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Teoria della letteratura

Il miracolo di Teofilo

- Tema del patto col diavolo:
- Genere dramma liturgico = (Miracolo)
- Inizio in medias res: gli antefatti non sono esplicitati, perché erano conosciuti dal pubblico
- Dio = rappresentazione molto fisica, descrizioni fisiche, anche dell’Inferno: “pozzo pieno di lordura”, legame forte fra spazio e sovrannaturale vs. capacità dei teologi coevi di astrarre il concetto di Dio
- Sarà la Riforma a operare nel senso di una maggiore spiritualizzazione del sovrannaturale (vd. Milton)
- Regole del patto: ex. Teofilo non deve invocare Gesù Cristo...
- Acquisizione del sovrannaturale Sette-Ottocentesco è che il sovrannaturale può avvenire ovunque, non c’è più uno spazio preposto
- “diventa il mio uomo” (lo dice il diavolo a Teofilo): visione feudale del tempo, un uomo è sempre legato (sottoposto o sovrapposto) ad un altro uomo (vs. diritto liberale borghese = si è di sé stessi); “da vassallo di Cristo a mio (del diavolo) vassallo”
- Versione coeva quella di Rutebeuf, di Quoincy, in cui Teofilo bacia i piedi al diavolo: gestualità vassallatica e sacra; versione spagnola: elementi vassallatici espliciti
- Tema della sottoscrizione: mondo del diritto = mentalità legalista, anche qui grande concretezza, si mette in luce un problema fattuale (vd. parole chartes “carta”)
- Ne Il Grande Sertao, il diavolo è nessuno, il protagonista fa l’esperienza del nulla
- In Rutebeuf gli effetti del patto sono immediati: Teofilo viene subito creato vescovo, il vecchio vescovo entra in scena e gli cede il vescovato
- Tema del pentimento: Teofilo si pente dopo 7 anni, - prega la Madonna = tema dell’intercessione
- Nella seconda metà del miracolo: problema: ci vuole un mediatore per sciogliere il contratto, non un mediatore che perori la causa di Teofilo verso Dio, ma verso il Diavolo: il problema è esposto in maniera totalmente locale (c’è un posto: l’inferno) e fattuale (ci si deve andare e recuperare la carta)
- Teofilo si rivolge alla Madonna come ci si rivolgerebbe ad una madre; è la Madonna a recuperare la carta
- Madonna: “la tua carta ti farò avere che tu concedesti per ignoranza” - giustificazione (in parte anche rilevazione di una “scappatoia” legale)
- Confessione pubblica di Teofilo, poi assistito dalla Vergine si prepara a morire
- Tendenza a personalizzare i rapporti sovrannaturali: uomo-Dio; uomo-diavolo
- Forte senso della localizzazione, sia per Dio, sia per il Diavolo = relazioni poste nell’ordine del concreto
- C’è spazio per l’azione umana = parziale negazione dell’onniscienza e onnipresenza di Dio
- Sfasamento fra sostanza e forma nell’ordine etico-teologico:
sostanza: il pentimento di Teofilo
forma: non basta che il pentimento sia sincero, ci vuole un intercessore che proceda all’annullamento formale del patto
- È una sfasatura che si risolve anche sul piano temporale
- Institutio religione chhristianis di Calvino: Riforma = ripensamento della relazione uomo-Dio secondo la volontà di regolare un rapporto diretto, non mediato = Calvino esclude l’esistenza di mediatori (ex. Madonna e Santi) vs Rutebeuf
- La religione col passare del tempo diventa sempre più interiore, sempre meno concreto, e così la relazione fra uomo e Satana

Doctor Faustus di Marlowe

- Iniziatore del teatro elisabettiano, Shakespeare è più giovane
- Riprende una leggenda popolare relativa a Faust, figura storica
- Prima versione tardo medievale: Faustbuch, autore anonimo,
- In tedesco (1587), testo di grande fortuna europea = agiografia rovesciata = vita di un grande peccatore, testo fortemente moralista
- Testo povero dal punto di vista letterario, però riferimento di Marlowe
- In Marlowe: Faust diventa personaggio complesso, ha aspetti dell’uomo del Rinascimento (in Inghilterra è un secolo in ritardo rispetto l’Italia)
- Scena prima: appare Faust deluso dagli studi, è in ambiente universitario = figura di intellettuale (sempre Faust è rappresentato come un personaggio outsider rispetto alla mentalità comune del suo tempo)
- L’alternativa è la magia
- Come nel Genesi desiderio di conoscenza che diventa desiderio di potenza e di onnipossenza
- Idea di “frugare tutti gli oceani ecc…” : è il progetto di espansione che l’Inghilterra sta mettendo in atto in quel momento storico
- La scena si ambienta in Germania a Wittemberg
- “per cacciare il principe di Parma”?
- C’è ancora molto medioevo, ma già elemento tragico

