Che materia stai cercando?

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

LE UNITÀ BASICHE DELLO SCHEMA MOTORIO

STRISCIARE – SCIVOLARE

Si evolve parallelamente alla strutturazione degli equilibri. Risponde al bisogno dell’esplorazione. I bambini non sono in grado

di mantenere l’equilibrio, ovvero non sono in grado di controllare il proprio corpo. Lo strisciare è la prima forma di

locomozione del bambino. Il bambino scopre lo strisciare quando, sdraiato pancia a terra (prono), prova a sollevarsi da terra con

le mani: egli scivola all’indietro perché posiziona le mani troppo avanti al suo corpo (non possiede ancora equilibrio).

- Si sposta strisciando prima di raggiungere la posizione verticale.

- Ama spostarsi strisciando, anche dopo aver scoperto la posizione verticale

- Smette di strisciare anche per sollecitazioni del proprio ambiente sociale.

- Scivolare: evoluzione socializzata dello strisciare. Può durare a lungo

1° anno di vita: spostamento carponi (gattonare). Inizialmente viene sviluppata l’andatura a carponi monolaterale (avanzamento

con mano e piede dello stesso lato). Successivamente al 18°mese di vita, sviluppa l'andatura a carponi a coordinazione

incrociata (avanzamento con mano dx/sx e piene sx/dx). È un miglior traguardo perché è più facile il mantenimento

dell’equilibrio: Il carponamento monolaterale possedeva un equilibrio lineare con il possibile sbilanciamento a dx/sx. Il

carponamento a coordinazione incrociata permette un miglior equilibrio appoggiando sempre un arto del lato dx/sx.

ROTOLARE

Le prime forme di rotolamento sono inizializzate dal riflesso del collo e si evolvono parallelamente allo sviluppo

dell’equilibrio. Il rotolamento favorisce l’orientamento spaziale-dinamico.

Prima ancora di raggiungere l’equilibrio da seduto, il bambino impara il passaggio dalla posizione prona alla posizione supina

durante il primo anno di vita e successivamente il passaggio da quella supina a quella prona (sempre nel primo anno di vita).

3 anni: scoperta spontanea della capovolta in avanti: viene scoperta a causa della curiosità del bambino (visione al contrario del

mondo mettendo la testa tra le gambe).

5/6 anni: apprende con facilità e naturalezza, anche se non sperimentata, la capovolta avanti ed indietro.

Questo gesto è molto interessante per il bambino, dal momento che egli sperimenta cose nuove, viene scombussolato il suo

equilibrio e il bambino lo trova molto interessante e lo ricerca. Con il passare degli anni, lo schema motorio della capovolta o

rotolamento sul dorso diventa sempre più difficile per remore e inibizioni.

Lo schema motorio è molto globalizzante: è fondamentale per il miglioramento degli equilibri dinamici in posizioni inusuali,

per l’orientamento spaziale e per la strutturazione dello schema corporeo

SALTARE

La prima forma di salto che compare avviene intorno ai 2 anni. La gravità è una forza che sollecita i riflessi di estensione e

stimola le reazioni di appoggio. Essa crea il primo orientamento spaziale (la verticalità) ed è in relazione ed essa che si

schematizzano i primi equilibri automatico-volontari. Le prime esperienza di gravità il bambino le fa con gli oggetti: lasciandoli

cadere e ascoltando il rumore che fanno al loro arrivo a terra.

A 2 anni circa, il bambino sente l'esigenza di sperimentare su di se l’influenza della gravità: il bambino non si lascia mai cadere,

ma compie una spinta verso l’alto per saltare giù. L’istinto di spingere in alto prima di cadere giù, costituisce una efficace difesa

contro le conseguenze di un brusco impatto. Predilige questo tipo di salto fino a 6/7 anni.

Il salto in basso, oltre a fargli prendere coscienza della sua forza peso, gli consente esperienze fondamentali

2 anni: salta da un gradino con arrivo a piedi divaricati “sagittalmente”.

3 anni: salta da un gradino con i piedi paralleli.

5 anni: salta da 50 cm ma arriva al suolo preferibilmente su 4 appoggi (non è in grado di eseguire movimenti in volo, E’

concentrato sull’arrivo, Non flette gli arti in volo)

6 anni: aumenta l’altezza, ma è ancora interessato all’arrivo al suolo (inizia la flessione degli arti in volo)

7 anni: aumenta l’altezza (70-80 cm) ma non è ancora tranquillo per l’arrivo al suolo. (il salto diviene più equilibrato)

8/9 anni: sono possibili esperienze di movimento in fase di volo, ma lo sguardo è ancora rivolto verso il basso.

10/11 anni: sono possibili esperienze di movimento in fase di volo, compreso l’atteggiamento ad arco del corpo.

ARRAMPICARSI

L’arrampicarsi è il secondo schema motorio che il bambino apprende.

Il bambino è più portato all’arrampicarsi rispetto all’adulto perché il bambino non ha il senso del pericolo.

La tendenza all’arrampicarsi comincia quando il bambino cerca di raggiungere la posizione verticale (1° anno di vita).

Se il bambino non è inibito dall’esterno, tende ad arrampicarsi sempre più in alto.

Il bambino si arrampica come se “strisciasse verticalmente”: tende ad aderire con tutto il corpo all’oggetto sul quale intende

arrampicarsi. Man mano che migliorano il controllo della presa e dell’equilibrio, l’arrampicata diviene sempre più sicura.

Fondamentale, per la sua evoluzione, è anche lo sviluppo dell’orientamento spaziale.

L’arrampicarsi è un’attività massiva, che fornisce al bambino una grande quantità di sollecitazioni di vario tipo, molto utili allo

sviluppo psicomotorio del bambino, ma anche all’osservatore che vuole valutare lo stato di maturità raggiunto.

LE IMPUGNATURE E PRESE

Un arrampicata comporta un uso del tutto caratteristico dei segmenti distali, quali mani e piedi, integrato, secondo necessità,

dagli interi arti. Interessanti sono la varietà degli atteggiamenti che si assumono durante l’arrampicata e le attitudini di appoggio

(sospensione di doppio appoggio, sospensione solo con arti inferiori, solo con arti superiori, sospensione rovesciata, …)

La capacità di scelta delle modalità di arrampicarsi, in relazione alla struttura che si vuole scalare, e la scelta stessa, che è

condizionata dalla situazione fisico-motoria e psicomotoria in cui si trova il soggetto, sono esperienze che ampliano la

formazione del nascituro.

