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Teoria e metodologia del movimento umano - Sviluppo motorio e personalità

0-2 mesi

Stadio narcisistico primario: alla nascita il bambino è incapace di provvedere ai suoi bisogni vitali. In questo periodo vi è solo la funzione metabolica ovvero respirare, mangiare, ricevere affetto, ecc. e sono gli unici bisogni a cui il neonato si concentra in modo inconscio, ovvero gli aspetti fondamentali per la sua sopravvivenza. A un mese predomina il fenomeno della maturazione, arricchita anche dagli stimoli dell’ambiente. A due mesi, l'esercizio funzionale prende il sopravvento in quanto è favorito dall’ambiente.

Capacità motoria del neonato

La motricità resta di tipo sub-corticale e rappresenta il prolungamento dell’attività fetale. La formazione reticolare matura a 8 mesi (intrauterina) e la funzione principale è l’organizzazione del tono muscolare. L’attività reticolare è governata da due sistemi: l’ipotalamo, insieme di ghiandole endocrine, le quali fanno variare il tono muscolare, e il cervelletto, che prepara la muscolatura alle diverse attività. Il sistema nervoso è al passo dello sviluppo e per quanto riguarda l’attività motoria vi sono tre categorie di movimenti:

  • Resistenza della motricità fetale (utilizzato per comunicare)
  • Riflessi arcaici (di protezione)
  • Automatismi (suzione e respirazione)

Postura: i quattro arti sono in flessione, riflesso tonico asimmetrico del collo, la regolazione posturale (controllata dal cervelletto) segna una regressione apparente rispetto alla vita intrauterina.

Attività di massa: interessa tutta la muscolatura caratterizzata dall’irradiazione del movimento, essa sembra rispondere a stimoli enterocettivi. La motricità in questa fase è anarchica, esplosiva e disadattata. Wallon la definisce “fase di impulsività motoria”, con gesti non orientati.

Attività segmentaria: si presenta quando il neonato necessita di mangiare. Essa è studiata da Bergeron, il quale dice che l’attività è bilaterale e asimmetrica. I movimenti osservati sono: estensione e flessione degli arti, incrociare e divaricare i piedi, mano chiusa a pugno con i pollici all’interno, mano aperta a ventaglio.

Stimoli nei primi 2 mesi

Stimoli esterocettivi: rappresentano l’insieme delle reazioni innate, modificazione della distribuzione tonica e sono coordinati dal midollo.

  • Riflesso di andatura di Thomas: il corpo leggermente inclinato provoca movimenti lenti, regolari alternati e ritmati.
  • Riflesso di prensione di Mc Graw: stimolazione palmare che provoca chiusura della mano con il pollice fuori, mantenimento in tensione dei flessori, contrazione delle dita che si estende all’avambraccio per finire con il braccio.
  • Riflesso di Moro: (cutaneo plantare) rovesciamento del riflesso di Babinski (in estensione invece che in flessione) - abduzione delle braccia e apertura mani.

Questi riflessi si spiegano con l’immaturità corticale.

Stimoli enterocettivi ed esterocettivi assicurano la sopravvivenza del neonato.

  • Automatismo respiratorio: verso i 5 mesi pre-nascita vi sono contrazioni ritmate del torace (movimenti respiratori).
  • Automatismo di suzione: a 7 mesi intrauterini succhia e inghiotte; a 8 mesi vi è la suzione ed è in grado di stringere il capezzolo con una forza sufficiente.
  • Piaget - reazioni circolari: (senza ragionamento, solo emotivo) queste spiegano il legame tra il movimento e le sensazioni; l’esercizio provoca informazioni che modificano lo svolgimento dell’automatismo per migliorare il suo adattamento allo scopo (feedback).

Influenze ambientali

Esperienze sensoriali

Mentre la funzione muscolare attraversa una fase di rallentamento, dopo la nascita la quantità e qualità delle stimolazioni sensoriali si moltiplicano. Esse svolgono un ruolo importante nella maturazione dei centri nervosi e nell’organizzazione della sensorialità.

