazione. Tra tali fattori si riconoscono forze
endogene ed esogene.
Le prime sono rappresentate dall’aumento della sopravvivenza, che induce l’aumento delle persone
1
in età avanzata, cioè un aumento della speranza della vita , causando così il fenomeno
dell’invecchiamento dall’alto, 2
e dalla diminuzione sul lungo periodo della fecondità , che a sua volta
determina l’erosione delle classi di età giovanili, causando il fenomeno noto come invecchiamento
dal basso, col risultato composito di generare un progressivo squilibrio strutturale nella popolazione.
Tra le forze esogene si riconosce soprattutto l’azione esercitata dai movimenti migratori, in ingresso
come nel caso dell’Italia perlomeno a partire dalla
come in uscita. Se sono i primi a prevalere -
seconda metà degli anni Novanta - nel breve/medio termine si produce un aumento delle persone in
età lavorativa e, successivamente, anche un incremento della popolazione di età giovanile.
Quest’ultimo effetto, in particolare, viene a formarsi quando i processi di integrazione nei confronti
degli immigrati sono tali da indurli a radicarsi nel Paese di accoglienza, portandoli a formare nuove
famiglie. Il risultato indotto è dunque quello di sortire un parziale ringiovanimento della struttura
1 2
Per speranza di vita si intende il numero di anni che al momento della nascita una persona può prevedere di vivere: sarà
alta quando diminuiscano la mortalità o le probabilità di morte a un’età data.
più
2 Un parametro che i demografi misurano sulla base del numero medio di figli che una neonata avrà nel corso della sua
vita. Se questa avrà più o meno due figli, allora sul lungo periodo la popolazione resterà stabile, in quanto con un figlio
per la madre e uno per il padre ogni individuo sarà sostituito da un individuo nella successiva generazione.
demografica. Nel lungo termine, invece, a meno che i flussi migratori in ingresso non continuino ad
integrarsi preservate, è più arduo valutare se l’impatto
essere molto sostenuti e le possibilità di
strutturale vada nella direzione del ringiovanimento, stante il fatto che anche le persone immigrate
invecchiano e che potenzialmente portano a far crescere la popolazione anziana.
per valutare l’invecchiamento della popolazione sono quelle che
Le misure più comuni riguardano i
generalmente quella più anziana, e un’altra.
rapporti di composizione tra una parte della popolazione,
Sono così misure di invecchiamento quantitativo:
- la percentuale di individui di 65 anni e oltre sul totale della popolazione;
l’indice di vecchiaia
- (rapporto percentuale tra le persone di 65 anni e più e le persone di 0-14
anni);
l’età media
- (età media della popolazione, considerando il peso specifico della stessa nelle
varie classi di età); 3
- mediana della popolazione .
La misura di invecchiamento più comunemente impiegata è la percentuale di popolazione di 65 anni
in quanto convenzionalmente si ritiene da sempre “anziana” una persona appartenente
e oltre, questo L’anziano di oggi conduce infatti uno stile di vita e gode di una salute
a tale fascia di età.
completamente diversa rispetto al coetaneo del passato, per cui la soglia di ingresso nella cosiddetta
terza età tende progressivamente a spostarsi in avanti. Peraltro, si sostiene che le società moderne
stiano complessivamente divenendo più giovani benché “anagraficamente” vecchie. Si vive più a
lungo e meglio, pertanto questo significa che le capacità fisiche e intellettuali del capitale umano in
l’aumento della speranza di vita rispecchia una migliore salute
termini globali aumentano. In breve, più alte probabilità di raggiungere un’età
della popolazione, una più bassa mortalità infantile e
avanzata, di vivere più a lungo e in migliore stato di salute dei nostri genitori e dei nostri nonni.
2. Tendenze passate e future dell'invecchiamento della popolazione nell'UE-28
L 'invecchiamento della popolazione, in Europa, è una tendenza a lungo termine che è iniziata
alcuni decenni fa. Tale tendenza è evidente nelle trasformazioni della struttura della popolazione per
classi di età e si riflette nella quota crescente delle persone anziane in combinazione con la
diminuzione delle persone in età lavorativa rispetto alla popolazione totale.
La popolazione dell'UE-28 è passata da 406,7 milioni nel 1960 a 513,5 milioni nel 2019. Eppure,
c'erano solo 5,075 milioni di nati vivi nel 2018 rispetto ai 7,60 milioni del 1961. Con 4,14 milioni di
morti nel 1961, l'aumento naturale della popolazione a quel tempo era di quasi 3,5 milioni di persone.
