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Termini tecnici

Accelerato

Effetto di ripresa tipico dei film muti comici che permette di vedere sullo schermo azioni accelerate e più veloci. Si ottiene girando a una velocità inferiore rispetto a quella di proiezione (a meno di 24 fotogrammi al secondo, che restituisce l’effetto di realtà). Una forma di accelerato può essere il time lapse, ossia la tecnica di ripresa che, filmando un fenomeno che richiede tempi lunghi (come l’aprirsi di un fiore) in ogni intervallo di tempo prestabilito, consente di ottenere l’effetto di accelerazione durante la proiezione.

Analogico/digitale

Formati di produzione audio e video. Nel cinema analogico (caratteristico del cinema delle origini fino al 2000), i film vengono girati sulla pellicola cinematografica di celluloide e il montaggio viene effettuato con la moviola, mentre nel cinema digitale (caratteristico del cinema moderno), i film vengono realizzati e montati con un apparecchio digitale (telecamera, computer). La digitalizzazione ha apportato numerosi vantaggi, come una migliore qualità, una maggiore efficienza nei processi di post-produzione e un risparmio economico considerevole.

Posizione della cinepresa rispetto all’ambiente

Angolo di ripresa o al soggetto da riprendere. La macchina da presa può essere normale (quando è allo stesso livello del soggetto ripreso), rialzata (quando si trova in posizione rialzata rispetto al soggetto o all’ambiente) o abbassata (quando si trova in posizione inferiore rispetto al soggetto o all’ambiente). Tra le principali angolazioni si distinguono quella "a piombo" (soggetto ripreso dall’alto), "obliqua" (cinepresa ruotata verso l’alto o il basso), "orizzontale" (cinepresa ad altezza degli occhi), e "supina" (soggetto ripreso verticalmente dal basso). L’angolazione può variare anche a seconda dell’obiettivo usato (normale, grandangolo, lungo focale).

Animazione

Tipo di cinema che permette di creare l’illusione di movimento di immagini disegnate oppure di oggetti tridimensionali inanimati attraverso la tecnica del “passo uno” o “stop motion”, ossia la ripresa fotogramma per fotogramma di fasi statiche di un’azione dinamica che vengono poi proiettate in successione. Uno dei primi cineasti a ricorrere al passo uno fu Georges Méliès, per la realizzazione dei trucchi cinematografici volti a sbalordire e attrarre il pubblico (ad esempio in “Viaggio sulla luna”).

Asincrono

Mancanza di sincronizzazione tra il suono e le immagini. Il dibattito sull’asincrono acquisì importanza in seguito all’introduzione del sonoro e venne sostenuto principalmente dai registi della scuola di montaggio russa (Pudovkin, Ejzenstejn) che sostenevano la necessità di sfruttare al massimo le potenzialità del sonoro. In questo modo, l’asincrono avrebbe reso possibile una frattura temporale e ritmica del film, aprendo la strada a nuove soluzioni espressive. Un esempio di asincrono è presente nel film “Fino all’ultimo respiro”.

Attore

Interprete che recita il ruolo di un personaggio in un film.

Bianco e nero

Forma di rappresentazione visiva che non usa colore in voga dalla nascita del cinema fino al passaggio agli anni Quaranta, in cui si iniziano a realizzare film a colori. Il bianco e nero mostrava in realtà una gamma più o meno vasta di grigi intermedi a seconda del tipo di pellicola utilizzata: “Metropolis”, ad esempio, sfrutta tutto lo spettro grazie al ricorso a una pellicola pancromatica.

Cadenza di ripresa

Velocità di ripresa, ossia il numero di fotogrammi al secondo impressionati sulla pellicola. Nell’era del muto la cadenza era di circa 16 fotogrammi al secondo, mentre dall’introduzione del sonoro fino a oggi la velocità standard di ripresa cinematografica corrisponde a 24 fotogrammi al secondo. Una cadenza maggiore o minore di quella normale determina effetti di rallentamento o accelerazione in fase di proiezione.

Campo lunghissimo

In base alla distanza tra l’obiettivo e ciò che viene ripreso, è un tipo di inquadratura che abbraccia il maggior spazio possibile in cui l’ambiente prevale sulla figura umana, che risulta quindi impercettibile o assente. Il campo lunghissimo è frequente nei film western, in cui il paesaggio è parte integrante della narrazione (ad esempio le riprese di “Stagecoach” volte a porre enfasi sulla maestosità della Monument Valley) e ha una funzione descrittiva.