LO SVILUPPO MOTORIO E LA PERSONALITÀ: DA 1 A 3 ANNI

Il bambino alla scoperta del mondo oggettuale

Dallo stadio oggettuale, il bambino estenderà al mondo degli oggetti le esperienze già realizzate col suo ambiente umano.

Da questo momento in poi, grazie alla permanenza dell’oggetto, la sua attività motoria inizia ad essere controllata e diventa

intenzionale. La funzione di aggiustamento permetterà di perfezionarla in base alle esperienze compiute durante la sua vita.

L’impianto motorio indispensabile per la funzione di aggiustamento

L’evoluzione del tono posturale

Fino ad 8 mesi, la dotazione motoria del bambino si organizza attraverso il gioco delle reazioni circolari.

Con l’entrata del mondo oggettuale (permanenza dell’oggetto), la sua attività motoria diventa sempre più intenzionale.

Acquisizione delle Prassie: insieme di reazioni motorie coordinate in funzione di un risultato pratico.

Condotte esploratrici e bisogno di esplorazione

A 15 mesi il bambino inizia a sentire il bisogno di esplorazione (o riflesso d’orientamento): la condotta esplorativa è una

risposta “globale” dell’organismo ad una nuova situazione (novità o carattere insolito dello stimolo).

L’attività esplorativa: risponde al bisogno di informazione e di stimoli nuovi.

I meccanismi neurofisiologici (corteccia ed formazione reticolare) supportano la funzione di vigilanza.

La funzione di vigilanza possiede 2 forme:

- La vigilanza diffusa: (attivazione soprattutto della corteccia) necessaria alla discriminazione degli stimoli nuovi.

- La vigilanza specifica di carattere adattivo: l’organismo sceglie lo stimolo che corrisponde ai suoi bisogni del momento.

18 mesi: L'attività senso-motoria provoca il distacco dai rapporti esclusivi con la madre e l’esistenza della permanenza degli

oggetti si modifica dallo spazio degli “oggetti” a quello degli “oggetti indipendenti”. La propria azione cessa di essere la fine

dell’universo esterno, per divenire un fattore fra gli altri, ancora centrale, ma posto sullo stesso piano degli altri elementi.

Spazio degli oggetti indipendenti

Gli oggetti sono Indipendenti e Durevoli, se possono essere collocati nella successione degli avvenimenti. Vi è la necessità della

creazione di una rete spazio-temporale e di rapporti causa-effetto.

Dai 18 mesi ai 3 anni: la percezione dello spazio è topologica (dentro/fuori, davanti/dietro, ...). La costruzione dello spazio si

poggia su intuizioni elementari: Rapporto di vicinanza, separazione, ordine o successione spaziale.

Area Intellettuale

Il linguaggio del bambino si sviluppa (parla in 3 persona). I confini della memoria si allargano (cerca i giocattoli mancanti –

rievoca avvenimenti del giorno precedente). L’interdipendenza tra sviluppo motorio e sviluppo psichico è molto alta.

Inizia a ragionare in maniera deduttiva sul piano massivo/muscolare (spinge una sedia per salirci, per raggiungere un oggetto).

Area Affettiva

Vi è ancora il senso primitivo della propria identità, poichè domina ancora il fenomeno affettivo di identificazione, che porta

all’imitazione inconscia dei soggetti cui il bambino è legato affettivamente. L’amore materno (familiare) diventa mezzo per

superare la frustrazione (negazione, privazione). Il principio del piacere è sostituito dal principio della realtà.

Area Sociale

Comportamento quasi sociale. Anche quando gioca con gli altri bambini, si rivolge prevalentemente a se stesso. I suoi contatti

con gli altri sono scarsi e brevi, predilige i giochi solitari ed ha consapevolezza del suo gruppo familiare.

Area Motoria

Compie i primi passi indipendenti: sviluppo dell’equilibrio generale che dipende dalla maturazione del sistema tassico

(dell’equilibrio in verticale). Successivamente cammina sincronizzando braccia e gambe, ma senza flessibilità.

Movimenti Volontari

1 anno: Striscia, Seduto, Si rialza, Cammina con sostegno, Possiede una buona prensione.

Il rilasciamento adattivo è scarso: non è in grado di creare una pila di più di 2 cubi (al 3 cubo cade la struttura)

15/18 mesi: Si rizza senza sostegno, Cammina senza aiuto, Abbozza la corsa, Sale le scale con aiuto, Scende senza aiuto.

Il rilasciamento è migliorato (non ancora dosato (3 cubi))

2/3 anni: Cammina, Corre, Salta da un gradino, Calcia la palla, E’ molto vivace. È un acrobata ed uno sperimentatore,

Ama i movimenti globali, Prensione precisa (sfoglia un libro).

LO SVILUPPO MOTORIO E LA PERSONALITÀ: DAI 3 AI 6 ANNI

In questa fase, il bambino passa dalla fase di partecipazione alla fase autonoma: Nasce la scoperta dell' "io"(se stessi) ed il suo

interesse si modifica dall’esterno (ambiente) all’interno (se stesso).

Affermazione di se/egocentrismo: la tendenza non sarà più quella di assimilare i sentimenti e gli atteggiamenti degli altri, ma di

opporsi per affermare la propria personalità nascente. (Wallon - Stadio del personalismo)

Area intellettuale → realtà slegata, episodica

Parallelamente alla funzione di interiorizzazione, si sviluppa la “funzione simbolica” che favorisce un attività “proiettiva” volta

a creare un universo magico dove la realtà e l’immaginazione vengono confusi.

Animismo: Ogni avvenimento ha in se la sua ragione di essere. Feticismo: Attribuire a degli oggetti particolari poteri.

Magismo: Attribuire agli avvenimenti valori o cause sovrannaturali, qualora non è possibile spiegarle concretamente.

L’attività simbolica aiuta la strutturazione dell’io. Quando si realizzerà l’adeguamento tra ciò che viene progettato e la verità di

ciò che viene percepito, il bambino passerà da un universo magico al mondo reale organizzato.

4/5 anni: non è ancora in grado di “progettare” l’attività (attribuisce nome e significato alle cose solo dopo averle realizzate).