Evoluzione funzione visiva: il sistema visivo è doppio. La visione ambientale, già presente prima della nascita, concerne nella retina, offrendo una visione generale d’insieme. La visione focale concerne nella macula, per la visione puntuale e dei dettagli (il neonato appena nasce è miope).

Evoluzione del riflesso di fissazione

  • Primo stadio: forma rudimentale di “fissazione” dell’oggetto (primo giorno); lo stimolo deve essere molto vicino e la fissazione è monoculare.
  • Secondo stadio: fissazione monoculare stabile (quinto giorno).
  • Terzo stadio: fissazione monoculare dominante, seguita dall’adeguamento del secondo occhio.
  • Quarto stadio: alternanza di dominanza.
  • Quinto stadio: fissazione dello stimolo a qualsiasi distanza ma per poco tempo (quattro settimane).
  • Sesto stadio: segue lo stimolo senza incertezze (cinque settimane). La sequenza è: fissazione monoculare - dominanza monoculare - alternanza di dominanza - fissazione binoculare. I movimenti oculari all’inizio sono solo orizzontali (quattro settimane), poi verticali (nove settimane) e a dieci settimane sono circolari.

Reazione al colore: il neonato è attratto più dagli oggetti colorati che dai grigi. È attratto dai colori bianco e nero anche se le reazioni ai colori dipendono dall’individuo.

Funzione uditiva

Vi è una correlazione tra l’intensità dello stimolo e la risposta. L’importanza dell'altezza dei suoni è significativa, poiché il neonato reagisce a suoni di bassa frequenza e si orienta verso il suono.

Comportamenti fondamentali

  • Alimentazione: avviene in quattro fasi:
    • Risveglio comportamentale: prima di svegliarsi, nel neonato vi è un’attività muscolare (inizia a muoversi).
    • Facilitamento sensoriale selettivo: permette di giungere alla soddisfazione del bisogno.
    • Automatismo di suzione: eccitamento della mucosa boccale necessaria per svolgere il comportamento.
    • Influenza modulatrice: esercitata sul funzionamento di circuito di rinforzo, ovvero una serie di comportamenti selettivi legati al soddisfacimento del bisogno (affetto).
  • Sonno: rappresenta la conseguenza di un’esperienza soddisfacente. Alla tensione (fame, disagio), dopo la poppata vi è soddisfazione (sazietà) che provoca ipotonia e sonno. Vi sono due tipi di sonno:
    • Sonno lento: onde corticali lente (profondo/leggero).
    • Sonno paradossale: onde corticali veloci. Il ruolo del sonno è quello di preparare, organizzare e programmare le sequenze comportamentali confrontando i dati recenti con quelli innati.

Ambiente umano

Il comportamento del neonato oscilla tra uno stato di insoddisfazione e uno stato di quiete. Ha bisogno della presenza di stimoli umani, le risposte sono di tipo affettivo ma non per la persona in sé ma per il soddisfacimento dei bisogni. Con la madre instaura un’intimità fisica attraverso il contatto (durante l’allattamento, il bagno, il vestire). Durante l’allattamento, il neonato non soddisfa solo il bisogno fisiologico, ma è a contatto con la madre (sente l’odore, il calore, la voce...) e tutti i sensi sono messi in gioco dal contatto, si abitua a una presenza stabile.

Contatto corporeo: l’attaccamento del bambino alla madre è dato più dal contatto fisico che dalla nutrizione. Le “sensazioni cutanee” sono fondamentali, come nel bagno. Il neonato è in stretto contatto con l’istinto materno perché risente dello stato d’animo e delle tensioni della madre. Ajuriaguerra afferma che lo stato d’animo della madre induce quello del figlio in quanto viene condizionato lo stato tonico.