Mercoledì: sospensione dalle 10 a 12 (8/10/2013)

- In tutto il teatro elisabettiano continuano ad esservi elementi medievali, ancora legame col teatro religioso = Moralites
- Marlowe già usa il monologo (Faust inizia con un monologo), poi perfezionato da Shakespeare
- Atto I, scena III, v.240 e seguenti: invocazione dei demoni
- Faust ordina a Mefistofele di cambiare aspetto e di vestirsi da frate (allusione antifratesca)
- Faust, come Tamerlano di Marlowe sono personaggi votati all’excessus
- I diavoli parlano in maniera teologicamente corretta: ex. si parla dell’anima di Faust come qualcosa di glorioso
- Tema delle regole del sovrannaturale: ex. per diventare mago si deve (= è un rito) rinnegare la Trinità e pregare con devozione il diavolo
- Si riprende il tema della caduta dell’angelo: Mefistofele narrando il fatto introietta la logica di Dio: definisce Lucifero superbo, ambizioso, superbo: racconta il fatto dal punto di vista di Dio
- Faust chiede come fa Mefistofele ad essere fuori dall’Inferno, risposta: “Ma qui è inferno, non ne sono fuori” (dopo “Dove siamo è inferno” - mentalizzazione dell’inferno) - c’è già una spiritualizzazione dell’inferno (vs. Inferno di Dante = posto, topografia infernale), chiarificazione teologica: la dannazione di Mefistofele è di aver conosciuto Dio e non poterne godere la grazia
- Miti moderni: Faust, Don Giovanni, ebreo errante - (parallelo fra Faust e l’Ulisse di Dante = sfida del limite)
- Brueghel? quadro con scena rurale + nave, accanto alla nave si vede la caviglia di un piede = “La caduta di Icaro”
- v 388 in poi, scena V, I atto “Dispera in Dio, credi in Belzebù”
- Verso una modernizzazione dell’immagine di Satana: Faust: “il mio nuovo Dio è il Desiderio (Appetite da appetitum)
- Due angeli, buono e cattivo, tentano l’anima di Faust (come in Rutebeuf)
- Elemento pratico e splatter: bisogna sciogliere il sangue che si è raggrumato
- Scena del contratto = tutto è comprabile = etica borghese
- Individualismo moderno: non accetta limitazioni da istanze superiori (parallelo ex. individualismo nella concezione del corpo del femminismo)
- Consummatum est: espressione dai vangeli, passo dalla crocifissione
- Scritta sul braccio: “homo fuge” - (tema del rifiuto della fuga anche in Don Giovanni)
- Il teatro tende già a soggettivizzazione - ex. visioni di Macbeth, visioni di Amleto
- Parallelo col “i sensi mi ingannano di Faust”
- Freud usa il termine fantasma in senso psichico
- L’inferno non ha limiti… dove siamo è inferno = inferno de spazializzato
- Pulsione erotica = Don Giovanni
- Pulsione conoscitiva = Faust
- Ma nei primi Faust c’è anche un elemento di esperienza sensuale
- Parallelo: impossibilità di Faust di pentirsi
- Incapacità di pregare di Claudio nell’Amleto
- Man mano che si avvicina il termine del contratto: desiderio di Faust di dissolversi, di non avere un’anima, di essere nulla, una fantasia di non essere (come se in quella mentalità non vi fosse la possibilità di non essere)
- Collega Wagner, anche in Goethe
- “Non avessi…mai letto un libro”
- Vorrebbe alzare le mani ma gliele tengono ferme: sia diavoli, ma anche difficoltà interna
- Ultimo monologo scandito dai rintocchi dell’orologio, che segna l’avvicinarsi dell’ora della cattura di Faust da parte dei diavoli
- Faust vorrebbe più tempo per potersi pentire
- Poi chiede che la sua permanenza all’Inferno sia lunga ma limitata, alla fine spera di poter ottenere la salvezza
- Locke: attitudine illuminista, anche l’Inferno deve avere una fine

