Folchetto di Marsiglia attraverso gli occhi di Dante
Introduzione Commedia
Cap. 1 Dante e i trovatori: Folchetto di Marsiglia nella
De Vulgari Eloquentia
1.1 La poesia provenzale nel di Dante
Commedia:
1.2 La il IX canto del Paradiso e Folchetto di Marsiglia
Cap.2 Il trovatore Folchetto di Marsiglia
2.1 La vida
2.2 L’opposizione all’eresia catara: la crociata contro gli Albigesi
2.3 Il linguaggio d’amore
2.4 Il canzoniere folchettiano
Conclusioni Introduzione
La ricerca dell’unità dell’uomo in Dante
Secondo Auerbach la storia della concezione letteraria dell’uomo si configura come un
progressivo affermarsi della sua unità. Dall’indissolubile legame che celebra Omero tra
sorte e natura, alla rovinosa predestinazione dell’uomo rappresentata nella tragedia greca;
dalla spiritualizzazione platonica del processo mimetico, al tema virgiliano della missione
sacra di Enea; dal rapporto imprescindibile tra vita terrena e aldilà del mondo cristiano, 1
all’ostentato naturalismo del primo medioevo, si compie la fusione dei desideri sensibili
con i principi metafisici della cultura che è elemento fondamentale della poesia
1
provenzale . trobar clus,
Attraverso le tecniche e lo stile del che racchiude in sé la confessione del poeta e
le sperimentazioni formali più audaci, si arriva all’affermazione del Dolce Stil Novo.
Grazie al fondatore di questa nuova corrente letteraria, Guido Guinizelli, si sostituisce
all’aristocrazia provenzale un’aristocrazia dello spirito che si rispecchia nell’ideale del cor
gentile. I poeti più importanti che vi aderiscono sono: Guido Cavalcanti, Dante Alighieri e
Cino da Pistoia.
L’eccellenza della figura di Dante si percepisce già dagli esordi della sua attività letteraria:
egli è l’unico che riesce a dare unità al materiale a sua disposizione, trovando una coesione
interna che si realizza attraverso visioni e metafore che arricchiscono il motivo
2
raggiungendo livelli di grande profondità.
L’incontro con la poesia provenzale è un aspetto determinante per la futura produzione
De vulgari eloquentia
del poeta; inserirà infatti nel 11 componimenti di 7 trovatori. Tra gli
autori provenzali che Dante stima di più troviamo Arnaldo Daniello, ritenuto “miglior
3
fabbro del parlar materno” , il primo che consapevolmente ha usato immagini tratte
dall’esperienza quotidiana. Non è un caso che questo autore insieme a Folchetto di
Commedia
Marsiglia e Bertran de Born compaiano nella con un intento programmatico ben
preciso. Commedia
L’esperienza oltremondana della prima di assumere carattere universale, è un
viaggio che Dante decide di intraprendere spinto dal senso di responsabilità nei confronti
del genere umano. Al centro dell’opera quindi, ci sono le esperienze della vita del poeta: le
convinzioni politiche, le vicende personali, il suo percorso culturale e letterario. I
personaggi inseriti nei vari canti incarnano una realtà concreta che l’autore ha vissuto e
che è indice di un significato più profondo, ed è in quest’ottica che si svolgerà l’analisi
della figura di Folchetto di Marsiglia. Egli diventa portavoce di un ripensamento generale
delle ragioni della poesia e del rapporto tra vita e letteratura.
Studi su Dante
E. Auerbach, [1929], Milano, Feltrinelli, 2005, pp. 3-22.
1 Ibidem, pp. 40- 43.
2 La divina Commedia,
D. Alighieri, a cura di S. Jacomuzzi, A. Dughera, G. Ioli, V. Jacomuzzi, Torino, SEI
3
Editrice, Purg., XXVI, v. 117. 2
Questo studio cercherà di mettere in evidenza l’influenza della lirica trobadorica
nell’opera dantesca, individuando i punti di contatto e di discontinuità rintracciabili
De vulgari eloquentia
attraverso un’analisi approfondita dei testi. Si partirà dal e si cercherà
di evidenziare l’evoluzione della linea di pensiero dell’autore, ponendo l’attenzione sulle
considerazioni che fa dei trovatori provenzali all’interno dell’opera; si proseguirà poi con
Commedia,
la e si noterà come l’intento programmatico e didascalico di Dante raggiungerà
uno straordinario livello di chiarezza con l’apparizione di Folchetto di Marsiglia nel IX
canto del Paradiso. Si proseguirà provando a delineare i tratti peculiari della vita del
trovatore (gli incontri significativi, le esperienze rilevanti, le concezioni letterarie)
vidas.
mettendo in primo piano il problema dell’attendibilità delle Verrà analizzato anche
l’impegno politico di Folchetto di Marsiglia durante l’esercizio della carica di vescovo di
Tolosa, con riferimento alle canzoni composte nel periodo della crociata contro gli
Albigesi. Si darà spazio inoltre, ad un approfondimento sulla tradizione filologica
dell’opera folchettiana, ponendo l’accento sui motivi ricorrenti, sul lessico utilizzato e sui
contenuti. Non mancheranno poi considerazioni sulle principali edizioni del canzoniere
folchettiano di Stronski e Squillacioti, al fine di sottolineare i problemi relativi alla
tradizione manoscritta dei testi trobadorici.
