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METODO DEL “PRIMO ENTRATO, PRIMO USCITO” O FIFO

Questo metodo si basa su un metodo più razionale di valutazione delle rimanenze, infatti

vengono vendute o utilizzate prima le rimanenza da più tempo disponili, mentre restano in

magazzino gli acquisti o le produzioni più recenti. La somme dei valori dei beni in

magazzino sarà il valore delle rimanenze.Questo metodo riesce a dare una valutazione più

prudenziale alle riserve di magazzino, se ci troviamo in regime di prezzi decrescenti.

METODO DEL “ULTIMO ENTRATO, PRIMO USCITO” O LIFO

Con questo metodo si ipotizzava che i beni in uscita dal magazzino siano quelli acquistati

per ultimo e che nel magazzino rimarranno i beni entrati nei primi periodi. Questo riesce a

dare una valutazione più prudenziale alle riserve di magazzino, se ci troviamo in regime di

prezzi crescenti .

LIFO A SCATTI

Diversamente dal LIFO continuo, questo metodo prevede che la valutazione non venga

fatta ad ogni momento in base al movimento di entrata / uscita, ma soltanto a fine

periodo.

Valore unitario rimanenze € Prezzi

3,2

LIFO continuo Crescenti Decrescenti

3,33

CMP per periodo LIFO FIFO

CMP per movimento Rimanenze positive Rimanenze negative

3,53

FIFO Valore della produzione Costi della produzione (B11)

3,75

Determinazione del valore di mercato ed eventuali

svalutazioni

Per le materie prime, sussidiarie e semilavorati di acquisto la valutazione va fatto al

minore tra il

costo di acquisto, che comprende costo di acquisto più il complesso di costi sostenuti

per avere la disponibilità delle giacenze nel luogo e nella condizione in cui si trovano al

momento della valutazione,

valore di mercato

e il dato dal costo di sostituzione ovvero il costo con il quale in

normale condizioni di gestione, determinati beni posso essere riacquistati alla data di

chiusura dell’esercizio

- La valutazione deve essere fatta voce per voce per evitare compensazioni 12

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- Se il valore di mercato è minore del costo di acquisto, devono essere prudenzialmente

svalutati

- Se nell’esercizio successivo il valore di mercato torna di nuovo superiore al costo,

bisogna rivalutare i beni

Prodotti finiti

L’articolo 2426 1° comma dispone che il costo di produzione comprende tutti i costi

direttamente imputabili al prodotto, ma può comprendere anche altri costi per la quota

ragionevolmente imputabile al prodotto, relativi al periodo di fabbricazione e fino al

momento del quale il ben equo essere utilizzato. Questo significa che il legislatore

permette la sola imputazione dei costi diretti.

L’OIC 13, invece, raccomanda la valutazione al costo industriale, al fine di evitare

sottovalutazioni delle rimanenze. Questo avviene in due fasi :

1) calcolo del costo industriale diretto che comprendono materiali, componenti, mano

d’opera costi

2) Calcolo dei costi industriali indiretti: sono i che possono essere attribuiti alla

singola unità di prodotto solo applicando una base di ripartizione.

Sono esclusi nel costi industriali indiretti:

1) I costi per la distribuzione commerciale

2) Oneri straordinari dovuti a furti perdite ecc

3) Gli oneri finanziari ( capitalizzatili solo per produzioni molto lunghe)

4) Costi di ricerca e sviluppo

5) Costi amministrativi

Merci

Le merci sono beni di sola commercializzazione e l’acquisto è documentato dalla fattura.

Per la valutazione bisogna sempre scegliere tra il minore tra costo di acquisto ( dato dalla

fattura ) e il valore di mercato, ovvero il valore netto di realizzo che è dato dal prezzo di

vendita al netto di costi di completamento e distribuzione.

È possibile usare un criterio solo per le merci :

Metodo del dettaglio che permette di determinare il valore delle rimanenze finali senza

procedere all’inventario fisico.

