Nomenclatura corpo umano: Le posture e schemi motori
Presentazione
Frontecapo (anteriormente)
Occipite (posteriormente)
Collo (anteriormente)
Nuca (posteriormente)
Petto - Busto - Torace (anteriormente)
Dorso (posteriormente)
Addome regione - Tronco - Lombare (posteriormente)
Bacino regione glutea (regione inferiore posteriormente del corpo)
Anca - Umano (lateralmente)
Spalla - Braccio superiori propriamente detti Toracici
Avambraccio - Mano Palmo - Dorso
Anca arti - Coscia - Gamba propriamente detta Pelvici
Piede - Avampiede (anteriormente)
Tallone (posteriormente)
Posture e schemi motori
Parziali - Atteggiamenti (slide 42-44)
Totali - Posture (slide 45-49)
Prese - Strutture posizioni (slide 53-54)
Attitudini - Movimenti (slide 56-57)
Stazioni (slide 59-62)
Schemi motori
Statici (Posturali)
Dinamic - Base schemi motori (SMB)
Acquatici (SMA)
Postura
La postura è la posizione del corpo nello spazio, sia nel suo insieme che nelle sue parti, ed è un atteggiamento ben bilanciato in armonia con la forza di gravità (definizione di Ortelio Vincenzini). Le posture sono considerate situazioni attive in quanto per mantenerle attiviamo il tono posturale, ovvero il grado di tensione a carico della muscolatura antigravitatoria. Inoltre, le posture presuppongono una serie di piccoli aggiustamenti attorno alla posizione prescelta e quindi veri e propri interventi muscolari automatici.
L'assunzione ed il mantenimento di determinate posture dipendono non solo da fattori neuromuscolari, ma anche da fattori psico-emotivi e sociali. A lungo si è dibattuto sul concetto di postura corretta, arrivando a pensare che fosse quella che presentasse caratteristiche di equilibrio, staticità, economicità e naturalezza. Tuttavia, la postura corretta non può e non deve corrispondere a principi e situazioni biomeccaniche prefissate, in quanto ogni individuo la adatta alle sue condizioni fisico-strutturali. Questo però non toglie validità all'educazione posturale, che previene l'insorgere di paramorfismi.
Gli atteggiamenti e le posizioni del corpo umano sono le categorie a cui possono essere rapportate le singole posture individuali.
Atteggiamento
Atteggiamento: figura statica assunta da una parte del corpo (atteggiamento semplice o parziale) o dal corpo in toto (atteggiamento totale), indipendentemente dai suoi rapporti con il mondo esterno.
Atteggiamenti parziali del busto
- Lungo: il capo è alla massima distanza dal bacino
- Breve: il capo è avvicinato al bacino
- Ruotato: i segmenti del busto sono ruotati
Atteggiamenti parziali degli arti
- Lungo: le due estremità dell'arto sono lontane
- Semibreve: le due estremità dell'arto sono avvicinate e formano angoli retti o ottusi
- Breve: le due estremità dell'arto sono avvicinate e formano angoli acuti
- Ruotato: l'estremità distale è ruotata
Atteggiamenti totali del corpo umano
- Tipo: il capo è alla massima distanza dalla punta dei piedi uniti ed in estensione
- Ruotato: tutti i segmenti corporei sono ruotati
- Ad arco: l'occipite risulta avvicinato ai talloni
- Raccolta: arti inferiori in atteggiamento breve e busto in atteggiamento lungo
- Massima raccolta: arti inferiori e busto in atteggiamento breve e fronte avvicinata alle ginocchia
- Squadra: angolo di 90° tra busto ed arti inferiori in atteggiamento lungo
- Massima squadra: arti in atteggiamento lungo e busto in atteggiamento breve con fronte avvicinata alle ginocchia
Posizione
Posizione: rapporto di una parte del corpo o del corpo in toto con il mondo esterno. Tali rapporti si possono evidenziare attraverso:
- Presa: Rapporto di contatto di una parte qualsiasi del corpo con il suolo o con un attrezzo.
