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Metodologia – Esame sessione giugno

La mano

La scoperta occasionale degli utensili ha portato a tre conseguenze: la ricerca della presa più conveniente ed ergonomica, la scelta del movimento utile allo scopo (affinamento motorio), il miglioramento dell’attrezzo con interventi voluti e scelti per migliorarne l’efficienza in rapporto allo scopo. La mano non è isolata: le azioni che la mano può compiere sono acquisite da tutto l’organismo. La mano è divenuta quindi l’organo fondamentale del lavoro dell’uomo. La mano è anche il prodotto di questo lavoro (acquisizione di abilità, precisione dell’esecuzione dei movimenti e specializzazione).

Conseguenze di tale evoluzione della mano

La memoria: per poter sfruttare le esperienze precedenti, in funzione del miglioramento dell’efficacia dell’azione, occorre memorizzare ciò che si è compiuto e la modalità di compimento dell’azione.

La capacità di proiettarsi avanti: rendere l’azione molto sciolta e disinvolta per riuscire ad ottenere con facilità e rapidità gli stessi risultati dell’azione fatta normalmente.

La capacità di progettare: porsi degli scopi e scegliere delle strategie per il raggiungimento di obiettivi.

Il piede

Il piede ha dovuto farsi carico completamente della funzione di sostenimento del carico corporeo oltre che a tutte le deambulazioni. Lo sviluppo del piede ha comportato la conquista della stazione eretta, lo sviluppo dell’equilibrio verticale, la trasformazione strutturale dello scheletro. Gli schemi motori funzionali alla deambulazione hanno seguito lo stesso tipo di evoluzione dell'attività manipolativa.

Lo sviluppo motorio e la personalità: da 0 a 2 mesi

Stadio narcisistico primario

In questo stadio il bambino vive l'alternanza tra una sensazione di privazione (causata dalla separazione dalla madre) e il bisogno di alimentarsi. Fino a 2 mesi predomina il processo di maturazione. Dal 2° mese prevale l’esercizio funzionale, favorito dall’ambiente.

Aspetti della motricità del neonato

La motricità del neonato (area motoria e organica), per i primi due mesi, rimane come nel feto: motricità di tipo sub-corticale. La formazione reticolare matura intorno all’ottavo mese ed essa garantisce il tono muscolare. Due sistemi presenti nel cervello regolano l’attività reticolare: il cervelletto e l’ipotalamo.

  • Produzione di ormone dello stress (Stress della nascita)
  • Resistenza della motricità fetale (Stimoli enterocettivi - propriocettivi e possibilità di comunicazione)
  • Riflessi arcaici (Riflessi per l’adattamento agli stimoli del mondo nuovo)
  • Automatismi vitali (Suzione e respirazione)

Resistenza della motricità fetale

Stimoli enterocettivi (interni) e propriocettivi (del proprio corpo)

  • Postura: Flessione dei 4 arti, riflesso tonico asimmetrico del collo (posizione supina, se la testa viene ruotata, braccia/gambe si distendono dal lato facciale e si piegano nell'altro)
  • Attività di massa: Irradiazione diffusa del movimento / impulsività motoria (gesti impulsivi non orientati)
  • Attività segmentaria (bilaterale ed asimmetrica): Estensione e flessione degli arti, incrociare e divaricare i piedi, mano chiusa a pugno (pollice dentro), mano aperta a ventaglio.

Riflessi arcaici

Caratteristici dei primi 2 mesi di vita, sono definibili “reazioni innate” a causa di riflessi di raddrizzamento e automatismi. I movimenti arcaici sono riflessi del corpo con funzione di protezione. L’entrata in azione dei centri corticali permette l'inibizione e la scomparsa dei riflessi arcaici e la cancellazione dei circuiti cechi del livello sub-corticale. Si dividono in:

  • Riflesso di andatura – Riflesso di drizzamento statico: Il corpo, leggermente inclinato, provoca movimenti lenti, regolari, alternati, ritmati, come una camminata (marcia automatica).
  • Riflesso di prensione: La stimolazione palmare provoca la chiusura della mano e il pollice in fuori. Riflesso inizialmente involontario e sempre più volontario con la crescita.
  • Riflesso cutaneo plantare (Rovesciamento del riflesso di Babinski): La stimolazione cutanea plantare (piede) provoca nel neonato un’estensione plantare, reazione contraria a quella che avviene in un adulto in condizioni di normalità, nel quale la stimolazione provoca un riflesso di flessione.
  • Riflesso delle braccia in croce: Il neonato, in posizione seduta, se viene lasciato cadere di schiena, esso manda il capo all'indietro e apre le braccia.

