Estratto del documento

Il corpo e il movimento umano

Maurizio Sibilio

Parte 1 - Teoria delle attività motorie

Capitolo 1: Cenni storici sull'attività motoria fisica e sportiva

(17) Il movimento è l'effetto di fenomeni biologici, psicologici, meccanici e cognitivi che producono forme di motricità volontarie, automatiche e riflesse. Il termine motorio corrisponde a una funzione naturale dell’uomo. Il primo vagito del neonato è una forma di motricità che attiva le funzioni respiratorie e stabilisce un contatto del bambino con la realtà.

Con l’evoluzione si sono sviluppate forme di movimento corporee più specialistiche; quindi si è passati da forme primitive di attività motorie, quali la caccia e la lotta per la sopravvivenza, a un modello comportamentale con specifiche funzioni sociali, come lo sport e l’addestramento dei soldati.

Le prime testimonianze di azioni di lotta, con finalità addestrative, sono state rinvenute nell’antico Egitto nella tomba di Beni-Hassan (15o secolo a.C.). La civiltà egizia influenzò gli altri popoli del Mediterraneo tra i quali il popolo Cretese (civiltà di Minosse), dove troviamo le prime tracce di sport, come il pugilato, la corsa, la taurocatapsia (una specie di corrida).

Nell’antica Grecia lo sport era ritenuto un momento religioso e aggregante per il popolo greco; importanti furono la figura dell’eroe e quella dell’atleta, quest’ultimo visto dal popolo come innalzamento dell’uomo a divinità. La nascita delle Olimpiadi risale al 766 a.C. ad opera di Pelope ed Eracle che progettarono un evento religioso in onore di Zeus che doveva celebrarsi ad Olimpia ogni 4 anni da luglio a settembre.

La civiltà greca (con Aristotele) inserì le attività motorie nell’educazione dei giovani: lo sport assunse un valore educativo e si introdusse il dualismo corpo-spirito. A Sparta lo Stato provvedeva all’educazione dagli 8 anni in poi, prediligendo le attività militari; ad Atene invece il movimento rappresentava lo strumento di affermazione del valore estetico dell’uomo (cura del fisico). Con Ippocrate nasceva la prima forma di ginnastica con finalità mediche.

Per gli Etruschi le attività sportive entrarono negli usi e nei costumi, trasformandosi in attività spettacolari di massa che si svolgevano in strutture fisse costruite al centro della città: gli anfiteatri. A Roma le attività motorie divennero strumento di spettacolo: gli anfiteatri erano destinati alle lotte dei gladiatori e con le fiere, i circhi erano destinati alle corse dei cavalli. Inoltre, i Romani costruirono le prime strutture termali che comprendevano spazi per i bagni, palestre e campi giochi.

Con il Cristianesimo si ha l’oscurantismo delle attività motorie e la fine degli sport; si afferma l’idea del corpo come contenitore dell’anima (Seneca). Sarà il Medioevo a segnare un nuovo periodo di esaltazione della dimensione corporea: rinasce la preparazione sportiva a scopi militari e compaiono i più importanti giochi con la palla, come il calcio, il tennis e il baseball.

Con l’Umanesimo (Rinascimento) si ha una nuova attenzione verso la persona; compaiono autori che fondarono la ginnastica sanitaria; es. Girolamo Mercuriale (traduttore delle opere di Ippocrate) è considerato uno dei padri della ginnastica, infatti, con il suo “De arte Gymnastica” descrive i benefici delle attività motorie.

Nel 1600 con Comenio si evolve il valore delle attività motorie come esperienza indispensabile alla formazione dell’uomo; fu il primo a programmare nell’orario scolastico l’attività fisica come attività obbligatoria. John Locke fu il primo ad affermare il valore educativo delle attività corporee; infatti, è a lui che è dato il massimo riconoscimento all’educazione fisica.

Nel 18o secolo Rousseau, nell’Emile, riconosce nell’educazione motoria il substrato dell’educazione intellettuale; nasce la ginnastica educativa. Nel 1800, periodo in cui avviene il passaggio dall’Illuminismo al Romanticismo, ricordiamo Kant il quale reputava come fine dell’educazione fisica lo sviluppo delle disposizioni naturali dell’uomo. Pestalozzi sosteneva la dimensione evolutiva e sequenziale delle attività motorie che posero successivamente le basi alla ginnastica familiare, alla ginnastica nel tempo libero e alla ginnastica scolastica. Froebel indirizzava i suoi studi sul ruolo operativo delle attività motorie dando grande importanza ai giochi di movimento.

