Teoria della mente
Definizione
Theory of mind (ToM) è la capacità di capire e prevedere il comportamento proprio e altrui sulla base della comprensione degli stati mentali propri ed altrui, come emozioni, intenzioni, desideri, credenze e pensieri.
È un'abilità psicologica fondamentale per la vita sociale: ci permette di capire che gli altri hanno stati mentali diversi dai nostri e che il comportamento deriva proprio da tali stati mentali.
Es: Se io penso che tu mi stia dicendo una bugia, mi comporto di conseguenza.
Presupposti della teoria della mente
- Considerare gli altri come dotati di stati mentali.
- Capire che esiste una relazione causale fra questi stati mentali ed il comportamento delle persone, ovvero agiamo sulla base del pensiero che abbiamo.
Tappe storiche
La prima volta che ci si riferì a questo costrutto teorico fu nel 1978 grazie a Premack e Woodruff che stavano studiando la comprensione intenzionale del comportamento negli scimpanzé.
Un altro momento importante fu quando Dennett elaborò il concetto di "Atteggiamento intenzionale", secondo cui le azioni ed i pensieri non sono casuali ma sono diretti a qualcosa o qualcuno; quindi, sono spiegabili attraverso credenze, intenzioni e desideri.
Tappe evolutive della ToM
La teoria della mente è una competenza evolutiva, una progressione di competenze:
- 2 anni: Psicologia del desiderio - Il bambino si spiega i comportamenti propri e delle persone ricorrendo allo stato mentale del desiderio. Es: Io desidero un biscotto.
- 3-4 anni: Psicologia della credenza - A 3 anni, il bambino legge il mondo attraverso la credenza vera. A 4 anni, inizia a comprendere la falsa credenza: "Io penso che tu pensi".
- 7-8 anni: Psicologia della credenza di II ordine: "Io penso che tu pensi che lui pensa".
Il desiderio è uno stato mentale più semplice della credenza: è la realtà. La psicologia del desiderio si basa sullo stato emotivo che consegue il soddisfacimento o meno di un desiderio. Es: "Mamma voglio un biscotto" → Se la mamma me lo dà sarò felice, altrimenti sarò triste.
Nella psicologia della credenza, si mette in relazione il proprio stato emotivo non solo con il desiderio da soddisfare ma anche con il fatto che si pensa se verrà soddisfatto. È la rappresentazione della realtà che può essere vera o falsa, e non ci dice nulla sulla realtà. Es: "Mamma voglio un biscotto" → Se penso che la mamma mi darà un biscotto sarò felice, altrimenti se penso che non me lo darà sarò triste.
Compito di falsa credenza di I ordine - Perner e Wimmer
Il compito di falsa credenza viene utilizzato per misurare la competenza nella ToM dei bambini. Si chiede al soggetto di prevedere come il protagonista di una storia agirà tenendo conto del fatto che quest'ultimo ha una falsa credenza sulla realtà.
Il primo compito di falsa credenza è lo "Spostamento inatteso". Viene chiesto al soggetto di predire dove Sally andrà a cercare un oggetto da lei precedentemente messo in un contenitore e successivamente spostato da un'altra protagonista, Anna, in un altro contenitore a sua insaputa. La risposta corretta è che Sally andrà a cercare la palla dove l'ha lasciata: nel cestino. Se il bambino dice che Sally andrà a cercare la palla nella scatola, sbaglia.
Fallisce per due motivi:
- Non riesce a superare il proprio egocentrismo → Lui sa che la palla è dentro la scatola