Riflesso: è una risposta sempre uguale ad uno stimolo esterno e non può essere gestito (non agisce a livello cerebrale).

Automatismi

(Stimoli enterocettivi/esterocettivi)

Sono movimenti necessari alla sopravvivenza:

  • Automatismo di respirazione (verso i 5 mesi prenatali).
  • Automatismo di suzione (verso gli 8 mesi prenatali).

Il neonato è in grado grazie all’ipotalamo di legare un movimento ad una sensazione. L’esercizio di automatismo provoca una serie di informazioni le quali finiscono per modificare lo svolgimento dell’automatismo per migliorarne via via il suo adattamento allo scopo (feedback).

Automatismi: serie di azioni concatenate tra loro. Sono involontarie e con il passare del tempo possono essere modificate.

Reazioni circolari: serie di tentativi che, con il passare del tempo, vengono affinati per essere più efficaci.

L’influenza dell’ambiente

Si dividono in:

  • A) Esperienze sensoriali
  • B) I comportamenti fondamentali
  • C) L’ambiente umano

A) Esperienze sensoriali

Dopo la nascita, l’arrivo nell’ambiente aereo moltiplica la quantità e la qualità delle stimolazioni sensoriali.

Funzione visiva

  • Visione ambientale: La Retina permette la visione generale d’insieme. Essa è già presente alla nascita.
  • Visione focale: La Macula (zona all’interno della retina) permette la visione puntuale e dei dettagli. Alla nascita è assente e viene sviluppata con il passare dei mesi.

L’evoluzione del riflesso di fissazione

  1. Forma rudimentale di “fissazione” dell’oggetto: fissazione monoculare solo di stimoli molto vicini. (1° Giorno)
  2. Fissazione monoculare stabile (5° Giorno).
  3. Fissazione monoculare dominante, seguita dall’adeguamento del secondo occhio.
  4. Alternanza di dominanza.
  5. Fissazione dello stimolo a qualsiasi distanza (4° Settimana), ma senza mantenere in modo fisso la visione.
  6. Lo sguardo segue senza incertezze lo stimolo (5° Settimana), mantenendo fisso lo sguardo.

Reazioni al colore

Il bambino viene attratto principalmente dai colori accesi e viene attratto in maniera minore dai colori scuri.

Funzione uditiva

Il bambino risponde agli stimoli in maniera proporzionale all’intensità degli stessi. Egli risponde più facilmente ai suoni gravi rispetto a quelli acuti.

B) I comportamenti fondamentali

Riguardano soprattutto il soddisfacimento dei bisogni alimentari e del sonno.

L’alimentazione

  1. Il risveglio comportamentale. Nasce da uno stimolo interno corrispondente ad un bisogno biologico. L’ipotalamo (centro nervoso) genera un aumento generale di attività toniche dovuto alla necessità di alimentazione del neonato.
  2. La facilitazione sensoriale selettiva. Per attivare l’automatismo di suzione, il neonato, inconsciamente, facilita la sensibilità delle labbra che, a contatto con il capezzolo materno, inducono la suzione da esso.
  3. L’eccitamento della mucosa boccale risveglia l’automatismo di suzione.
  4. Influenza modulatrice esercitata sul funzionamento dei circuiti di rinforzo, ossia l'attivazione di comportamenti di soddisfacimento del bisogno. Il bambino, grazie ai feedback ottenuti in precedenza, associa a dei comportamenti propri/esterni l’influenza dell’ottenere latte materno o meno.

Il sonno

Il sonno rappresenta il risultato di un'esperienza soddisfacente: alla tensione (fame=disagio) succede, dopo la poppata, uno stato di soddisfazione (sazietà=rilassamento) che provoca ipotonia e sonno. Vi sono due tipologie di sonno:

  • Lo stato di sonno con onde corticali lente – può essere profondo o leggero (sonno lento)
  • Lo stato di sonno con onde corticali rapide – porta ad una riprogrammazione dei comportamenti e un rilassamento muscolare completo (paradossale).

Nel neonato (e nel feto) il sonno paradossale (con sogni) rappresenta il 55% del sonno totale (nell’adulto 15%).

Gli stati di coscienza di Prechtl

Questi 5 stati di coscienza appartenenti al sonno si alternano in media ogni due ore in modo ciclico e in maniera casuale.

  • Sonno profondo
  • Sonno attivo
  • Veglia tranquilla
  • Veglia attiva
  • Pianto e irrequietezza

C) L’ambiente umano

Gli stimoli umani

Le prime manifestazioni di "affettività" sono di tipo meccanico (legate ai bisogni) e sono espresse dal bambino attraverso scariche toniche. Si manifesta un interesse ed un bisogno di scambi con l'ambiente esterno provocando un'esuberanza motoria: grazie a queste scariche, il bambino è in grado di esprimersi con l’ambiente umano, ambiente dal quale lui dipende interamente.