Lavori in corso su ordinazione

In concordanza con l’OIC 23 i lavori in corso su ordinazione presentano le seguenti

caratteristiche:

1) Carattere formale : esistenza di un contratto stipulato con il committente

2) Durata : durata ultrannuale

3) Oggetto : deve riguardare la realizzazione di un unico progetto secondo le specifiche

del committente

La durata non è una caratteristica discriminante poiché il progetto può essere completato

anche in un esercizio

L’oggetto non è una caratteristica discriminante poiché la commessa può trattarsi sia di

beni materiali ( es navi, ponti ecc. ) sia immateriali (es software ) servizi ( es consulenza

aziendale) 13

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L’aspetto determinante è l’esistenza di un contratto e le caratteristiche tecniche della

commessa, ovvero deve essere un progetto che non porti alla realizzazione di una

produzione di serie.

Metodi della percentuale di completamento e della

commessa completa

I lavori in corso su ordinazione possono essere valutati con due diversi metodi:

Metodo della percentuale di completamento

1) : viene attribuito ad ogni esercizio una

quota del ricavo e del costo pattuiti dal contratto, in modo da distribuire i ricavi e costi

lungo tutta la durata della commessa. Questo metodo può essere utilizzato quando :

1) Nel contratto siano definite chiaramente le obbligazioni

2) Non sono presenti situazioni di incertezza

3) Il risultato e i ricavi della commessa possono essere attendibilmente misurato

4) È ragionevolmente certo Che i ricavi siano incassasi

5) I costi possono essere identificati con chiarezza e in modo attendibile

Metodo della commessa completa

2) : tutti i costi e tutti i ricavi sono imputati

nell’esercizio in cui si completa la commessa

Se i presupposti si verificano andrebbe utilizzato il metodo della percentuale di

completamento

Informazioni in nota integrativa

In nota integrativa si richiedono di fornire le seguenti informazioni riguardanti le rimanenze

di magazzino:

1) Criterio di valutazione applicato

2) Il valore dei costi correnti alla chiusura dell’esercizio

3) Ammontare degli oneri finanziari imputati all’esercizio

4) Eventuali cambiamenti del metodo di valutazione

In merito ai lavori in corso su ordinazione :

1) Quale criterio è stato utilizzato

2) Metodologia per misurare lo stato di avanzamento

3) Criteri di contabilizzazione dei costi

4) Trattamento finanziario degli oneri

5) Impegni contrattualmente assunti 14

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Crediti

I crediti rappresentano il diritto a ricevere determinate somme ad una data scadenza da

soggetti identificati. Nello S.P sono iscritti sia nelle immobilizzazioni, crediti che

riguardano un finanziamento verso controllate e partecipate ( con separata indicazione

per i crediti esigibili entro l’esercizio e quello esigibili oltre l’esercizio), che nell’attivo

circolante con crediti di origine commerciale ( con separata indicazione per i crediti

esigibili oltre l’esercizio ). I fondi per i crediti inesigibili ( presunti o certi) devono essere

portati in diretta diminuzione delle relativi voci.

Non è possibile effettuare compensazioni tra crediti e debiti verso lo stesso soggetto, a

meno che non sia giuridicamente consentito ( contratto di conto corrente).

I crediti vanno iscritti al momento in cui il processo produttivo è stato completato, ovvero

quando la proprietà è stata trasferita, per i crediti di tipo commerciale mentre per i crediti

di finanziamento vengono iscritti quando giuridicamente nasce l’obbligazione di terzi

verso la controparte.

Valutazione dei crediti

l’art. 2426, c. 1, n. 8), sancisce che «i crediti sono rilevati in bilancio secondo il criterio del

costo ammortizzato, tenendo conto del fattore temporale e del valore di presumibile

realizzo»

Criterio del costo ammortizzato

Secondo tale criterio i crediti sono inizialmente iscritti all’importo effettivamente erogato,

successivamente il loro valore tenderà ad aumentare fino a raggiungere il loro valore nominale in

una misura definita dal tasso effettivo di interesse calcolato come TIR, ovvero come il tasso che

eguaglia il valore attuale dei flussi di cassa derivanti dall’investimento al valore contabile del

credito.

Eventuali commissioni passive o attive sono già incluse nel calcolo del costo ammortizzato e ciò

implica che tali commissioni siano ammortizzate lungo tutta la durata del credito.