5/6 anni inizia ad essere in grado di fare un “progetto” prima di realizzarlo (dice in anticipo ciò che vuole fare)

Area Affettiva → fase edipica

- Sentimento ambivalente di gelosia, rivalità e ammirazione nei riguardi del genitore dello stesso sesso.

- Scelta del genitore di sesso opposto come oggetto d’amore (sentimento ambivalente).

In realtà secondo la scuola psicoanalitica tutto è più complesso soprattutto nelle differenze fra l’edipo maschile e femminile.

E’ interessante considerare i prerequisiti cognitivi, affettivi e sociali del complesso edipico stesso. Riconoscimento di diverse

figure familiari in rapporto con lui con ruoli diversi. Queste hanno rapporti tra loro da cui lui è escluso. Questo costituisce un

problema, perché i suoi legami con entrambi i genitori sono forti, da qui i sentimenti di invidia e gelosia. L’esclusione dalla

conversazione diventa spinta verso l’epistemofilia (desiderio di sapere). In effetti il complesso edipico classico presuppone una

precisa struttura familiare - ruoli distinti e differenziati fra i 2 genitori: la madre nutrice ed il padre autoritario.

Area Sociale → fase di non collaborazione

3 anni: età dei “capricci” (bisogno di affermazione, il mondo esiste in quanto c’è lui): Ama i giochi solitari, ma svolge anche

attività corale. Sa collaborare con l’adulto, ma non con i suoi coetanei per i quali ha sentimenti di gelosia

4/5 anni: comincia a giocare con 1/2 bambini.

5/6 anni: compare il gioco di collaborazione, Interessato a progetti di gruppo, Ama completare le attività intraprese.

Area Motoria

Caratteristica dei gesti: Spontaneità, Naturalezza. Le esplorazioni del fanciullo sono intenzionali.

4 anni: il bambino perde di spontaneità ed entra nell’età della commedia. Grande uso dei giochi di espressione.

Movimenti Volontari

MV 3 anni: Alterna movimenti globali e segmentari, Sa fare giochi sedentari (Giochi in scatola), Mette in colonna 10 cubi

(capacità di inibire e controllare i movimenti), Possiede tutte le unità basiche del movimento, Difficoltà sul piano obliquo (sia

nel disegno che nella manualità), Sale le scale a piedi alternati, Corre con sicurezza (seppure con una fase di volo molto breve):

accelera, rallenta, gira, salta in basso, «Salta» (scavalca) un ostacolo di 30 cm, il tutto grazie allo sviluppo dell’equilibrio e

grazie alla maturazione in senso cefalo-caudale del sistema nervoso.

MV 4 anni: Movimenti meno «massivi», Braccia autonome rispetto al tronco, Sa variare il ritmo del passo, saltella, salta, balza

in lungo, Corre con variazioni di ritmo, Mantiene l’equilibrio su un piede per parecchi secondi, Cammina in equilibrio su un

asse di 6 cm, Ha ancora delle difficoltà sul piano obliquo (non copia un rombo), Lancia dall’alto in basso,

Discreta indipendenza dei vari distretti muscolari degli arti: i segmenti corporei reagiscono meno massivamente.

Caratteristiche del bambino a 5 anni: Il cinquenne possiede le unità basiche del movimento, imparate ed elaborate nei suoi 5

anni di vita e da quest’età in poi, egli inizierà un miglior controllo – maggiore economia dei movimenti appresi fino ad allora.

Si dice che la prima infanzia si concluda a 5 anni.

MV 5 anni: Tappa nodale degli schemi motori di base, Economia dei movimenti, Buon equilibrio statico, Percorre un asse di 4

cm con qualche interruzione, Sa equilibrarsi sugli avampiedi, Esegue saltelli su un piede, Preferisce ancora lo stacco pari nei

salti, Ha il controllo centrale dell’azione di corsa, Apprende «esercizi», ma l’attenzione è di breve durata, La coordinazione

occhio-mano è scarsa, Scarsa l’attitudine ritmica, ma sa muoversi seguendo la musica (sincronizzazione motoria).

Caratteristiche del bambino a 6 anni: Non sta mai fermo. In continua ricerca di nuove esperienze (fa tutto ed è dappertutto),

Anche emotivamente è estremo: gioca ridendo e piange disperandosi, Sembra continuamente alla ricerca di nuove esperienze

motorie che arricchiscano la sua conoscenza del mondo oggettivo.

MV 6 anni: Reazioni globali, Non sa scegliere, Ottimo l’equilibrio in bicicletta, L’equilibrio in volo migliora progressivamente

Lancia da posizione asimmetrica, Migliora la capacità ritmica sia sul piano percettivo che su quello psicologico,

E’ imprudente: si arrampica, si intrufola, oscilla appeso a una corda, Gioca con la palla in modo irruento, Realizza costruzioni

più alte delle sue spalle, Possiede una grande resistenza.

LO SVILUPPO MOTORIO E LA PERSONALITÀ: DAI 7 AI 10 ANNI

Area affettiva

Risoluzione del complesso di Edipo (costituzione del Super-Io; instaurazione della norma interiore – prima personale, poi del gruppo; prende il sopravvento

, Progressiva assunzione del ruolo del proprio sesso , Controllo dell’emotività e

il “principio della realtà”) (tipizzazione sessuale)

dell’impulsività , Fase di latenza

(apprezzamento delle norme del vivere comune) (l’interesse per il proprio corpo si attenua; interesse crescente per il mondo

, Dai 7 anni in poi, gli oggetti acquistano valore per se stessi e non solo in funzione del “fare”, dell’

esterno – naturale e sociale)

“agire” del “potere”. E’ l’età delle collezioni, Auto-valutazione

Area intellettuale

In questa fascia di età (7-10 anni) avviene il passaggio da interessi soggettivi concreti a oggettivi concreti: siamo sempre sul

piano della concretezza ma, mentre nell'infanzia tutto è riferito al soggetto, nella fanciullezza l’oggetto ha valore per sé.

Formazione della rete categoriale : Fino a 6/7 anni non è in grado di cogliere

(relazione, causalità, qualità, spazio, tempo, durata ecc.)

relazioni causali, temporali, spaziali, ecc. tra gli elementi percepiti di un insieme, i quali restano giustapposti. E’ solo dopo i 7

anni che il fanciullo supera il sincretismo proprio dell’età precedente, per accedere alla conoscenza obiettiva.