Capitolo I
Dante e i trovatori: Folchetto di Marsiglia nella Commedia
1.1 La poesia provenzale nel De Vulgari Eloquentia di Dante
Il grande interesse di Dante verso la cultura provenzale si concretizza fin da subito in uno
studio attento dei materiali a sua disposizione. Anche grazie alla lettura delle liriche
trobadoriche, rivaluta lo statuto della letteratura volgare e comincia a compiere i primi
passi verso il riconoscimento dell’importanza della produzione non in latino. Dante è il
Convivio De vulgari eloquentia
primo infatti, che nel e nel attribuisce la definizione di 3
“poeta” e “poesia” a opere e scrittori volgari, conferendo grande autorità alla nuova
4
lingua, specchio della società :
Venendo subito al punto, che chiamo lingua volgare quella che i bambini apprendono da
chi sta loro intorno dal momento che cominciano ad articolare i suoni; oppure per esser più
brevi, la lingua volgare è quella che, senza bisogno di regole, impariamo imitando la nostra
5
nutrice.
Per capire l’importanza della novità introdotta da Dante dobbiamo considerare che tutta
l’area romanza era poco disposta ad accogliere la letteratura volgare sullo stesso livello di
quella latina, ritenendola inferiore sotto ogni punto di vista. Dovremo aspettare infatti il
1400 ca. perché il termine “poeta”, in Francia o in Spagna, venga accostato a un autore
6
volgare con funzioni elogiative, in comparazione con i classici .
Con il progressivo sviluppo del suo pensiero Dante compie un cambiamento di rotta che
vulgares,
lo spinge a rivalutare lo statuto dei la linearità rintracciabile nelle prime opere
Commedia
perciò si interrompe e nella arriva ad affermare che non esistono poeti volgari se
Commedia
non il Dante della sola poiché è stato capace di abbandonare le favole degli
antichi condizionate da opinioni e apparenze, e farsi guidare e ispirare dalla fede. In
quest’opera si può notare come il poeta abbia ripreso dalla tradizione romanza il
contenuto amoroso, senza esimersi però da un confronto continuo con i classici, dai quali
7
riprende nozioni riguardanti la retorica e indicazioni sulla lingua letteraria.
Secondo gli studi di Salvatore Santangelo, possiamo individuare tre periodi
dell’evoluzione del pensiero dantesco sulla cultura provenzale: il primo periodo che
4 Dante, i trovatori, la poesia Le culture di Dante: Studi in onore di Robert Hollander
S. Asperti, in a c. di M.
Picone, Cachey T. J. jr, M. Mersica, Firenze, Cesati, 2004, pp. 61-90
5 De vulgari eloquentia a c. di E. Fenzi, con la collaborazione di L. Formisano e F.Montuori, Padova, Salerno
Editrice, 2012, I, I, p. 9
6 Dante, i trovatori, la poesia Le culture di Dante: Studi in onore di Robert Hollander
S. Asperti, in a c. di M.
Picone, Cachey T. J. jr, M. Mersica, Firenze, Cesati, 2004, pp. 63-65: in area gallo-romanza il termine poeta
ballades
viene accostato a un autore volgare nelle commemorative dedicate da Eustache Deschamps al suo
maestro Guillaume de Machaut morto nel 1377; in Spagna attorno al 1440 il marchese di Santillana utilizza la
Prohemio
definizione “poeta” nel suo facendo degli accostamenti con i classici.