DEROGHE ALL’UTILIZZO DEL COSTO AMMORTIZZATO

1) Per facilitare la transazione si può non applicare il metodo del costo ammortizzato sui crediti

esistenti prima del 1 gennaio 2016, previa indicazione in nota integrativa.

2) Può non essere applicato se i costi di transazione , le commissioni e ogni altra differenza tra

valore iniziale e valore finale sono di scarso rilievo.

3) Possibilità di non applicare questo metodo per chi redige il bilancio in forma abbreviata e le

micro-imprese. Eventuali costi di transazione saranno considerati come costi pluriennali e poi

riscontate lungo la durata del credito

Criterio del fattore temporale

Per i crediti che non generano interessi o li generano con tasso sensibilmente inferiore a quello di

mercato, come ad esempio per i crediti concessi a società controllate ad un tasso nettamente

inferiore, o per i crediti di funzionamento con dilazione significativa inclusivi di interessi impliciti,

bisogna attualizzare i flussi finanziare futuri con il tasso di interesse di mercato.

Tasso di interesse di mercato —> tasso che sarebbe stato applicato ad un’operazione simile di

finanziamento se le due parti fossero stati indipendenti l’uno

dall’altro. 15

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Valore presumibile di realizzo

L’articolo 2426 afferma che i crediti debbano essere iscritti al valore di presumibile realizzo, e ciò

significa che in sede di redazione di bilancio si devono valutare i rischi di inesigibilità relativi ai

crediti già contabilizzati. Quindi bisogna costituire un fondo svalutazione unico sia per le perdite

già manifestate, sia per quelle solamente temute. L’accantonamento al fondo deve essere fatto negli

esercizi in cui è prevedibile la perdita, la misura dell’accantonamento può essere o fortetaria o

derivante da una procedura di analisi dei singoli crediti. In oltre l’OIC 15 prevede di stanziare un

fondo anche per le riduzioni di crediti dovuti a resi abbuoni o rettifiche di fatturazione.

Nota integrativa

In nota integrativa bisogna riportare:

1) I criteri applicati nelle valutazioni

2) Le svalutazioni effettuate

3) Le variazioni intervenute nella consistenza dei crediti

4) Tasso di interesse effettivo

5) Ammontare dei crediti per i quali sono state modificate le condizioni di pagamento

6) Natura dei creditori.

I debiti

Sono passività di natura determinata ed esistenza certa che rappresentano obbligazioni a pagare

importi definiti di solito ad una data stabilita e sono iscritti nella sezione D del passivo dello stato

patrimoniale.

Sono scrivibili in bilancio in base alla natura del debito (OIC 19) :

Sorti in relazione a costi —> se relativo ad acquisizioni di bene vanno iscritti nel momento in cui

se ne acquista la proprietà, se relativo all’acquisto di servizi vanno iscritti nel momento in cui i

servizi sono stati resi

Sorti non in relazione a costi —> vengono iscritti nel momento in cui nasce l’obbligo secondo la

legge

Valutazione in bilancio

I debiti sono rilevanti in bilancio secondo il criterio del costo ammortizzato tenendo conto del

fattore temporale.

I debiti vengono iscritti al valore nominale del debito, al netto di tutti i costi di transazione e di tutti

i premi. L’ammortamento dei costi di transazione si somma agli interessi passivi calcolati al tasso

nominale, per poi attualizzare i flussi derivanti dal debito con il TIR in modo tale da ammortizzare i

costi di transazioni lungo tutta la durata del finanziamento.

Fattore temporale

Secondo L’OIC 19 in sede di rilevazione iniziale bisogna tenere conto del tasso desumibile dalle

condizioni contrattuali e del tasso di interesse di mercato. Se la differenza tra questi due tassi è

significativa bisogna attualizzare i flussi finanziari futuri con il tasso di interesse di mercato.