In Francia una figura importante fu il conte Pierre De Coubertin, fondatore nel 1879 della Lega dell’educazione fisica; grazie a lui nel 1896 si celebrarono nello stadio di Atene le Olimpiadi nella versione moderna. Una massima importante di De Coubertin era la seguente: “l’importante è partecipare non vincere”.

(34) Con la Legge Casati del 13 novembre 1859 si rendeva per la prima volta obbligatorio l’insegnamento della ginnastica nelle scuole.

(31) Francesco De Sanctis nel 1861 (Ministro dell’Istruzione) istituì la Società di ginnastica di Torino, una scuola per la formazione degli insegnanti di educazione fisica.

(34) Con la Legge 805/1909 veniva resa obbligatoria l’educazione fisica nelle scuole pubbliche e private e per la scuola primaria si imponevano almeno 30 minuti di pratica sportiva al giorno.

(35) Nel 1923 la Legge Gentile porta l’educazione fisica fuori dall’istituzione scolastica e istituisce l’Ente Nazionale per l’educazione fisica; questa legge segnava una frattura rispetto la straordinaria istituzione della legge Casati.

Nel 1937 durante il ventennio fascista (1922-1945) l’insegnamento rientra nelle scuole. Con il DLL n.459/1945 si restituisce alla ginnastica un ruolo educativo e importante per la costruzione del carattere: l’educazione fisica si riconnotava come disciplina scolastica, anche se non autonoma, inglobata nell’educazione morale e civile, importante per lo sviluppo del senso della lealtà, delle regole e della solidarietà.

Con il DCPS n.383/46 il Ministro della P.I. ridefinisce il ruolo educativo delle attività motorie: venivano aboliti gli esercizi obbligatori, che risentivano dell’influenza della ginnastica militare diffusa nel ventennio precedente e si poneva l’attenzione sulla metodologia, il gioco, la ginnastica tra i banchi.

(37) Il D.P.R. 104/85 segna un cambiamento epocale delle attività motorie nella scuola. Si richiede per la prima volta una scuola adeguata alle esigenze formative del fanciullo che consideri la creatività come potenziale educativo, evidenziando la necessità che le funzioni motorie, affettive e cognitive operino progressivamente in modo sinergico.

Nel 1991 con gli “Orientamenti dell’attività educativa nelle scuole materne statali” si scrive una nuova pagina sulla didattica e sull’organizzazione delle attività motorie, nelle quali il corpo e il movimento sono campo di esperienza del fare e dell’agire del bambino. Inoltre, negli Orientamenti del ’91 ha trovato spazio la riflessione di Gardner sul Progect Spectrum.

L’articolo 21 della L. 59/97 attribuisce autonomia organizzativa e didattica delle istituzioni scolastiche; ciò è stata una grande opportunità nelle scuole per l’arricchimento delle attività motorie nell’offerta formativa. Importanti sono state le leggi n.53/03 e n.59/04 con gli allegati A, B, C, rispettivamente per la scuola dell’infanzia, primaria e secondaria. Oggi sono vigenti le Indicazioni Nazionali della legge n. 59/04.

La legge Fioroni 2007. La legge Gelmini n. 137/08: i bambini devono fare attività ludica, imitativa, e non di resistenza, si devono coordinare fra loro, si deve armonizzare il corpo. Il corpo non è concepito come un involucro, ma è l’espressione della personalità umana, che si esplica sul piano razionale, comunicativo, espressivo ed operativo. L’educazione motoria è definita come componente essenziale dell’unità educativa della persona, in rapporto ai nuovi significati di corporeità, movimento e sport.

Capitolo 2: Le basi anatomo-funzionali del movimento

L’anatomia umana è la scienza che studia la morfologia (forma) e la struttura dell’uomo; la fisiologia, invece, studia le diverse funzioni organiche. Il corpo è costituito da miliardi di cellule che durante lo sviluppo embrionale si differenziano in:

  • Tessuti: un complesso di cellule che svolgono una determinata funzione (tessuto osseo; cartilagineo, epiteliale, il sangue, ecc.);
  • Organi: un insieme di tessuti in grado di svolgere una specifica funzione (cuore, reni, milza, ossa, ecc.);
  • Apparati o sistemi: un insieme di organi in grado di svolgere una specifica funzione (apparato locomotore, respiratorio, cardio-circolatorio, ecc.).

(45) L’apparato scheletrico rappresenta l’impalcatura rigida del corpo, deve:

  • La sua rigidità al calcio e ai sali minerali (fosfato di calcio) e
  • La sua elasticità all’osseina.