- Presa plantare: effettuata con la pianta del piede
- Presa addominale: effettuata con l'addome
- Presa ascellare: effettuata con le ascelle
- Presa brachiale: effettuata con la parte interna del braccio
- Presa palmare: effettuata con il palmo della mano aperta
- Presa digitale: effettuata con i polpastrelli
- Presa metacarpea: effettuata con i polsi
- Presa poplitea: effettuata con la parte posteriore del ginocchio
- Presa tibiale: effettuata con le gambe incrociate
- Presa crurale: effettuata con la parte interna delle cosce
- Attitudine: posizione in cui si prende in considerazione il rapporto fra il baricentro del corpo e il suolo o un mezzo di sostegno/attrezzo. Si dividono in semplici e complesse; le prime sono di appoggio (centro di gravità sopra il sostegno), di sospensione (centro di gravità sotto il sostegno), neutra (centro di gravità è alla stessa altezza del sostegno) e di volo (non c'è contatto tra suolo e attrezzi). Quelle complesse sono di doppio appoggio (il corpo si regge in appoggio sul sostegno con due parti del corpo), di doppia sospensione (il corpo si sospende con due diversi parti del corpo) e di appoggio e sospensione (il corpo in appoggio su uno o due piedi e contemporaneamente in sospensione con una o due mani).
- Stazione: indica il rapporto del corpo umano e il suolo, a carico dei soli arti o anche del busto. Sono situazioni convenzionali del corpo che vengono utilizzate dall'educatore del movimento come posizioni di partenza per la definizione dei movimenti segmentari del corpo e per l'esecuzione degli esercizi. Le stazioni possono essere di diversi tipi:
- Stazione eretta
- Stazione seduta: il corpo è in appoggio con i glutei e con la parte posteriore degli arti inferiori ed il busto è eretto
- Stazione in ginocchio: il corpo è in appoggio al suolo con una o entrambe le ginocchia ed il busto è eretto. Esistono numerose varianti.
- Decubito: è suddiviso in decubito prono (la parte anteriore è appoggiata al suolo), decubito supino (la parte posteriore è appoggiata al suolo) e decubito laterale (una parte laterale è appoggiata al suolo).
- Stazione in quadrupedia: il corpo è in appoggio al suolo con entrambe le mani ed i piedi. Può essere supina (pancia in su) o prona (pancia in giù)
- Stazione a corpo proteso: prevede un rapporto inclinato dell'asse longitudinale del corpo con il suolo.
Schemi motori statici
Sono movimenti analitici segmentari che non comportano variazioni globali della posizione del corpo (interessano un'unica articolazione). Il concetto di schema ci rapporta ad una possibile rappresentazione o immagine mentale del movimento che dobbiamo compiere. Il concetto di staticità, invece, è da interpretare non tanto come assenza di movimento quanto come sostanziale invarianza della postura globale.
Caratteristiche fondamentali:
- Coinvolgono una sola parte del corpo (capo, tronco, bacino, parti degli arti)
- Sono solitamente costruiti e non usuali
- Si prestano ad una accurata descrizione cinesiologia
- Vengono definiti in relazione al piano in cui si svolgono ed all'asse di rotazione
Tipologie
Capo: flessione/estensione
Tronco: flessione, inclinazione laterale, rotazione
Braccio: estensione/flessione, adduzione/abduzione, rotazione interna, rotazione assiale omerale interna, rotazione assiale omerale esterna
Avambraccio: flessione/estensione, pronazione/supinazione
Mano: flesso-estensione
Bacino: antiversione, retroversione
Coscia: flessione/estensione, abduzione/adduzione, rotazione interna, rotazione esterna
Gamba: flessione/estensione
Piede: flessione/estensione, eversione o pronazione, inversione o supinazione
Schemi motori dinamici
Sono gesti motori naturali frutto di un processo di apprendimento, automatizzazione e coordinamento di atti parziali condizionati dalle esperienze di movimento. A differenza degli schemi motori statici, presuppongono una variazione di postura e quindi uno spostamento globale del corpo nella dimensione spazio-temporale.
