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Teorie del nursing

Introduzione storica

Appunti a cura di Antonella Milazzo

Università degli Studi di Catania - Corso di Laurea in Infermieristica

Milazzo Antonella Skuola.net Non Copiare. Non Divulgare

Origini dell'assistenza infermieristica

La storia dell’assistenza infermieristica parte da un presupposto e una probabilità che la tendenza al soccorso nei confronti dei più deboli e degli ammalati, che caratterizzerà l’essere umano fino ai giorni nostri, è stata mutuata dall’uomo primitivo e dall’osservazione del comportamento dei gruppi animali. In natura, in alcuni gruppi prevale l’istinto di sopravvivenza rispetto ai più deboli, che vengono soppressi; in altri gruppi, quelli più evoluti, e in particolare nei primati, è stata riscontrata questa tendenza al soccorso e all’assistenza in aiuto, il mutuo soccorso nei confronti dei più deboli e degli ammalati.

Evoluzione storica

La tendenza ad accudire gli ammalati e alla loro salvaguardia esiste dalla notte dei tempi ed è stata affinata via via attraverso la capacità del ragionamento e di razionalizzare quindi l’intervento assistenziale. Col tempo, l’assistenza ha acquisito caratteristiche ben precise e molto peculiari.

La storia dell’assistenza nel suo complesso ha nel suo interno una sorta di storia universale, di storia esterna. La storia universale è costituita dall’afferire di diversi tipi di storia (storia dell’arte ecc.). La storia dell’assistenza è importante anch’essa e afferisce all’interno sempre della storia esterna ed universale e ci fa capire anche dal punto di vista antropologico e culturale l’evoluzione dell’essere umano in relazione alle diverse modalità di stare accanto a chi soffre e a chi è ammalato.

Identificazione delle figure infermieristiche

La storia dell’assistenza infermieristica si può definire un ramo della stessa storia dell’assistenza: non si può parlare sin da subito, dalla civiltà primitive, di assistenza infermieristica però si può vedere come si sviluppa il pensiero assistenziale in relazione alla presenza di figure che hanno dei caratteri di affinità rispetto agli infermieri di oggi. Ad un certo punto, in realtà, certe figure di sostegno e di supporto nei confronti della persona sofferente e ammalata, e anche nei confronti del medico, cominciano ad avere una propria identità e una propria condizione di esistere, di essere.

Florence Nightingale e l'assistenza moderna

Il momento culmine e cruciale in cui si può parlare di assistenza infermieristica vera e propria sarà a cavallo tra il 1800 e il 1900 con il modello culturale infermieristico proposto da Florence Nightingale. Già da quel tempo vi erano delle fondamentali caratteristiche che differenziavano il medico dall’infermiere, rendendo le figure complementari, perché già all’epoca, l’infermiere aveva una sua configurazione e identità precisa e differente dal medico; il problema è che poi questo modello, in alcuni modello socioculturali ha attecchito completamente in maniera positiva, come i modelli statunitensi, mentre nella realtà locale e nazionale, la base di partenza è la formazione di partenza che avveniva nell’ambito delle scuole di matrice religiosa.

Assistenza e cultura

La storia dell’assistenza è il punto di partenza fondamentale per spiegare lo sviluppo del pensiero infermieristico. L’assistenza è l’evento quotidiano che soddisfa i bisogni fondamentali dell’uomo, in relazione alle abitudini culturali dell’assistito.

In Italia, inizialmente la figura dell’infermiere è identificabile con quella del servente, non nei confronti dell’assistito ma nei confronti del medico. L’assistenza è la concretizzazione culturale e fattuale del principio di solidarietà umana, caratteristica peculiare dell’uomo e fondamento del vivere quotidiano nel contesto sociale. L’assistenza infermieristica rappresenta il comportamento osservabile dall’infermiere, per realizzare la prassi della disciplina infermieristica. L’assistenza è patrimonio di tutti gli animali che vivono in gruppo. Negli esseri umani, l’assistenza si collega in una dimensione temporale agli eventi che, in particolari momenti della vita, implicano un supporto esterno per essere compiuti. Sono assistenziali gli atti che seguono gli eventi temporali che caratterizzano il processo vitale dall’infanzia alla vecchiaia.