Le categorie mentali

“Le categorie mentali gli consentono sempre più di analizzare l’avvenimento o l’oggetto percepito, di osservarlo da punti di

vista diversi, ogni volta astraendolo dagli altri, di cogliere i rapporti esistenti tra gli elementi d’una medesima percezione e fra i

fenomeni percepiti in simultaneità o in successione”. Diventa quindi capace, sempre a livello concreto, di classificare, ordinare

in serie, numerare, ecc., ovvero di staccarsi dalle percezioni e di applicare principi astratti con cui ordinare e mettere in

relazione obiettiva la realtà”. Esempi di categorie mentali:

La relazione: Fino a 6/7 anni, gli episodi vengono classificati in maniera stacccata l'uno rispetto all'altro senza alcun rapporto

(racconto, disegni); A 8 anni comincia a saper cogliere delle relazioni; A 9/10 anni riesce a raccontare o realizzare un episodio o

una scena, in modo unitario e sintetico.

La relazione si è liberata dagli elementi soggettivi e si è elevata al piano funzionale di categoria mentale.

La qualità: Fino a prima della formazione della categoria qualità, essa è un tutt’uno con l’oggetto (la palla che rimbalza, il

colore di un vestito). Con il passare del tempo, essa si concettualizza e diventa un criterio ordinatore applicabile ad ogni cosa.

Altre categorie: causa, tempo, spazio, durata, simultaneità, successione, sostanza, ecc.,

Dallo stadio preoperatorio allo stadio operatorio concreto (classificare, ordinare, numerare).

E’ a partire dalla formazione della rete categoriale che il fanciullo riesce via via a staccarsi dalla percezione, per divenire capace

di rappresentarsi mentalmente un’azione prima di compierla.

Operazione mentale → Presupposto per la conquista del pensiero ipotetico e la reversibilità del pensiero stesso

Area sociale

Passaggio dall'egocentrismo al sociocentrismo, L'attività di gruppo diviene una necessità.

Area Motoria

7 anni: il bambino apprende la calma, elaborando la massa di informazioni raccolte e applicando prudenza e precisione nelle

attività motorie. La lateralità si evolve anche a livello degli arti inferiori, Si interessa agli sport, L’equilibrio in movimento è

quasi corretto, L’esecuzione di movimenti combinati è discreta, L’attitudine ritmica è carente per la valutazione delle durate

(anche se trova un ritmo esecutivo personale), Ha una miglior conoscenza di sé nello spazio e nel tempo.

8 anni: La caratteristica principale è la socialità, Relativa quiescenza della crescita fisica, Ama dare prove di forza,

Cerca volentieri un capo, Apprende facilmente nuove abilità, La corsa è precisa con discreta accelerazione, I lanci asimmetrici

sono acquisiti con buona precisione ed efficacia, Lo schema corporeo è in fase di discreta organizzazione

9/11 anni: Continua l’attrazione verso gli sport di squadra, Ricomincia l’interesse verso le attività individuali.

9 anni: Migliora la rapidità (mantiene il ritmo per lunghi periodi) e L'auto-valutazione (percepisce piccoli stimoli e sa adattarsi

a piccole differenze), È emotivamente portato a strafare, Attitudini ritmiche ancora con problemi relativi alla valutazione delle

durate, Unità basiche del movimento oramai complete e mature (nessuna differenza con gli adulti).

10/11 anni: Il bambino è più controllato nei suoi comportamenti, L’equilibrio in volo è totalmente acquisito, L’azione di corsa è

perfetta (differisce dall’adulto solo per il parametro della forza), Lo schema corporeo è completamente strutturato.

Questa fascia di età è quella che più risponde ad un addestramento che miri al miglioramento qualitativo degli schemi motori

Caratteristiche del bambino di 10 anni: Completamento della strutturazione degli equilibri in volo, Caratteristiche analoghe a

quelle di un bambino di 9 anni, ma "è più progredito nei dinamismi e nell’organizzazione del suo sistema d’azione totale”,

Predilige giochi all’aperto e attività che richiedano sforzo muscolare ma non è esageratamente attivo, Tappa nodale analoga a

quella dei 5 ma più attivamente in contatto col mondo degli adulti.

LO SVILUPPO MOTORIO E LA PERSONALITÁ: DAGLI 11 AI 17 ANNI

Questa fascia d'età viene considerata un periodo critico dello sviluppo, soprattutto nei paesi progrediti tecnologicamente.

Alcuni studiosi ne sottolineano l’aspetto biologico: adattamento reso necessario dalle trasformazioni fisiologiche connesse alla

pubertà, tra cui gli incrementi degli ormoni sessuali e le modificazioni delle funzioni e struttura del corpo.

Altri evidenziano i problemi che l’adolescente affronta relativamente ai problemi socio-culturali: esigenze di indipendenza, di

adattamenti eterosessuali e nei rapporti con i pari, di preparazione professionale, di scelte etiche ecc.

In altre culture, nelle quali queste esigenze sono meno condensate dal punto di vista cronologico, l’adolescenza non viene

considerata un momento altrettanto critico. Nonostante i vari approcci e le differenze interpretative, gli studiosi sono concordi

nel considerare l’adolescenza un periodo che dà problemi di adattamento.

Gli studi sociologici sembrano dimostrare che gli adolescenti di oggi sono più ribelli, più instabili emotivamente, più inclini alla

promiscuità sessuale, meno desiderosi di impegnarsi socialmente e politicamente. Vengono riportate mancanza di rispetto nei

confronti delle autorità, maggiori diffusioni di droga ed alcool, gravidanze nelle adolescenti, suicidio.

Altri osservatori affermano che i giovani attuali sono più svegli e meglio informati dei loro genitori, meno sentimentali ma più

seri, più sinceri e onesti, meno ossessionati o turbati nei loro atteggiamenti dal punto di vista delle relazioni con l’altro sesso.

E’ opportuno osservare come queste considerazioni sono sempre state fatte in passato ad ogni salto generazionale.

Spesso le analisi che portano a queste conclusioni sono troppo semplicistiche. E’ certamente vero che gli adolescenti hanno in

comune una serie di esperienze e di problemi. Tutti si trovano di fronte al bisogno di stabilire la propria identità, di trovare la

risposta alla domanda “Chi sono io”?.