La madre è il punto chiave dell’inizio della vita del bambino: il neonato manifesta un’unione molto forte con lei, essendo sempre a contatto. L’allattamento ne è un esempio: il neonato non soddisfa solamente un bisogno fisiologico, ma è a contatto con il corpo della madre: ne avverte il calore, l’odore, la voce, lo sguardo, …

Tutta la sensorialità è messa in funzione in una situazione di soddisfazione (allattamento) che si ripete ritmicamente. In questo modo, il bambino si abitua ad una presenza stabile, quale la madre, nella sua vita.

Il contatto corporeo

L’allattamento, assieme al rituale del bagno, della pulizia, del riscaldare, dell’asciugare e del vestire, apporta una serie di sensazioni cutanee fondamentali al neonato. Durante queste sensazioni, il neonato percepisce, attraverso il contatto con la madre, le sue sensazioni e il suo stato d’animo. Poiché lo stato tonico del neonato rivela il suo stato mentale, il funzionamento psichico della madre induce quello del figlio.

La comunicazione

La prima forma di comunicazione del neonato è il contatto corporeo e le sensazioni da esso derivate. Già a partire dai 2 mesi, il neonato inizia a sviluppare la vista e l’udito, tanto da lasciarsi attrarre dall’adulto che si interessa a lui, ascoltando il tono vocale e fissando le espressioni del viso. I contatti con l’ambiente umano giocano un ruolo fondamentale per quanto riguarda la comunicazione, nonostante gli stimoli esterni ed interni continuino a fornire informazioni al nascituro. L’evoluzione del senso uditivo e di quello visivo, confermano una sottospecie di comunicazione innata dell’individuo. Dalla ricchezza di questi scambi dipendono l’equilibrio emotivo e l’affettività del futuro adulto.

Teoria classica dello sviluppo motorio di Gesell e Amatruda (legge della progressione)

  • Cefalo caudale: il controllo del capo e dell’asse corporeo precede quello degli arti.
  • Prossimo-Distale: lo sviluppo dei movimenti delle parti prossimali precede quello delle parti distali degli arti.

Assi e piani del corpo

Ci sono quindi i relativi piani:

  • Asse longitudinale: taglia il corpo frontalmente dal vertice del capo all’unione dei talloni → - Piano Frontale.
  • Asse trasversale: taglia il corpo orizzontalmente da una spalla all’altra ---------------------- → - Piano Trasversale.
  • Asse sagittale: taglia il corpo lateralmente e divide il petto dal dorso --------------------------- → - Piano Sagittale.

Lo sviluppo motorio e la personalità – Lezione 2 – Da 3 a 12 mesi

Il terzo mese segna una svolta fondamentale: inizia un periodo nel quale il bimbo associa le sensazioni che esso prova a dei movimenti motori ben precisi. L’azione cerebrale viene modificata: viene sempre più attenuata quella sub-corticale a vantaggio di quella corticale.

Stadio dell’oggetto precursore

  • Passaggio dalla fase narcisista al costituirsi dell’oggetto (inizio dell’evoluzione percettiva).
  • Il bimbo inizia a stabilire dei legami sempre più intensi tra i suoi desideri (bisogni interni) e le circostanze esterne, necessarie per il soddisfacimento dei bisogni e si esprimerà non più con “scariche toniche” ma attraverso un “aggiustamento mimico”.
  • Il bimbo trova sicurezza nella madre, elemento di stabilità a lui necessario per confrontarsi con il mondo esterno.

L’universo percettivo (fino a 7 mesi)

  • Maturazione corticale: La maturazione corticale consiste nella cancellazione dei movimenti arcaici e nell'attivazione dei differenti campi percettivi (si creano i presupposti per i movimenti volontari, all'identificazione degli stati di soddisfazione e di insoddisfazione e all'influenza del suo stato di piacere/dispiacere).
  • Mondo spezzettato: Il bimbo si esprime completamente attraverso la sua motricità. Egli durante la sua vita scopre, impara e perfeziona i campi percettivi in suo possesso, come l’olfatto, il gusto, la vista, l’udito, … che hanno tempi di maturazione differenti.
    • Lo spazio boccale: legato all’alimentazione, si associa allo spazio olfattivo e tattile della mano per riconoscere la madre. Non vi è certezza che si associ allo spazio uditivo, il quale però dimostra che il bimbo reagisce meglio alla voce materna.
    • Lo spazio visivo: la visione ambientale del bimbo permette la percezione di forme-segnali, alle quali il bimbo reagisce in base alle proprie esperienze affettive passate (feedback). L’azione che il bimbo compie per la messa a fuoco di un oggetto non avviene grazie all’intervento del cervello ma è semplicemente un'azione coordinativa dei movimenti. Solamente quando una forma-segnale inizierà a creare interesse al bimbo, l’attività della messa a fuoco assumerà un carattere intenzionale.