Comunicazione: Il neonato ricerca la comunicazione attraverso la vista e l’udito. È sensibile e si lascia attrarre dall’adulto che si interessa a lui. Hanno un ruolo importante il tono di voce e le espressioni facciali che attraggono il bambino. A due settimane, si sviluppa una forma di comunicazione con braccia, sguardi, sorrisi e balbetti (preparola). Le relazioni con l’ambiente restano di tipo narcisistiche (privilegio ai bisogni) ma gli scambi comunicativi con l’ambiente sono fondamentali.

Leggi generali regolatrici dello sviluppo del movimento

Il comportamento motorio è in funzione dello stato di sviluppo delle strutture nervose. L’evoluzione della motricità rappresenta un processo di individualizzazione. Ogni movimento provoca informazioni propriocettive dall’ambiente (feedback). Gesel-Amatruda - legge progressione:

  • Cefalo caudale: il controllo del capo e dell’asse corporeo precede quello degli arti.
  • Prossimo distale: lo sviluppo dei movimenti delle parti prossimali precede quelle delle parti distali.

Sviluppo motorio e personalità 3-12 mesi

A tre mesi inizia il periodo di organizzazione corticale che conduce a importanti trasformazioni e correlazioni.

Stadio dell’oggetto precursore (3-7 mesi)

Transizione tra la fase narcisistica e il costruirsi dell’oggetto (evoluzione percettiva), si inizia la costruzione di un rapporto tra interno (bisogni) e il soddisfacimento (esterno). Il neonato non si esprime più con “scariche toniche” ma con un “aggiustamento mimico”; inoltre, la sicurezza del neonato avviene solo attraverso la madre (il suo volto non è ancora individualizzato).

Universo percettivo (fino a 7 mesi)

Maturazione corticale (3 mesi): inibizione globale della motricità sub-corticale, cancellazione dei riflessi arcaici, avvio dell’organizzazione dei campi percettivi ed entrata in funzione del sistema limbico (prima forma di memoria).

Mondo spezzettato: alcuni autori come Lecan sostengono che il neonato è in un corpo “spezzato”. Wallon afferma che il bambino è un essere la cui unità si esprime attraverso il carattere globale della sua motricità. Egli vive in spazi parziali legati a campi percettivi che hanno tempi di maturazione diversi.

  • Spazio boccale: legato al bisogno alimentare e si associa ben presto allo spazio olfattivo e poi allo spazio tattile della mano, che è il mezzo di cui si serve per conoscere e riconoscere la madre.
  • Spazio uditivo: informazioni scarse, sensibile alla ritmicità della voce e all’altezza dei suoni.
  • Spazio visivo (3/7 mesi): visione ambientale: immagine globale continua sulla quale si evidenziano le “forme segnali” alle quali reagisce se legate ad esperienze affettive. Visione maculare: raffinata, visione dei particolari. A sei mesi vi è la visione intenzionale stabile, il bambino è in grado di fissare l’attenzione su una forma-segnale.

Entrata nel mondo oggettuale (8 mesi)

Il sorriso (6/8 settimane) all’inizio non è rivolto alle persone in sé ma alle esperienze soddisfacenti che il bambino prova. A 7-8 mesi distingue i volti e identifica l’immagine della madre, i comportamenti di altri vengono integrati ai suoi, e le esperienze sono personalizzate. A 8 mesi vi è la persistenza dell’oggetto (fase oggettuale).

Universo affettivo (fino a 8 mesi)

L’immagine della madre non è riconosciuta, ma il bambino ha una conoscenza “vissuta” che provoca insoddisfazione se altri si occupano di lui. Gli scambi con la madre sono importanti, ne è dipendente ed è la sicurezza per il bambino. Con l’entrata nel mondo oggettuale (8 mesi), il legame si approfondisce e si stabilizza.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-EDF/01 Metodi e didattiche delle attività motorie

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher fili_45 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Teoria e metodologia del movimento umano e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi "Carlo Bo" di Urbino o del prof Bensi Roberto.
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