Campo lungo

In base alla distanza tra l’obiettivo e ciò che viene ripreso, è un tipo di inquadratura in cui l’ambiente prevale sulla figura umana, che risulta però riconoscibile. Ha una funzione descrittiva.

Campo totale

In base alla distanza tra l’obiettivo e ciò che viene ripreso, è un tipo di inquadratura in cui l’ambiente (interno o esterno) è presente nella sua totalità, comprendendo anche tutti i personaggi della scena, perfettamente riconoscibili.

Campo/controcampo

Soluzione di montaggio che mostra alternativamente due inquadrature in cui i rispettivi soggetti sono ripresi da due punti di vista opposti e speculari mentre parlano, si guardano o scambiano gesti. Il campo/controcampo è impiegato generalmente in scene di dialogo (o in qualsiasi scena che prevede l’interazione tra più soggetti) e può comprendere anche i raccordi di soggettiva, in cui vengono mostrati alternativamente un soggetto che guarda qualcosa e l’oggetto del suo sguardo. Nel cinema classico hollywoodiano questa tecnica deve rispettare la regola dei 180 gradi, che definisce la porzione immaginaria di spazio entro la quale si deve collocare la macchina da presa per non disorientare lo spettatore.

Carrellata

Tipo di ripresa dinamica che consiste nel collocare la cinepresa su un carrello (o su un altro mezzo adatto) che viaggia su dei binari. La carrellata può essere in avanti, all’indietro o laterale. Nel primo caso la cinepresa si avvicina progressivamente al soggetto o all’ambiente, consentendo il passaggio da un campo lungo a un primo piano, ponendo enfasi sui personaggi. Nel secondo caso la cinepresa si allontana gradualmente dal soggetto, favorendo l’ambiente circostante e quindi il passaggio da un piano e un campo. Infine, nel terzo caso la cinepresa scorre parallelamente al soggetto, seguendone i movimenti o scoprendo man mano parte dell’ambiente circostante. La carrellata è un’invenzione attribuita al regista italiano Giovanni Pastrone, che la impiegò per la prima volta in “Cabiria”.

Casting

Operazione previa nella selezione degli interpreti e di assegnazione dei rispettivi ruoli attraverso una serie di provini allo scopo di formare il cast, cioè l’insieme degli attori che recitano in un determinato film.

CGI

Dall’inglese “Computer-generated imagery” (immagini generate al computer), è un’applicazione della computer grafica che permette di ottenere effetti visivi attraverso la manipolazione digitale delle immagini. La CGI si sviluppa a partire dalla fine del ventesimo secolo e offre svariati vantaggi, come la possibilità di creare interi paesaggi o personaggi tridimensionali e di conferire un maggior grado di verosimiglianza.

Cinema classico

Cinema nato a Hollywood e sviluppatosi dagli anni Venti agli anni Sessanta attorno a un sistema di generi e allo studio system che da una parte ha svolto una differenziazione e identificazione dei prodotti cinematografici per orientare le aspettative del pubblico sulla base di criteri stilistici e narrativi, dall’altra parte si è strutturato in un oligopolio a integrazione verticale, controllando di fatto tutte le fasi dell’industria: produzione, distribuzione ed esercizio.

Cinema contemporaneo

Cinema che si sviluppa nella cosiddetta postmodernità, caratterizzata da uno stile frammentato, da una narrazione non lineare (tempo dislocato, fabula e intreccio non coincidono, flashbacks, flashforwards), dalla decostruzione e commistione dei generi tradizionali secondo un’autonomia creativa individuale e dal tentativo di stupire, provocare e sfidare il pubblico attraverso un linguaggio e uno stile innovativo. Nel cinema contemporaneo lo spettatore deve ricomporre i vari pezzi del “puzzle” e ricostruire la linea temporale e i corretti rapporti logici di causa-effetto tra i vari segmenti narrativi.

Cinema d’autore

Il cinema d’autore si sviluppa a partire dall’esperienza neorealista italiana e dalla Nouvelle Vague francese, per poi imporsi come un fenomeno prevalentemente europeo, in contrasto con l’industria hollywoodiana. Nel cinema d’autore, il regista si occupa di tutte le fasi di lavorazione del film (o di gran parte di esse), spesso autofinanziando i propri progetti e ricerca un’originalità e specificità stilistica in grado di veicolare una visione del mondo e un’impronta strettamente personale. Il cinema d’autore ricerca vie alternative, sperimentali, diverse da quelle tradizionali, sia nella narrazione (attraverso personaggi che non rientrano in categorie fisse, attraverso la mancanza

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/06 Cinema, fotografia e televisione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atlas18 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia ed estetica del cinema e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bergamo o del prof Ghislotti Stefano.
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