Il ruolo femminile nell'assistenza storica

Già nel neolitico si può parlare di assistenza, fermo restando il concetto di storia e preistoria: si parla di storia quando è stata inventata la scrittura. In base a modelli assistenziali, l’età preistoria è caratterizzata dai reperti archeologici che danno un’idea di come poteva essere per esempio il livello igienico sanitario e quant’altro, che si applicava e si prendeva in considerazione in quell’epoca. Già nella preistoria esistevano delle figure maggiormente dedite all’approccio esistenziale nei confronti degli ammalati e molto probabilmente l’assistenza è originariamente nata al femminile: la donna era colei che, soprattutto nel gruppo familiare, si occupava ed accudiva i bambini ma anche i soggetti ammalati e feriti nel gruppo familiare. Questo tipo di attività era legata anche alla considerazione dell’esistenza di figure importanti dedite all’assistenza e devote ad alcune religioni.

La religione dell’epoca era una forma di animismo, ed in questo contesto la donna, per le sue caratteristiche, si identificava nella divinità associata alla fertilità. I primi culti sociali erano organizzati in una forma matriarcale di gestione sociale. L’importanza della donna era fondamentale all’epoca, e verrà scemata sempre più nel momento in cui si insinua lo strumento della politica nella gestione dei gruppi sociali: gli uomini prevarranno e la casta delle donne verrà soppiantata dagli uomini, con pontefici e sacerdoti, tramite la divinità del trascendente e dell’immanente. L’insorgere o meno di una malattia o di una guarigione veniva strumentalizzata per gestire nel modo migliore il gruppo sociale da parte di questi pontefici.

Ruolo storico delle donne nella medicina

La prima forma di assistenza è quindi al femminile. La donna veniva considerata, per la sua componente magico-religiosa, depositaria di un potere che all’epoca poteva essere considerato anche magico: la capacità di procreare. E fu questo stesso potere ad un certo punto ad arrecarle danno nella fase scurantista della nostra cultura rappresentata dal medioevo, in cui si associava la mestruazione ad un fenomeno maligno.

Originariamente la donna rappresenta il cardine del gruppo sociale, poiché è quella più in grado e capace di gestire certe condizioni e situazioni; la donna è procreatrice e l’uomo no, si occupava della caccia. Le donne erano degli elementi più equilibrati che racchiudevano molti elementi utili all’interno della società. L’istinto alla guerra non è proprio della donna ma dell’uomo e il desiderio di conquista nasce dalla bramosia che è più tipica dell’uomo in quel periodo.

Assistenza infermieristica nella preistoria

Le statuette votive facevano riferimento a quello che è la fertilità. La prima divinità per eccellenza tra il mesolitico e il neolitico è rappresentata dalla dea della fertilità, la dea madre terra, Maya. L’assistenza infermieristica affonda le radici nella preistoria, la pratica del nursing è antica quanto l’umanità stessa, e nasce con la donna, primo motore dell’esistenza e dell’assistenza, costante presenza in ogni società, cultura ed etnia.

Le prime forme di cura avvenivano attraverso la coscienza e la conoscenza della fitoterapia, conoscenza delle erbe, che oggi è tornata in voga. L’assistenza, in questo primo periodo preistorico, si basava sulla conoscenza delle erbe, i medicinali erano dei principi attivi che scaturivano da erbe medicinali. Le prime ostetriche e levatrici, che già si riscontrano in epoche antichissime, avevano dimestichezza con le erbe; nel periodo latino poi venivano definite dommine erbarum, perché avevano la conoscenza estrema e massima degli effetti delle erbe curative.

Sviluppo della conoscenza medica nel tempo

La bella donna era un farmaco che a dosi elevate costituiva un potente veleno ma che se adeguatamente dosato poteva essere utilizzato per ridurre le contrazioni uterine nelle gravidanze a rischio, e potevano essere anticipate rispetto al loro termine. L’effetto antibiotico, come l’aglio, è una sostanza che contiene l’allicina, e l’effetto antibiotico dell’aglio era conosciuto da queste donne che si occupavano delle prime forme di assistenza.

La nascita delle società differenziate in Egitto, in Mesopotamia e in India, assegna alle donne un primo embrionale incarico di assistenza. Nella fase iniziale le donne si dedicano e si consacrano al culto della dea madre anche attraverso atti assistenziali nel contesto del gruppo sociale.