Macbeth

- Streghe: da tradizione popolare
- Ma tradizione problematizzata: confine labile fra valore oggettivo e soggettivo del sovrannaturale
- Inizio cinematografico = dinamismo nel passaggio da un cronotopo all’altro (vs. unità aristoteliche)
- “Gattomammone” = Satana
- Mondo in subbuglio - in primo luogo dal punto di vista atmosferico = confusione di tutti i valori
- “Sorelle destinatrici” = legate al destino
- Banquo coglie un trasalimento in Macbeth: “perché ti turbi per una profezia favorevole?”
- Stessa scena in Amleto: dubbio: cosa sei?
- Banquo si mostra più forte perché non ha desideri, e quindi nemmeno paure (psicologia: profezia che si auto avvera)
- Profezie delle streghe: -profezia di Edipo: dato di fatto che si avvera contro il desiderio di Edipo
- Profezia per Macbeth: le profezie delle streghe toccano dei desideri di Macbeth, come se le streghe dessero un nome ai suoi desideri
- Banquo “come il demonio può dire il vero?”
- Ma spesso gli “instruments of darkness” dicono il vero per poi ingannare maggiormente
- Sempre in Shakespeare il male è sia esterno, sia interno
- Il desiderio è posto sotto il segno del demoniaco
- Tentativo di deresponsabilizzarsi dal proprio desiderio: se è la sorte che mi vuole re lo diventerò senza fare niente
- Sorta di nihilismo di Macbeth: “anche il giorno più terribile il tempo e l’ora lo portano via”
- Lady Macbeth: Macbeth deve prendersi la responsabilità del proprio desiderio
- “Strappatemi il mio sesso”: negazione dell’ideale euforico della femminilità
- Atto I, scena 7 - Lady Macbeth: “hai paura di essere nei tuoi atti e nel valore ciò che sei nel desiderio?” - tema della svirilizzazione
- “Accoppiando il non oso col vorrei”
- Macbeth: “io oso tutto ciò che all’uomo si confà, chi osa di più non lo è”
- Atto II - Sovrannaturale vicino ad allucinazione (= sovrannaturale in soggettiva) “o sei soltanto un coltello mentale?”
- Non riesce a dire amen
- Lady Macbeth: componente illuminista: non c’è ragione di avere paura dei morti
- Macbeth: “meglio non sapere chi sono, piuttosto sapere che cosa ho fatto” - desiderio di essere nulla
- Scena II, atto III - Lady Macbeth: “il fatto è fatto”
- Macbeth vuole liberare il mondo dalle conseguenze del suo atto, eliminare tutti quelli che potrebbero chiedergli conto di ciò che ha fatto = sorta di utopia, rendere il fatto assoluto, privo di conseguenze
- Formazione di compromesso fra componente oggettiva e soggettiva del sovrannaturale: Banquo c’è, ma lo vede solo Macbeth
- Lady Macbeth “quel che vedi è il ritratto del tuo spavento” - appunto da psicanalista

15/10/2013

- Scena IV, atto III - vede il fantasma di Banquo seduto a mensa
- Macbeth è convinto, all’inizio, che anche Lady M. veda Banquo
- Cambio scena: si vedono di nuovo le streghe
- Cambio di scena: dialogo fra Lennox e nobiluomo: si capisce che l’entourage di Macbeth è scontento e pronto a tradirlo
- Atto IV: di nuovo le streghe
- I apparizione = testa armata (sprofonda= tipico degli enti infernali)
- II apparizione = bambino insanguinato (“nessun nato di donna potrà nuocere a Macbeth”)
- III apparizione = bambino incoronato con in mano un ramo d’albero (“non sarai vinto fino a quando il bosco di Birghman muoveranno contro di te”)
- (Tema dell’insonnia)
- Intimano a Macbeth: “non volerne sapere di più”
- (Consonanze con l’Edipo re: tragedia della conoscenza)
- Macbeth chiede se regneranno i figli di Banquo - risposta affermativa delle streghe
- Scena della sfilata: le streghe convocano otto ombre di re, e Banquo, l’ultimo re ha in mano uno specchio dove si vedono altri re
- Ancora una volta Macbeth chiede a Lennox se non ha visto le streghe: non le ha viste
- Senso di lotta contro il tempo: Macbeth vuole che sull’istante ogni desiderio diventi realtà
- Rimpianto per aver indugiato a uccidere MacDuff che è fuggito in Inghilterra per preparare la ribellione
- Vuole che il fatto tenga subito dietro al pensiero (vs. Amleto)
- Macbeth lotta contro le conseguenze delle sue azioni, ma ad ogni nuova azione crea altre e peggiori conseguenze
- Processo di umanizzazione di Satana:
- Battuta di MacDuff, scena IV, atto III, vs. 56-58 : Macbeth (= l’umano) si dimostra più diabolico del male stesso = il male non è esterno, ma interno all’uomo
- Ma MacDuff stesso si rappresenta come terribile (vd. Amleto)
- (Harold Bloom: Shakespeare o l’invenzione dell’umano)
- Una fonte indiretta di Shakespeare è Machiavelli: -addirittura personaggio del teatro elisabettiano, (vd. Marlowe)
- Rompe con la tradizione dello speculum principis
- Atto V: sangue sulle mani di L.M. : - sia apparizione soprannaturale
- Sia ossessione della mente
- (Processo di internalizzazione di Satana; prima Satana era esternalizzato)
- Ultimo Macbeth: senso del nulla = “la vita non è che un’ombra vagante, un povero attore…e poi non se ne sa più nulla, è un racconto fatto da un idiota…che non significa niente”