Casi particolari

In caso in cui il debito si debba estinguere con beni in natura, tali beni devono essere valutati al

valore di mercato. 16

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Nota integrativa

L’art 2427 richiede di indicare in nota integrativa :

1) I criteri applicati nelle valutazioni e rettifiche di valore

2) Le variazioni intervenute da un’esercizio all’altro

3) L’ammontare del debito superiore a 5 anni

L’OIC 19 richiede invece che siano specificati:

1) La scadenza, modalità e il tasso di interesse per i debiti assistiti da garanzia reale

2) Tasso di interesse applicato ai prestiti obbligazionari

3) Suddivisione tra debiti per anticipi su lavori

4) Suddivisione dei debiti verso le banche

5) Natura dei creditori

6) Ammontare dei debiti per i quali sono state modificate le condizioni di pagamento

Titoli di debito e partecipazioni

I titoli di debito o obbligazioni, sono titoli che attribuiscono al possessore di ricevere un flusso

determinato. O determinabile di liquidità senza attribuire il diritto di partecipazione diretta o

indiretta alla gestione dell’entità che li ha emessi.

Trovano collocazione nello stato patrimoniale nella sezione :

Immobilizzazioni finanziarie B.III —> se gli amministratori hanno deciso di mantenere le attività

finanziare nel patrimonio fino alla loro naturale scadenza

Attivo circolante C.III —> se gli amministratori hanno deciso di destinare le attività finanziaie alla

negoziazione entro il termine dell’esercizio successivo. Questi titoli saranno valutati al minore tra il

costo di acquisto (aumentato degli oneri) e il costo di realizzo sul mercato

Nel conto economico sono iscritti tutti i proventi e oneri derivati da questi titoli.

Criterio funzionale o di destinazione economica —> il codice civile presume che le

partecipazioni in misura non inferiore al 20% ( 10 se la partecipata è quotata ) sano immobilizzate.

Si può sempre cambiare la destinazione dei titoli ma con cautela perché comporta il cambio del

criterio di valutazione:

- il trasferimento di titoli immobilizzati alle attività circolanti va rilevato in base al costo di

acquisto

- Il trasferimento dalle attività circolanti alle immobilizzazioni va rilevato in base al minore tra il

costo di acquisto e il valore di mercato.

Iscrizione iniziale dei titoli

Per tutti i tipi di titoli si deve usare il costo di acquisto includendo in essi gli oneri accessori

direttamente imputabili ad esclusione degli interessi passivi.

Per i titoli senza cedola bisogna iscriverli al costo e non al valore nominale

Per i titoli con cedola bisogna iscriverli al corso tel quel ovvero il valore del titolo aumentato degli

interessi in corso di maturazione. 17

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Valutazione dei titoli

Per i titoli e le attività finanziarie non immobilizzati vanno valutati al minore tra costo di acquisto e

valore di realizzazione desumibile dall’andamento del mercato ( per i titoli quotati si prende in

considerazione la media delle quotazioni dell’ultimo mese dell’esercizio, per gli altri si fanno

riferimento ala quotazioni di titoli simili)

Per i titoli immobilizzati, dal 1 gennaio 2016 bisogna valutare con il criterio del costo

ammortizzato. Si distribuiscono i costi e i proventi dei titoli lungo tutta la durata attraverso la

determinazione di un tasso effettivo di rendimento, ovvero il TIR. Ogni periodo si rileva la quota di

ammortamento, ovvero la quota di remunerazione di competenza di ogni periodo, calcolata con il

metodo dell’interesse effettivo

DEROGHE ALL’UTILIZZO DEL COSTO AMMORTIZZATO

1) Per facilitare la transazione si può non applicare il metodo del costo ammortizzato selle attività

esistenti prima del 1 gennaio 2016, previa indicazione in nota integrativa.

2) Può non essere applicato se i costi di transazione , le commissioni e ogni altra differenza tra

valore iniziale e valore finale sono di scarso rilievo.

3) Possibilità di non applicare questo metodo per chi redige il bilancio in forma abbreviata e le

micro-imprese.

Svalutazioni

Titoli immobilizzati

Secondo l’OIC 20 I titoli immobilizzati devono essere svalutati in presenza di perdite durevoli. La

perdita durevole emerge da indizi di deterioramento duraturo della situazione di solvibilità

dell’emittente che può manifestarsi in :

1) Ritardo o mancato pagamento delle quote o di interessi

2) Ristrutturazione del debito

3) Valore di mercato del titolo costantemente inferiore al valore di iscrizione

4) Indicatori economici patrimoniali e finanziari che facciano ritenere probabile un non integrala

pagamento

5) Evento di default

6) Ammissione alle procedure concorsuali.