L’universo affettivo del bambino fino agli 8 mesi

Lo sviluppo del neonato avviene normalmente attraverso la soddisfazione dei bisogni alimentari, associati a stimolazioni sensoriali positive, offerte dall’ambiente affettivo. Quando il bambino diverrà capace di stabilire punti di riferimento, allora egli diverrà più stabile. La presenza materna è garanzia di questa stabilità. Il corpo del bimbo conosce la figura materna e prova una certa insoddisfazione se qualcun altro si occupa di lui.

L’importanza degli scambi madre-bimbo

Dalla qualità di questi scambi dipenderà la sicurezza del bimbo. Lo sguardo rappresenta l’esperienza fondamentale dell’esistenza dell’altro: il contatto visivo è, infatti, alla base della socievolezza umana. È necessario che la madre, quando allatta il bambino, capisca i contatti visivi che il bimbo le trasmette e risponda positivamente alle sue aspettative.

La mimica del bimbo

L’apparire del primo sorriso rappresenta la prima reazione mimica provocata dall’ambiente. È segno delle prime relazioni sociali e si manifesta in situazioni privilegiate, come dopo l’appagamento di un suo bisogno. Inizialmente lo dedica alla madre, successivamente anche ad altre persone, anche ad esso estranee. L’interesse speciale che il bimbo prova nei confronti del volto di un essere umano è dato da tutte le esperienze di soddisfazione che il bimbo ha provato assieme al volto materno o ad un altro tipo di volto umano.

L’entrata del mondo oggettuale (8 mesi)

A 6 mesi, il sorriso automatico del bimbo associato ad ogni volto umano viene accantonato, dato che il bimbo inizia a distinguere i volti “familiari” dai volti sconosciuti. Solo ad 8 mesi, però, il bambino inizierà a riconoscere il volto materno.

L’universo affettivo

L’attaccamento alla madre

Il riconoscimento del volto materno porta al rafforzamento dei legami affettivi. La presenza materna viene considerata come un desiderio e diviene insostituibile.

La paura dell’estraneo

Si verifica intorno al 9/10 mese e viene manifestata soprattutto dai bambini che sono stati allevati esclusivamente dalla madre.

L’esperienza della frustrazione

Contemporanea alla scoperta materna, essa è caratterizzata da due poli opposti: il piacere identificato con la presenza materna e il dispiacere legato alla sua assenza. In questo modo il bimbo comprenderà il “principio di realtà”, come limite ai suoi desideri, antagonista al “principio del piacere” caratterizzato dall’appagamento immediato.

L’accesso alla vera comunicazione

Inizialmente il bambino si esprime con l’ambiente semplicemente grazie ad una ampia gamma di sfumature emotive. Con il passaggio allo stadio oggettuale, il bambino inizierà ad esprimersi con reazioni posturali, mimiche e gestuali in relazione all’ambiente. Il bimbo, perciò, vivrà con il corpo i sentimenti altrui, siano essi positivi o negativi. In questo modo egli forgerà il suo temperamento, vera strutturazione di situazioni emotive, gestite da un insieme di schemi tonico-emotivi specifici. Questo aspetto prende il nome di “identificazione”.

Area motoria

  • 3-4 mese: controllo muscoli oculo motori, sorride, controllo dei muscoli della nuca e del collo, mantiene la posizione seduta con sostegno e ha la possibilità di orientare lo sguardo.
  • 6-8 mese: padronanza della posizione seduta, inizio delle attività intenzionali, inizio della prensione e manipolazione.
  • 9 mese: mantiene con appoggio la posizione verticale, striscia, insediamento del tipo definito di prensione (pollice opponibile).
  • 9-10 mese: rinforzo del bacino (può stare in piedi e mantenere la posizione verticale a lungo).
  • 11-12 mese: si sposta lungo un appoggio, lascia un appoggio per prenderne un altro.
  • 14 mese: cammina da solo.

La prensione (prensione cubito-palmare)

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-EDF/01 Metodi e didattiche delle attività motorie

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher R.Frigerio1995 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Teoria e metodologia del movimento umano e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi "Carlo Bo" di Urbino o del prof Bensi Roberto.
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