16/10/2013

Pedro Calderon de la Barca: siglo de oro

- Il mago prodigioso: -epoca proto cristiana, il cristianesimo non era ancora religione di Stato = mette in scena una persecuzione
- Cipriano e Giustina, entrambi santi
- Genere: sovrannaturale di tradizione (sia religiosa, sia folklorica), ma comincia ad esserci una problematizzazione
- Orlando: “sovrannaturale di tradizione con figurazione di problemi”
- Questione del libero arbitrio: Sant’Agostino - grazia
- Pelagio - no grazia, libero arbitrio più ampio
- In occidente: -prima è vincente la linea agostiniana
- Poi prevale la linea pelagiana (vd. umanesimo, rinascimento, illuminismo)
- Gesuiti: sostenitori della linea protestante = solo grazia (anche se gesuiti più morbidi nei confronti della natura umana, rispetto ai protestanti)
- Testo di Calderon controriformistico: difende l’idea del libero arbitrio
- Cipriano legge in Plinio una definizione di Dio onnipotente - va contro l’idea del politeismo, in cui vi è una divisione dei poteri
- Il demonio che entra in scena non si presenta come tale a Cipriano, ma come un signore elegantemente vestito
- Tutte le battute del diavolo sono pregne di ironia tragica: il pubblico le comprende intere, non Cipriano
- Lelio e Floro litigano perché amano entrambi Giustina, che non è interessata a nessuno dei due; Cipriano interviene e si propone come mediatore presso Giustina
- Anche in Calderon ci sono dei cambi di scena che rompono le unità aristoteliche (l’unica che vale qui è quella di azione)
- Ci si sposta nella casa del creduto padre di Giustina: sono due cristiani
- Giustina non sa di essere figlia di una donna uccisa dal marito perché cristiana, solo in seguito è stata raccolta da Lisandro
- Nel teatro classico francese c’era una separazione netta fra tragico e comico
- Bufera: sia esterna, sia interna a Cipriano: è lo sconvolgimento dell’amore per Giustina
- “Per possedere questa donna darei l’anima”
- La leggenda della caduta degli angeli viene proiettata su uno scenario di ribellioni feudali
- Demonio = qui libertino, ride della virtù di Giustina
- Cipriano è pagano, ma intellettuale (un po’ come il Faust di Marlowe e di Goethe), ma sconvolto dall’amore ha abbandonato gli studi
- “Facciamo la scrittura”: scena topica del contratto
- Il monte, immagine di Giustina, viene fatto spostare dal diavolo = ma il monte è privo d’anima e quindi di libero arbitrio
- Il diavolo fa apparire Giustina che dorme
- Amore in Tasso e Calderon: posto sotto il segno del male (vs. Ariosto)
- “Per averlo immaginato ne hai già compiuto metà” = intuizione psicologica = valore del desiderio

21/10/2013

Calderon de la Barca

- Riscrittura di una agiografia: Cipriano e Giustina
- Sovrannaturale di tradizione ma con figurazioni di problemi = problematico (vd. Riforma: problema del libero arbitrio)
- Il demonio cerca sempre di ingannarlo, gli presenta dei miraggi
- La visione di Giustina si trasforma in uno scheletro: = Barocco
- Cipriano si lamenta col demonio di non aver mantenuto il patto
- L’apparizione di Giustina è sovrintesa dalle forze del bene, perché disvela a Cipriano la mala fede del demonio
- Maggiore spiritualizzazione della relazione uomo-Satana, ma resta sempre un rapporto medievale: vd. l’alterco, quasi zuffa fra Cipriano e Satana = concretezza tipica del Medioevo
- Le scene finali presentano un momento catarchico: (tema barocco = opposizione apparenza-realtà - vd. La vida es suegno)
- Temono tutti e due che l’altro sia un fantasma del loro desiderio = duetto di amore negato
- Continua negazione che però afferma
- Scena 26 entrano in scena i servi che si contendono l’amore di Livia: si decide di dividersela un giorno ciascuno
- Il demonio costretto da Dio scagiona Giustina (proprio al demonio quindi è affidata la morale finale del testo)

Praz: -idea che con Tasso e poi con la ripresa di Milton la figura di Satana cambia aspetto
- La letteratura da essere schierata contro Satana comincia a presentarlo in maniera più simpatetica

1782 Schiller scrive i Masnadieri: da questo momento in poi la figura del bandito viene

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/14 Critica letteraria e letterature comparate

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Karenina3 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Teoria della letteratura e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pisa o del prof Brugnolo Stefano.
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