La eventuale svalutazione va riportato in conto economico e interamente imputato all’esercizio in

cui avviene. In contropartita troviamo il fondo svalutazione titoli

Titoli compresi nell’attivo circolante

In sede di valutazione dei titoli circolanti iscritti nell’attivo deve essere confrontato singolarmente

per ogni tipo di titolo con il costo di acquisto e il costo di desumibile realizzo sul mercato, al fine di

scegliere il minore tra i due, in virtù del principio di prudenza. 18

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Liquidità , ratei e risconti

Al punto C.IV dello stato patrimoniale le disposizioni liquide si classificano nelle seguenti voci:

1) Depositi bancari e postali

2) Assegni bancari e circolari

3) Danaro e valori in cassa

Sono esclusi dalla liquidità:

- Cambiali attive: rappresentano un credito

- Titoli a breve termine, titoli di stato o di terzi : anche se di pronta trasformazione in liquidità sono

da inserire nelle immobilizzazioni.

RATEI E RISCONTI

Nello schema di stato patrimoniale e conto economico si collocano in D ratei e risconti attivi,

mentre i ratei e risconti passivi nel punto E del passivo.

I ratei sono quote di costo o di ricavi di competenza dell’esercizio ma esigibili in esercizi

successivi, comuni a due o più esercizi e la cui identità varia in ragione del tempo

I risconti sono costi già liquidati entro la chiusora dell’esercizio ma di competenza di esercizio

successivi, comuni a due o più esercizi e la cui identità varia in regione del tempo.

Il patrimonio netto

Il patrimonio netto consiste nella differenza tra attività e passività dello stato patrimoniale, e

corrisponde alla parte della ricchezza riconducibile ai proprietari. All’interno si possono distinguere:

I mezzi propri e quelli derivanti dai risultati economici della gestione

Capitale sociale

Corrisponde al valore nominale dei conferimenti sottoscritti dai soci e dalle riserve girate a capitale

sociale nel tempo. Nelle società di capitali, deve essere uguale al prodotto del valore nominale delle

azioni per il numero di azioni disponibili.

Il valore minimo del capitale sociale:

Spa e sapa 50000€

Srl 10000€

In oltre il valore nominale delle azioni non può essere al di sotto di 1€

Qualunque aumento di capitale sociale, rappresenta una modifica all’atto costitutivo della società

pertanto deve essere approvati dall’assemblea straordinaria e deve essere iscritto nel registro delle

imprese.

Riserva sovrapprezzo azioni

La riserva sovrapprezzo include la differenza tra il valore di emissione delle azioni e il loro valore

nominale. Il sovrapprezzo deve essere versato in un relativo fondo e non può essere distribuito fino

a quando la riserva legale non raggiunge la soglia di legge ( 1/5 del capitale sociale)

Riserve legali

Accoglie gli utili accantonati a norma dell’articolo 2430. In esse devono confluire il 5% degli utili

netti di bilancio fino a quando il suo saldo non arriva al 20% del capitale sociale. Fino a quel limite,

può essere utilizzato solo per coprire le perdite, dopo che sono state utilizzate eventuali altre riserve.

19

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Riserve statutarie

Sono riserve regolate dallo statuto della società stessa, che ne indica quali sono gli scopi e le

modalità di formazione.

Riserve per versamento soci

l’OIC 28 distingue varie riserve:

- Versamento in conto aumento di capitale —> somme versate dai soci in seguito ad un aumento di

capitale non ancora giuridicamente perfezionato

- Versamenti in conto futuro aumento di capitale —> le somme versate dai soci in previsione di un

aumento di capitale ancora non deliberato

- Versamento in conto capitale o a copertura perdite o a fondo perduto —> veramente dei soci per i

quali non c’è obbligo di rimborso

Utile

È il reddito che emerge dal conto economico dell’esercizio da riportare nello stato patrimoniale . Se

sono stati erogati anticipi o già coperture di perdite, esse dovranno andare a diminuzione dell’utile

di esercizio.