Ruolo delle donne e dei guaritori nella società

L’efficacia della conoscenza era tale, che fino al medioevo si formavano a contatto con queste persone. Si parla di guaritrici, ostetriche dell’epoca e ad un certo punto, per svariati motivi, rappresentarono svariati pericoli per il contesto sociale religioso e civile dopo il concilio di Trento. Nacquero i tribunali di inquisizione.

Le donne assistono attraverso conoscenze trasmesse oralmente, basate talora su rimedi inefficienti ed altre volte sull’effetto terapeutico di erbe, del calore ecc. La storia dell’assistenza non parla esplicitamente di infermiere e non è chiaro quando il termine compare per la prima volta e chi viene definito con tale termine. Forse potremmo definire infermiere arcaiche: le medichesse della scuola salernitana, le streghe che curavano malattie e disagi con le erbe, le levatrici, le più antiche ostetriche fin dagli egizi e dai fenici, e le guaritrici di campagna.

Strumentalizzazione dell'assistenza

L’assistenza e l’esito dell’assistenza viene strumentalizzato dall’uomo per rafforzare il potere politico religioso. Per questo poi la donna viene relegata ad un compito secondario, diventano le assistenti dei sacerdoti ma la donna perderà via via nel corso dei secoli, il ruolo di protagonista nell’assistenza pur mantenendola nei contesti rurali più poveri, etichettate poi come fattucchiere e streghe proprio per dare adito ad uno sterminio di massa pauroso da parte della chiesa e i tribunali di inquisizione.

Esistevano poi delle volontà dettate dalla politica e dalla necessità di implementare la scienza medica ufficiale. D’altro canto la chiesa dell’epoca era caratterizzata non solo da un potere spirituale ma anche da interessi economici che andavano al di là di tutto.

Infermieristica premoderna e figure assistenziali

Ancora non possiamo parlare di figure infermieristiche come le intendiamo oggi, ma si cerca di capire come si sviluppa il pensiero assistenziale e come si possa fare riferimento all’esistenza di figure che supportano e sostengono le persone sofferenti, e gli ammalati (infermi). L’infermiere di quel tempo è colui che assiste e sta vicino agli ammalati e che deve aiutarlo; ma non si può parlare di un infermiere che presenta le caratteristiche attuali.

L’identificazione possibile potrebbe essere con le donne, protagoniste in campo medico fino al medioevo, in quanto presso la scuola salernitana esistevano le medichesse, che frequentavano le prime scuole di medicina. Ma soprattutto a erogare questa assistenza spesso con esito efficace erano quelle che vennero etichettate come streghe ma che in sostanza non erano altro che le guaritrici di campagna e le prime ostetriche levatrici. D’altro canto, le praticanti e le guaritrici tradizionali in alcuni contesti socioculturali particolari, alcuni aspetti sono legati a forme di assistenza su base folclorica e tradizionale. Malocchio e modalità che consentono di sfuggire da questa malattia.

Sincretismo e assistenza moderna

Il contesto occidentale presenta certi aspetti legati alla tradizione e all’assistenza su base tradizionale, il problema è che in determinati ambiti tutt’oggi è necessario, per coinvolgere nel processo della pianificazione assistenziale alcuni soggetti appartenenti a culture ben specifiche, dare vita ad una forma di sincretismo, ovvero intrecciare l’assistenza su base tradizionale a quella su base scientifica per risolvere i problemi ed arruolare pienamente l’assistito alla programmazione diagnostico terapeutica e alla programmazione assistenziale. Ancora oggi coesistono queste figure particolari.

Gli sciamani esistono ancora: in alcune comunità culturali esiste una figura di riferimento per l’approccio assistenziale nei confronti degli ammalati. Si parla di gruppi appartenenti alla cultura centro africana, dove esiste la figura dello sciamano, che fa visita al paziente nell’ospedale e contribuisce al successo della pianificazione assistenziale attraverso il suo apporto spirituale ed emotivo. Non sempre le pratiche sono di successo perché sono sempre in base alle condizioni più o meno gravi della persona assistita ma se non altro, con la forma assistenziale che forma lo sciamanesimo, è fondata su una relazione tra capacità, competenze psicorelazionali e conoscenza di certi aspetti mistico religiosi che poi consentono spesso di attivare dei meccanismi interni alla persona assistita che la possono condurre verso la guarigione. Si fa riferimento a malattie non molto gravi.