Rimane il fatto che le differenze individuali e le esigenze ambientali possono essere completamente diverse.

E’ quindi opportuno non generalizzare, ma affrontare l’analisi di gruppi relativamente ristretti e che fanno riferimento allo

stesso gruppo dal punto di vista culturale e sociale.

Gli adolescenti possiedono ritmi di sviluppo personali ed è particolarmente importante lo sviluppo sessuale (strade che si

separano: più accentuata nell’area corporea e motoria, differenze sensibili in tutte le altre aree, salvo in quella intellettuale.

In questa fascia d'atà, i giovani manifestano notevoli trasformazioni organiche:

Crisi puberale in anticipo di 2 anni nelle femmine: Ormone ipofisario (stimola l’attività delle gonadi facendo aumentare la

produzione di ormoni sessuali), Testosterone - estrogeni: «crisi di crescenza»

Crisi di crescenza: Picco di massima velocità di crescita staturale: 12 anni per le femmine, 14 anni per i maschi,

Picco di massima velocità di crescita ponderale: 6/8 mesi di ritardo sullo staturale, Diminuzione della produzione dei grassi

Differenze nell’area corporea tra maschi e femmine alla fine del periodo dell’adolescenza: nei maschi vi è uno sviluppo

staturale e muscolare maggiore, cuore e polmoni sono più sviluppati, pressione sistolica più alta, maggiore possibilità di

trasporto di ossigeno ai muscoli, battito cardiaco più lento, maggiore capacità di metabolizzare gli acidi derivati dal lavoro

muscolare (acido lattico), Maggiore possibilità di affrontare sforzi fisici, Scarsa l’influenza dello sviluppo sessuale sul cervello

(all’inizio dell’intera fase il cervello ha già raggiunto il 95% del suo sviluppo)

Area affettiva

Il bambino, in questa fascia di età, è tutto concentrato su di sé (si ascolta e si osserva - spesso si vede “brutto”, con qualche

ragione), ha una «immagine del corpo» influenzata dalla valenza positiva o negativa che acquisterà l’avvento della pubertà

e anche l'influenza culturale è determinante (spesso le femmine vivono la pubertà come “malattia” al contrario dei maschi che

esaltano la “virilità”).

Dal punto di vista psicologico, è importantissimo che tutti gli adolescenti di ambo i sessi si rendano conto che l’età della

maturazione sessuale presenta una notevole variazione nel proprio corpo: le deviazioni, rispetto ai canoni sociali di virilità e

femminilità, possono essere considerate drammatiche dall’adolescente o essere causa di esclusione dal gruppo.

Va ricordato come le auto-percezioni dell’adolescente non sono sempre obiettive: un ragazzo può vedersi più basso e meno

robusto di quello che non sia veramente e, ancor più spesso, le ragazze tendono a vedersi meno belle o più grasse di quello che

siano in realtà.

Aspetti psicologici del passaggio: Prime mestruazioni & Prima polluzione

Per la ragazza adolescente, la mestruazione è molto più che un semplice fenomeno fisiologico: essa rappresenta il simbolo della

maturità sessuale, della capacità di generare dei figli.

Nonostante le maggiori informazioni, le mestruazioni possono essere ancora viste come qualcosa di vergognoso o addirittura

pericoloso per la salute. E’ anche vero che per alcune adolescenti le prime mestruazioni possono essere accompagnate da

sintomi sgradevoli che normalmente tendono a ridursi e stabilizzarsi col tempo.

E’ indiscutibile che molte delle reazioni negative alle mestruazioni si potrebbero evitare grazie ad un comportamento più aperto

e sereno della famiglia, dove venga spiegato che si tratta di un fenomeno naturale e NON patologico. Soprattutto la madre è in

grado di contribuire a considerare il menarca (la prima mestruazione) un evento lieto invece che temuto e odiato.

Nel ragazzo adolescente la comparsa della polluzione notturna può turbare e sorprendere. La polluzione notturna è

l’eiaculazione di liquido seminale durante il sonno. E’ presente nel 83% circa degli adolescenti maschi.

Complessivamente i ragazzi si preoccupano meno di quanto non accada alle ragazze. Questo anche perché sono più liberi di

parlarne liberamente con i loro coetanei. Inoltre nel maschio la conquista della “virilità” viene inteso come fatto estremamente

importante e positivo. Per contro difficilmente il giovane adolescente parla in famiglia di ciò che gli accade dal punto di vista

della sua maturazione sessuale. La mancanza di informazioni adeguate può generare angoscia nel caso di ritardi nello sviluppo.

Probabilmente anche a causa di queste considerazioni si trovano caratteristiche comuni nei soggetti con una maturazione

sessuale tardiva. I tratti comuni sono: Atteggiamenti meno controllati, Tendenza all’esibizionismo, Irrequietezza, Loquacità e

prepotenza, Permalosità, Spesso poco tollerati dai loro compagni a causa dei loro atteggiamenti estremi.

Egocentrismo/ricerca dell’identità: dato il comune atteggiamento degli adolescenti, riguardo alla grande attenzione nei

confronti delle trasformazioni del proprio corpo, essi vengono definiti egocentrici. Ma mentre l’egocentrismo del bambino dai 3

ai 6 anni era legato all’«affermazione di sé», nell’adolescente corrisponde alla ricerca «dell’identità dell’io».

La ricerca dell’identità dell’io si manifesta assieme alla ricerca dell’indipendenza dalla famiglia: un processo difficile,

caratterizzato da una serie di contrasti tra l’adolescente (che vuole liberarsi dai vincoli della famiglia) e della famiglia (che non

sa fino a che punto può e deve cedere). Altro aspetto caratteristico è il conformismo sociale: rifiuta i modelli familiari e cerca di

uniformarsi a quelli dei coetanei (atteggiamenti, linguaggio, interessi, moda). E’ il momento dell'adesione a gruppi più o meno

spontanei, più o meno organizzati (bisogno di sostegno e di sicurezza), tuttavia resta un isolato (timore del giudizio degli altri).