Fondi rischi e oneri ed il TFR

Nella classificazione contenuta nello stato patrimoniale sono riepilogati alla voce B del passivo e

consistono in :

1) trattamento per quiescenza e obblighi simili

2) Per imposte differite

3) Strumenti finanziari

4) Altri

Secondo l’articolo 2424 viene precisato che gli accantonamenti per rischi e oneri sono destinati a

coprire soltanto perdite o debiti di natura determinata du esistenza certa o probabile, dei quali tutta

via alla chiusura dell’esercizio sono indeterminati o l’ammontare o la data

l’OIC 31 specifica invece che questi fondi derivano da accantonamento destinati a coprire costi o

debiti futuri, di esistenza certa o probabile, i fondi si compongono di due rilevanti sottoclassi:

1) Fondo oneri —> destinati a coprire uscite future di competenza economica dell’esercizio ma

ancora indeterminate nell’ammontare.

2) Fondi rischi —> destinati a coprire le passività potenziali, ovvero spese o perdite che

probabilmente si verificheranno in futuro.

Fondo per quiescenza

Tali fondi costituiscono degli accantonamenti che l’azienda compie per poter corrispondere

indennità di fine rapporto o pensioni integrative ai propri collaboratori. Si tratta di uscite certa, ma

di ammontare e data di sopravvenienza indeterminate. Può consistere in :

Fondi d’indennità di fine rapporto e di pensione integrativa per i dipendenti

Fondi d’indennità di fine rapporto per lavoratori non dipendenti , come collaboratori e agenti

rappresentanti. 20

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Fondo per imposte

Inseriti nel gruppo B del passivo e possono consistere nel fondo imposte differite oppure nei fondi

per contenziosi tributari. Il rischio fiscale consiste nel fatto che un’azienda possa essere obbligata a

pagare all’erario un tributo maggiore di quello gia imputato.

Affinché possa essere stanziato un fondo è necessario non solo che sia probabile ma anche la

determinazione del possibile ammontare. Il fondo dovrà essere costituito nell’esercizio in cui il

rischio è maggiore .

Passività potenziali

l’OIC 31 individua tre gradazioni di eventi:

Caratteristiche rischio Misurabili Non misurabili

probabili Fondi in bilancio Informazione nelle note

possibili Informazioni nelle note Informazione nelle note

Remoti Nessuna informazione Nessuna informazione

Fondo rischi su contenzioso

I vari contenziosi nei quali la società è coinvolta come soggetto passivo e quindi possono originare

esborsi a titoli di penalità, transazioni ecc ecc, possono costituire fondo solo se l’evento è probabile.

È raro trovare fondi rischi su contenzioso in bilancio poiche:

1) la costituzione del fondo ha il requisito del 50% di probabilità, questo equivale ad una implicita

ammissione di responsabilità

2) La presenza di fondi rischi potrebbe ledere la complessiva immagine aziendale oltre alla

divulgazione di informazioni di carattere competitivo.

Fondi spese manutenzione

Questi fondi hanno la funzione di coprire le spese di manutenzione necessarie per l’utilizzo dell

immobilizzazioni tecniche. Sono necessarie le seguenti condizioni:

1) la certezza dell’esecuzione della manutenzione

2) La ragionevole certezza che il cespite sarà utilizzato almeno fino al prossimo ciclo di

manutenzione

3) Il fatto che la manutenzione ciclica non sia sostituita da una serie di interventi ciclici con

cadenza annuale

Trattamento fine rapporto

È iscritto nello stato patrimoniale nel passivo sotto la voce C, e consiste nello stanziare al termine di

ogni esercizio una quota pari ad una frazione degli stipendi ( tot stipendi / 13,5) e aggiungere una

rivalutazione del fondo già esistente ( 1,5% + 3/4 dell’indice ISTAT di aumento dei prezzi al

consumo). Tale fondo sarà utilizzato al momento dell’uscita del dipendente dall’azienda.

Dal 1° gennaio 2007 le aziende con più di 50 dipendenti devono versare il conto TFR o ai fondi

pensione gestiti dall’INPS o in fondi indicati dal dipendente. 21

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia e commercio
SSD:
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher raffaeledideo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Ragioneria generale e applicata e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Politecnico delle Marche - Univpm o del prof Montanini Lucia.

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