L’apparato scheletrico è costituito da 3 tipi di tessuti:

  • Osseo (osteociti) si differenzia in osso compatto (in periferia) e spugnoso (nella parte centrale);
  • Cartilagineo (cellule condrociti);
  • Midollo osseo: produce i globuli rossi e i globuli bianchi.

(46) Le ossa si classificano per forma in:

  • Piatte (cranio, bacino, scapola);
  • Lunghe (coscia, gamba, braccio, coste);
  • Corte (ossa delle dita, del polso);
  • Allungate (del palmo della mano e della volta plantare).

(48) Le ossa si classificano per posizione topologica in:

  • Ossa del capo: si dividono in 2 gruppi quelli della scatola cranica (frontale, parietali, temporali, occipitale) e quelli che formano il massiccio facciale (mascellari, mandibolare);
  • Ossa del tronco (gabbia toracica) costituita da 12 paia di coste che si saldano anteriormente con lo sterno e posteriormente con la colonna vertebrale o rachide (33 vertebre); la colonna vertebrale presenta 4 curve, 2 lordosi (cervicale e lombare) e 2 cifosi (dorsale e sacro-coccigea),
  • Ossa degli arti:
    • Superiore costituito da una cintura scapolare (scapola, clavicola), braccio (omero), avambraccio (ulna e radio), mano (carpo=8 ossa, metacarpo=5 ossa, falangi=14 ossa);
    • Inferiore costituita dal bacino (ileo ischio, pube), coscia (femore); gamba (tibia, perone) piede (tarso=7 ossa, metatarso=5 ossa, falangi=14 ossa).

(52) L’apparato muscolare rappresenta la parte attiva dell’apparato locomotore. La cellula elementare è la miofibrilla e le proteine responsabili dell’estensione (allungamento) e la contrazione (accorciamento) sono l’actina e la miosina. Esistono 2 tipi di muscoli:

  • Muscoli lisci indipendenti dalla nostra volontà perché soggetti al sistema nervoso autonomo (muscoli dell’apparato digerente, urinario ecc.);
  • Muscoli striati dipendono dalla nostra volontà, sono 378 (tutti pari e 4 impari) sono anche detti scheletrici perché si attaccano alle ossa attraverso i tendini (tessuto connettivo con fibre di collagene);
  • Muscolo cardiaco o miocardio.

I muscoli possono essere classificati secondo la loro forma in:

  • Lunghi (presenti principalmente negli arti);
  • Larghi (presenti principalmente nel torace e nell’addome);
  • Corti (presenti negli sfinteri).

I muscoli possono essere classificati in rapporto alle azioni che compiono:

  • Flessori e estensori (rispettivamente che avvicinano e allontanano 2 parti del corpo, articolazione tra braccio e avambraccio);
  • Adduttori e abduttori (rispettivamente che avvicinano e allontanano 2 parti del corpo, al centro del corpo);
  • Rotatori (che ruotano una parte del corpo verso l’esterno o verso l’interno).

(53) Il sistema cardiocircolatorio è formato dal cuore e dai vasi sanguigni (arterie e vene) attraverso i quali il sangue circola in tutto il corpo. Le arterie trasportano il sangue ossigenato e ricco di nutrienti dal cuore alla periferia; le vene garantiscono il passaggio inverso trasportando anidride carbonica e materiale da eliminare. Il cuore è un muscolo cavo suddiviso in 2 atri (sup.) e 2 ventricoli (inf.).

(54) Il sangue è un tessuto costituito da una parte liquida il plasma e da una parte corpuscolata costituita da:

  • Globuli rossi (trasportano ossigeno);
  • Globuli bianchi (assolvono compiti immunitari);
  • Piastrine (preposte alla coagulazione del sangue).

(55) Il sistema respiratorio è costituito da un insieme di organi che hanno il compito di rifornire ossigeno a tutte le cellule e di eliminare anidride carbonica. Le vie aeree sono formate dal naso, dalla faringe, dalla laringe, dalla trachea e dai bronchi. I polmoni, avvolti da una membrana detta pleura, sono organi spugnosi ed elastici appoggiati sul più grande muscolo respiratorio, il diaframma.

Capitolo 3: Principi di biomeccanica

La biomeccanica è lo studio del movimento umano. Per rappresentare il corpo nello spazio si deve introdurre il concetto dei piani e degli assi:

  • Il piano frontale divide il corpo in una parte anteriore e una posteriore;
  • Il piano sagittale divide il corpo in una parte destra e una sinistra;
  • Il piano trasverso divide il corpo in una parte superiore e una inferiore.