Al contrario, i 5,26 milioni di morti nel 2018 hanno causato un leggero calo della popolazione naturale
per quell'anno. Le proiezioni di base di Eurostat (vedere la Figura 1 di seguito) suggeriscono che la
popolazione dell'UE-28 è destinata a crescere più lentamente rispetto al passato, con un picco di 524,7
4
milioni nel 2040, prima di scendere a 504,5 milioni entro il 2080 . Allo stesso tempo, secondo le
Nazioni Unite, la popolazione mondiale è aumentata in modo molto consistente, da poco più di 3
miliardi nel 1960, a quasi 7,7 miliardi nel 2019, e si prevede che aumenterà ulteriormente, di 3
3 Mediana: è un indicatore statistico che fa parte delle medie lasche, indica la modalità che occupa la posizione centrale di
una distribuzione ordinata di valori.
4 Fonte Eurostat https://appsso.eurostat.ec.europa.eu/nui/show.do?dataset=proj_18np&lang=en
passaggio da 10 miliardi nel 2057 a quasi 11 miliardi nel 2100. Pertanto, anche quando era in forte
crescita, la popolazione dell'UE-28 comprendeva una proporzione sempre più ridotta della
popolazione mondiale, dal 13,5% nel 1960 al 6,7% nel 2019, e si prevede che sarà ancora più piccola,
5
solo al 5,1% nel 2057 e al 4,5% nel 2100 .
All'interno della popolazione dell'UE, il profilo di età ha subito enormi cambiamenti e dovrebbe
evolversi ancora di più. In breve, l'Europa sta invecchiando drammaticamente, spinta da un
significativo aumento dell'aspettativa di vita e tassi di natalità più bassi:
l'età media nell'UE-28 è passata da 38,3 anni nel 2001 a 43,1 nel 2018: di 4,8 anni di aumento
6
in soli 17 anni ;
nel 2004 c'erano, per la prima volta in assoluto, tanti anziani (di età superiore ai 65 anni)
7
quanti bambini (da 0 a 14 anni) nell'UE-28 ;
la popolazione attiva dell'UE-28 (definita come quella di età compresa tra i 15 e i 64 anni) si
8
è ridotta, la prima volta nel 2010, e dovrebbe diminuire ogni anno fino al 2060 .
La figura 2 di seguito mostra la piramide della popolazione per il 2001 e il 2018, fornendo la
distribuzione della popolazione di donne e uomini nelle varie fasce d'età. I grafici di questo tipo
prendono il nome dal classico forma che spesso assumono, con barre più lunghe nella parte inferiore
(che rappresentano un numero più elevato di persone nei gruppi di età più giovane) e barre più brevi
in alto (che rappresentano i gruppi di età più avanzata, contenenti meno persone). Tuttavia, nel 2001
la forma della popolazione dell'UE era lontana dalla classica piramide. Nel 2018, era ancora più
lontana, con le parti superiori della piramide più ampie, in parte dovuta a causa delle persone che
5 Statistics | UN DESA | United Nations 4
Dati presi dal confronto del UNDESA data per il mondo e Eurostat data per UE-28
Department of Economic and Social Affairs , Home - Eurostat (europa.eu)
6 Fonte Eurostat http://appsso.eurostat.ec.europa.eu/nui/show.do?dataset=demo_pjanind
Fonte Eurostat, “Being demographic trends”, Dicembre 2017
7 young in Europe today Being young in Europe today -
Statistics Explained (europa.eu)
Eurostat “Demography Report 2015”, p. 43
8 Fonte ce8144e3-8e9b-427d-b6a2-61ff42950d41 (europa.eu)
vivono più a lungo in media rispetto al passato. Anche le parti inferiori della piramide sono più strette
a causa del minor numero di figli rispetto al passato, compresi i tassi di fertilità totale inferiori al tasso
di sostituzione naturale. Tuttavia, la dimensione simile delle due fasce di età inferiori mostra che la
base della piramide si è stabilizzata negli ultimi anni.
Eurostat “Demographic outlook for the European Union 2020”
Fonte
L'impatto dei passati tassi di fertilità più elevati si nota chiaramente nel grafico, proprio nel
rigonfiamento causato dalla cosiddetta generazione "baby-boom" e dalla generazione successiva,
9
spesso chiamata "generazione X". La coorte del baby boom deriva da alti tassi di fertilità in diversi
paesi dell'UE negli anni dopo la seconda guerra mondiale. La "Generazione X" (i nati tra il 1965 e il
1980) sono principalmente i bambini dei baby boomer. Il successivo calo dei tassi di fertilità ha
significato un minor numero di bambini che raggiungono il fondo della piramide dopo le coorti del
baby boom e della "generazione X". Quelle due coorti quindi formano un rigonfiamento della
l’alto
popolazione che si è spostato verso sulla piramide con l'invecchiamento. Con passar degli anni
queste coorti fuori misura raggiungeranno presto l'età pensionabile, ampliando il numero dei gruppi
nell'età avanzata, distorcendo così la struttura per età della popolazione dell'UE verso un Europa
sempre più vecchia.