Schemi motori di base
Sono gli elementi basilari di movimento, di carattere ontogenetico, che rappresentano la matrice sulla quale sono costruiti i movimenti più complessi, dei quali costituiscono naturale prerequisito. I principali sono i seguenti:
- Strisciare
- Rullare/rotolare
- Procedere carponi
- Camminare
- Scavalcare
- Atterrare
- Saltare
- Correre
- Afferrare
- Lanciare/colpire
- Attaccare/difendere
- Arrampicarsi / Appendersi
Schemi motori acquatici
Sono gli elementi basilari delle abilità acquatiche, di carattere non ontogenetico, che rappresentano la matrice sulla quale sono costruite le abilità natatorie più complesse.
- Equilibrarsi
- Immergersi
- Scivolare
- Aprire occhi / bocca sott'acqua
- Rilassarsi
- Galleggiare
- Respirare
Assi del corpo
- Longitudinale
- Sagittale
- Trasversale
Piani del corpo
- Sagittale: divide il corpo nella metà destra e sinistra
- Frontale: divide il corpo nella metà anteriore e posteriore
- Trasversale: divide il corpo nella metà superiore ed inferiore
Dismorfismi e paramorfismi
Dismorfismo: postura non corretta dipendente da alterazioni morfofunzionali e sulla quale non vi è più modo di intervenire esclusivamente tramite esercizio fisico.
Paramorfismo: postura non corretta, ma non (ancora) dipendente da alterazioni morfo-strutturali e sulla quale è possibile intervenire anche con l'esercizio fisico.
Il movimento: "Il movimento umano I"
Presentazione
La definizione più importante di movimento è ritenuta quella che lo caratterizza come una tra le più importanti funzioni organiche dell'uomo. Il benessere e la qualità della vita dipendono da diversi fattori e la corretta gestione delle attività di movimento è uno di questi, in quanto il nostro corpo è fatto per muoversi. Un buon equilibrio tra attività mentale ed attività fisica è una condizione essenziale per il benessere individuale.
Diversi sono gli effetti di un'attività motoria costante: sulle ossa, l'esercizio fisico svolge un'importante azione preventiva, ritardandone l'invecchiamento e combattendo l'osteoporosi; sulle articolazioni, prevenendo e curando l'artrite; sul cuore, diminuendo il rischio di infarto e migliorando l'apparato cardiocircolatorio. L'attività fisica regolare rappresenta il modo più naturale, gratificante ed economico per mantenere lo stato di salute e di benessere di chi è sano e per prevenire molte situazioni di malessere.
Le malattie ipocinetiche, legate ad una riduzione dei movimenti spontanei del corpo, stanno progressivamente aumentando sia nei soggetti in età evolutiva, ma anche nelle altre età dell'uomo. Ciò può essere legato, innanzitutto, ad un sistema scolastico che non è in grado di educare al movimento; in secondo luogo, la carenza di strutture e di ambienti può essere una ragione per la quale il bambino non è motivato a svolgere attività fisica; in terzo luogo, il sistema di lavoro trascura completamente il benessere psico-fisico del lavoratore.
La carenza di movimento agisce sia sulle alterazioni morfologiche (eccesso di peso, disarmonie estetiche) sia sulle alterazioni funzionali (motricità generale scarsa, ridotta funzionalità cardiocircolatoria). L'assenza o l'insufficienza di attività motorie provocano ripercussioni negative su tutto l'organismo e quando si verificano rompe la condizione di equilibrio tra attività della mente ed attività fisica. La condizione di equilibrio tra queste due attività, fisica e mentale, è stata definita wellness.
L'uomo per il proprio benessere deve convertirsi ad una pratica motoria abitudinaria abbinando alla "cultura del movimento" una buona cultura alimentare e di igiene personale.
Il movimento umano agisce su diversi fattori
- Sviluppo delle capacità intellettive
Numerose ricerche scientifiche ribadiscono il ruolo del movimento nel favorire fin dalla nascita lo sviluppo di capacità percettive e cognitive. Le esperienze motorie portano il bambino a conoscere e sperimentare il rapporto con l'ambiente ed hanno un ruolo decisivo nello sviluppo della capacità di elaborazione delle informazioni sensoriali provenienti dall'esterno del nostro corpo (visive, uditive), dalla sua superficie (tattili) e dall'interno (propriocettive).