Area intellettuale

3 aspetti fondamentali: avvento delle operazioni formali, comparsa del pensiero ipotetico , sviluppo del senso critico

(reale/possibile)

L’adolescente comincia a cogliere l’aspetto ipotetico dei fenomeni e distingue nettamente il reale dal possibile: egli riesamina

tutta la realtà e la sottopone ad un’analisi critica, spesso molto severa, formulando ipotesi e soluzioni alternative.

Di questa severità ne fanno le spese spesso i genitori e il mondo degli adulti.

Una delle conseguenze dell’egocentrismo dell’adolescente è quella di trovarsi “in scena”: una parte del suo tempo la utilizza

per costruire una parte da recitare davanti ad un pubblico immaginario, questo perché normalmente l’adolescente è convinto

che tutti gli occhi siano puntati su di lui. Quando una persona tende ad essere autocritica (perché insicura o depressa), tende a

pensare che anche il giudizio degli altri sarà critico, viceversa se è di carattere esuberante e autocompiaciuto, penserà di

suscitare questi sentimenti anche sugli altri.

Una delle piccole tragedie della vita degli adolescenti consiste nel fatto che quando si incontrano sono spesso troppo presi da

loro stessi per accorgersi degli altri: in questo periodo sembra esserci una nuova consapevolezza della differenza fra ciò che è e

ciò che potrebbe essere.

Il più delle volte è proprio durante l’adolescenza che i figli adottivi cercano di rintracciare i loro veri genitori o che i bambini

menomati o mutilati, che fino ad allora erano allegri e giocavano con gli altri, diventano depressi e solitari

Area motoria (3 periodi)

1) pre-puberale : miglioramento qualitativo e quantitativo delle esperienze motorie

(prima del picco della crisi di crescenza)

2) puberale : rottura degli equilibri generali, maggiore attenzione e mira negli interventi.

(crisi di crescenza)

3) post-puberale: ripristino degli equilibri espressione di maturità motoria

Vi sono 2 fasi della maturazione:

1° fase della maturazione

La prima fase della maturazione (pre-pubertà) inizia con l'inizio della maturazione sessuale e termina al menarca, nelle

femmine, ed alla prima eiaculazione nei maschi. Durante questa fase ci sono differenze specifiche tra i due sessi, e differenze,

parzialmente notevoli, da soggetto a soggetto: nel comportamento motorio di molti adolescenti si possono osservare resistenze

ed instabilità. Ma in ambedue i sessi diventano anche più spiccati e visibili gli interessi sportivi personali.

Durante la prepubertà avviene il cosiddetto "secondo cambiamento della figura", portando a cambiamenti costituzionali che

possono avere un influsso, più o meno evidente, sullo sviluppo delle prestazioni sportive, favorendole o peggiorandole.

Non è corretto definire la prepubertà un “periodo di crisi”, con fenomeni di “ distruzione ” e “disfacimento” dei movimenti,

però ci si debbono attendere fenomeni di stasi, se non di peggioramento, nelle capacità coordinative: esse non riguardano tutti i

ragazzi, hanno un carattere puramente transitorio e si esprimono diversamente da soggetto a soggetto. Questo calo delle

prestazioni coordinative è meno evidente nei ragazzi che praticano con regolarità un’attività sportiva mentre si manifesta con

più evidenza in quelle attività inusuali o che richiedono molta attenzione all’orientamento nello spazio o situazioni con

combinazioni motorie complesse.

Lo sviluppo delle capacità condizionali (forza, resistenza, velocità) ha un andamento divergente: il loro rapido sviluppo porta ad

una ristrutturazione dei presupposti condizionali della prestazione ed a corrispondenti variazioni nell'intero profilo motorio di

molti adolescenti. Con la riorganizzazione, sia delle capacità motorie, che dei presupposti fisici, normalmente si producono

variazioni dell'esecuzione dei movimenti generali e nelle tecniche dei movimenti sportivi specifici.

Lo sviluppo della forza massima subisce uno “scatto” nel periodo pre-puberale. Meno favorevole è il rapporto forza-carico.

Anche nei maschi, specie nella forza relativa alle braccia, i miglioramenti sono scarsi, nelle ragazze i valori addirittura a volte

peggiorano (specie per le non allenate). Uno dei motivi va ricercato nel rapido aumento di peso tipico di questa fascia d'età.

Un andamento diverso si ha per quanto riguarda la rapidità: il valore dei tempi di latenza e di reazione, alla fine della pre-

pubertà, raggiungono quelli degli adulti. Fra tutte le capacità, la rapidità raggiunge "rapiditamente" il suo massimo sviluppo, a

causa del fatto che il maggior fattore limitante (la strutturazione del sistema nervoso) ha già terminato il suo sviluppo ancora

prima di questo periodo.

Le variazioni dei fattori che determinano ed influenzano la prestazione (costituzionali, coordinativi, condizionali) ci permettono

di definire lo sviluppo motorio nella prepubertà come la “fase della ristrutturazione delle capacità e delle abilità motorie”.

2° fase della maturazione

La seconda fase della maturazione va dal menarca, nelle ragazze, o dalla prima eiaculazione, nei maschi, fino alla fine della

maturità. Le principali tendenze di sviluppo nella motricità sono la stabilizzazione, lo sviluppo delle differenziazioni specifiche

tra i sessi, e la progressiva individualizzazione.

Le tendenze alla stabilizzazione, in particolare, si esprimono nel superamento delle contraddittorietà e dell'instabilità nel

comportamento motorio, nel nuovo miglioramento del controllo motorio, della capacità di adattare e di trasformare i

movimenti, di quella di apprenderli, soprattutto nei maschi. Verso la fine dell'adolescenza, nei soggetti non allenati, il livello di

prestazione, come funzione nello sviluppo, si stabilizza.

L'aumento della differenziazione tra i sessi si esprime nella diversità dell'attività, come del controllo motorio, ed anche in una

molto più accentuata variabilità e forza di espressione della motricità, sempre più specifica secondo il sesso. La differenziazione

tra i sessi è particolarmente evidente nelle capacità di forza e di resistenza, nelle prestazioni sportive di base (correre, saltare,

lanciare, gettare) ed in certe capacità di coordinazione e di rapidità (capacità di controllo, di adattamento e di trasformazione,

destrezza fine, capacità di apprendimento). La capacità motoria che nelle donne è più sviluppata rispetto al sesso maschile è la

mobilità articolare.