Vita Nuova e tradizione romanza,
M. Picone, Padova, Liviana, 1979, pp. 2-3: “Se dalla tradizione romanza gli
7
provengono il contenuto (amore) e l’Oggetto (la Donna) della poesia”, c’è però anche un “confronto continuo
con i classici” dai quali “ricaverà soprattutto nozioni di tecnica letteraria (retorica), e indicazioni su come
costruire un perfetto strumento espressivo (lingua letteraria)”, per concludere che “il modello per eccellenza
in tale direzione è Virgilio”. 4
comprende l’arco di tempo che va fino all’esilio da Firenze; il secondo e anche il più
incisivo, che consiste negli anni dal 1304 al 1306; il terzo che coincide con la permanenza
alla corte di Moroello Malaspina. Elaborando questa suddivisione possiamo riscontrare
nelle opere del poeta una crescente consapevolezza della lirica dei trovatori, maturata
anche grazie alle varie vicende biografiche che lo hanno messo in contatto con diverse
fonti. Nella prima fase di questo incontro Dante conosce superficialmente la materia e
Vita
anche il tentativo di un approccio serio e approfondito successivo alla stesura della
Nova - avvenuto nel 1295 - fallisce. La svolta per la sua formazione poetica avviene infatti
dopo l’esilio, quando si trasferisce a Bologna e ha modo di consultare il canzoniere
Rasos
provenzale e le di Ramon Vidal. Da queste ultime attinge le notizie storiche che poi
De vulgari eloquentia,
inserisce nel al fine di rendere più accurata e profonda la ricerca sulla
trasformazione del linguaggio. Durante questi anni compone anche i primi tre trattati del
Convivio Inferno.
e buona parte dell’ Questo secondo periodo è caratterizzato
dall’esaltazione e dall’imitazione di Giraldo de Bornelh poiché Dante, ancora poco esperto
e novizio di questi temi, si affida al manoscritto che dava il primato a questo trovatore.
Quando lascia Bologna e si trasferisce alla corte di Malaspina, si presume che non sia più
in possesso del canzoniere provenzale e questa tesi è avvalorata dal fatto che molte
Convivio,
citazioni contenute nel IV trattato del composto in quegli anni, sembrano fatte a
De vulgari eloquentia
memoria. Anche nell’ultima parte del si notano citazioni incomplete e
lacunose affiancate alla tendenza a trascurare i poeti provenzali che in diverse sedi
sarebbero potuti essere addotti come esempi di varie strutture metriche. Tratti peculiari di
questa terza fase sono l’esaltazione di Arnaldo Daniello e la conoscenza di una fonte
storica non utilizzata finora, che, secondo Santangelo, è la stessa da cui attinse Benvenuto
da Imola. L’ipotesi avanzata è che Dante abbia conosciuto presso la corte malaspiniana
8
una raccolta italiana di racconti cortigiani che in seguito ha ispirato molti autori.
De vulgari eloquentia
La stesura del avviene principalmente nel momento in cui il poeta è in
possesso del canzoniere provenzale, e grazie a quest’ultimo ha modo di constatare che i
trovatori non si erano occupati soltanto di amore, ma anche di temi riguardanti le armi e la
morale. A questi tre argomenti, egli fa corrispondere la triplice natura dell’anima umana:
Dante e i trovatori provenzali,
S. Santangelo, Parigi, Slatkine, 1982, pp.117-206
8 5
la vegetativa (alle armi); la sensitiva (all’amore); la razionale (alla morale). Dante si
accorge che il grande merito della poesia dei trovatori consiste nell’aver legato il concetto
di amore-passione al mondo dell’etica, favorendo la compresenza del desiderio sessuale e
del controllo dello stesso. L’amore quindi rappresentava “uno stimolo a conoscere se
stessi, a conoscere i valori più alti, a perseguire un miglioramento spirituale e
9
intellettuale” . Le critiche mosse a questa idea, che accosta in maniera così innovativa la
virtù morale e l’impulso passionale, furono molte. Avendo presente entrambi i fronti di
pensiero, Dante apporta delle modifiche alla concezione trobadorica, sostituendo la virtù
mezura
di mezura con quella di sapientia: i provenzali, intendendo la (cioè la misura) come
la distanza ottimale tra sofferenza e piacere, tra angoscia ed esaltazione, avevano conferito
a questo ideale un’intrinseca componente sociale; egli invece sposta l’attenzione sulla
dimensione personale, riferendosi alla sapienza come un processo profondamente intimo.
De vulgari eloquentia
Nel è contenuta una selezione mirata di poesie dei trovatori, che è
composta precisamente da sette autori provenzali per un totale di undici componimenti.
