Teoria della mente
Definizione
Si tratta della comprensione psicologica del mondo sociale come una capacità in continuo divenire. Difatti, anche in età adulta compaiono capacità connesse alla teoria della mente da praticare per mostrare una maggiore competenza sociale. In questo senso, è necessario favorire una prospettiva che consideri le differenze individuali, i ritardi, le devianze e le assenze (ritardi e devianze sono definibili tramite indicatori cronologici di riferimento forniti dallo sviluppo tipico, che descrivono caratteristiche idealtipiche), abbandonando la “logica del tutto e del nulla”. Inoltre, è tra il settimo e il nono mese di vita che il piccolo scopre di poter condividere con un altro uno stato mentale come l’intenzione.
Attività cognitiva e affettiva
- Attività cognitiva: Non esiste comprensione della mente a cui, almeno a livello embrionale, le dotazioni cognitive non contribuiscano.
- Attività affettiva: Non esiste comprensione della mente che non abbia rilevanza nella vita affettiva della mente e a cui gli affetti non contribuiscano.
Funzioni
| Funzione | Descrizione |
|---|---|
| Sociale | Utilizzata per conferire senso al comportamento interpersonale, diventare un partner comunicativo competente e intuire i segnali che attestano la comprensione/ambiguità del proprio messaggio e modificarlo. |
| Adattiva | Il piccolo riesce a conferire senso al comportamento altrui e di conseguenza a prevederlo, ciò lo rende capace di attuare condotte flessibili e di riflettere su se stesso e sui propri processi mentali. In questo senso, il piccolo riesce a comprendere le origine/determinanti del proprio comportamento, la fallibilità delle proprie credenze e la fonte delle proprie conoscenze, e possiede la capacità pre-decisionale (pensare prima di agire). |
La relazione di attaccamento
La ricercatrice Meins congiunge l’impostazione Vygotskiana e la teoria dell’attaccamento nell’idea che bambini che ad un anno vengono valutati sicuri risolvono a 4 anni i compiti di falsa credenza dello “spostamento inatteso”. Nasce da lei l’idea che le differenze individuali nelle abilità di mentalizzazione dipendano da una relazione di attaccamento e non da fattori innati, considerando il genitore capace di posizionare i propri interventi nella zona di sviluppo prossimale grazie alla propensione nel considerare il figlio dotato di una mente e nell’utilizzo di termini mentalistici (MIND-MINDEDNESS), diversamente dall’attribuire una data intenzionalità. Di qui i commenti del caregiver fungono da supporto per il bambino nella comprensione di stati mentali connessi al proprio comportamento e a quello degli altri.
Precursori della TOM
Già durante i primi due anni di vita si rintracciano delle strutture preparatorie alla comparsa della TOM che permettono l’acquisizione di quelle competenze che vengono configurate come precursori della capacità mentalistica.
Competenza
| Competenza | Descrizione |
|---|---|
| Gesto dell’indicare dichiarativo | Utilizzato dai piccoli di 10-12 mesi per condividere l’attenzione dell’adulto, ciò implica il desiderio di agire sulla soggettività dell’altro, dotato secondo il piccolo di uno stato mentale attentivo influenzabile. Si differenzia dall’indicare richiestivo-imperativo per il desiderio di sollecitare uno specifico comportamento nell’altro, il quale funge da mezzo per ottenere. |
-
Teoria della mente
-
Teoria della mente (t.o.m)
-
Saggio breve su Teoria della mente
-
Teoria delle strutture - Teoria