La progressiva individualizzazione è evidente nelle variazioni di tutte le caratteristiche essenziali dello sviluppo motorio

(comportamento motorio, livello delle capacità condizionali e coordinativi, livello/ampiezza/direzione delle capacità e delle

incapacità motorie) che diventa sempre maggiore. Questo fatto è provocato o dalla mancanza di esercizio fisico e di

allenamento o dalle differenze che vi sono nel loro volume e nella loro intensità. Tra le cause concomitanti vi sono poi le

differenze individuali nel tipo e nelle proporzioni somatiche.

Solo successivamente possono iniziare a manifestarsi i primi effetti dell'attività professionale.

LO SVILUPPO MOTORIO E LA PERSONALITÁ: DAI 17 AI 21 ANNI

In questa fascia di età, definita giovinezza, abbiamo una generale stabilità nell'individuo.

Sul piano corporeo non abbiamo più fenomeni eclatanti e fasi critiche (si completa la fase muscolare).

E’ un periodo di relativa stabilità anche per quanto riguarda le altre aree: normalmente ha fatto già le sue scelte e ha stabilito

cosa vuole essere. La sua personalità dovrebbe aver raggiunto uno «stato stabile», almeno dalla norma.

In questa situazione di stabilità e di quiete, il soggetto è nelle migliori condizioni per poter fare e approfondire ciò che vuole,

ma tutto dipende dalla qualità delle esperienze compiute in precedenza.

Nei maschi, lo sviluppo della forza massima arriva intorno ai 25 anni, la resistenza alla forza può progredire ancora per un anno

o due, le capacità coordinative sono già state apprese a fine adolescenza e la rapidità massima si sviluppa intorno ai 21 anni.

PRESA DI DECISIONE E ANTICIPAZIONE MOTORIA

L'elaborazione dell'informazione

L'elaborazione dell'informazione, che giunge ai giovani compresi tra 17-21 anni, può essere schematizzata in 3 stadi:

Input Identificazione dello stimolo (percezione)

Selezione della risposta (decisione)

Programmazione della risposta (preparazione dell’azione) Output.

Tempo di reazione e presa di decisione

Un'importante misura della prestazione, il tempo di reazione (TR), indica la velocità e l'efficacia della presa di decisione.

Il TR è l'intervallo tra la presentazione di uno stimolo (non preceduto da un preavviso) e l'inizio di una risposta allo stimolo.

Fattori che influenzano il tempo di reazione

Con l’aumentare delle possibili coppie stimolo-risposta, aumenta il tempo richiesto per rispondere (cioè il TR di scelta).

Il Tempo di Reazione è più breve quando vi è un solo stimolo e una sola risposta. Questo TR è definito “TR semplice”.

Legge di Hick

Descrive la relazione esistente tra il numero delle alternative stimolo - risposta ed il tempo di reazione scelto.

All’aumentare del numero di coppie stimolo - risposta, il tempo di reazione aumenta in modo lineare.

La relazione implica che il TR di scelta aumenta di una quantità costante ogni volta che il numero delle alternative stimolo-

risposta viene raddoppiato. (es. da 2 a 4, da 16 a 32).

Dato che il ritardo nell'elaborazione dell'informazione può a volte essere alquanto lungo, un'importante strategia, in diverse

attività competitive rapide, è quella di aumentare il numero delle scelte stimolo - risposta, con le quali gli avversari devono

confrontarsi, per aumentarne i ritardi nell'elaborazione. (un giocatore di pallavolo che è in grado di schiacciare la palla in vari modi e punti del campo

aumenterà l'incertezza della squadra avversaria sulla previsione di quale colpo verrà realmente prodotto aumentando quindi il ritardo della risposta dell'avversario alla

Come regola generale, quindi, gli atleti di questo tipo di sport cercano di aumentare il numero delle

schiacciata che viene eseguita).

alternative con cui i loro avversari devono confrontarsi allo scopo di aumentarne il ritardo nell'elaborazione dell'informazione

Compatibilità Stimolo-Risposta

Viene definita come il grado con il quale lo stimolo e la relativa risposta sono connessi tra loro in modo "naturale".

Far fronte ai ritardi della presa di decisione: l'anticipazione motoria

Una modalità fondamentale per fare fronte ai lunghi ritardi della presa di decisione è l'anticipazione, che consiste nel cercare di

prevedere sia ciò che sta per accadere nell'ambiente, sia quando avverrà, e quindi essere in grado di eseguire in anticipo diverse

attività di elaborazione dell'informazione (un bravo portiere prevede quando e dove un tiro arriverà in porta, in modo tale da

poterlo deviare efficacemente con un movimento del braccio o della gamba).

Data la loro abilità nell'anticipazione, sembra che gli esecutori esperti si comportino come se avessero "tutto il tempo a loro

disposizione" e i loro movimenti non sono affrettati, a differenza di chi sta reagendo a un evento non anticipato.

Tipi di anticipazione

Fondamentalmente, l'anticipazione può essere di due tipi.

Il primo tipo implica la previsione di ciò che avverrà nell'ambiente, come l'anticipazione che nel tennis un avversano colpirà la

palla con uno smash: questo tipo di anticipazione e detto anticipazione spaziale (o dell'evento).

La previsione di ciò che avverrà nell’ambiente consente al giocatore di tennis di organizzare i movimenti in anticipo, in modo

tale che se l'evento che sta anticipando ha luogo, è in grado di iniziare più velocemente la risposta appropriata (cioè, in un

tempo minore rispetto al TR richiesto di solito).

Il secondo tipo implica la previsione di quando si svolgerà un evento ambientale, come l'anticipazione del momento in cui un

arbitro lancerà la palla per il salto a 2: questo tipo di anticipazione e detto normalmente anticipazione temporale.

Anche se c'è un grande vantaggio nel sapere quando avverrà un certo evento, probabilmente è più importante che le persone

siano in grado di anticipare cosa sta per accadere allo scopo di organizzare prima i movimenti.

Costi dell’anticipazione

L'anticipazione consente a diverse attività di elaborazione dell'informazione di svolgersi prima della presentazione dello

stimolo. In caso di errore per prima cosa occorre inibire il movimento che era stato preparato. Successivamente deve essere

organizzato e avviato il movimento corretto, richiedendo l'attività di uno, o più, degli stadi comparativamente più lenti di

elaborazione dell'informazione. Quando tutto questo ha termine, solitamente è svanita l'opportunità di un vantaggio.