Pratiche tradizionali e sciamaniche

Le streghe associavano la somministrazione di sostanze medicamentose come unguenti che ricavavano dalle piante alle formule magiche. Lo sciamano associa la somministrazione di determinate sostanze e prodotti terapeutici al rituale magico religioso. È ciò che poi determina uno stato emotivo particolare, che determina l’attivazione i meccanismi: percezione positiva alla fine della sintomatologia, attivazione dei meccanismi di difesa e immunitari, che possono dare adito ad un re-equilibrio della condizione di salute (stesso effetto indotto dal placebo, ma in questo caso è la persona stessa che si crea delle aspettative positive). Probabilmente questa positività che si instaura nella persona assistita attiva dei meccanismi di difesa immunitaria; d’altro canto, può anche essere che questo meccanismo si innesti quando alcuni soggetti, in maniera inspiegabile, con patologie molto gravi, si riscontrano casi di guarigione ed è probabile che si inneschino all’interno dei meccanismi che la scienza ufficiale non conosce attualmente.

Fino ad oggi, alcuni preferiscono fare riferimento ad un’area assistenziale più tradizionale o popolare, abbandonando di fatto l’area tecnico scientifica. Soprattutto nei contesti socioculturali primitivi ma anche in contesti più attuali e in alcuni ambiti specifici (Africa centrale) la medicina tradizionale occupa un ruolo di fondamentale importanza perché è andata ad integrarsi con la scienza medico ufficiale. Questo sincretismo religioso consente di unire gli aspetti positivi della medicina ufficiale e quelli importanti, dal punto di vista emotivo e spirituale, correlati alla medicina tradizionale.

Correlazione olistica nella medicina

Questo tipo di correlazione ha avuto successo perché dà adito a due aspetti di fondamentale importanza: la considerazione dell’approccio olistico che viene spesso messo in disparte e poco considerato dalla medicina ufficiale, e l’appropriata instaurazione della relazione di aiuto sotto forma di comunicazione terapeutica. Cosa che probabilmente la scienza ufficiale trascura troppo, i medici non riescono a stabilire questo approccio di relazione d’aiuto. Gli infermieri sono riusciti a costruire un ambito di competenze che differisce da quello del medico.

Assistenza nel contesto egizio e ebraico

La civiltà egizia, che si sviluppa attraverso millenni, prende in considerazione il processo assistenziale nel contesto familiare: sono sempre le donne a prendersi carico dei problemi di malattia e spicca la figura delle ostetriche che si dedicano all’assistenza materno infantile e saranno però i sacerdoti a gestire l’aspetto assistenziale e saranno i responsabili delle pratiche sanitarie perché intesi come tramiti diretti con le divinità. La malattia poteva essere legata al mancato appagamento degli dei. Non si fa riferimento, nel lungo periodo che caratterizza la civiltà egizia, all’esistenza di veri e propri nosocomi e contesti dove potevano essere erogate prestazioni assistenziali. È probabile, come si è certi per altre civiltà, che gli atti assistenziali venissero erogati nel contesto di specifici templi dedicati a qualcuna delle molteplici divinità egizie.

Un altro importante riferimento riguarda la civiltà ebraica, da cui troviamo passi importanti nella bibbia. "Onora il medico per il bisogno che hai di lui: poiché l’Altissimo lo creò. Poiché tutte le guarigioni vengono da Dio. La Bravura del medico solleverà la sua testa ed egli sarà lodato alla vista di tutti gli uomini". Il medico è soltanto quell’assistente che consentirà, tramite il volere di Dio, la guarigione. Nel contesto della civiltà ebraica, rileviamo delle importanti norme igienico sanitarie che dovevano essere doverosamente rispettate; la civiltà ebraica conosceva i riti della santificazione e usavano l’acqua filtrata, la bollitura dell’acqua e si occupavano dell’igiene degli alimenti, sottoposti a controlli molto accurati. La pericolosità e l’impurità di alcuni alimenti, come la carne suina, ritenuta particolarmente impura e pericolosa. La civiltà ebraica fa riferimento ai primi contesti

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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Nelly94 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Scienze infermieristiche generali e teorie del nursing e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Catania o del prof Pezzino Marcello.
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