Impostando così l’opera, vengono esclusi molti esponenti della lirica provenzale di
notevole prestigio, come Jaufre Rudel, Bernart de Ventadorn, Guglielmo IX. È inverosimile
pensare che l’autore non li conoscesse, bensì è più plausibile credere che questa decisione
sia funzionale all’intento che egli voleva raggiungere. “Le scelte di Dante sono sempre
chiaramente selettive, non percorrono una linea retta : segue sempre una sua idea, e
dunque trasceglie gli autori e le opere che gli interessano in quel momento, senza badare
10
ad altro” . Questa decisione di circoscrivere il discorso a un numero così poco consistente
di liriche ci permette di cogliere in maniera molto evidente quello che a Dante stava
realmente a cuore: lo spazio dedicato alla triade, dedotta dai tre magnalia, Giraut de
Bornelh -Arnaut Daniel- Bertran de Born ci fa capire l’importanza che l’autore gli ha
attribuito (per il primo quattro poesie, per il secondo tre e una, come tutti gli altri
directio
trovatori, per il terzo). Giraut de Bornelh è il poeta che meglio identifica la
voluntatis, l’istanza didascalica è più volte accostata alla tematica amorosa:
Dante e i trovatori Le culture di Dante: Studi in onore di Robert Hollander,
P. Cherchi, in a c. di M. Picone,
9
Cachey T. J. jr, M. Mersica, Firenze, Cesati, 2004, pp. 93-103
Dante e i trovatori: qualche riflessione Il cerchio e il centro. Convegno dantesco,
P.Gresti, in (Brescia, 30 October
10
2009), Pisa-Roma, Fabrizio Serra Editore, 2010, p. 177 6
Mas aitan posc dire ses dan:
c’anc d’engan ni de no-fe
no m membret, pos amei be;
per c’ai sofert de grans mals,
11
c’aissi s’aven als leials.
Il trovatore soffre per la sua ingiusta sorte e sostiene di non essersi mai macchiato di
De vulgari eloquentia,
slealtà. La seconda poesia di questo autore che Dante inserisce nel
tratta della decadenza delle virtù cavalleresche e mondane, ponendo l’attenzione
chavalers
principalmente sullo svilimento d’amore. Ormai i corteggiano dopo aver toccato
joglaretz
montoni, derubano chiese e viandanti; i sono ben vestiti soltanto per lodare le
12
dame, la loro reputazione è distrutta! Giraut è smarrito di fronte alla mancanza di valore
planh
13
dei suoi contemporanei e si rattrista perché le azioni vili raccolgono pregio. Nel per
gradus
la morte di Riccardo Cuore di Leone, citata nell’opera dantesca come esempio del
constructionis excellentissimus, lamenta la perdita di ogni senso di giustizia e prevede
l’eterna dannazione per coloro che in questo mondo sono i più potenti: è saggio consiglio
che uno di qua si emendi, affinchè di là la sua colpa non gli procuri tormenti. Arnaut
accensio,
Daniel viene indicato da Dante come il massimo rappresentante dell’amoris dotato
trobar ric.
di un’arte raffinata nei modi del Inventore della sestina, poeta originalissimo
“per la sua vigorosa fantasia, la spiccata visività, il realismo delle immagini,
l’individualissimo sentimento dell’amore, vivente in un clima di solitudine e di esaltazione
spirituale”, ispirò Dante nelle “rime petrose” e fu molto ammirato anche da Petrarca che
Trionfo d’Amore 14
nel lo giudicò “fra tutti il primo” come maestro d’amore. Il trovatore si
cimenta nelle molteplici possibilità della lingua, non limitandosi a un mero esercizio
caras rimas
formalistico, e questa è la dote che viene esaltata con maggiore enfasi. Le di
questo poeta, non sono facili da comprendere né da apprendere, e proprio questa loro
caratteristica rivela un notevole sperimentalismo di forme metrico-melodiche. In
Si m sentis fezelz amics,
G. de Bornelh, DVE, I 9 3, vv.5-9
11 Per solatz reveillar,
G. de Bornelh, DVE, II 2 8, vv. 27-36
12 Si per mon Sobre-Totz non fos,
G. de Bornelh, DVE, II 6 6, vv. 26-29
13 Trovatori di Provenza e d’Italia, Trovatori di Provenza e d'Italia: introduzione, testo critico e traduzioni a
G. Toja,
14
cura di Gianluigi Toja, Parma, Guanda, 1965 7
Sols sui che sai lo sobraffan che m sorz
particolare, Dante cita la lirica (DVE, II 6 6) come
sapidus, venustus etiam et excelsus.
esempio del grado di costruzione Citiamo la prima
stanza per mettere in evidenza la perfetta costruzione dell’unico periodo che la compone:
Sols sui que sai lo sobrafan qe m sortz
Al cor d’amor sofren per sobramar,
que mos volers es tant ferms et entiers
c’anc non s’esduis de celliei ni s’estors
cui encubic al prim vezer s’e puois:
c’ades ses lieis dic a lieis cochos motz;
puois quand la vei non sai, tant l’ai, que dire.
Arnaut descrive la sensazione che la visione dell’amata gli provoca, rendendolo incapace
di esternare i suoi sentimenti in sua presenza. E
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La figura di Folchetto di Marsiglia nella «Commedia» di Dante - Tesi
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Tesi, Petrografia
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