La situazione è anche peggiore se un soggetto ha già messo in moto il movimento scorretto. Infatti, non solo avrebbe il

problema di inibire l'azione sbagliata e di preparare quella corretta, ma potrebbe avere un problema in più se sta eseguendo il

movimento nella direzione sbagliata. In questo caso, si starebbe muovendo nella direzione opposta e dovrebbe invertire il

momento di inerzia del movimento, due problemi che implicano uno spreco di tempo.

Strategie di anticipazione

Gli atleti che vogliono scoraggiare i loro avversari dall'usare l'anticipazione cercano di produrre movimenti imprevedibili, sia

nelle loro componenti spaziali che in quelle temporali. Una volta che l'avversario realizza che i costi dell’anticipazione

sovrastano i benefici, perché l'anticipazione tende a essere più spesso inefficace che efficace, è forzato a modificare la sua

strategia di gioco: aspetta che il movimento avvenga e quindi elabora una risposta a esso, secondo una modalità più lenta.

Presa di decisione e prestazione in condizioni di attivazione ed ansia

L'attivazione di un soggetto è pari al livello di eccitazione del sistema nervoso centrale. Varia da livelli molto bassi durante il

sonno ad livelli alti durante un’attività fisica intensa.

L'ansia è la sensazione di difficoltà o stress relativa ad eventi futuri imprevedibili.

Il principio della U rovesciata

L'influenza dei livelli di attivazione sulla prestazione è stata oggetto di studio per molti anni e gli studi scientifici sono a

sostegno del principio della U rovesciata. Esso afferma che all'aumentare del livello di attivazione (presupponendo che inizi a

un basso livello) la prestazione migliora, ma soltanto fino a un certo punto, raggiungendo un picco a un certo livello intermedio

di attivazione. Se l'attivazione continua a aumentare oltre quel livello, la prestazione inizia a diminuire.

Coloro che operano nell'ambito sportivo presuppongono che a un più alto livello di attivazione dell'atleta (o motivazione),

corrisponda generalmente una prestazione più efficace. Spesso i giornalisti sportivi affermano che la prestazione della squadra è

stata insoddisfacente perché i giocatori non erano all'altezza della gara (cioè non erano abbastanza attivati).

Questa regola generale è contraddetta dai numerosi risultati sperimentali che mostrano come la maggior parte delle prestazioni

è migliore quando il livello di attivazione è moderato e non troppo elevato.

Un possibile metodo per determinare il livello ottimale di attivazione è contraddistinto da tre fattori:

Le persone differiscono per il modo in cui percepiscono le situazioni come minacciose (ansia di tratto) e in ogni caso è

dimostrato che a seconda del tipo di compito occorrono livelli di attivazione diversi.

Il compito: se il compito richiede un fine controllo muscolare o implica importanti componenti di presa di decisione si

ottengono prestazioni migliori con livelli di attivazione relativamente bassi.

La situazione: può avere implicazioni diverse per la presenza o meno del pubblico, per l’importanza della competizione.

Restringimento percettivo

Un cambiamento importante nell’elaborazione dell’informazione, in condizione di attivazione elevata, è il restringimento

percettivo: consiste nel restringimento del focus attentivo → limita il numero di informazioni che si possono elaborare.

Vantaggio: concentrazione verso i fattori principali che determinano il risultato.

Svantaggio: può diminuire la prestazione in presenza di stimoli inattesi, può sfuggire un dettaglio per la riuscita del compito.

Limiti della capacità d’elaborazione dell’informazione

Identificazione dello stimolo: Elaborazione delle informazioni in parallelo.

Selezione della risposta: seriale e parallela a seconda del livello di automatizzazione.

Programmazione della risposta: l’organizzazione avviene in modo seriale.

Le prove di laboratorio dimostrano come la somministrazione di due stimoli successivi allunghino il tempo di risposta in modo

notevole. Questo ritardo nella seconda risposta è chiamato PRP (periodo refrattario psicologico).

È importante notare come gli stimoli < 40 ms vengono elaborati come se fossero uno, mentre negli stimoli > 60 ms il PRP

diminuisce progressivamente.

La capitalizzazione del PRP: la finta nello sport

La finta rappresenta il primo stimolo di un paradigma a doppia stimolazione. Deve avere 2 caratteristiche importanti:

deve essere realistica e deve essere separata dallo stimolo reale da un tempo sufficientemente lungo (fra i 60 e i 100 ms)

ABILITÀ E CAPACITÀ MOTORIE

Nell’uso di questi termini si rischia qualche confusione. La traduzione corretta è l’opposta di quanto ci si aspetti:

Ability: capacità motoria → Caratteristiche fisiche (forza, potenza aerobica, elasticità, ...)

Skill: abilità motoria → Azione motoria vera e propria (correre, saltare, camminare,...)

Abilità: compito che richiede un movimento volontario del corpo per raggiungere uno specifico obiettivo di successo.

Sequenza motoria: viene appresa e automatizzata attraverso la ripetizione e interiorizzazione progressiva di un’esperienza

Compito motorio: caratteristica che distingue un esecutore abile da uno meno abile.

Ogni movimento (lanciare un giavellotto, eseguire una battuta al salto o girare una forchetta) è un’abilità motoria


ACQUISTATO

15 volte

PAGINE

22

PESO

78.55 KB

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze motorie, sportive e della salute
SSD:
Università: Carlo Bo - Uniurb
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher R.Frigerio1995 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Teoria e metodologia del movimento umano e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Carlo Bo - Uniurb o del prof Bensi Roberto.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Teoria e metodologia del movimento umano

Riassunto esame Movimento Umano, prof. Bensi, libro consigliato Lo Sviluppo Psicomotorio dalla Nascita ai 6 Anni, Le Boulch
Appunto
Riassunto esame Teoria e Metodologia del Movimento Umano, prof. Bensi, libro consigliato Apprendimento motorio dai 5 ai 10 anni, Calabrese
Appunto
Teoria e Metodologia del Movimento Umano
Appunto
Riassunto esame Metodologia, prof. Bensi, libro consigliato J. Le Boulch, Lo sviluppo psicomotorio dalla nascita ai 6 anni, A. Armando, Roma, 1981
Appunto