Un'altra caratteristica degna di nota dei gruppi di età più avanzata è la prevalenza di donne in essi,
che riflette la loro maggiore longevità (in media) rispetto agli uomini. Sebbene questa disparità di
genere nell'aspettativa di vita leggermente si è ridotta, attualmente si prevede che continui. Nel 2017,
l'aspettativa di vita media dell'UE-28 alla nascita era stimata 83,5 anni per le donne e solo 78,3 per
gli uomini.
Nel tentativo di analizzare le tendenze future dell'invecchiamento della popolazione, sono state
realizzate le ultime serie di proiezioni demografiche di Eurostat che riguardano il periodo dal 2020 al 5
9 La coorte, in scienze statistiche e demografiche, indica una scaglione o un insieme di individui, facenti parte di una
popolazione predefinita, caratterizzati dall'aver sperimentato uno stesso evento in un periodo predefinito.
2050. Le proiezioni della struttura per età nell'UE per il 2020 e il 2050 (vedere la figura 3 di seguito)
suggeriscono che la forma cambierà ulteriormente man mano che il baby-boom e il rigonfiamento
della "generazione X" lasceranno il quadro. Insieme con una durata della vita più lunga che allarga la
proporzione della popolazione nella fascia di età più avanzata, si andrà verso una forma rettangolare
associata a una popolazione stagnante o in lenta crescita. La natura a tempo indeterminato della fascia
di età più anziana di 85 anni e oltre spiega il fatto che questa fascia di età è la più numerosa.
“Demographic outlook for the European Union 2020”
Fonte Eurostat
struttura per età di una popolazione è l’indice di dipendenza totale 10
Una misura importante della . Nel
2001, il rapporto di dipendenza totale per l'UE-28 era del 48,9%, il che significa che ogni persona più
giovane o più anziana (cioè di età compresa tra 0 e 14 anni o 65 anni e oltre) dipende da circa due
anni). Dall’altro lato, il rapporto di dipendenza degli anziani (quelli
persone in età lavorativa (15-64
di 65 anni e oltre rispetto a quelli di età compresa tra 15 e 64 anni) era del 23,5%, quindi vi erano più
di quattro persone di età compresa tra 15 e 64 anni per ciascuno persona di età pari o superiore a 65
anni. Il rapporto di dipendenza dei giovani (quelli di età compresa tra 0 e 14 anni rispetto a quelli 15-
64) era del 25,2%, il che significa che vi erano quattro persone in età lavorativa per ogni persona di
11
età compresa tra 0 e 14anni .
Nel 2019, il tasso di dipendenza totale per l'UE-28 è aumentato al 54,9%, il tasso di dipendenza degli
anziani al 31.4%, il che significa circa sette persone in età lavorativa (15-64) per ogni due persone di
età pari o superiore a 65 anni, e il rapporto di dipendenza dei giovani è diminuito al 24,1%, il che
12
significa più di quattro persone in età lavorativa per ogni persona di età compresa tra 0-14 . Come si
nota, non solo c'è una percentuale in crescita delle persone, che probabilmente dipendono dalla
10 6
Dalla combinazione degli indici di dipendenza dei giovani e degli anziani si ottiene l'indice di dipendenza complessivo
(calcolato come il rapporto tra le persone a carico - giovani e anziani - e la popolazione considerata in età lavorativa, ossia
dai 15 ai 64 anni)
11 Dati Eurostat http://appsso.eurostat.ec.europa.eu/nui/show.do?dataset=demo_pjanind&lang=en
12 Dati Eurostat https://appsso.eurostat.ec.europa.eu/nui/submitViewTableAction.do
popolazione in età lavorativa in generale, ma questa dipendenza è quindi orientata verso coloro di età
superiore ai 65 anni, piuttosto che verso i bambini di età compresa tra 0 e 14 anni.
La Tavola 1 fornisce una visione dettagliata della struttura della popolazione e del suo cambiamento
negli ultimi 10 anni, dei paesi membri e candidati, in base ai tre gruppi maggiori di fascia di età.
Tavola 1
Le ultime serie di proiezioni demografiche di Eurostat, suggeriscono che il peggioramento dell’indice
di dipendenza totale accelererà drammaticamente, raggiungendo il 62,4% nel 2030, i
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