Dall’intersezione dei piani scaturiscono gli assi:

  • L’asse verticale o longitudinale (esce dall’intersezione del piano frontale con il sagittale); (rotazione a destra o a sinistra);
  • L’asse orizzontale (piano frontale con trasverso); (flettersi in avanti o dietro);
  • L’asse antero-posteriore (piano sagittale con trasverso); (oscillare a destra o sinistra).

Gli assi e i piani sono il riferimento per i termini che vengono utilizzati per definire le diverse azioni motorie. Es. le azioni motorie di allontanamento sono dette abduzioni, mentre quelle di avvicinamento al piano verticale vengono definite adduzioni; i movimenti di segmenti corporei utilizzati per l’avvicinamento al piano orizzontale sono detti flessione mentre i movimenti di allontanamento sono detti estensione; la riduzione attraverso il movimento della lunghezza del piano verticale prende il nome di piegamento mentre l’azione opposta viene detta di distensione. La rotazione è l’azione di avvitamento lungo l’asse di un segmento corporeo.

Le articolazioni

Le articolazioni sono giunzioni tra i vari segmenti ossei che si realizzano con tessuti connettivi:

  • Legamenti per evitare che i corpi ossei si allontanino fra loro;
  • Tessuto cartilagineo (dischi e menischi) si interpongono fra i capi articolari per aumentare la resistenza alle forti pressioni (cioè per non far logorare i capi articolari delle ossa);
  • Capsule articolari di natura fibrosa per ricoprire tutta l’articolazione.

Le articolazioni si suddividono in:

  • Sinartrosi sono articolazioni immobili come le suture (fra le ossa del cranio) e la sinfisi (es. tra le ossa pubiche per chiudere anteriormente il bacino);
  • Diartrosi sono articolazioni mobili e si distinguono in:
    • Enartrosi (scapolo-omerale e coxo-femorale) costituite da una sfera piena in una sfera cava, permettono ogni tipo di rotazione;
    • Condiloartrosi (temporo-mandibolare, ginocchio, gomito) superfici ellissoidali, una concava e una convessa, e permettono i movimenti angolari.

Capitolo 4: Le basi neurofisiologiche del movimento

Il SN è formato dalle seguenti cellule nervose:

  • Le cellule gliali (glia, gliociti o nevroglia) sono 10 volte più numerose delle cellule neurali ed assolvono funzioni di sostegno e di fagocitosi;
  • Il neurone costituito da un corpo cellulare (soma), da numerosi prolungamenti afferenti i dendriti (che conducono il messaggio dalla periferia al soma) e da un assone (che conduce il messaggio dal soma al neurone successivo o al muscolo). L’assone è rivestito dalla mielina, una proteina biancastra multilamellare che ha funzione isolante e avvolge gli assoni dei neuroni (ecco perché i nervi sono biancastri).

L’impulso nervoso è regolato dalla legge del tutto o nulla (0-1). Il sistema nervoso si articola in:

  • Sistema nervoso centrale costituito
    • Dall’encefalo suddiviso in 2 emisferi, costituito da cellule nervose e dai suoi prolungamenti, i nervi cranici (composti da assoni). Tutta la massa encefalica è avvolta da una membrana, le meningi;
    • Il cervelletto è contenuto nel lobo occipitale,
    • Il midollo spinale decorre attraverso il rachide (colonna vertebrale) e da esso dipartono i nervi spinali.
  • Sistema nervoso periferico è formato da 12 paia di nervi cranici (nervi ottici, acustici, olfattivi ecc.) e da 31 coppie di nervi spinali che lasciano il midollo allungato per raggiungere i muscoli di tutto il corpo.
  • Sistema nervoso autonomo costituito dai nervi simpatici e parasimpatici che originano dai...
Anteprima
Vedrai una selezione di 6 pagine su 24
Teoria e metodologia del movimento umano – Corpo umano Pag. 1 Teoria e metodologia del movimento umano – Corpo umano Pag. 2
Anteprima di 6 pagg. su 24.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Teoria e metodologia del movimento umano – Corpo umano Pag. 6
Anteprima di 6 pagg. su 24.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Teoria e metodologia del movimento umano – Corpo umano Pag. 11
Anteprima di 6 pagg. su 24.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Teoria e metodologia del movimento umano – Corpo umano Pag. 16
Anteprima di 6 pagg. su 24.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Teoria e metodologia del movimento umano – Corpo umano Pag. 21
1 su 24
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-EDF/01 Metodi e didattiche delle attività motorie

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sara F di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Teoria e metodologia del movimento umano e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi Suor Orsola Benincasa di Napoli o del prof Sibilio Maurizio.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community