Lo sviluppo delle capacità intellettive agisce in differenti modi:
- Sul miglioramento delle vie sensoriali afferenti (es. tatto, vista, udito), consentendo di far arrivare una maggiore quantità di informazioni e conseguente migliore capacità di gestione di esse.
- Sviluppo di capacità come il leggere, lo scrivere, il contare
- Favorisce il passaggio da una morale eteronoma (esterna) a una morale autonoma (legata alle esperienze).
- Strutturazione di capacità e competenze cognitive elementari, intermedie e superiori, sia convergenti sia divergenti.
Convergenti: essi usano il ragionamento e la logica per trovare soluzioni ai problemi concreti. L'allievo convergente procede seguendo una linea logica e convenzionale e "convergono" verso una risposta unica e prevedibile.
Divergenti: essi sono in grado di guardare le cose da prospettive diverse. L'allievo divergente parte dall'informazione data per procedere in modo autonomo e creativo, generando una quantità di risposte di buona qualità, originali e flessibili.
Entrambi arrivano ad una soluzione in modo diverso, uno in modo più logico, l'altro più fantasioso.
- Miglioramento, mantenimento e conservazione delle funzionalità dell'organismo
Il movimento produce effetti su tutte le parti dell'organismo umano e la sua carenza o mancanza si ripercuote negativamente su tutta la persona. Tali effetti sono differenti riguardo a qualità e quantità a seconda dell'età del soggetto.
- Sviluppo delle capacità di comunicazione ed interazione con gli altri
Il rapporto tra madre e neonato avviene attraverso contatti, tensioni muscolari ed atteggiamenti che costituiscono il cosiddetto "dialogo tonico". Fino a quando la comunicazione verbale non prende il sopravvento, il linguaggio del corpo e dei gesti diventa espressione di emozioni e sentimenti, ed il corpo fin dalla nascita rappresenta il mezzo per entrare in relazione con i nostri simili. La comunicazione non verbale comprende tutti i messaggi che provengono dal nostro corpo: la mimica facciale, i singoli gesti segmentari degli arti, gli atteggiamenti globali del corpo.
Il linguaggio del corpo affianca costantemente quello verbale nel corso di tutta la vita ed è proprio scrutando ed interpretando i gesti ed i movimenti dell'altro che riusciamo ad avere un riscontro credibile su quanto ci stia trasmettendo con le parole. Il linguaggio del corpo ci aiuta a comunicare i nostri sentimenti e gli stati d'animo che con le sole parole potrebbe essere incompleto.
- Miglioramento delle capacità motorie, delle abilità e delle capacità di prestazione umana
Da sempre all'educazione fisica emotoria si è riconosciuta la finalità di concorrere in modo precipuo allo sviluppo della componente fisica emotoria della persona. La crescita motoria viene condizionata dal patrimonio genetico, ma è influenzata in modo significativo dall'ambiente e dalle esperienze di movimento. Per avvenire, infatti, è necessario che maturino le condizioni strutturali e funzionali sulle quali possano svilupparsi le capacità ed instaurarsi gli apprendimenti.
Prerequisiti funzionali
- Strutturazione dello schema corporeo
- Funzione di controllo degli equilibri
- Funzione di controllo della lateralità
- Funzione di coordinazione globale, percettivo-motoria e segmentaria
- Funzione di orientamento spazio-temporale
- Funzione di controllo del tono posturale
- Funzione di rilassamento psichico e corporeo
Prerequisiti strutturali
- Conformazione e sviluppo degli apparati scheletrico, articolare e muscolare
- Sviluppo strutturale dell'apparato nervoso
- Sviluppo dell'apparato cardiocircolatorio e respiratorio
La crescita motoria è favorita quando il soggetto in età evolutiva viene a trovarsi nelle condizioni di:
- Affrontare serenamente tutte le mappe ontogenetiche
- Sviluppare gli schemi motori di base
- Migliorare le capacità coordinative e condizionali
- Affrontare un avviamento motorio polisportivo
- Acquisire e mantenere abitudini di movimento anche in età adulta ed anziana
Più in generale, è lecito affermare che il movimento possa essere considerato un mezzo di f
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Teoria e metodologia del movimento umano
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Teoria e Metodologia del movimento umano
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Teoria del movimento umano
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Teoria e metodologia del movimento umano – Corpo umano